Carolina, ma non da sola

Brevissimo viaggio a ritroso nel passato per incontrare alcune ricercatrici che dall’antichità al XVIII secolo apportarono contributi alle rivoluzioni astronomiche.

Pubblicato su TuttoScienze 2/03/2005
Di Gabriella Bernardi

Qualche volta, quando sono sola nell’oscurità e l’universo rivela ancora un altro segreto, dico i nomi delle mie lontane, perdute sorelle, dimenticate nei libri che registrano la nostra scienza – Aganice, Ipazia, Ildegarda di Bingen, Catherina Hevelius, Maria Agnesi- come se le stelle stesse potessero ricordarle. Sapevi che Ildegarda di Bingen propose un universo eliocentrico trecento anni prima che lo facesse Copernico? Che scrisse della gravitazione universale cinquecento anni prima di Newton? Ma chi l’avrebbe ascoltata? Era solo una monaca, una donna. Che era sarebbe la nostra, se quella era oscura? Così il mio nome, anch’ esso, sarà dimenticato, ma io non sono accusata di essere una strega, come Aganice, e i cristiani non minacciano di condurmi alla chiesa, di uccidermi, come fecero ad Ipazia di Alessandria, l’eloquente, giovane donna che ideò gli strumenti atti a misurare accuratamente la posizione e il movimento dei corpi celesti”.

Chi scrive è Carolina Herschel, sorella di William che nei ritagli di tempo, scoprì 8 comete, 3 galassie ed una decina di ammassi, e compilò un catalogo di 2500 nebulose, senza ovviamente tralasciare i lavori domestici. Nel 1835 Carolina e l’astronoma, Mary Sommerville, vennero elette membri onorari della Royal Society, diventando così le prime donne a ricevere questo prestigioso titolo, ma prima di loro ve ne furono tante altre; la “sorella” più remota citata da Carolina è la principessa Aganice, egiziana vissuta intorno al 1900 a. C., spesso confusa con Aglaonike, sacerdotessa greca del 200 a. C. che suscitava timore, perché era in grado di prevedere le eclissi di Sole e di Luna.

Bella e coltissima era Ipazia che nasce ad Alessandria d’Egitto in un’epoca dove le donne non venivano considerate persone, ma il padre Teone, rettore della Biblioteca di Alessandria, la istruisce per farne “un perfetto essere umano”. Gli succederà all’età di 31 anni, ma essendo pagana e convinta sostenitrice della distinzione fra religione e conoscenza, morirà trucidata durante un agguato tesole da un gruppo di fanatici cristiani, probabilmente su ordine del vescovo Cirillo, divenuto patriarca di Alessandria nel 412. Di lei scrissero che “apprese dal padre le scienze matematiche, ma divenne molto migliore del maestro soprattutto nell’arte dell’osservazione degli astri” e che scoprì qualcosa di nuovo riguardo al moto degli astri, esponendolo nell’opera “Canone astronomico”, di cui ad oggi, purtroppo, non rimane che il titolo. Figlia di aristocratici, Ildegarda visse intorno il 1130 in convento dove ebbe l’opportunità di studiare; scriverà trattati di cosmologia influenzati dalla tradizione pitagorica, inclusi nel Liber Scivias e nel Liber divinorum operum simplicis hominis dove una Terra sferica è circondata da involucri concentrici che trasportano i corpi celesti.

Nel XVII secolo Elisabetha Catherina Koopman sposa il ricco commerciante Hevelius; edificarono il loro osservatorio con l’intento di migliorare le tabelle delle orbite planetarie di Keplero e di compilare un catalogo stellare, ma purtroppo un incendio distrusse tutto. Elisabetha dopo la morte del marito proseguì da sola pubblicando i risultati delle sue osservazioni, ma solo due opere ci sono giunte con la sua firma: il Firmamentum sobieskanum e Prodromus astronomiae il più vasto catalogo astrale a tutt’oggi esistente ottenuto senza l’ausilio del telescopio, con la posizione esatta di quasi 2000 stelle. L’ultima collega citata è Maria Gaetana Agnesi, vissuta nel XVIII secolo che pubblicherà un trattato sulla gravitazione universale e sulla meccanica celeste, ma ve ne sarebbero tante altre come la babilonese En Heduanna vissuta quasi 4500 anni fa, come Sophie Brahe sorella del famoso Tycho o per arrivare ai giorni nostri Jocelyn Bell che scoprì le pulsar.

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10 Commenti

  1. Ma come si fa a buttare via metà dell’intelligenza del pianeta, sostenendo che “Tanto, sono solo donne”?
    L’idiozia umana è un pozzo senza fine….

  2. Complimenti Gabriella, davvero brava. Modo magistrale di rendere onore alle donne che con la scienza si sono anche liberate di una servitù vergognosa, almeno un pò, e a favore di tutti.
    Vorrei sapere di più di tutte le scienziate citate: troppo trascurata tanta parte della storia, c’è bisogno di Cultura anche etica, giusta.
    En Heduanna? Purtroppo mai sentita, e per uno che come me ama anche la storia, è sconcertante! 😯 e non è la sola di cui non sapevo niente 🙁
    E se si potesse approfondire? 😉

  3. Bello e giusto articolo.
    Sono d’accordo sulsaperne di più sulle tante scienziate della storia passata e recente, perchè non ci fai qualche articolo?

  4. @ paperottopeppe, Mario Fiori, malachia, GAb,
    prima di tutto grazie per gli apprezzamenti che sono sempre graditi e servono da stimolo per proseguire nell’arduo mondo della divulgazione. 🙂

    Per quanto riguarda l’argomento specifico vi confesso che nonostante una laurea in Fisica ed un esame sostenuto in Storia della Fisica, ho scoperto solo anni dopo l’esistenza di alcune ricercatrici, da qui la voglia di approfondire le loro biografie e soprattutto i loro contributi scientifici, lavoro non facile, data la scarsità delle fonti e la fusione dei contributi ormai inglobati da altri ricercatori. 😐

    Ho scritto diversi articoli su alcune di loro dopo aver reperito informazioni in biblioteche italiane ed estere, spero un giorno di realizzare un libro, ma anche questo è un tasto dolente, proprio alcuni editori di mensili di divulgazione astronomica mi hanno sempre risposto picche, sostenendo che tanto l’argomento non avrebbe interessato nessuno… 😐

    I fatti però mi hanno sempre dimostrato il contrario, anche durante le conferenze tenute o per questa breve postata, così voglio essere ottimista! 😆

  5. Non condivido assolutamente l’opinione degli editori!!!!
    Trovo un libro del genere molto affascinante, un’ottimo regalo per una bimba di mia conoscenza, ma non solo… Se poi non ti occupassi solo della vita “scientifica” di Ipazia e simili, ma riuscissi anche ad entrare un poco nel loro privato, a sviscerare la loro passione e le loro difficoltà, diventerebbe un bestseller…..
    Ho letto diversi libri che affrontavano anche la vita privata degli scienziati, e mi sono piaciuti moltissimo. In particolare, ho molto apprezzato molto quelli su Feynman. Li trovo molto importanti, perché riportano alla realtà umana persone che molti pensano al di fuori della normalità in ogni aspetto della loro vita, e li rendono un esempio più facile da seguire.
    Non so se lo sai, ma su Il mio libro puoi fare stampare e vendere sul sito de “la Feltrinelli” anche poche copie della tua opera…..
    Vedi un po’ tu…. 😉

  6. @Gabriella,
    perchè non mandi il tuo libro alla Arduino Sacco Editore? Non spendi una lira (te lo assicuro) e sicuramente te lo pubblicheranno. Sono persone che amani i libri e che non vogliono farci soldi, ma solo uscire dalle spese…
    Vai a fare un giro sul loro sito: arduinosacco.it
    ormai sono in ottimi rapporti ( 3 libri pubblicati) e potrei anche aiutarti… Fai tu
    😉

  7. @ Red Hunuman ed Enzo,
    grazie per i suggerimenti dati, vedrò di esplorarli; ad ogni modo prossimamente, dato l’interesse suscitato, posterò altre biografie sconosciute. 😮