Viaggiamo verso le stelle vicine – il sistema di Gliese 65

In questa puntata andremo dalle parti di un sistema binario formato da due stelle variabili (BL e UV Cet, entrambe molto deboli) e noto con molte denominazioni tra le quali ho scelto Gliese 65

Il sistema Gliese 65 è formato da (almeno) due stelle che si chiamano GL 65A e GL 65B (dove GL è l’ovvia abbreviazione di Gliese, il catalogo di stelle vicine) e si trovano alla piccola distanza di 8.73 al (anni luce).

Questi nomi però non dicono niente, dal momento che sono degli alias di altrettanti nomi che indicano se non altro la costellazione di appartenenza: al momento della loro scoperta avevano ricevuto rispettivamente i nomi BL Cet e UV Cet.

Gli appassionati di Astronomia sanno bene che quando una stella è individuata da una coppia di lettere maiuscole (BL e UV) allora si tratta di stelle variabili.

In particolare la componente B , UV Cet, è una variabile a brillamento, capostipite delle variabili di tipo UV Ceti, che presenta picchi di luminosità molto rapidi nel giro di un minuto e variazioni improvvise dopo alcune ore.

Caratteristica che accomuna le due stelle è di essere nane rosse : la stella principale della coppia è di classe spettrale M5.5 di magnitudine 13, mentre la compagna è di classe spettrale M6.0 e praticamente ha la stessa magnitudine.

Due stelle vicine in tutti i sensi

Entrambe sono molto vicine al nostro Sistema Solare, viaggiando nel cosmo ad una distanza di 8.7 anni luce (al ) e la componente UV Cet è stata scoperta a metà del ventesimo secolo dall’astronomo olandese Luyten, tant’è che una delle denominazioni di questa stella è proprio Stella di Luyten. Le due stelle ruotano come di consueto attorno al baricentro del sistema stellare con un’orbita molto eccentrica (0.62) mantenendosi ad una distanza che può variare da 2.1 a 8.8 UA (Unità Astronomiche, la distanza Terra-Sole). Attenzione! Unità Astronomiche e non anni luce !

Grazie a Celestia vediamo le orbite molto eccentriche delle due stelle

la coppia di stelle variabili UV e BL Cet

mentre con Stellarium vediamo dove si trova la coppia di variabili, nella parte meridionale della costellazione del Cetus (la Balena)

la coppia di stelle si trova nella costellazione della Balena

Ritorniamo un attimo alle caratteristiche orbitali del sistema Gliese 65 , con la loro distanza minima (2.1 UA) e massima (8.8 UA) e cerchiamo di paragonarle alle distanze all’interno del nostro Sistema Solare.
Se poniamo una delle due componenti al posto del Sole, l’altra si muoverà nel cielo a partire da una distanza pari a quella degli asteroidi della fascia principale, per arrivare fino ad una distanza a poco più che metà strada tra Giove e Saturno, in un’orbita percorsa in un tempo lunghissimo, pari a 26.5 anni, praticamente un anno in più di quanto impiega il pianeta con gli anelli per orbitare intorno al Sole.

Se ci ponessimo a 100000 km dal centro di BL Cet, la compagna apparirebbe di magnitudine -11.80,  mentre ponendoci a 100000 km dal centro della secondaria, la stella primaria apparirebbe di magnitudine -12.25, quindi leggermente più luminosa ed entrambe praticamente con la luminosità della Luna vista dalla Terra.
Va da sè che ponendoci in un ipotetico pianeta che ruotasse intorno al sistema binario, vedremmo uno spettacolo davvero invidiabile, con il cielo solcato da due stelle rosse molto luminose.

Una marea di sigle

Dal catalogo stellare SIMBAD troviamo per i sistema binario Gliese 65 un grande numero di denominazioni, a seconda del catalogo stellare in cui la coppia è stata inserita

I cataloghi stellari in cui appare il sistema Gliese 65

Tra queste sigle, una delle tante è “Karmn J013090-179AB” dove “Karmn” corrisponde a “CARMENCITA”.

Per chi volesse conoscere il significato di questo acronimo, che ricorda una caffettiera, sempre da SIMBAD leggiamo che CARMENCITA deriva da “CARMENES Cool dwarf Information and daTa Archive” (ho evidenziato in neretto le lettere che compongono l’acronimo) ed a sua volta CARMENES è dato da “Calar Alto high-Resolution search for M dwarfs with Exoearths with Near-infrared and optical Echelle Spectrographs”… Ce n’è per tutti!

In definitiva la sigla CARMENCITA è l’acronimo di “Calar Alto high-Resolution search for M dwarfs with Exoearths with Near-infrared and optical Echelle Spectrographs Cool dwarf Information and daTa Archive”: un plauso all’inventiva e alla simpatia degli Astronomi iberici dell’Osservatorio di Calar Alto, un altopiano a più di 2000m nella Spagna meridionale.

Un sistema stellare in movimento

Igor Potemine, dell’Istituto di Matematica di Toulouse, facendo seguito agli studi da parte di J.M.Deltorn e P.Kalas, ha analizzato il moto del sistema binario Gliese 65 ed ha scoperto che fra circa 31500 anni si verificherà un incontro ravvicinato con ε Eridani (Ran, ricordatevi questo nome!).

Il sistema passerà ad appena 0.93 al da questa stella vicina (che incontreremo a breve in questa stessa categoria di articoli) e rimarrà in quella zona di cielo per un periodo di tempo di circa 4600 anni.

Dal momento che intorno alla stella dell’Eridano è stato scoperto un pianeta extrasolare, c’è pure la possibilità che ad una certa distanza dalla stella sia presente una nube di Oort contenente principalmente comete, come nel Sistema Solare.
Proprio il passaggio ravvicinato a meno di un anno luce del sistema binario sarà probabilmente in grado di perturbare gli oggetti presenti in questa nube. Ipotesi davvero suggestiva, che comunque noi non potremo mai verificare!

Ovviamente troviamo le due stelle all’interno del DSS (Digitized Sky Survey)

le due stelle componenti di Gliese 65 nel catalogo DSS

Il cielo del sistema Gliese 65

Cliccando su questa immagine

il cielo visto da Gliese 65

si aprirà dopo qualche secondo un’altra finestra con la mappa stellare interattiva del cielo visibile da un ipotetico pianeta in prossimità di una delle due stelle binarie: come sempre vi segnalo le costellazioni che più hanno risentito dell’effetto parallattico, deformandosi ad iniziare dall’Aquila, il Cigno e Cefeo che praticamente sono irriconoscibili.

La “W” che ben conosciamo per Cassiopea è ora diventata un simbolo di “radice quadrata“, ma al contrario, mentre tra le due Orse, la Maggiore è praticamente immutata, mentre la Minore assomiglia più ad un cucchiaio.

I Gemelli Castore e Polluce presentano un collo molto lungo, mentre Orione, praticamente immutata nelle sue stelle principali (grazie alla loro grande distanza), è stata attraversata da ε Eridani, oramai scappata via dall’alveo del fiume.

Due stelle brillanti: Sirio si è spostata all’interno dell’Idra, mentre Procione si è avvicinata al Leone, che è rimasto quasi uguale.

La Vergine invece, quasi immutata, ha adesso un illustre ospite, nientemeno che α Centauri, mentre parlando di ospiti importanti, abbiamo che la costellazione di Bootes presenta accanto ad Arturo il nostro Sole, che brilla non più di tanto, con una magnitudine pari a 2.0.

Passando ad un’altra parte di cielo di Gliese 65, il famosissimo e stupendo Scorpione, qui è diventato un po’ spigoloso, mentre il Sagittario presenta una Teiera deformata e sghimbescia…

Infine ammiriamo la cura dimagrante della costellazione della Balena mentre ritroviamo una Croce del Sud non deformata, ma molto più allungata.

Appuntamento alla prossima puntata con un’altra stella vicina, Ross 154.
Rimanete sintonizzati!

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4 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Sarebbe interessante citare che Tau Ceti è ora una delle stelle più brillanti del cielo.

    Poi a proposito di costellazioni deformato, penso che più che a Perseo (praticamente uguale) ti riferissi a Cefeo (tutta stravolta).

  2. @Ro84
    hai perfettamente ragione su Perseo e Cefeo: ora correggo l'articolo...
    per tau Cet il nome con cui l'ho indicata è Al Naymat II ed è molto vicina alla coppia di stelle, a 3.2 al di distanza: quello che non mi ritrovo è (giustamente!) la sua luminosità...
    ottima occasione per verificare l'algoritmo di calcolo della magnitudine: non è escluso ci sia un bug.

    grazie ancora per le segnalazioni!

  3. Un dubbio:

    se ci ponessimo in prossimità di BL Cet, la compagna apparirebbe di magnitudine -23, molto simile alla luminosità del Sole visto dalla Terra (-26.8) mentre in vicinanza della secondaria la stella primaria apparirebbe di magnitudine -12, praticamente la luminosità della Luna
    Quindi la componente principale, BL Cet, ha una luminosità minore rispetto alla secondaria?

  4. @mbrio76
    hai proprio ragione...
    ho fatto adesso un po' di prove con Celestia e ponendomi a 100000 km da BL Cet, UV ha una magnitudine di -11.80
    mentre ponendomi a 100000 km da UV Cet, BL ha una magnitudine di -12.25

    come è logico che sia, soprattutto visto che BL ha una magnitudine assoluta di 15.47 contrapposta a 15.92 della secondaria UV
    invece il raggio di BL è 54300km, mentre UV è leggermente più grande (62100 km): è comunque una secondaria più grande della primaria!

    forse spostandomi da una stella all'altra non avevo fatto il refresh della tabellina con le magnitudini apparenti.

    grazie della segnalazione!!
    ora correggo l'articolo con questi valori...

    PS ovviamente mi sto basando dei valori forniti da Celestia: ben vengano nuovi valori più aggiornati!