Perché non si parla dello “shale gas”?

Sono ormai parecchi mesi – per non dire anni – che lo shale gas ha dimostrato di essere una ricchezza del sottosuolo di importanza fondamentale per il futuro prossimo dell’umanità. Tuttavia, nessuno sembra avere voglia di parlarne, soprattutto i canali mediatici convenzionali. Perché?


Perchè pubblichiamo quasi soltanto articoli contro il GW


Lo shale gas (gas scistoso), è un gas fossile (tipo metano) formatosi nelle rocce sedimentarie scistose. Queste sono tra le più abbondanti in natura, costituendo più della metà delle rocce sedimentarie presenti sul pianeta. In linea di principio esse contengono una percentuale di materiale organico molto basso (l’uno per cento), ma la loro struttura favorisce l’accumulo e il mantenimento del gas. Sono molto impermeabili e sono intrappolate sotto rocce che evitano la dispersione del gas verso la superficie. Proprio la difficoltà di raggiungerle per via verticale ha vietato a lungo lo sfruttamento dell’enorme quantità di idrocarburi presenti in questo tipo di sottosuolo. Oggi si sono messe a punto sistemi di trivellazione orizzontale, lungo linee facilmente perforabili (vedi figura) che hanno reso economico e semplice il loro utilizzo.

Schema geologico generale dei giacimenti di gas naturali nel sottosuolo terrestre

Schema geologico generale dei giacimenti di gas naturali nel sottosuolo terrestre

Si pensa che il Nord America, particolarmente ricco di tali depositi, possa soddisfare la metà del suo fabbisogno energetico entro il 2020. Anche se ancora molto indietro rispetto allo sviluppo avuto negli USA, la possibilità di sfruttamento si allargherà presto anche in Europa, Asia e Australia. E’ facile capire come lo shale gas possa rappresentare una vera rivoluzione energetica che libererà molti paesi dalla dipendenza da altri per il fabbisogno petrolifero. Anche se forse non così importante (ma sapete le mie idee a proposito…) il metano e il suo bruciamento avrà ripercussioni molto meno dannose sulle emissioni atmosferiche (ricordate? Il metano ci dà una mano…). Un altro enorme vantaggio dello shale gas è che esso non ha bisogno di ricerche lunghe e laboriose: in qualsiasi posto del globo si è praticamente sicuri di trovarlo. Con l’utilizzo dei nuovi metodi di perforazione, Il prezzo sarà ovviamente molto basso, ma questo comporterà un primo “grave” problema: sarà basso anche il profitto delle industrie che eseguiranno le estrazioni e la vendita.

Molti specialisti asseriscono che lo shale gas, un nome con cui occorrerà iniziare a familiarizzare, sarà il petrolio (pulito) del nuovo secolo.

Fino a qui tutto sarebbe molto positivo per un mondo basato sulla verità e sulla effettiva ricerca di un futuro migliore. Purtroppo, la nuova forma di energia sovvertirà l’attuale gerarchia energetica mondiale. Il maggiore detentore di riserve dello shale gas sono gli Stati Uniti, che secondo le ultime stime dell’EIA, l’agenzia americana dell’energia, detengono la maggior parte delle riserve mondiali con 132 miliardi di metri cubi; in Asia, in particolare in Cina, ce ne sono circa 100 miliardi, 74 miliardi in Oceania e 72 in Medio Oriente e Nord Africa. Anche l’Europa ha la sua piccola riserva, con circa 15,5 miliardi suddivisi tra Europa occidentale ed Europa orientale. In Polonia sono già iniziati i lavori per lo sfruttamento dei giacimenti presenti nel paese.

I costi bassi, l’impatto ambientale meno “peccaminoso” e la grande disponibilità stanno però dando fastidio a coloro che dalla lotta contro l’energia convenzionale degli idrocarburi fossili (leggi petrolio) stanno ottenendo fonti enormi di guadagno. Sarà ancora conveniente e difendibile puntare sui pannelli solari e sul vento? Gli ambientalisti più accaniti iniziano a tremare e a ribellarsi, così come i paesi produttori di petrolio.

Non so come andrà a finire, ma sicuramente è in atto una “guerra” energetica formidabile e rivoluzionaria. Chi sarà il vincitore non è ancora chiaro, anche perché il silenzio regna praticamente sovrano. E questo la dice lunga sugli interessi in gioco verso fonti alternative, a questo punto, diventate meno necessarie e appetibili. Se non fosse così, perché tacere? Il silenzio volontario nasconde sempre qualcosa di poco chiaro.

Teniamoci informati e seguiamo gli articoli che appaiono solo nelle riviste specializzate. I nostri tuttologi televisivi stanno ancora facendo le scimmiette: non vedono, non sentono, non parlano! Preferiscono ipotizzare catastrofi sempre più rapide e deleterie relative al GW.

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21 Commenti

  1. Interessante. Ho fatto qualche ricerca già dal precedente articolo, ma, il limite della lingua ha, temo, pesantemente ridotto il campo delle fonti…Come tutte le cose, comunque, mi è sembrato di capire che il metano scistoso ha un lato luminoso e un lato un po’ meno.
    Luminoso il fatto che potrebbe essere la panacea dell’energetico nel lungo periodo di transizione verso le fonti rinnovabili. Nel 100naio d’anni che ci separano da un mondo (forse ) più pulito, un idrocarburo (ops, è un idrocarburo il metano? ) che inquina di meno del petrolio nella fase di bruciamento, non sarebbe niente male, come non sarebbe niente male vedere, a questo punto in tempi brevissimi, un diverso assetto geopolitico internazionale.
    Meno luminoso – ma, lo ammetto, per mia ignoranza – il metodo di estrazione che sembra prevedere l’immissione, ad alta pressione, sotto terra, di acqua, sabbia e altre sostanze chimiche ( così ho trovato scritto )…e altrettanto meno luminoso mi sembra la solita idea dello sfruttamento di una risorsa “finita” fino al suo esaurimento.
    Stiamo dunque a vedere, consci che, ad ogni modo, al punto in cui siamo messi, anche un “male minore” è sempre un bel passo avanti.
    Andrea

  2. caro Andrea,
    hai azzeccato il problema. Lo shale gas ha i suoi problemi, anche se saranno o ingigantiti o sminuiti a seconda degli interessi in gioco. La sua carta vincente comunque sarà soprattutto l’economicità e la durata nel tempo: Mi sento di dire che alla fine vincerà, creando forti cambiamenti di potere in ambito mondiale, sperando che non creino tensioni già abbastanza alte… Tra poco uscirà un articolo di riflessione…

  3. A quel poco che so, non mi sembra la panacea di tutti i problemi energetici. A quanto ricordo per pomparlo in superficie bisogna slegare i forti legami che lo tengono attaccato alla roccia usando grandi quantità di acqua e solventi inquinando fortemente il suolo.

    Forse sbaglio, ma avevo letto che i costi di estrazione poi erano molto più alti dei costi per l’estrazione del petrolio tradizionale; motivo per cui non si è mai pensato di estrarlo, essendo anti-economico, fino al 2008 quando c’è stato un forte rialzo dei prezzi alla pompa che hanno dato un forte impulso alle ricerche riguardanti i gas da scisti bituminosi.

  4. Ovviamente si caro Andrea, un male minore è un bel passo avanti.
    Caro Enzo, tutto ruota nella testolina dell’essere umano che dovrebbe cominciare a pensare un pochino di meno (basta pochino, siamo realisti e non … ancora almeno… utopisti) alla tasca e un’inticchia (parafrasando un noto commissario televisivo) di più al nostro pianeta ed alla nostra salute.
    Questo metano strano che ci da’ una mano è veramente (sarebbe) importante; deve essere sicuramente unito alle rinnovabili la cui efficenza deve essere potenziata con un’intensa ricerca.
    Poi il nucleare che potrebbe essere facilmente fermato con questo nuovo innesto senza fermare la ricerca sulla sicurezza ed efficienza della fissione e sulla fusione calda e fredda che sia.
    Poi sempre con la ricerca si potrà (potrebbe) studiare vecchi e nuovi progetti che possono apparire anche un poco fantascientifici , come l’energia del nostro caro Sole catturata direttamente nello spazio.
    Ma forse ho usato una parolina strana (ricerca) che oggi non fa’ per niente rima con denaro, con interesse, con tasche piene, con egoismo, con menefreghismo, con protagonismo, con immagine ecc. , tutte parole di uso comune oggi.
    Ma forse sono un po’ indietro e non comprendo, mah vediamo.

  5. Mario parla come un libro stampato 😉 e Carlo dice il vero perchè oggi i metodi di estrazione sono estremamente meno costosi e anche semplici. E’ un braccio di ferro che porterà comunque grandi cambiamenti (speriamo positivi). La mia paura è che una nuova risorsa faccia ulteriormente crollare la ricerca innovativa… 😕

  6. Mi chiedo come sarà fra 150 anni, quando ai posteri avremo lasciato in eredità un mondo povero di risorse, petrolio, uranio e altro. Chissà, si rammaricheranno di quegli scemi dei loro antenati, che il petrolio l’avevano per lo più bruciato invece di farne qualche altro uso, sprecato di tutto di più e e inquinato qui e là. L’umanità di solito è dotata di un forte… senno di poi. Il futuro non lo so, ma mi preoccupa cosa lasceremo in eredità.

    Tornando a noi, penso che i Paesi occidentali sarebbero ben contenti di non dovere dipendere dal Medioriente e l’Europa dal gas russo. Sono d’accordo con Mario, che (in generale) un male minore è comunque un passo avanti. Anche io spero nella ricerca. La fusione nucleare è ancora in alto mare e i tempi paiono biblici. Con la fissione ci si dimentica spesso del problema delle scorie, che in un mondo non utopistico, non è garantito che vengano gestite correttamente; con le scorie hanno avuto qualche guaio perfino in Germania. Le fonti alternative non sono il massimo, prese da sole, ma un’insieme di eolico, fotovoltaico, solare termico, geotermico, idroelettrico e quant’altro… Le celle fotovoltaiche hanno comunque un costo ambientale nella produzione e hanno attualmente un’efficienza bassissima (anche qui, sempre meglio che… comunque e il loro dovere lo fanno), ma potrebbero esserci grandi margini di miglioramento nell’efficienza, a giudicare dalle idee che circolano. Vedremo. C’è il solare termodinamico sostenuto da Rubbia. Ma anche il semplice solare termico negli stabilimenti turistici estivi funziona ed è abbastanza usato, con considerevoli risparmi sul riscaldamento dell’acqua per le docce. D’estate ci sono dei picchi di consumi coi condizionatori, ma il sole e il fotovoltaico c’è soprattutto d’estate. Certo che se oltre a produrre energia si pensasse di più anche a risparmiarla… e qui la responsabilità cade anche sui comuni cittadini.

  7. Già qualche anno fà avevo seguito una trasmissione Sky che parlava di estrazioni sperimentali in Canada, forse ora saranno a buon punto….Magari l’Italia potesse diventare indipendente energeticamente, egoisticamente non posso che essere felice di non dover dipendere più dagli Sceicchi per scaldare la casa e muovere la macchina! 😈 (anche se preferisco spostarmi in bici 😛 ) ..e sennò al limite andremo su Titano a pompare dal suo lago di idrocarburi già pronti…. :mrgreen: :mrgreen:

  8. E’ il mio stesso timore Enzo.
    A causa dell’aumento dei prezzi alla pompa si renderà profittevole l’estrazione del petrolio non-convenzionale. La cosa in sé non è male, permetterebbe di calmierare i prezzi mentre si va avanti nella ricerca.
    Infatti il futuro non è certo l’idrogeno, ma la fusione deuterio-trizio e dio solo sa quanto siamo ancora distanti.
    Il problema è che si metterà da parte la ricerca per sfruttare a più non posso questi nuovi giacimenti ritrovandosi fra 100 anni gli stessi problemi di oggi.

    p.s.: a quando un bel post sulla fusione? In fondo è lo stesso procedimento su cui si basano le stelle. Un futuro con tante stelle sulla terra. 😉

  9. caro Saverio,
    da astronomo che pensa, legge e si informa, perchè non ci illumini con la tua sapienza? Saremmo ben contenti di saperne di più sul tuo campo come tu cerchi di saperne di più d’astronomia venendoci a leggere. 😉

  10. A Saverio: se conosci l’argomento faccene partecipi. Se tu discorressi di telescopi o corpi celesti con altri appassionati e un astronomo ti dicesse di occuparti del tuo mestiere come ti sentiresti?
    A tutti quelli che sostengono la fusione nucleare: premetto che anch’io anni fa la ritenevo la soluzione definitiva, ma oggi penso: abbiamo una centrale a fusione naturale, gratuita, a tempo indeterminato e con una produzione di energia che rispetto alle nostre esigenze si può considerare infinita: il Sole. Usiamo quello invece di cercare di costruire altre centrali che sulla carta sono sempre sicurissime salvo poi saltare in aria per i motivi più diversi.
    Sullo shale gas probabilmente ha ragione Enzo ma a me personalmente piacerebbe vedere un’umanità che la smetta di scavare e trapanare la Terra e ottenga le risorse che le servono da quello che si trova in superficie. Come tutti gli altri esseri viventi.

  11. Non sono in grado di illuminare nessuno, ahimè, e neppure di scrivere i (quasi) sempre ottimi articoli del portale!
    Parlo da tecnico (geologo dell’industria petrolifera): TEORICAMENTE gli shale gas potrebbero essere un buon sostituto del petrolio, ma PRATICAMENTE no. Avete idea di cosa significhi “estrarre” il gas dalle rocce che lo contengono? Impiegare enormi quantitativi di solventi ed acqua (fracking) che possono creare seri danni ambientali (certo le tecnologie possono migliorare, e sono migliorate, ma da un punto di vista economico e non ambientale). Inoltre sarebbero necessari “campi” di estrazione enormi, grandi quanto intere regioni, tanto che finora i giacimenti più fruttiferi sono in regioni desertiche o semidesertiche come il Texas.
    Ma è almeno economicamente conveniente? Nell’ipotesi di continua ascesa dei prezzi degli idrocarburi, sì. Ma ancor più conveniente sarebbe puntare sul risparmio energetico (sapevate che i consumi sono raddoppiati dal 1981 ad oggi?) e sulle fonti rinnovabili. Lo so, mi risponderete che non sono ancora efficienti, costano ecc. Siccome le tecnologie migliorano, inviterei a leggere una pubblicazione di Fondazione Symbola ed Unione delle Camere di Commercio (non, dunque, fondamentalisti ambientali) dal titolo “Green Italy” in cui si racconta di come, auspicabilmente presto, potremo avere pannelli solari non più di silicio ma realizzati in film organici incorporabili anche nelle piastrelle di casa! Questo è il futuro!

  12. Grazie a Saverio per la spiegazione. Forse se per risolvere i nostri problemi energetici alzassimo più spesso gli occhi al cielo invece di tenerli fissi a terra troveremmo delle soluzioni migliori e più rispettose dell’ambiente.

  13. Un’altra “centrale” naturale ce l’abbiamo sotto le scarpe, Mario. Se solo si potesse sfruttare bene il geotermico…

  14. @Saverio

    Il tuo secondo commento è interessante, da persona che vuole discutere, confrontarsi, insegnare e imparare.

    Il primo commento lo potevi proprio evitare.

  15. Al Ien hai ragione, però c’è un però: sempre trivellare bisogna. Comunque adesso si comincia ad usare per riscaldare le case a basso consumo energetico. Penso che per cavarne grosse quantità di energia sia un tantino più complicato.

  16. Non so se ho fatto una cavolata… 🙄 comunque ho mandato un messaggio a Fazio perchè chieda a Mercalli di parlarne… non so … ho agito di impulso… ❓

  17. Le cifre che indicano i depositi naturali di share gas non mi sembrano realistiche. A mio avviso vanno moltiplicate almeno per mille (misura USA).

    morphy

  18. Mi viene un dubbio: ma non è proprio questo il gas che per estrarlo si usa il fracking?

    Chiedo perché il fracking causa l’inquinamento delle falde acquifere…e negli USA, chi ha dato in cessione i diritti di trivelazione della propria proprietà è tutt’altro che felice.

    http://www.gaslandthemovie.com/whats-fracking

  19. Io non sono cosi sicuro che lo shale gas sia il futuro, è molto ma molto piu probabile che lo sia il nucleare . di certo non le cosiddette rinnovabili che non hanno potenzialità tali da sostituire i fossili.
    Non drammatizziamo i problemi del nucleare da fissione, e non santifichiamo il solare termodinamico che certo non puo fare miracoli
    Sulla fusione nucleare, non saremmo cosi distanti se il progetto ITER non fosse stato castrato per ragioni politico/economiche, preferendo buttare i soldi in altri pozzi senza fondo. Tecnicamente è raggiungibile e oltretutto non è l’unico progetto in campo