In questo mio articolo di febbraio avevo parlato della cometa C/2026 A1 (MAPS) che era stata scoperta il 13 gennaio di quest’anno dall’Osservatorio AMACS1 situato nell’incontaminato deserto di Atacama, in Cile, per mezzo di un telescopio Schmidt da 11″: la sua magnitudine era pari ad appena 17.8 .
Avevo detto che al momento della scoperta la cometa si trovava alla distanza record di ben 2.056 UA dal Sole e la sua particolarità è che si tratta di una cometa della famiglia delle “Kreutz sungrazer“, cioè quelle comete votate al suicidio in quanto effettuano un’orbita con un perielio vicinissimo al Sole.
In genere queste traiettorie le lasciano senza scampo e negli ultimi momenti della loro esistenza possono essere osservate dalle sonde che monitorano il Sole, dotate di coronografo.
In un articoletto apparso su SpaceWeather, dove molte volte parlano dei coronografi orbitali in occasione di eventi che coinvolgono la nostra stella e di conseguenza anche la nostra Terra, si parla del fatto che la cometa si sta avvicinando di gran carriera al Sole: in questo diagramma, creato dall’Astronomo Qicheng Zhang del Lowell Observatory di Flagstaff, Arizona,

si può vedere la traiettoria che la cometa seguirà nei prossimi giorni, con indicata la data e la posizione dell’oggetto del Sistema Solare. Ad esempio “Apr 3.0” significa “la mezzanotte del 3 aprile” , mentre “Apr 3.5” significa “il mezzogiorno del 3 aprile”, secondo l’ovvia consuetudine astronomica di iniziare il conteggio delle ore dalla mezzanotte.
Nel frattempo la posizione della cometa nel cielo è stata calcolata con maggiore precisione ed il 4 aprile arriverà ad appena 160000 km (0.23 raggi solari) dalla superficie del Sole realizzando un tuffo decisamente mortale.
L’evento non sarà visibile dalla Terra, ma solamente dai coronografi solari, che potranno immortalare quelli che dovrebbero, salvo sorprese, essere gli ultimi istanti di questo Icaro moderno.
Il diagramma mostra la traiettoria relativa al campo visivo degli strumenti SOHO/LASCO e GOES-19/CCOR-1 rispettivamente delle sonde SOHO e GOES-1: la cometa si avvicinerà al Sole provenendo dalla zona in basso a sinistra che raggiungerà poi nell’eventualità che sopravviva al passaggio al perielio.
Zhang afferma che “se anche il nucleo della cometa si fondesse totalmente adesso, i suoi resti si illumineranno rapidamente nelle ore finali dato che l’intenso riscaldamento da parte del Sole trasformerebbe le polveri in una scia di gas luminoso. In tal caso si potrebbe avere un picco per la magnitudine, fino allo spettacolare valore -2 alle 4 del 4 aprile, poco prima del passaggio al perielio”.
Nel 2011 la cometa Lovejoy (C/2011 W3) aveva sfiorato il Sole a circa la stessa distanza ed era sopravvissuta, diventando un evento spettacolare nei cieli per settimane. Ma la stessa cosa potrebbe capitare per la C/2026 A1?
La risposta di Zhang è “sono pessimista, dato che le immagini catturate dal JWST (James Webb Space Telescope) suggeriscono per la cometa un nucleo di appena 400 m di diametro, valore ben al di sotto del diametro stimato per la cometa Lovejoy. Non rimane che aspettare e vedere cosa e quanto rimanga della cometa dopo il fatidico 4 aprile”.
Aspettiamo fiduciosi, rimanendo sintonizzati!

Commenta per primo!
Aggiungi un Commento