Venere ospita la vita?

I dati della sonda Akatsuki suggeriscono la possibile presenza di microbi nel’atmosfera della nostra vicina “gemella” . I risultati su Astrobiology

Venere visto da Akatsuki (Japan Aerospace Exploration Agency)

In questi anni, l’attenzione della ricerca astronomica si è rivolta molto spesso verso la ricerca di vita extraterrestre, specie nel sistema solare. Marte sembra abbia avuto una evoluzione geologica favorevole alla vita, almeno anticamente; ed anche lune di Saturno Titano ed Encelado sembrano interessanti, così come di alcuni satelliti di Giove.
In questi giorni, torna inaspettatamente in voga una vecchia conoscenza che ha colpito in passato la nostra fantasia: Venere. In uno studio pubblicato su Astrobiology si prende in esame l’ipotesi dell’esistenza di microbi nelle dense nubi che coprono la nostra vicina di casa. Esaminando i dati inviati dalla sonda giapponese Akatsuki, infatti, sono emerse nelle le nuvole venusiane alcune zone con una strana concentrazione di nanoparticelle, che potrebbero essere riconducibili anche a qualche forma di vita microbica.
Sanjay Limaye dell’Università del Wisconsin a Madison, leader dello studio, sostiene che “Potenzialmente, Venere è stata abitabile per circa due miliardi di anni dopo la sua nascita, un periodo maggiore rispetto a quello della presenza dell’acqua su Marte. Non possiamo dunque escludere a priori la presenza di vita su Venere, che potrebbe essersi adattata al mutare delle condizioni del pianeta.” Un’idea intrigante, che per gli autori dello studio merita di essere studiata a fondo: “Dobbiamo in qualche modo prelevare ed analizzare alcuni campioni delle nubi – suggerisce Rakesh Mogul della California State Polytechnic University, co-autore dello studio. – Venere potrebbe costituire un emozionante capitolo dell’esplorazione astrobiologica.”

 

 

Articolo di riferimento QUI.

Ringrazio per la preziosa collaborazione corrado973.

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Red Hanuman è nato poco tempo prima che l'uomo mettesse piede sulla Luna, e cresciuto a pane e fantascienza. Poteva non sentire il richiamo delle stelle? Chimico per formazione e biologo autodidatta per necessità, ha da sempre desiderato essere un astrofisico per vocazione e diletto, ma non ha potuto coronare il suo sogno. Attualmente, lavora nel settore ambiente. Da pochi anni studia il violino. Perché continua ad usare un nickname? Perché la realtà non può essere richiusa in un nome, e perché πάντα ῥεῖ ὡς ποταμός : tutto scorre come un fiume. Ma, soprattutto, perché Red Hanuman è chiunque coltiva in sé un desiderio di conoscenza ...

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1 Commento    |    Aggiungi un Commento

  1. interessante, non tanto per la potenziale vita sul pianeta quanto per la sua evoluzione dai primordi della nascita del Sistema Solare.