Un nuovo canale di Panama

Quanto sto per raccontarvi non è un racconto inventato, ma solo e soltanto la verità. Siamo nel 1971 e a Tucson si svolge il primo congresso internazionale sulla fisica degli asteroidi. Una data epocale, dato che da quel momento gli asteroidi smettono di essere solo punti luminosi, ma diventano entità fisiche. Qualcuno, però, era già troppo avanti…

A seguito del Congresso “Physical Studies of Minor Planets”, tenutosi a Tucson (Arizona) nel 1971, viene pubblicato un volume storico dell’Unione Astronomica Internazionale, che raccoglie i discorsi invitati e una selezione delle relazioni presentate al meeting. Per le relazioni vale la regola dei “referee”, ossia degli arbitri che giudicano se i lavori siano scientificamente validi. Tra questi vi è un articolo di  Samuel Herricks, del Caltech di Los Angeles. Sicuramente è un esperto di dinamica asteroidale e non certo un dilettante allo sbaraglio. Tuttavia, il suo lavoro lascia i “referee” di stucco. Tutto l’articolo è un bel racconto di fantascienza, ma niente a che vedere con un congresso professionale. Ecco un brano molto indicativo dell’articolo dal titolo “Exploration and exploitation of Geographos in 1994” , tradotto in italiano (letteralmente):

“… Una luce accecante attraversa il cielo notturno di Quito, Bogotà, Medellin; un enorme scossone sulla terra e nell’aria si estende nella jungla inesplorata del nord-ovest della Colombia. Per la prima volta uno sforzo cosciente della mente umana domina l’energia del Sistema Solare e incrementa enormemente la sempre più magra quantità di materiali fondamentali per l’uomo.

Anno: 1994      Giorno: 25 agosto

Risultato: un nuovo canale tra due oceani e la possibilità di estrarre un tesoro di circa 300 miliardi di dollari (1969) in nichel e altri metalli pesanti come l’osmio, l’iridio, il platino, l’oro, ecc.

Problemi: enormi, stimolanti, costruttivi …

il nuovo canale di Panama
Il nuovo Canale di Panama che poteva essere scavato da Geographos nel suo passaggio ravvicinato del 1994 (leggermente modificato…)

Cosa proponeva l’articolo di Herricks? Presto detto. Nel 1994 ci sarebbe stato un passaggio ravvicinato dell’asteroide 1620 Geographos con la Terra. L’oggetto, scoperto nel 1951, era a quel tempo l’asteroide più allungato che si conoscesse: 5 x 2 km, un vero sigaro! Si poteva intervenire fin da subito con manovre spaziali più o meno attuabili e modificare l’orbita del piccolo corpo celeste per farlo cadere sul nostro pianeta con velocità e modalità perfettamente controllate. Geographos si sarebbe schiantato con un bassissimo angolo di incidenza nella giungla della Colombia occidentale, scavando un canale artificiale tra Oceano Atlantico e Pacifico. A quei tempi il commercio con le navi era ancora importantissimo e il canale di Panama non riusciva a soddisfare tutte le richieste. Inoltre,  il corpo celeste non si sarebbe distrutto completamente e avrebbe fornito una straorinaria miniera a cielo aperto.

Cosa pensate che abbiano concluso i referee? Articolo bocciato, non senza parecchie risatine e un po’ di sguardi sprezzanti da parte di molti colleghi. Era appena cominciata una nuova fase di studio, con risvolti interessantissimi, e già erano entrati in gioco i soliti pazzoidi con idee assurde.

In realtà, la fisica degli asteroidi fece in fretta passi da gigante  e nel 1979 si tornò a Tuscon (questa volta  ero presente anch’io) con una mole di dati e di idee innovativi ed esaltanti. Anche la meccanica celeste era andata di conserva e si era resa conto che quei puntini luminosi avevano una massa e contenevano materia. Eravamo un gruppo di giovani pieni di entusiasmo e di voglia di costruire partendo praticamente da zero. E anche con un’apertura mentale profondamente cambiata.

Il povero Samuel Herriks era scomparso nel 1974, profondamente colpito nel suo amor proprio da quel rifiuto troppo conservativo e sprezzante. Non possiamo, però, nemmeno dare troppa colpa ai referee del 1971: si era ancora indietro e le menti si stavano appena aprendo. Samuel era andato troppo in là, estrapolando tecniche e meccanismi ancora all’ABC. Il suo progetto non sarebbe stato realizzabile nel 1979, ma sicuramente degno di considerazione e pieno di spunti per il futuro. Non per niente, ormai si parla di deviare asteroidi, con varie tecniche, senza alcun problema di credibilità.

Geographos
1620 Geographos in un’immagine radar ottenuta proprio a Goldstone nel 1994, quando era a 7 milioni di chilometri dalla Terra. (Fonte: Steven J. Ostro, JPL, NASA)

Conclusione della storia? Il lavoro di Herricks venne inserito come relazione invitata e presentato dalla figlia al Congresso del 1979. L’articolo fu pubblicato integralmente nel volume (Asteroid 1) che ne seguì.

Che dirvi? Anche la Scienza ha spesso e volentieri gli occhi velati da visioni troppo conservative. Basterebbe chiedere a Galileo Galilei e a Giordano Bruno…

Oggi sappiamo che gli asteroidi potrebbero essere miniere eccezionali e  basi spaziali quasi perfette. Inoltre, sarebbero essi stessi astronavi estremamente economiche, sia per missioni scientifiche che per ipotetici viaggi “turistici”. Più che spiegarvi il “perché” a parole, basta mostrarvi la figura che segue, relativa al piccolo asteroide 3554 Amun. Esso è di tipo “M”, ossia ricco di metalli pesanti (e preziosi).

l'orbita dell'asteroide Amun
3554 Amun, oltre che una miniera e una stazione spaziale ideale, sarebbe anche una magnifica nave da crociera interplanetaria.

La sua orbita molto allungata oltrepassa quella di Giove e passa vicino alla Terra e a Venere. Ecco tutto ciò che potrebbe regalarci:

(1) Il propellente per alcune manovre, offerto “in loco”

(2) Alberghi viaggianti, fattorie, stazioni di servizio, ecc.

(3) Il 30% dei minerali estratti nella storia dell’uomo

(4) 30 miliardi di tonnellate di ferro

(5) 1 milione di tonnellate di platino e affini

Ma, soprattutto, sarebbe una magnifica ASTRONAVE DA CROCIERA (basterebbe scegliere bene il capitano… vietando gli “inchini”). Senza spendere un euro di carburante (a parte il raggiungerlo) permetterebbe di visitare tutto il Sistema Solare interno con bellissime viste su Terra, Venere, Marte, Giove (a distanza di sicurezza) e i suoi compagni asteroidi di fascia principale nonché i troiani di Giove. Crociere di pochi anni, anche di servizio, fornendo comode orbite di trasferimento verso il pianeta rosso.

Se Herrick fosse ancora vivo ci avrebbe già pensato da tempo…

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9 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Grande Enzo! Che bella storia, di un Uomo e di tutti gli Uomini ricchi di cultura scientifica, ma anche di fantasia e di curiosità.

    c'è materia per una intrigante sceneggiatura...

  2. non avevo mai pensato agli asteroidi in maniera " positiva ". oggetti da studiare, si ma comunque sempre brutti, scuri, freddi e pericolosi...
    pensandoli invece sotto questa nuova prospettiva... in effetti potrei ripensarci...

  3. Ho letto diversi articoli che spiegno come gli asteroidi possano essere sfruttati a nostro favore per diversissime tipologie di impiego. Quello che mi colpì maggiormente parlava di utilizzare un asteroide in orbita stazionaria intorno alla terra per ancorarci un "cavo" che avrebbe dovuto guidare un "ascensore", praticamente un "ascensore per lo spazio".
    Però di far precipitare un asteroide per sfruttarne le risorse di cui è composto non avevo mai letto.
    Capisco che in quegli anni l'idea di sfruttare un asteroide per un qualsiasi scopo fosse molto innovativa ma a parte questo (che non è poco!!) Prof. Zappala, pensa davvero sia possibile far precipitare sulla terra un asteroide di quelle dimensioni sul nostro pianeta senza rischiare di ............. distruggere tutto?

  4. Citazione Originariamente Scritto da tony70xx Visualizza Messaggio
    Ho letto diversi articoli che spiegno come gli asteroidi possano essere sfruttati a nostro favore per diversissime tipologie di impiego. Quello che mi colpì maggiormente parlava di utilizzare un asteroide in orbita stazionaria intorno alla terra per ancorarci un "cavo" che avrebbe dovuto guidare un "ascensore", praticamente un "ascensore per lo spazio".
    Però di far precipitare un asteroide per sfruttarne le risorse di cui è composto non avevo mai letto.
    Capisco che in quegli anni l'idea di sfruttare un asteroide per un qualsiasi scopo fosse molto innovativa ma a parte questo (che non è poco!!) Prof. Zappala, pensa davvero sia possibile far precipitare sulla terra un asteroide di quelle dimensioni sul nostro pianeta senza rischiare di ............. distruggere tutto?
    gli asteroidi sono i più facili da raggiungere tra tutti i corpi celesti (compresa la Luna): basta scegliere quello giusto.
    Penso, quindi, che sia meglio andare noi da lui e non il viceversa. Tuttavia, penso che nel giro di pochi decenni (al più) si sarà in grado di far planare un asteroide sulla Terra senza grossi danni. teoricamente anche adesso, ma è meglio che la tecnologia avanzi ancora un po'.
    In ogni caso, abbiamo già sfruttato gli asteroidi... La miniera di Sudbury, in canada, ricchissima di nichel e molti elementi preziosi non è altro che ciò che resta di un asteroide che ha colpito la Terra qualche centinaio di milioni di anni fa...
    E dammi del tu... mi raccomando!

  5. Tuttavia, penso che nel giro di pochi decenni (al più) si sarà in grado di far planare un asteroide sulla Terra senza grossi danni. teoricamente anche adesso, ma è meglio che la tecnologia avanzi ancora un po'.
    .....mmmm.... questo mi lascia pittosto perplesso....

  6. Citazione Originariamente Scritto da marcom73 Visualizza Messaggio
    .....mmmm.... questo mi lascia pittosto perplesso....
    è un po' come fare atterrare uno shuttle... Basta che raggiunga una velocità relativa sufficientemente bassa e che l'angolo sia quello giusto... Per variare la velocità relativa si potrebbe dargli i giusti colpetti quando è in un punto lontano dell'orbita (ovviamente se ne prende uno con un'orbita adatta... ma ce ne sono tanti...)

  7. Citazione Originariamente Scritto da Vincenzo Zappalà Visualizza Messaggio
    E dammi del tu... mi raccomando!
    Vincenzo Zappalà (1945) è un astronomo italiano. Il suo campo di interesse prevalente è quello relativo allo studio del sistema solare ed in particolare dei corpi minori, quali comete ed asteroidi. Il MPC gli accredita la scoperta di nove asteroidi.
    Vanta al suo attivo oltre 250 pubblicazioni sulle maggiori riviste scientifiche internazionali. I suoi maggiori risultati scientifici hanno riguardato lo studio delle proprietà rotazionali degli asteroidi e la definizione di un nuovo metodo, oggi universalmente riconosciuto, per la definizione delle famiglie asteroidali. È stato varie volte membro di consigli scientifici di congressi internazionali, oltre che presidente di alcuni di questi. Ha tenuto numerose conferenze in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone e in Russia (presso l'Accademia delle Scienze). Dal 1997 al 2000 è stato il Presidente della Commissione 15 dell'Unione Astronomica Internazionale, di cui è membro dal 1975. È stato anche co-leader del gruppo di lavoro sul sistema solare della missione spaziale Gaia.
    Gli è stato dedicato l'asteroide 2813 Zappalà, scoperto da Edward L. G. Bowell nell'Osservatorio Lowell di Flagstaff in Arizona.

    Ci provo ...............

  8. Citazione Originariamente Scritto da tony70xx Visualizza Messaggio
    Vincenzo Zappalà (1945) è un astronomo italiano. Il suo campo di interesse prevalente è quello relativo allo studio del sistema solare ed in particolare dei corpi minori, quali comete ed asteroidi. Il MPC gli accredita la scoperta di nove asteroidi.
    Vanta al suo attivo oltre 250 pubblicazioni sulle maggiori riviste scientifiche internazionali. I suoi maggiori risultati scientifici hanno riguardato lo studio delle proprietà rotazionali degli asteroidi e la definizione di un nuovo metodo, oggi universalmente riconosciuto, per la definizione delle famiglie asteroidali. È stato varie volte membro di consigli scientifici di congressi internazionali, oltre che presidente di alcuni di questi. Ha tenuto numerose conferenze in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone e in Russia (presso l'Accademia delle Scienze). Dal 1997 al 2000 è stato il Presidente della Commissione 15 dell'Unione Astronomica Internazionale, di cui è membro dal 1975. È stato anche co-leader del gruppo di lavoro sul sistema solare della missione spaziale Gaia.
    Gli è stato dedicato l'asteroide 2813 Zappalà, scoperto da Edward L. G. Bowell nell'Osservatorio Lowell di Flagstaff in Arizona.

    Ci provo ...............
    vedrai che è facilissimo!!!!