Il primo NEO triplo

Le osservazioni radar compiute dagli astronomi di Arecibo indicano che intorno al NEO 2001 SN263 orbitano due satelliti.

Il primo NEO triplo

Da tempo era noto che la Fascia Principale degli asteroidi ospitasse un certo numero di oggetti multipli. Oltre al caso ormai storico di Dactyl (approfondimento) scoperto accanto a (243) Ida dalla sonda Galileo nel 1993, l’esempio più ricorrente è probabilmente quello di (87) Silvia, accompagnata dai suoi due satelliti Romolo e Remo, il primo scoperto nel 2001 e il secondo nel 2004. Si sapeva pure che anche tra i NEO non fosse poi così raro trovare oggetti doppi – si stima che ve ne sia uno su sei – ma riuscire a trovare anche tra gli oggetti più prossimi alla Terra un tripletto non era mai successo.

Il colpo è riuscito agli astronomi di Arecibo che, grazie all’analisi radar, hanno potuto scoprire nelle immediate vicinanze di (153591) 2001 SN263 una coppia di satelliti. Questo NEO, appartenente alla classe dinamica degli Amor, era stato individuato il 21 settembre 2001 grazie al progetto LINEAR (Lincoln NEAR Earth Asteroid Research) gestito dal Lincoln Laboratory del MIT e per tutti questi anni era stato considerato un anonimo asteroide come tanti altri. Lo scorso 11 febbraio, però, approfittando di un passaggio ravvicinato (poco più di 11 milioni di chilometri) di 2001 SN263, gli astronomi di Arecibo (Portorico) hanno utilizzato la tecnica radar per saperne di più sulla sua forma.

E’ stato a quel punto che hanno potuto notare la presenza di tre oggetti. Intorno al corpo centrale, di forma pressochè sferica e con diametro di circa due chilometri, gli echi radar mostravano chiaramente la traccia di altri due oggetti. Le prime stime indicano che il maggiore ha un diametro di circa un chilometro, mentre il più piccolo è di soli 300 metri, più o meno le dimensioni del radiotelescopio che lo ha individuato.

Ad Arecibo l’osservazione e lo studio del NEO continuerà anche nelle prossime settimane. Oltre a poter ricostruire le forme dei tre oggetti con maggiore precisione, gli astronomi confidano anche di riuscire a determinare, grazie allo studio delle orbite reciproche, le masse in gioco e dunque le loro densità. Un parametro fondamentale per cercare di comprendere i materiali di cui possono essere costituiti.

Ma lo studio delle orbite potrà fornire preziose indicazioni anche in merito alla loro stabilità nel tempo, suggerendo se l’evento che ha originato i tre oggetti è recente oppure si perde in un lontano passato. Un altro tassello chiave per ricostruire le vicende che stanno all’origine dei NEO.

Fonte: Coelum