Aggiornamento del software 3D della sonda Rosetta

Dovrei essere oramai arrivato al termine della mia opera di aggiornamento del software di visualizzazione 3D ed interattivo dei voli delle varie sonde spaziali: ora tocca alla sonda Rosetta.

Vi ricordate la mitica sonda Rosetta dell’Ente Spaziale Europeo?

Nel corso della sua missione durata più di 12 anni, ci ha inviato un’infinità di foto e di dati scientifici della cometa 67P Churyumov/Gerasimenko, da subito ribattezzata “67P C/G” vista la difficoltà di pronuncia dei cognomi dei due scopritori oppure meglio ancora “paperella ” a causa della sua strana forma bilobata…

una delle tantissime immagini della cometa 67P C/G – credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Sulla sonda e sulla cometa ho scritto almeno tre articoli (questo del 2008, questo e questo del 2010) in cui ne parlavo diffusamente ed infine uno dei tanti post del forum in cui nel 2014 facevo alcune considerazioni tecniche sull’orbita della sonda.

In particolare nel secondo articolo citato proponevo la visualizzazione dell’orbita percorsa dalla sonda per mezzo di un programma, che ora non è più possibile utilizzare visto che i gestori dei browser hanno defenestrato Java come linguaggio di programmazione per problemi (dicono loro) di sicurezza.

Come in tanti altri casi, il vostro pignolone si è rimboccato le maniche e ha ricreato una versione simile del programma, sfruttando come sempre i dati ottenibili dal sito HORIZONS del JPL/NASA, in modo tale da poter mostrare una mappa interattiva tridimensionale del percorso effettuato dalla sonda nel corso degli anni.

Il mio programma

Come sempre, per lanciare il programma basta cliccare (col mouse o con il dito utilizzando dispositivi mobile ) l’immagine seguente

cliccare l’immagine per attivare il programma 3D in un’altra finestra del browser

con il che si aprirà un’altra pagina del browser in cui si può attivare la simulazione del volo della sonda.

I comandi sono sempre molto semplici ed intuitivi: il tasto play serve per lanciare la simulazione e per eseguirla di nuovo dopo che questa viene fermata in occasione di eventi importanti. Il tasto stop serve per fermare in qualunque momento la simulazione ed il tasto step serve a far eseguire passo passo la simulazione con uno step di 10 giorni.

In un qualunque momento poi si può sfruttare l’interattività cambiando il proprio punto di vista e lo zoom, per mezzo del mouse o con le consuete mosse delle dita sui dispositivi mobili.

Appena lanciata la simulazione, nella pagina sono disegnate le orbite degli oggetti interessati dalla missione della sonda Rosetta:

  • in blu l’orbita della Terra
  • in rosso quella di Marte
  • in giallo quella di Giove
  • in grigio chiaro l’orbita ellittica della cometa 67P C/G
  • in altri colori i due asteroidi incontrati lungo il viaggio

Gli eventi principali per la sonda Rosetta sono i seguenti:

  • il lancio, avvenuto il 2 marzo del lontano 2004
  • il primo GA con la Terra il 4 marzo 2005
  • GA con Marte il 25 febbraio 2007
  • il secondo GA con la Terra il 13 novembre 2007
  • incontro con l’asteroide Šteins il 5 settembre 2008
  • il terzo GA con la Terra il 13 novembre 2009
  • incontro con l’asteroide Lutetia il 10 luglio 2010
  • inizio ibernazione il 5 luglio 2011 per circa 2 anni e mezzo fino a
  • fine ibernazione il 20 gennaio 2014
  • inizio delle orbite intorno alla cometa 67P C/G il 6 agosto 2014
  • la cometa 67P C/G e la sonda Rosetta arrivano al perielio il 13 agosto 2015
  • impatto della sonda sulla cometa il 29 settembre 2016: fine della missione

Come si vede, anche per la missione della sonda Rosetta i progettisti dell’ESA hanno sfruttato la ben nota manovra di Gravity Assist (GA) che permette ad una sonda di guadagnare velocità e modificare i propri parametri orbitali grazie ad un incontro ravvicinato con un oggetto celeste.

In particolare il GA con Marte prima e l’ultimo GA con la Terra poi, avevano modificato in modo sostanziale l’orbita della sonda, che così si è allontanata sempre più dal Sole.

Poi di importante c’è stata la saggia ibernazione della sonda per ben due anni e mezzo, per risparmiare preziosa energia, in un periodo di tempo in cui la sonda doveva solamente proseguire il suo viaggio senza operazioni particolari da compiere.

Durante questa fase di attività ridotta, la sonda è arrivata alla distanza di Giove dal Sole, ma con la cometa ancora più lontana: dopo qualche tempo è avvenuto l’avvicinamento, grazie al fatto che la cometa aveva iniziato ad avvicinarsi al Sole, proseguendo nella sua orbita fortemente ellittica.

Dal suo successivo risveglio, avvenuto grazie ad un apposito comando inviato dal centro di controllo, sono passati poi altri sei mesi prima che la sonda giungesse vicinissima al suo obiettivo: ma già da tanto tempo aveva inquadrato, studiato e seguito istante per istante la cometa dalla sua invidiabile posizione ravvicinata.

A seguito dell’evento di inserimento in orbita, il programma cambia automaticamente la colorazione dell’orbita della coppia cometa-sonda in quanto da quel momento in poi, fino alla conclusione della missione, i due oggetti si trovano così vicini da apparire con un unico punto colorato di rosso vivo che percorre un’orbita di colorazione mista bianca e rossa.

Conclusione della missione

Come sappiamo la sonda Rosetta aveva dapprima inviato verso la cometa il modulo Philae, che avrebbe dovuto atterrare sulla superficie butterata del magnifico oggetto celeste: in realtà il modulo aveva rimbalzato per effetto della bassissima gravità superficiale della sonda ed era andato disperso.

La sua ricerca è durata parecchio tempo, complicata dal fatto che se ne erano persi i segnali, perchè il modulo era quasi sicuramente caduto in un crepaccio e non poteva ricaricare i suoi generatori di energia elettrica: ma alla fine l’occhio di falco di uno dei tecnici di volo ha permesso di ritrovare il modulo in una delle immagini scattate.

Al termine dell’energia a disposizione infine la sonda è stata fatta schiantare sulla superficie della cometa e dopo qualche rimbalzo dalla sonda non è stato più ricevuto alcun segnale.

Con questo, la mia opera di aggiornamento del programma di visualizzazione delle orbite delle sonde dovrebbe essere concluso: da adesso in poi si proseguirà con le sonde a mano a mano che vengono lanciate, ma già anticipo che incontreremo almeno due sonde future, da lanciare solo tra parecchi anni, ma che hanno destato la mia attenzione, grazie alle loro missioni davvero particolari e complesse.

Rimanete sintonizzati!

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 467 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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