Recentemente la sonda JUICE (JUpiter Icy Moons Explorer) dell’ESA ha diretto i propri apparati di bordo verso la cometa interstellare 3I/ATLAS ottenendo immagini e dati che stanno tenendo occupati tutti i tecnici dell’ESA, alla ricerca dei segreti nascosti del viaggiatore solitario.
In questa pagina del sito, aggiornata a mano a mano che ne pubblico altri, potete trovare l’elenco di tutti gli aggiornamenti che ho proposto finora a tutti voi appassionatissimi della Scienza, di Astronomia, del Cielo e di tutte le vicende ad esso correlate.
Vediamo cosa riporta un articolo di UniverseToday a firma di Mark Thompson, del quale faccio un riassunto con una traduzione come sempre ragionata e assolutamente non artificiale.
La cometa che arriva da un’altra stella
Sappiamo che la cometa 3I/ATLAS sta finendo di attraversare il Sistema Solare ad altissima velocità dirigendosi oramai verso lo spazio profondo: il suo passaggio è stato immortalato da tantissime sonde in orbita nel Sistema Solare oppure in viaggio verso i pianeti. Un ricercatore ha paragonato questa esperienza come l’intravvedere un proiettile di un fucile fotografandolo ad un millesimo di secondo, prima ancora che si riesca a comprendere di cosa si possa trattare.
Ed è appena arrivata una delle immagini più notevoli e interessanti ricevute finora, proprio da parte della sonda JUICE dell’ESA, attualmente in viaggio verso Giove per studiare le sue lune ghiacciate: questa si è trovata al posto giusto nel momento giusto e dopo sette giorni dal passaggio del viaggiatore interstellare al perielio, ha puntato le sue fotocamere scientifiche verso la cometa da una distanza di 66 milioni di km, effettuando 120 riprese.
L’immagine ottenuta mostra qualcosa di meraviglioso, ma leggermente inquietante: una luminosità brillante, a forma di uovo, circondata da un alone di gas, con una coda che si proietta dietro di sé e con deboli raggi e getti di gas visibili una volta processate le immagini.

L’immagine della sonda JUICE mostra che il piccolo ma invisibile nucleo della cometa è circondato da un alone brillante di gas noto come chioma. Una lunga coda si diparte dalla cometa e possiamo scorgere raggi, getti, rivoli e filamenti di materia espulsa: il rettangolo mostra gli stessi dati, ma evidenzia la parte centrale con la struttura della chioma. La freccia blu in alto a sinistra indica la direzione del movimento della cometa nello spazio, mentre la freccia gialla punta verso il Sole.
C’è qualcosa di veramente notevole in questa immagine: nonostante abbia viaggiato per distanze inimmaginabili attraverso lo spazio interstellare, dove la temperatura è prossima allo zero assoluto ed i raggi cosmici aggrediscono qualsiasi cosa incontrino nel loro cammino, la cometa 3I/ATLAS si sta comportando esattamente come una qualunque cometa. Gli stessi ghiacci, la stessa proiezione di gas verso l’esterno, le stesse strutture a noi familiari che possiamo incontrare in una qualsiasi delle comete nate all’interno del nostro Sistema Solare (ndr: lasciatemelo dire: alla faccia dei soliti cretini che diffondevano e continuano a diffondere false notizie sulla sua natura artificiale). Sembra proprio che l’Universo produca dappertutto comete esattamente allo stesso modo.
Ma in un certo senso la 3I/ATLAS non è proprio la stessa: analizzando la sua chimica, i ricercatori hanno trovato che i ghiacci incontaminati, sepolti sotto la crosta bersagliata dalle radiazioni, stanno rilasciando un cocktail di composti chimici. È così che nella cometa sono state imprigionate sostanze (acqua, diossido di carbonio e molecole organiche) da molto tempo prima che nascesse il nostro Sistema Solare. In un certo senso, è come se analizzando questa cometa noi stessimo leggendo un messaggio da un altro sistema planetario, inviato miliardi di anni fa e decodificato solo adesso…
Ma tutti i risultati scientifici ottenuti dalla JUICE sono ancora sotto esame e i team di analisi si incontreranno a fine marzo. Qualunque cosa scopriranno, una cosa è certa, che la cometa 3I/ATLAS se n’è già andata via, accelerando il suo viaggio lontano dal Sole e puntando di nuovo verso lo spazio infinito e buio da cui era arrivata l’anno scorso: non ritornerà mai.
Noi abbiamo avuto un’occasione che stiamo sfruttando appieno.

C'eravamo appassionati a questo viaggiatore intergalattico ed ora fa un po' di tristezza vederlo allontanarsi così velocemente.