Novità su Betelgeuse

Traduco una notizia riguardante Betelgeuse, la splendida stella della costellazione di Orione

Dal sito spaceweather.com, abbiamo un contributo abbastanza difficile riguardante la famosissima stella Betelgeuse, che dal 2019 al 2020 aveva fatto sussultare gli appassionati di Astronomia calando vistosamente la sua magnitudine, facendo da subito supporre che fosse il preludio di una imminente esplosione di supernova.

Lasciamo la parola al sito che si occupa principalmente di space weather, la meteorologia spaziale, applicata al nostro Sole e ai suoi fenomeni quotidiani, fenomeni che coinvolgono direttamente la Terra: stavolta questa scienza neonata viene applicata a Betelgeuse.

A tutti coloro che masticano poco la lingua inglese, offro la mia traduzione ragionata

Una nuova forma di space weather per Betelgeuse

Avete certamente sentito parlare delle CME, le Coronal Mass Ejection, che avvengono quasi quotidianamente sul Sole, durante e a causa delle quali un pezzo della tenue atmosfera esterna del nostro Sole (la corona) esplode, viene espulsa nello spazio e qualche volta colpisce anche la Terra (ndr: ma anche i pianeti Mercurio, Venere, nonché le varie sonde in vicinanza del Sole e della Terra ).

Qualcosa di ancora più terribile è capitato a Betelgeuse: la gigante rossa ha prodotto quello che si potrebbe chiamare una SME, Surface Mass Ejection.

rappresentazione artistica di un SME di Betelgeuse – credit: Elizabeth Wheatley (STScI)

Gli astronomi della NASA ritengono che nel 2019 un pezzo enorme della superficie (Surface ) di Betelgeuse venne soffiato via dalla stella.

La massa di questo SME è stato (ndr: nientemeno che ) 400 miliardi di volte più grande di una CME del Sole oppure ancora parecchie volte la massa della Luna (ndr: che gli americani chiamano “Earth’s Moon”, la luna della Terra, bah ).

I dati forniti da vari telescopi, specialmente l’Hubble Space Telescope, suggeriscono che un pennacchio convettivo, largo più di un milione di miglia, ha gorgogliato dalle profondità della stella, producendo effetti sismici e pulsazioni che hanno letteralmente sparato via un pezzo della superficie di Betelgeuse.

Andrea Dupree, dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, la leader di questi studi, afferma “Non abbiamo mai visto finora un’espulsione di massa di questa portata da parte di una stella: sta succedendo qualcosa che ancora non possiamo comprendere completamente”.

Dopo l’esplosione

Dopo che ha abbandonato la stella, l’SME si è raffreddata, dando luogo ad una nuvola oscura che come sappiamo ha fatto diminuire la luminosità di Betelgeuse tra il 2019 ed il (ndr: famigerato ) 2020. (ndr: In questo articolo possiamo vedere studi sulla diminuzione della luminosità di Betelgeuse )

Perfino osservatori improvvisati del cielo hanno potuto notare quello che succedeva: alcuni astronomi si sono preoccupati del fatto che questa repentina diminuzione di luminosità anticipava un’esplosione di supernova.

Ma alla fine la comprensione che una SME era il vero responsabile, ha calmato temporaneamente quei timori.

In alto a sinistra l’immagine di Betelgeuse ripresa dall’HST e sotto le dimensioni comparate della stella, dell’orbita terrestre e dell’orbita di Giove. A destra la ben nota costellazione di Orione.

Da allora la luminosità di Betelgeuse è tornata a valori quasi normali, ma sta ancora accadendo qualcosa di strano.

C’è qualcosa di nuovo in Betelgeuse

Gli Astronomi sanno da parecchio tempo che Betelgeuse è una stella variabile con un periodo di 430 giorni: i suoi cambiamenti regolarissimi nella luminosità sono stati osservati per più di 200 anni.

Ma dal momento in cui Betelgeuse è tornata alla normalità dopo l’SME, queste pulsazioni non sono più così regolari.

ndr: L’immagine successiva mostra un andamento abbastanza regolare della luminosità di Betelgeuse (come stella variabile), poi l’improvvisa diminuzione della luminosità ed infine quello che sta succedendo dopo l’SME: cliccando sull’immagine si può vedere un diagramma a risoluzione maggiore.

la curva della luminosità di Betelgeuse negli anni, prima e dopo l’SME. Recentemente l’andamento della luminosità è cambiato di parecchio

Gli spettri stellari ricavati dall’Hubble Space Telescope e dal telescopio Tillinghast (da 1.5m, del Center for Astrophysics in Arizona) comportano che dopo qualche anno la superficie di Betelgeuse sta ancora rimbalzando, (ndr: reggetevi forte! ) come un dolce di gelatina, a testimonianza della ferocia dell’esplosione.

La stella Betelgeuse

Betelgeuse è così grande che se rimpiazzasse il Sole al centro del nostro Sistema Solare, la sua atmosfera si estenderebbe ben oltre l’orbita di Giove.

Nel 1996 la Dupree aveva utilizzato l’HST per risolvere alcuni punti caldi della superficie di Betelgeuse, ottenendo così la prima immagine di una stella oltre al Sole.

Quanto sta accadendo adesso, dice Dupree, “è un fenomeno completamente nuovo che possiamo osservare in diretta, risolvendo i dettagli della superficie di Betelgeuse per mezzo dell’HST”.

E aggiunge : “Davvero stiamo assistendo in diretta all’evoluzione stellare”.

Conclusioni

Rimaniamo sintonizzati perché non si sa mai cosa possa succedere nel tempo all’interno della gelatina di Betelgeuse!

Ed un enorme contributo lo potrà dare anche il fantastico JWST (James Webb Space Telescope).

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 387 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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3 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Non potrebbero usare anche il JWST per avere un po più di risoluzione? Vista la sua tipologia stellare, un'indagine nel medio e lontano IR potrebbe essere utile per capirci qualcosa di più.