La farfalla della Lira

Pochi giorni fa ho parlato della forma a “farfalla” di molte nebulose planetarie che la geometria fa apparire da terra in modo sempre diverso e suggestivo. Ebbene, la più famosa tra loro ha deciso di rivelarci completamente la sua meravigliosa struttura, molto più complessa e articolata di quanto si pensasse.

La nebulosa di cui parlo è ovviamente M57, meglio conosciuta come ring nebula (nebulosa anello) o nebulosa della Lira. La sua forma di ellisse quasi perfetta con al centro la nana bianca è ormai di dominio pubblico.

Tuttavia, Hubble e il telescopio binoculare dell’Arizona (LBT) hanno mostrato, con osservazioni infrarosse e molto accurate, che la situazione è ben più complessa. La nuova immagine di Fig. 1 mostra una corona tenue e rossastra che si estende tutt’attorno all’anello centrale.

m57
Figura 1

La prima fase di espulsione di materia dovrebbe essere iniziata circa 4000 anni fa e la nebulosa continua ad allargarsi alla velocità di oltre 60000 km/h. La parte centrale è quella più visibile e conosciuta, ma si divide in due parti che la visione quasi frontale, che abbiamo da terra, rende di difficile comprensione. La parte giallo-arancio è il disco di materia che circonda la nana bianca e il colore deriva dalla temperatura più bassa. La parte azzurra che sembra colorare l’interno dell’anello non è altro che uno dei due lobi (o ali di farfalla) che si espandono verso l’esterno con temperatura più alta. Il gas è soprattutto elio. Questa parte si espande a velocità maggiore rispetto alla corona tenue e sfrangiata  più esterna che ha una forma sferica.

La Fig. 2 ci mostra la geometria della parte centrale.

Fig. 2
Figura 2

A sinistra la nebulosa è vista di taglio. Il suo asse di simmetria è la linea rossa, le due parti ellittiche L1 e L2 (meglio dire ellissoidi), che si estendono a sinistra e a destra, sono i lobi azzurri, le ali. Il disco centrale, dalla forma di ciambella col buco, è visto di taglio ed è rappresentato dal rettangolo D arancione. La direzione della Terra è quella di T1. L’angolo che forma con l’asse della nebulosa è abbastanza piccolo per cui la osserviamo quasi di fronte. Il disco arancione assomiglia quindi a un’ellisse poco schiacciata. La nebulosa vista di fronte (quindi più o meno come da terra) è rappresentata nella parte destra. Ovviamente, i due lobi azzurri restano all’interno del disco di materia arancione e colorano soltanto la sua parte interna.

Vediamo, però, come cambierebbe la nebulosa se la potessimo vedere da posizioni più angolate, T2, T3 e T4. L’ultima sarebbe proprio una visione di taglio con i due lobi perfettamente distinti. La Fig. 3 ci fa vedere questa variazione. In T2 si comincia ad avvertire che la parte azzurra supera il disco ed è davanti a lui. In T3 il lobo superiore è ormai nettissimo. In T4 la farfalla si mostra in tutta la sua bellezza.

Fig. 3
Figura 3

Lo spettacolo sparirà lentamente entro i prossimi 10 000 anni quando il gas si disperderà nello spazio. Il nostro Sole, decisamente più piccolo della stella che ha originato M57, non riuscirà a dar luogo a uno spettacolo così affascinante, ma farà sicuramente del suo meglio.

Quando punterete il vostro telescopio verso M57, pensate a quante cose sono nascoste dalla particolare visione prospettica. Anche le farfalle cosmiche si divertono e fanno le misteriose.

Ti ricordiamo che per commentare devi essere registrato. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nostra community. Ti aspettiamo! : )

4 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Che bello quest'articolo! C'è sempre un'altra prospettiva da cui guardare le cose. Tra l'altro,M57 è stato il mio tormento! L'anno scorso non sono riuscita ad osservarla. Quest'anno ci riuscirò,e la guarderó con occhi nuovi!

  2. Lo spettacolo sparirà lentamente entro i prossimi 10 000 anni quando il gas si disperderà nello spazio.
    Peccato! Su scala cosmica, questa farfalla è un'effimera.....

    Il nostro Sole, decisamente più piccolo della stella che ha originato M57, non riuscirà a dar luogo a uno spettacolo così affascinante, ma farà sicuramente del suo meglio.
    Spero di esserci..... E di osservarlo da lontano....

  3. Grazie ! in effetti la nostra volta celeste è costretta, date le distanze, a doversi accontentare di fatto della bidimensionalità, ma come tu hai mostrato, guadagnando anche la profondità, ci si aprirebbe davanti agli occhi un Universo che stenteremmo a riconoscere....
    ma vedrai che nel prossimo futuro la tecnologia si inventerà la TAC dell'Universo così da poterlo vedere finalmente in 3D..... che ne so, un radio telescopio gemello sulla Luna che lavori con stazioni sulla Terra o uno stormo di satelliti in orbite alte o magari un radiotelescopio su un asteroide in viaggio .... chissà...

  4. questo dimostra che in tutte le cose c'è sempre un altro punto di vista, e come dice Bellatrix a volte stenteremmo a riconoscerci.