Aggiornamento del software 3D per le sonde Pioneer 10 e 11

Le sonde Pioneer 10 e 11, lanciate quasi 50 anni fa, sono state letteralmente le pioniere dell’esplorazione spaziale dei pianeti esterni del Sistema Solare

Correva l’anno 1972, quando il 4 marzo la NASA lanciava la sonda Pioneer 10, con lo scopo di raggiungere Giove: sparata nello spazio ad alta velocità, dopo un viaggio di appena un anno e mezzo, la sonda incontrava e sorpassava per la primissima volta il pianeta gigante, nel dicembre 1973, senza però avere alcuna possibilità di entrarne in orbita.

Un anno dopo, il 7 marzo 1973, la NASA lanciava la sonda Pioneer 11, che aveva uno scopo più ambizioso: raggiungere Giove come la sua sorella e ottenere dal pianeta gigante un gravity assist per poter raggiungere e sorpassare nientemeno che Saturno.

Anche in questo caso dopo un viaggio di appena un anno e mezzo la sonda Pioneer 11 incontrava Giove, ne riceveva una spinta aggiuntiva, per poter raggiungere dopo più di 5 anni (settembre 1979) il Signore degli Anelli per antonomasia, Saturno.

Era il 2009, quando a settembre…

… il vostro pignolone pubblicava un articolo sulle sonde spaziali Pioneer 10 e 11 proponendo successivamente, in un altro articolo, la visualizzazione tridimensionale interattiva delle orbite percorse dalle due sonde.

Durante questi 14 anni, sono cambiate tante cose nel mondo tecnologico dei computer ed il programma che avevo creato, dopo qualche anno, non ha più potuto funzionare visto che i produttori dei browser hanno bloccato certi tipi di applicazioni (scritte in java) per problemi di sicurezza e bla bla.

Se accedete infatti al secondo articolo (ed anche ad altri articoli successivi della categoria “Sonde Spaziali“) , cliccando nel link che permetterebbe di lanciare la visualizzazione interattiva in 3D, vedrete che non succede nulla: si apre una pagina bianca.

Qualche anno fa avevo perciò riscritto completamente il programma di visualizzazione 3D, che poi ho sfruttato e sto sfruttando al meglio per altrettanti articoli sulle sonde più recenti (ad esempio la meravigliosa sonda Lucy) : con questo articolo inizio appunto ad aggiornare la versione vecchia del software per le sonde più importanti.

Praticamente lo stesso trattamento era stato riservato per l’ottantina di articoli della categoria delle “costellazioni, per ognuno dei quali avevo creato un programma assolutamente inedito che mostra le stelle in 3 dimensioni: bloccato dalle scelte tecniche sopraggiunte negli anni, ero riuscito a confezionare una nuova versione, che è quella che vedete attualmente in ogni singolo articolo.

Non conoscete questi articoli e la visualizzazione 3D delle costellazioni?! Correte subito a leggere l’articolo introduttivo!! Qui si parla della ben nota Costellazione di Orione e della possibilità di ruotare la mappa stellare per vedere cosa c’è dietro, con le stelle che si allontanano dalla mappa stessa, in base alla loro distanza in anni luce dalla Terra.

Torniamo alle sonde Pioneer 10 e 11

Nel secondo dei due articoli citati avevo in particolare mostrato il diagramma originale della NASA

il percorso delle sonde Pioneer 10 e 11 tra i pianeti – credit : NASA

in cui si vedeva, in modo piatto, il percorso delle due sonde Pioneer nel corso degli anni.

Se invece cliccate su questa immagine, così come dovreste essere abituati a fare con le altre sonde più recenti,

cliccare l’immagine per attivare il programma 3D in un’altra finestra del browser

aprirete in un’altra pagina del browser la visualizzazione tridimensionale interattiva, dove potete seguire il percorso effettuato dalle Pioneer negli anni che vanno dalla data di lancio fino alla fine del 1980, dopodiché le Pioneer hanno continuato il loro viaggio nello spazio profondo.

Come sempre le azioni da compiere con il programma, sono le stesse e davvero molto intuitive…

Il tasto di play inizia la simulazione, che viene automaticamente interrotta in alcuni momenti principali delle due missioni (incontri con Giove e Saturno): in un qualsiasi momento la simulazione può essere comunque fermata col tasto di stop.

Per riavviare il moto delle sonde basta premere di nuovo start oppure si può procedere con un passo di 10 giorni con il tasto di step.

In ogni momento, sia che la simulazione sia attivata oppure interrotta, sappiamo che è possibile modificare l’orientamento e la visualizzazione semplicemente usando il mouse (sul PC) oppure con un dito sui dispositivi sensibili al tocco (PC, cellulari o tablet), come pure è possibile modificare lo zoom della visualizzazione sia ingrandendolo che rimpiccolendolo con le ben note operazioni (con la rotella del mouse o con le due dita).

Ad un certo punto la simulazione si ferma: da quel momento in poi le due sonde Pioneer si allontanano da Sistema Solare e viste dall’alto le orbite percorse mi hanno da subito ricordato dapprima la copertina del vecchio LP “Eye in the sky” del gruppo “Alan Parson’s Project” e più seriamente il ben noto “Occhio di Horus” di origini egiziane e faraoniche.

Ecco il perché dell’immagine in evidenza che accompagna l’articolo nella home page del nostro sito!

Che fine hanno fatto le sonde Pioneer?

Sono passati 50 anni e le sonde Pioneer si stanno sempre più allontanando dal Sistema Solare.

Per sapere qualcosa in più della loro posizione attuale vi suggerisco ad esempio di andare nel sito di Heavens Above : nella home page cliccate la voce “Sonde che abbandonano il Sistema Solare” e vedrete una tabella in cui si parla anche delle mitiche Voyager I e II e dell’altrettanto mitica New Horizons

Per le sonde Pioneer 10 e 11 purtroppo la casella che indica lo stato di funzionamento segnala un bel “no“, ma per quanto riguarda la distanza coperta in tutti questi anni (ed in continuo aumento visto che le sonde non si sono certo fermate!)  la stima è che si trovino attualmente a più di 132 e 111 UA (Unità Astronomiche ) da noi: ricordo che Giove e Saturno distano dal Sole appena 5 e 10 UA

Prossimamente presenterò in altrettanti articoli l’aggiornamento al programma 3D interattivo per altre sonde notissime e mitiche quali le due Voyager I e II, la sonda Galileo e la sonda Rosetta, nonché altre sonde meno note quali la Ulysses: in tutti questi casi infatti l’esecuzione del vecchio programma di visualizzazione (dall’interno di ogni articolo) porta sempre ad un nulla di fatto, come succede per le Pioneer 10 e 11.

Rimanete sintonizzati per le prossime versioni!

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 463 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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