E se i nostri climatologi si facessero le “ossa” su Venere?

Il vortice del polo sud di Venere è ancora più complicato e misterioso di quanto si pensasse. Una nuova analisi rivela che il centro di rotazione gira attorno al polo in modo differente a seconda dell’altezza. Durante il movimento, strati separati di 20 km mostrano cambiamenti inaspettati nella loro morfologia.

Le immagini sono frutto dello spettrografo VIRTIS della missione Venus Express dell’ESA che ha studiato l’atmosfera venusiana nei suoi strati nuvolosi sia inferiori che superiori.

I vortici sono comuni nelle atmosfere di molti pianeti del Sistema Solare, ma mostrano caratteristiche diverse tra loro. Venere è senza dubbio il mondo più simile alla Terra, pur presentando diversità enormi. Esso ruota in senso retrogrado molto lentamente attorno al proprio asse con un giorno che è ben 243 volte più lungo di quello terrestre. La sua densa atmosfera di anidride carbonica, con una pressione superficiale 90 volte quella del nostro pianeta, sta mantenendo un continuo e crescente effetto serra che ha portato la temperatura a toccare i 450°C. Attenzione, però: è stato il vapor d’acqua dei suoi oceani che ha dato il via al terrificante riscaldamento globale. L’anidride carbonica ha il compito di mantenerlo…

Tra i 45 e i 70 km d’altezza vi è uno strato nuvoloso molto spesso di acido solforico che avvolge completamente il pianeta e che si muove alla velocità di 360 km/h in un fenomeno che prende il nome di super rotazione, dove l’atmosfera ruota molto più velocemente della superficie del pianeta. L’origine di questo effetto è ancora del tutto sconosciuto.

Ai poli, la circolazione atmosferica forma intensi e permanenti vortici che cambiano forma e dimensione su base giornaliera. I dati di Venus Express mostrano chiaramente che i vortici evolvono caoticamente giorno dopo giorno. Insomma, Venere mostra caratteristiche ben più misteriose di quelle mostrate dalla Terra e da Saturno, ben più prevedibili e stabili.

Il ciclone venusiano si estende verticalmente per più di venti chilometri, attraverso una regione molto turbolenta di nuvole continue. Tuttavia, i centri di rotazione a due differenti altezze (42 e 62 km dalla superficie) non sono allineati ed entrambi girano attorno al polo sud senza nessuna chiara regola, con velocità che arriva fino a 55 km/h. Inoltre, si è visto che esiste anche un gradiente verticale con venti che crescono di oltre 3 km/h per ogni chilometro di altezza, creando non poche instabilità atmosferiche.

I vortici sono alimentati dalla super rotazione atmosferica e sono intrappolati nelle regioni polari da un vasto “collare” di aria fredda sub polare. L’occhio del ciclone copre un’area di 2200 per 1400 km. Malgrado diversi anni di osservazione, non è ancora stato possibile spiegare perché il vortice è così variabile da riuscire ad alterare la sua forma nel giro di un  solo giorno e -a volte-, invece, a rimanere stabile per intere settimane. Ne segue che, oltre all’origine stessa della super rotazione dell’atmosfera, della misteriosa sorgente di assorbimento ultravioletto nelle nuvole, si deve adesso aggiungere un nuovo problema senza apparente soluzione.

Insomma, se è già così difficile fare previsioni del tempo sul nostro pianeta, figuriamoci su Venere!

Se non altro il nostro antico “gemello” ci mostra chiaramente che la climatologia è un campo di studi che ci vede ancora molto indietro così come ben poco conosciamo delle vere cause delle variazioni su larga e piccola scala.

il vortice al polo sud di Venere
In alto il vortice a grande altezze, in basso quello a basse altezze. (Fonte: ESA/VIRTIS/INAF-IASF/Obs. de Paris-LESIA/Universidad del País Vasco (I. Garate-Lopez))

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4 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Purtroppo, mi sembra che la climatologia, così come molte altre scienze, si sia incamminata in una pericolosa deriva verso l’estrema specializzazione delle tematiche trattate (e anche di coloro che le affrontano). Spesso, invece, il “quadro d’insieme” è fondamentale per non perdere di vista le interconnessioni tra più fenomeni; il fascino di questa scienza della Terra è proprio la interdisciplinarietà: “in essa convergono infatti discipline come l'astrofisica, la chimica, l'ecologia, la geologia, la geofisica, la glaciologia, l'idrologia, l'oceanografia e la vulcanologia” (cit. Wikipedia). Ovviamente non basta essere un bravo geologo o vulcanologo per sostenere delle teorie che necessitano di riscontri in tante altre discipline.
    Anche qui, forse, sarebbe il caso di applicare il metodo “Astronomia.com”.
    Diceva mia nonna: “quattro occhi sono meglio di due” e forse per il cervello (o mente che dir si voglia) vale lo stesso principio!

  2. Citazione Originariamente Scritto da Vincenzo Zappalà Visualizza Messaggio
    Il vortice del polo sud di Venere è ancora più complicato e misterioso di quanto si pensasse. Una nuova analisi rivela che il centro di rotazione gira attorno al polo in modo differente a seconda dell'altezza. Durante il movimento, strati separati di 20 km mostrano cambiamenti inaspettati nella loro morfologia....
    leggi tutto...
    Caro Enzo questi particolari movimenti atmosferici di Venere spero che saranno studiati in modo più specifico in prossime missioni che sono in prograsmma. In ogni caso sono proprio i "veli" della bella Venere le caratteristiche fondamentali che rendono interessante, affascinante e misterioso il nostro "gemello" che, come spesso abbiamo detto, non è Marte ma proprio Venere.
    Se poi in una di queste missioni vogliamo inviare qualche nostro "noto" climatologo, può essere che ritorni un po' accaldato ma forse con le idee più..."fresche".

  3. Si ma solo a patto di mandarceli!!!Scherzi a partesembra che Venere sia ancora meno ospitale di quanto ci si aspettasse solo venti anni fa e questo lo rende ancora più affascinante. Come sanno gli scrittori di " gialli" niente è più affascinante di un bel mistero.

  4. Citazione Originariamente Scritto da Luigi Visualizza Messaggio
    Purtroppo, mi sembra che la climatologia, così come molte altre scienze, si sia incamminata in una pericolosa deriva verso l’estrema specializzazione delle tematiche trattate (e anche di coloro che le affrontano). Spesso, invece, il “quadro d’insieme” è fondamentale per non perdere di vista le interconnessioni tra più fenomeni; il fascino di questa scienza della Terra è proprio la interdisciplinarietà: “in essa convergono infatti discipline come l'astrofisica, la chimica, l'ecologia, la geologia, la geofisica, la glaciologia, l'idrologia, l'oceanografia e la vulcanologia” (cit. Wikipedia). Ovviamente non basta essere un bravo geologo o vulcanologo per sostenere delle teorie che necessitano di riscontri in tante altre discipline.
    Anche qui, forse, sarebbe il caso di applicare il metodo “Astronomia.com”.
    Diceva mia nonna: “quattro occhi sono meglio di due” e forse per il cervello (o mente che dir si voglia) vale lo stesso principio!
    Concordo appieno Luigi. Da diverso tempo che la penso anche io così.... Si sta perdendo la visione d'insieme.