L’aspetto degli oggetti celesti – Giove

Dopo aver analizzato l’aspetto, ben noto, della Luna vista dalla Terra, in questa puntata scopriremo come appare Giove visto dalla superficie di alcuni dei suoi satelliti.

Da appassionati, sappiamo che Giove è ben visibile e riconoscibile nel cielo stellato come un bel puntone luminoso avente una magnitudine che, durante le opposizioni, arriva anche a -2.5, secondo solamente a Venere: il suo diametro apparente è di circa 40-45 secondi d’arco, fatto questo che ne consente la spettacolare visione anche con un semplice binocolo, per mezzo del quale appare sempre seguito dai suoi 4 satelliti principali, i ben noti Io, Europa, Ganimede e Callisto.

L’antefatto

Mi è venuta l’idea di scrivere questi articoli quando tempo fa su Facebook ho letto un post da parte di un gruppo di appassionati di Astronomia: appariva la rappresentazione artistica di quanto si potrebbe vedere dalla superficie di Europa, durante l’atterraggio di una navicella spaziale. La foto che accompagnava il post era questa, particolarmente suggestiva

libera rappresentazione artistica dell’atterraggio su Europa di una navicella spaziale

si vede un enorme e minaccioso Giove che fa sentire la sua presenza incessante e continua.

C’è infatti da dire che anche i quattro satelliti Medicei (come la stragrande maggioranza dei satelliti dei vari pianeti) hanno una rotazione sincrona con la rivoluzione attorno a Giove, proprio come la Luna con la Terra, per cui il pianeta gassoso appare sempre praticamente fisso nella volta celeste. Proprio come accade con la Luna, trovandoci invece nelle dark side of the moons, non potremmo mai vedere Giove al disopra dell’orizzonte.

Nel post avevo pubblicato la mia opinione in merito e proprio da lì mi è venuta voglia di indagare e di scrivere un articolo.

Torniamo solo un istante alla Luna

Utilizzare Stellarium permette proprio di capire meglio quanto un domani si potrà vedere da questi satelliti: come sempre il mio programma astronomico preferito consente di fare un balzo in avanti negli anni, vedendo ora quello che i fortunati astronauti o meglio sonde automatiche vedranno con i propri occhi fra almeno un centinaio d’anni (ma speriamo prima!).

Ho perciò caricato come paesaggio Ovindoli (realizzato dal sottoscritto qualche anno fa e che potrete trovare insieme a tutti gli altri paesaggi creati dagli utenti del programma, a questo link) : in questo modo possiamo vedere subito come appare la Luna tra i monti abruzzesi, in uno scenario quasi vero. La prima foto mostra la Luna mentre sorge da dietro una piccola catena di monti in direzione del Monte Sirente: Stellarium mostra un pallino sfocato e luminoso al livello base di visualizzazione (indicato da un valore di FOV, Field Of View, pari a 43°)

La Luna che sorge dai monti

Solo zoomando la scena fino ad un FOV pari a 15.8° riusciamo a vedere la Luna come siamo abituati

La Luna, zoomando leggermente

Con uno zoom maggiore ed un angolo di visuale pari a 4.93° lo spettacolo è ancora più suggestivo.

Negli ultimi due casi in cui si utilizza lo zoom, putroppo, si perde la messa a fuoco del paesaggio, ma questo non credo sia di facile soluzione (a meno che… quasi quasi lo chiedo agli sviluppatori), ma comunque queste tre visualizzazioni, con angolo FOV differente e decrescente, ci permettono di capire meglio la situazione: la prima è praticamente una foto scattata dal nostro cellulare o quello che vediamo ad occhio (con una Luna che sembra grande mentre in realtà è piccola), la seconda è ottenibile con un teleobiettivo o guardando con un binocolo e la terza infine è quanto otteniamo con un forte zoom. Ricordiamoci di questi tre valori di FOV, 43°, 15.8° e 4.93°, perché li ritroveremo successivamente.

Andiamo su Io!

Stavolta per i satelliti di Giove, ho utilizzato altri paesaggi, derivati da quelli di un analogo programma (a pagamento!) e già dalla prima immagine, con FOV pari a 43° (visualizzazione normale o foto con cellulare) si ha una netta differenza rispetto all’aspetto consueto della Luna!

Giove visto dalla superficie di Io

Giove ha un diametro apparente di ben 19° 30′ e per capire meglio quanto siano circa 20° in cielo, basti pensare che il pianeta potrebbe occultare interamente la costellazione di Orione! Pensate a quanto può essere grande, inquietante e minaccioso dalla superficie di Io, che già è un posticino non molto raccomandabile per la presenza di centinaia di vulcani attivi e proprio per la vicinanza del pianeta gassoso e per la sua influenza in termini di radiazioni: Dante del terzo millennio avrebbe sicuramente posizionato l’Inferno in questo satellite!

Pensate poi al fatto che la rotazione di Io è sincrona, per cui dalla vostra postazione vedreste sempre Giove nello stesso punto del cielo: lo spettacolo però sarebbe fantastico! Giove ruota su se stesso in appena 9 ore e a causa del moto orbitale di Io la sua fase cambierebbe da Giove Pieno a Giove Nuovo e viceversa nel volgere di poche ore, mentre nel frattempo sorgerebbe il Sole (di solito eclissato dal pianeta stesso). Su Giove si vedrebbero transitare anche le ombre degli altri satelliti: se già dalla Terra i transiti delle ombre sono molto evidenti, pensate a quei dischi neri che attraversano la superficie gassosa di Giove…

Non mi credete? Se anche voi vi fidate di Stellarium (e non vedo perché non debba essere così!) e non sapete interpretare aridi numeri e calcoli sulla carta, allora gustatevi il filmato che ho realizzato velocizzando la visualizzazione di uno scenario già di per sè fantascientifico, ma che tutto sommato è più che veritiero: forse quel monte che vediamo potrebbe essere addirittura un vulcano!

Tornando alla foto di Giove visto da Io, già ad un FOV pari a 43° il pianeta è davvero enorme: immaginate già cosa si vedrebbe ad altri valori di zoom? In questo caso metto solo i link alle due foto con FOV intermedio e minimo, per non appesantire l’articolo.

Informazioni su Pierluigi Panunzi 321 Articoli
Classe 1955, è nato e vive a Roma, è laureato in Ingegneria Elettronica e lavora come sviluppatore software, ma avrebbe voluto laurearsi in Astronomia. Coltiva la passione per l’astronomia dal giorno dopo lo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Dedica il tempo libero alla divulgazione astronomica in serate organizzate a Roma e paesi vicini e recentemente si sta perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di una reflex digitale.

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4 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Bello ,ed interessante articolo.
    Un ipotetico astofilo abitante in qualche satellite Gioviano,avrebbe da osservare e riprendere per tutta la vita!

  2. non riesco a capire come mai la prima parte di questa seconda puntata dedicata a Giove ha più di 9000 accessi, mentre la seconda parte ne ha molti meno di 2000...

    com'è possibile?
    magari la maggior parte dei lettori non si è accorta che alla fine della prima parte c'è un pulsante con scritto 2 da cliccare???


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