Missione di soccorso per salvare il telescopio spaziale Swift

come nei migliori film di fantascienza, si va a salvare un prezioso telescopio spaziale destinato a distruggersi nell’atmosfera


Dal sito phys.org ho appena letto un interessante articolo (a firma di Marcia Dunn) che mi accingo a tradurre in modo ragionato e non certo per mezzo dell’intelligenza artificiale (senza nemmeno le maiuscole).

Lanciata una missione di soccorso per salvare un telescopio della NASA, che sta cadendo sulla Terra

È stata appena lanciata in orbita una sonda spaziale di salvataggio di un telescopio della NASA, destinato alla distruzione schiantandosi sulla Terra. La società Northrop Grumman ha appena lanciato il satellite Link (un robot dotato di tre braccia) della Katalyst Space Technologies (KST) dalle isole Marshall nell’Oceano Pacifico: il satellite raggiungerà e catturerà l’Osservatorio Swift della NASA, nel prossimo mese.

Lanciato nel 2004, il telescopio Swift sta naufragando più velocemente del previsto a causa di recenti tempeste solari ed è per questo motivo che la NASA sta pagando 30 milioni di dollari alla KST per catturare il telescopio e riposizionare la sua orbita, per permettergli di continuare l’osservazione di alcune delle più grandi esplosioni dell’Universo, come i “gamma ray bursts” e l’esplosioni delle stelle.

Se tutto procede come auspicato, Swift ritornerà entro settembre a scansionare il cielo, dal momento che attualmente le osservazioni sono state sospese per salvaguardare il più possibile l’orbita del telescopio.

Ma non solo lo Swift!

Il mitico HST (Hubble Space Telescope) potrebbe essere un candidato ad un prossimo salvataggio tra qualche anno: anche questo telescopio sta lentamente perdendo quota per l’attrito atmosferico a causa di esplosioni solari.

Attualmente lo Swift sta orbitando la Terra a 360 km di quota dalla superficie terrestre e la Katalyst prevede di innalzarlo riportandolo alla quota iniziale di 600km: il tutto avverrà delicatamente da parte dei razzi del satellite Link per smuovere il telescopio senza troppi scossoni.

Meglio della fantascienza!

La Katalyst ha approntato la missione in appena nove mesi, sotto la spinta della NASA che ha insistito a procedere in questa delicata attività dal momento che la quota del telescopio sarebbe risultata troppo bassa questo autunno. Fatalmente, senza una spinta aggiuntiva, l’osservatorio sarebbe destinato ad una fine certa per Ottobre.

Come sempre ci sono stati parecchi imprevisti (tempo avverso e guasti tecnici) che hanno costretto di volta in volta il differimento del lancio del satellite Link.

A questo proposito Ghonhee Lee, CEO della Katalyst Space, ha affermato, dopo il lancio che “si tratta di una missione ad alto rischio, ma ad alta ricompensa: il danno maggior sarebbe stato non riuscire a lanciare la sonda e lasciare così lo Swift al suo destino. Con l’obiettivo di evitare il più possibile questo rischio, il nostro team è riuscito nel lancio della missione”.

E riguardo al salvataggio dell’HST aggiunge che “il robot di prossima generazione, attualmente in sviluppo, potrebbe in un paio d’anni riuscire a salvare l’HST che è molto più grande e pesante.”

In questo modo si potranno ottenere risultati finora solo appannaggio della Cina, che quattro anni fa aveva innalzato l’orbita di un satellite destinato a disgregarsi nell’atmosfera.

Il satellite Link ha più o meno le dimensioni di un piccolo frigorifero da cucina con un pannello solare di una dozzina di metri e possiede tre braccia robotiche con raggio d’azione di circa 1 metro: ogni braccio ha due pinze a forma di dito che assomigliano alle mani di una minifigure della LEGO.

Rimaniamo sintonizzati per ulteriori notizie!

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 650 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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