Quando Saturno non aveva gli anelli.

Le ultime misurazioni della gravità, effettuate dalla sonda Cassini prima della sua disintegrazione nell’atmosfera del pianeta, rivelano nuovi scenari sulla data di origine dei famosi anelli.

Gli anelli di Saturno
Gli anelli di Saturno

Giovani, giovanissimi. Non avrebbero più di 100 milioni di anni i famosi anelli che affascinano da sempre le viste del pianeta Saturno. A questa e ad altre conclusioni sono arrivati alcuni ricercatori coordinati da Luciano Iess del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale di Sapienza Università di Roma. I risultati della ricerca sono stati pubblicati nell’edizione online di Science.

Gli anelli sono la caratteristica più lampante di Saturno, ma la misura della loro massa effettuata dai ricercatori di Sapienza mostra che la loro età è  di molto inferiore a quella del pianeta. Saturno infatti si è formato assieme al sistema solare in tempi molto più remoti, circa 4,5 miliardi di anni fa, mentre gli anelli potrebbero risalire all’epoca in cui gli ultimi dinosauri abitavano la Terra.

I risultati della ricerca sono stati ottenuti dalle misure effettuate dalla sonda Cassini nella sua fase finale durante gli ultimi sei passaggi ravvicinati del pianeta, tra l’atmosfera e gli anelli. Misure di velocità della sonda, con precisione di pochi centesimi di millimetro al secondo,  hanno permesso di determinare separatamente la massa degli anelli e la gravità del pianeta.

«La massa degli anelli era l’ultimo elemento del puzzle. Una massa piccola, come quella che abbiamo misurato attraverso il sistema di telemisure di Cassini, indica una giovane età», spiega Luciano Iess :«C’erano già indizi che gli anelli non si fossero formati assieme a Saturno, ma ora ne abbiamo una prova molto convincente, che è stato possibile ottenere solo nella fase finale della missione». Gli anelli potrebbero essersi formati per la disintegrazione di una luna di Saturno, ad esempio in conseguenza di un impatto con una cometa.

Le stesse misure di gravità, ottenute dai passaggi ravvicinati di Cassini, hanno permesso di risolvere altri problemi aperti, relativi alla struttura interna del pianeta:  i venti del gigante gassoso si estendono ad una profondità di 9000 km. E ora si ha una stima più precisa di quanti  gli strati esterni ruotino più veloci di quelli interni. Infine si fa largo sempre di più la tesi che il nucleo del pianeta sia formato da elementi pesanti (ossia diversi da idrogeno ed elio) pari a circa 15-18 masse terrestri, ossia il 15% del pianeta.

Per saperne di più:

https://phys.org/news/2019-01-saturn-hasnt.html

 

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