Uno stadio del Falcon9 di SpaceX sta per schiantarsi sulla Luna

Fra qualche giorno una parte del vettore Falcon9 della SpaceX impatterà sulla superficie lunare.


Recentemente sono apparsi articoli riguardanti l’imminente impatto sulla superficie lunare dello stadio finale del Falcon9 di SpaceX che era stato utilizzato tempo fa per inviare sulla Luna due lander.

Vediamo cosa scrive Paul Arnold nel suo articolo del sito phys.org, ed il noto David Dickinson nel suo articolo del sito di Skyandtelescope : come sempre tradurrò gli articoli in maniera ragionata e non certo artificiale. Miei commenti appariranno in corsivo.

Quando un razzo di SpaceX impatta sulla Luna, gli scienziati saranno pronti ad osservarlo

Questo tipo di eventi sono una rara opportunità di registrare in diretta un impatto di un oggetto artificiale: permetterà inoltre agli scienziati di testare un nuovo metodo per calcolare il punto esatto dell’impatto, fatto questo che ritornerà utilissimo per la preparazione di esperimenti sismici sulla Luna da parte degli astronauti nei prossimi anni.

Un articolo apparso sul server di arXiv invita la comunità scientifica ad osservare l’evento. incoraggiando il coinvolgimento da parte di Astronomi professionisti oltreché dilettanti.

In rotta di collisione

L’oggetto in questione è lo stadio finale del Falcon9 di SpaceX, in rotta di collisione con la Luna: come tutti gli oggetti che solcano i cieli ha ricevuto anche lui una sigla che lo contraddistingue, 2025-010D. Era partito a gennaio del 2025 con lo scopo di lanciare due lander robotici privati verso la Luna, il Blue Ghost della Firefly Aerospace e l’Hakuto-Resilience2 della iSpace.

Il primo è atterrato felicemente il 2 marzo del 2025, operando sulla superficie lunare per un paio di settimane, effettuando la prima ripresa di un’eclissi solare direttamente dalla superficie lunare (quando dalla Terra potevamo osservare un’eclissi di Luna).

Invece il secondo non ha inviato più comunicazioni alla Terra dal momento del probabile impatto sulla superficie lunare, il 5 giugno 2025.

Una volta che questo stadio ha spinto i due lander nella loro traiettoria verso la Luna, ha finito il propellente e dunque non è stato possibile lanciarlo verso lo spazio profondo oppure verso la Terra per auto-distruggersi nell’atmosfera (direi che è meglio che impatti sulla Luna). Invece ha iniziato ad andare alla deriva.

credit : SpaceX

L’oggetto, lungo una dozzina di metri, con un diametro di 4 metri e pesante circa 4 tonnellate, sta per impattare contro il nostro satellite ad una velocità di 8750 km/h: cosa succederà nel punto di impatto?

Per calcolare le caratteristiche dell’impatto gli autori della pubblicazione hanno utilizzato i dati forniti dall’Astronomo Bill Grey (questa è la sua pagina di studio dell’impatto) per inserirli in un simulatore. I modelli risultanti suggeriscono che siccome il razzo è un cilindro praticamente vuoto, non dovrebbe affondare nella rocciosa superficie lunare come farebbe viceversa un asteroide roccioso e compatto, ma piuttosto si schiaccerà.

Nel punto di impatto verrà creato un cratere nuovo di zecca del diametro di circa 20-30 metri, espellendo nello spazio un’imponente nuvola di polvere lunare per parecchi km sopra alla superficie.

È proprio questa nuvola che i ricercatori sperano che le persone interessate possano osservare insieme ad un flash nell’istante dell’impatto e un pennacchio di materiale espulso

Dove e quando osservare l’evento

La collisione avviene nel lato visibile della Luna e secondo gli autori, gli osservatori hanno bisogno di fotocamere che riprendano l’evento con un video a velocità molto alta. Sull’istante ancora non c’è molta certezza e si ritiene probabile l’impatto il 5 agosto 2026 verso le 6:35 UTC, corrispondenti alle 8:35 dei nostri orologi.

Si ritiene che l’impatto avverrà nella parte illuminata della Luna (in fase gibbosa calante) nei pressi del Cratere Einstein, molto vicino al bordo lunare e visibile sono quando la librazione lunare ne permette l’osservazione.

Comunque altri impatti precedenti che erano previsti nella parte non illuminata della Luna, poi in realtà non sono stati osservati (nonostante il flash atteso in occasione dell’impatto nella parte buia della Luna) : dunque anche per questo impatto ci sono parecchi dubbi sull’effettiva osservabilità.

Questo diagramma mostra il luogo di impatto e la fase lunare al momento dell’impatto.

credit : Bill Gray, Project Pluto

In quest’altra immagine

credit : NASA

ripresa nel lontanissimo 1967 dal Lunar Orbiter 4 della NASA, vediamo al centro il Cratere Einstein.

Qui vediamo la zona dell’impatto con i nomi dei crateri circostanti

credit : Bill Gray, Project Pluto

 

Altri impatti nella storia delle imprese spaziali

Il primo oggetto ad impattare la Luna è stata la sonda sovietica Luna 2 nel lontanissimo 1959.

Successivamente durante quasi tutte le missioni dell’era Apollo, apparecchiature alla fine sono state lanciate verso la superficie ed i loro impatti sono stati tutti registrati dai sismografi lunari lasciati dagli astronauti della NASA.

Nel 2009 il satellite Lunar Crater Observation and Sensing Satellite (LCROSS) della NASA è stato fatto schiantare deliberatamente nei pressi del cratere Cabeus, per cercare tracce di acqua nel pennacchio di polveri generato nell’occasione: Astronomi dilettanti avevano cercato invano di osservare l’evento.

Un evento simile è successo nel 2022, quando un oggetto si stava avvicinando alla Luna per impattarne la superficie. Inizialmente si pensava fosse un altro Falcon 9 S2, ma successivamente si è trovato essere uno stadio del razzo Lunga marcia 3C che aveva portato sulla Luna la sonda Chang’e 5 T1.

L’onnipresente sonda LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) della NASA aveva immortalato il cratere creato dall’impatto e si spera possa inquadrare anche la zona del prossimo impatto di agosto. Bisogna pensare che l’LRO è in orbita intorno alla Luna e non certo fermo sopra ad un punto della superficie: si spera solo si trovi al momento giusto nel punto giusto, ma comunque potrà riprendere prima e dopo l’evento per il confronto delle due situazioni.

In questa animazione

credit : NASA / LRO

vediamo appunto l’impatto del vettore della missione Chang’e 5 T1, che ha creato un curioso cratere doppio.

La storia purtroppo continua

Questo impatto imminente, pur non essendo pericoloso, sottolinea ancora una volta la presenza crescente di mondezza spaziale dalle parti della Luna (ma non solo lì…).

Infatti lo spazio vicino e poco più lontano è sempre più affollato con un numero di oggetti che cresce esponenzialmente: gli oggetti in orbita bassa sono monitorati costantemente dal NORAD, dall’ESA e da altre agenzie, mentre oggetti può lontani (in orbita alta terrestre) e oltre sono difficili da osservare.

Riguardo gli oggetti in orbita lunare o in prossimità, non esiste alcuna rete di monitoraggio e si tratta spesso di osservazioni fortuite da parte di indagini su asteroidi NEO: anche una volta scoperti, poi è difficile continuare a seguirli. In altre situazioni oggetti ipotizzati come NEO in realtà poi si scopre essere oggetti spaziali terrestri alla deriva.

La luna e il suo spazio vicino stanno continuando ad essere affollati da oggetti di agenzie spaziali quali la NASA, quella Cinese e dell’ESA, nella tendenza a crescenti interessi commerciali da parte di altre entità private.

Per adesso non ci sono astronauti sulla superficie lunare, ma in futuro ci saranno e allora anche piccoli pezzi di residui spaziali possono essere un pericolo dal momento che la Luna non possiede un’atmosfera che protegge la superficie.

Marco Langbroek (della Delft University of Technology, Paesi Bassi) afferma che “questi impatti sono una minaccia potenziale per i siti storici sulla Luna, quali la zona di allunaggio dell’Apollo 11: immaginate quale perdita per l’Umanità potrebbe essere la distruzione della prima impronta di Neil Armstrong sulla Luna nel 1969”.

Lo Space Debris Office dell’ESA nel 2015 aveva proposto che gli stadi vettori entrassero in orbita intorno al Sole, una volta completata la loro missione iniziale.

Si tratta di una soluzione degna di attenzione, almeno fino a quando non riempiremo di rottami il Sistema Solare interno: ricordate la missione Tesla Roadster di SpaceX, per la quale una vera auto della Tesla nel 2018 era stata messa in orbita solare?

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 656 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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