Un’altra forma di vita

No, non è una mia scelta paranoica. Ho inserito apposta due articoli diretti ancora alla bioastronomia, per farveli leggere di seguito. E’ proprio un momento particolarmente importante per la vita su altri mondi. Anzi, è meglio dire per una nuova IDEA della vita. Sono finiti i tempi degli UFO e degli alieni mostruosi. Ed è proprio lo studio della nostra Terra che ci insegna cosa studiare domani al di là degli obsoleti confini del Sistema Solare. Mi rendo sempre più conto che la distanza enorme che ci separa dagli esopianeti, sempre più frequenti, è in fondo una garanzia per ottenere risultati inoppugnabili.

E’ stato necessario scavare per due chilometri e mezzo nel fondale oceanico per superare lo strato di fango depositatosi nel corso del tempo e analizzare direttamente la crosta oceanica. In altre parole, non cercare la contaminazione dovuta alla nostra biosfera, ma ciò che veramente vive nel fondale.

Le due cose sono ben diverse. Forse questo fatto ha portato a qualche incomprensione o confusione. Non è vero che la vita di superficie si è trasferita in profondità per sopravvivere, ma è molto più probabile che  un’altra forma di vita si annidi in profondità. Ripeto: due cose nettamente diverse.

Non è, in realtà, una ricerca nuova: già si sapeva che certi organismi non hanno bisogno dell’energia solare per vivere. A loro basta l’energia chimica delle rocce. Tuttavia, sembravano casi speciali, sporadici, adattamenti peculiari. E, invece, le cose potrebbero essere ben diverse. Forse gli alieni sono proprio tra noi e basta andarli a cercare. Sono lì pronti a farci capire cosa troveremo tra poco negli esopianeti e molte altre cose.

La vita esiste anche sotto i depositi marini, dove la luce solare serve a ben poco, anzi a niente. In altre parole, si è scoperto un nuovo ecosistema, completamente diverso da quello in cui viviamo: se non è un mondo alieno questo…

Esso si basa solo sulla chemosintesi, ossia sulla capacità di sfruttare l’energia chimica per trasformare materiale inorganica in composti organici, ossia in cibo!

Una vita di ferro

Un esempio specifico è legato al ferro. Noi sappiamo bene che il nostro mondo si basa sulla capacità di utilizzare l’energia solare per trasformare l’anidride carbonica in materiale organico che dà il via alla catena del cibo (ah, questa terribile anidride carbonica!). Nella roccia porosa dei fondali marini le cose vanno diversamente: l’energia deriva direttamente da processi geochimici. Vi sono piccole vene nella crosta basaltica oceanica dove l’acqua riesce a filtrare. L’acqua reagisce con i composti del ferro, come l’olivina, e rilascia idrogeno. I microorganismi usano questo idrogeno come sorgente di energia per convertire l’anidride carbonica in materiale organico. Il gioco è fatto!

La nuova biosfera

La crosta oceanica copre il 60% della superficie terrestre. Considerando il suo volume essa diventa di gran lunga il principale ecosistema. Fino al 1970 si erano trovate tracce di questo nuovo mondo vivente solo nelle sorgenti calde. Un processo molto particolare per sostenere la vita tramite energia chimica. Sembravano variazioni peculiari, piccole stranezze della Natura. Frutto di una mentalità ancora “vecchia”. Non avendo ancora a disposizione altri pianeti nell’Universo, si rimaneva “razionalmente” fossilizzati su una visione molto provinciale.

Le sorgenti calde si trovano soprattutto lungo i bordi delle zolle continentali dove la nuova crosta oceanica, appena formatasi, incontra l’acqua marina. Una zona di confine, dove la materia “cucinata” nel mantello esce allo scoperto scoprendo la superficie. Un’interazione tra vecchia e nuova biosfera troppo evidente e contaminante. Tuttavia, la crosta oceanica è ben più vasta ed è normalmente coperta da chilometri di sedimenti, quando si va a centinaia o migliaia di chilometri dai confini continentali. Era lì che bisognava studiare un possibile nuovo mondo, lontano da situazioni peculiari, precarie e temporanee.

Benché questo nuovo ecosistema usi soltanto l’idrogeno come forza motrice, le forme che può produrre sono molteplici. I microorganismi più semplici diventano la base per altri compagni inseriti nel basalto. Qualcuno è capace di produrre metano e ridurre solfati, altri, invece, prendono energia dalla rottura del carbone organico attraverso processi di fermentazione. Una vita intensa, con scambi di favori e susseguente crescita evolutiva.

Il mondo di basalto

Oggi, questi organismi non solo sono stati trovati, ma sono anche stati studiati in laboratorio. Si sa ormai con certezza che essi vivono in modo indipendente e non si trovano assolutamente nelle acque oceaniche. Due mondi separati senza contatto diretto. Tutte le prove eseguite hanno decisamente scartato qualsiasi possibilità di contaminazione (le prove che forse dovevano essere fatte con maggiore attenzione sui robottini marziani).

Gli “alieni” sono stati raccolti a 55 km dall’affioramento più vicino in cui l’acqua entra direttamente nel basalto. Nella zona di raccolta, l’acqua che filtra attraverso le vene fino alla crosta ha una composizione differente da quella “normale”. Ad esempio, è priva dell’ossigeno prodotto dalla fotosintesi. In altre parole, gli organismi sono nati e cresciuti nel basalto senza contatti con il mondo esterno.

Vita vera o fossili viventi

Il basalto studiato ha un’età di 3.5 miliardi di anni. L’analisi del DNA ha però dimostrato che i microorganismi non sono assolutamente dei fossili. Con grande sorpresa ci si è trovati di fronte a geni che esistono normalmente in microorganismi che producono metano. Analizzando attentamente i segnali chimici nel materiale roccioso e datandoli con gli isotopi del carbonio si è avuta la certezza che il materiale organico non derivava da plankton trasportato dall’acqua marina, ma si è proprio formati in loco.  Inoltre, gli isotopi dello zolfo hanno mostrato che cicli microbici sulfurei hanno avuto sicuramente luogo all’interno delle rocce. Tutto avrebbe potuto ancora essere una segno di organismi fossili, non più attivi, legati a una Terra primordiale.

Non rimaneva che provare a creare delle culture in laboratorio e vedere cosa succedeva. Con grande emozione si è visto che si stava producendo metano! La vita era attiva e come! Tutto ciò ha anche un risvolto particolare: i microbi del basalto giocano sicuramente un ruolo importante nella chimica della roccia che li ospita e questo fatto potrebbe in qualche modo influenzare tutta la chimica oceanica. Insomma, noi non interagiamo con loro, ma loro probabilmente sì, anche se per via indiretta.

La vita chemosintetica

La vita nella profondità degli oceani esiste ed è sostenuta da energia puramente chimica, completamente differente da quella che sostiene la vita nel fango e nelle gigantesche colonne d’acqua oceaniche.  Se un mondo alieno esiste sulla Terra, potrebbe benissimo esistere anche su altri pianeti e magari in modo molto più macroscopico e osservabile. Potrebbe anche essere che la nostra vita biologica dipenda essenzialmente dai microbi del basalto. Il viceversa sembra del tutto escluso. Siamo figli di questo mondo ancora sconosciuto? E’ lì che si potrà scoprire l’origine della vita che si è poi trasferita negli ambienti superiori? Probabilmente lo sapremo solo studiando questi due ecosistemi in pianeti con condizioni di abitabilità leggermente diverse dalle nostre. Due o tre o dieci sono sempre meglio di uno! Lo vedremo tra poco riguardo a Giove e lo abbiamo già visto con Alfa Centauri (nell’articolo appena apparso).

Come vi dicevo, è ora di cambiare mentalità e attese. Non siamo sicuramente soli… basta saper cercare. Fortunatamente, tra poco la tecnologia ci permetterà di studiare la chimica dei pianeti extrasolari con grande accuratezza anche se nessun uomo -o suo marchingegno- potrà, per adesso, andarli a contaminare… ops… a cercare!

Meno male… grazie limitatezza della velocità della luce!

Il lavoro originario non è ancora stato pubblicato.

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4 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Citazione Originariamente Scritto da Vincenzo Zappalà Visualizza Messaggio
    No, non è una mia scelta paranoica. Ho inserito apposta due articoli diretti ancora alla bioastronomia, per farveli leggere di seguito. E? proprio un momento particolarmente importante per la vita su altri mondi. Anzi, è meglio dire per una nuova IDEA della vita. Sono finiti i tempi degli UFO e degli alieni mostruosi. Ed è proprio lo studio della nostra Terra che ci insegna cosa studiare domani al...
    leggi tutto...
    E' fantastico Enzo , bisognava per forza pensare che la vita sarebbe stata così variabile anche perchè la chimica in realtà lo può essere.
    Bisognerà ripensare subito le missioni spaziali, bisognerà da subito studiare come evitare le contaminazioni altrimenti, se non subito quando?, quando i nostri terreni interessi non ci permetteranno più di scoprire la vita e resteremo soli a pensare a noi stessi.
    E' la strada maestra anche , un giorno, per scoprire qualcosa di più complesso perchè la natura è semplicemente...BELLA.

  2. Citazione Originariamente Scritto da Mario Fiori Visualizza Messaggio
    E' fantastico Enzo , bisognava per forza pensare che la vita sarebbe stata così variabile anche perchè la chimica in realtà lo può essere.
    Bisognerà ripensare subito le missioni spaziali, bisognerà da subito studiare come evitare le contaminazioni altrimenti, se non subito quando?, quando i nostri terreni interessi non ci permetteranno più di scoprire la vita e resteremo soli a pensare a noi stessi.
    E' la strada maestra anche , un giorno, per scoprire qualcosa di più complesso perchè la natura è semplicemente...BELLA.
    come al solito, sei andato dritto al cuore del problema...

  3. Direi che quanto è stato trovato è molto vicino alle forme di vita che si ipotizzano come "primigenie".
    Quello che conta, a quanto pare, è una fonte di energia e la presenza di solvente e catalizzatore adatto a far avvenire le reazioni biologiche.
    A questo punto, mi aspetto forme di vita anche su ipotetici pianeti senza un "Sole" (quelli eventualmente sparati via dal loro sistema durante le prime caotiche fasi di formazione, tanto per intenderci), ma con una ricca vita geologica e geotermica.....