E’ ora di dire addio a Spitzer

Lanciato il 25 agosto del lontano 2003, in più di 16 anni anni di attività, ha permesso di studiare meglio l’universo attraverso lo spettro dell’infrarosso, regalandoci immagini suggestive.

Come quelle della foto di apertura articolo, che riprende la stella gigante Zeta Ophiuchi, a circa 370 anni luce dalla Terra.

Progettato per una missione di soli 2 anni e mezzo, il famoso telescopio è andato ben oltre le aspettative. Durante questa straordinaria missione è riuscito a regalarci scatti grandiosi. E gran parte dei suoi lavori si possono ammirare QUI.

Ma da quando il suo serbatoio di raffreddamento a elio si è esaurito (2009) si era già dovuto scegliere di operare con una parte dei suoi strumenti anziché tutti. Lavorando nell’infrarosso, SPITZER ha sempre avuto bisogno di lavorare a freddo per cercare appunto il “caldo” dell’infrarosso.

“Deve aspettare che le batterie si ricarichino e poi tutto si raffreddi di nuovo prima di poter continuare a osservare”, ha precisato l’astronoma LuisaRebull , evidenziando che alla fine il telescopio non sarà più in grado di compiere alcuna manovra.

Il 30 gennaio pertanto, il telescopio, che prende il nome dal famoso astrofisico Lyman Spitzer, riceverà i comandi di fine missione.

Il poster celebrativo di fine missione
Il poster celebrativo di fine missione

Ci mancheranno tanto i suoi capolavori, ma come scrive Deborah Levine nella sua poesia dedicata alla storia della missione…Le missioni finiscono, ma i loro ricordi continuano a essere utili.

Maggiori informazioni:

https://www.space.com/why-spitzer-space-telescope-must-end.html

http://www.spitzer.caltech.edu/images

 

 

 

 

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