I viaggi nel tempo, sono realizzabili? C’è chi dice di no. Eppure, in un certo senso, possiamo partire per l’esplorazione di epoche remote senza nemmeno allontanarci da casa.

Macchina del tempo

“Spazio, ultima frontiera”, iniziava così la splendida prima serie di Star Trek che tutti conosciamo. Ma analogamente allo spazio, il nostro desiderio di avventura vorrebbe anche esplorare quella dimensione misteriosa che è il tempo. Non per niente la fantascienza è piena di macchine del tempo che permettono a coraggiosi esploratori straordinarie avventure nel futuro e nel passato. Ma se visitare il futuro rimane almeno per ora un sogno fantascientifico, vivere nel passato è un’impresa fattibile, che in qualche modo noi sperimentiamo, senza pensarci, ogni volta che guardiamo le stelle.

Fin dagli antichi greci, regnava tra scienziati e filosofi la convinzione che la luce avesse una velocità infinita. Galileo Galilei fu tra i primi a supporre che la luce non si propagasse istantaneamente, e a tentare di misurarne la velocità. Il suo tentativo però non riuscì, e fu probabilmente il suo unico vero fallimento scientifico. Riuscì infatti solo a concludere che la luce era molto…rapida.

Velocità della luce

La prima vera misurazione della velocità della luce si deve all’astronomo danese Roemer, che osservando le eclissi dei satelliti medicei (di cui già allora si conosceva con precisione il moto orbitale) notò che si presentavano con un leggero ritardo quando la distanza dalla Terra era maggiore. Lo scienziato interpretò questo come conseguenza del fatto che la luce doveva percorrere una distanza maggiore per raggiungere il nostro pianeta, e conoscendo la distanza Terra-Giove stimò un valore di quasi 230.000 Km/s per la velocità della luce nel vuoto. Da allora, diversi tipi di esperimenti, anche in laboratorio, hanno stabilito con precisione tale misurazione. Essa percorre circa 300.000 chilometri al secondo. Una rapidità per noi difficile da immaginare, che è però comunque sempre un valore finito.

Per percorrere brevi distanze, è come se la luce si muovesse con rapidità istantanea. Ma l’universo è vasto e c’è da fare tanta strada per attraversarlo, perfino per la luce. Il Sole, che rispetto alle lontane galassie è a un passo da noi, non ci appare com’è nel preciso momento in cui lo vediamo, ma com’era otto minuti fa. Se il Sole si spegnesse improvvisamente per magia, per otto minuti noi non lo sapremmo, proprio a causa degli otto minuti-luce che ci separano.

Visitare il passato com’era 8 minuti fa non sembra un vero e proprio viaggio temporale. Ma prendiamo un telescopio e guardiamo più in là. I minuti diventano anni (gli anni luce) e gli anni diventano milioni, o miliardi con l’HST o il Chandra X-ray Observatory. Man mano che ripercorriamo la sua evoluzione a ritroso, l’universo cambia: diventa sempre più piccolo e sempre più denso, diminuisce il numero di strutture di grandi dimensioni, le giovani galassie assumono strane forme e sono prevalentemente blu, il colore delle giovani stelle massicce e caldissime che le compongono.

Penso che praticamente tutti a questo punto ci chiediamo: ma allora sarà possibile vedere il Big Bang? La risposta degli scienziati purtroppo sembra essere negativa, ma per una ragione puramente “tecnica”. Quando l’Universo aveva meno di 100000 anni, infatti, era così denso che la luce era intrappolata, “accoppiata” alla materia. In altri termini, la luce emessa quando l’Universo aveva meno di 100000 anni non ha mai potuto propagarsi, e quindi non ha potuto raggiungerci oggi.

La prossima volta che usciamo di notte a guardare le stelle, ricordiamoci che siamo partiti per un affascinante viaggio nel tempo, magari senza esserci nemmeno allontanati dal nostro giardino. Lo spettacolo sarà ancora più eccitante.

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Appassionata di astronomia, ha da sempre considerato se stessa come parte integrante dell’Universo. Da cui una struggente volontà di capirne tutti i segreti. La sua conoscenza della materia nasce, quindi, da una continua ricerc ... pagina autore

I 14 commenti di questo articolo sono in sola lettura poichè precedenti al nuovo restyling del portale. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nuova community!

  1. brava Francesca!
    molto bello e schematico. Arriva subito al punto e spiega con parole semplici il fascino dello spazio e del tempo. Anche se molti saranno delusi di non vedere il grande scoppio….
    Enzo

  2. Prima di tutto complimenti a Francesca per l’articolo e per aver citato Star Trek(come amante della fantascienza mi ha fatto piacere).Volendo esprimere il mio punto di vista credo semplicemente che bisogna tralasciare i sogni e l’emotivita’ purtroppo e pensare che arrivare a 300 mila km al secondo e piu’ che impossibile.Quello che mi chiedo piuttosto e’ questo:l’universo 14 miliardi di anni fa…….quando non era ancora nella sua attuale espansione bensi’ ancora racchiuso in una singolarita’ infinitesima sarebbe stato possibile viaggiare in esso?Oppure no?La luce,la materia,il tempo ancora non esistevano :)

  3. Grazie Simone!
    E come poteva mancare un riferimento a Star Trek in questa occasione?

    Riguardo la tua domanda molto stuzzicante…spero che i veri scienziati dello staff possano darti una risposta rigorosa :smile: . A me sembra che nella singolarità vera e propria sarebbe impossibile muoversi, perché tutto è concentrato in un punto e lo spazio deve ancora essere creato. Ma quando ha inizio l’espansione ha inizio anche lo spazio, e i fotoni e le particelle cominciano a muoversi. Materia e antimateria si scontrano, producendo fotoni, e viceversa.
    Attendiamo comunque la risposta rigorosa…

    Ciao

    Francesca

  4. Francesca ha perfettamente ragione. Almeno per come intendiamo noi il movimento….
    Enzo

  5. :idea: Io immagino che se fosse possibile lanciare una sonda automatica che viaggiasse a velocità superiore a quella della luce, potrebbe -supponiamo- fermarsi a 150 anni luce di distanza, girarsi su se stessa e iniziare a riprendere la Terra, appunto com’era 150 anni fà, e riuscire a riprendere nientedimeno che Garibaldi!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: magari!

  6. :?: riusciremo mai ad avere delle risposte? ogni volta che si parla di spazio, di universo si fanno ipotesi su ipotesi in ogni sito che si visita…si arriverà mai a una conclusione? mah…chi lo sa…un giorno spero solo di riuscire a leggere qualcosa che risponda alle domande che mi pongo/ci poniamo. Comunque… brava Francesca! :wink:

  7. @amici,
    innanzitutto vorrei aggiungere che se anche riuscissimo a non avere blocchi “tecnici” il Big Bang lo vedremmo ovunque, perchè all’ora zero esisteva solo quello e nient’altro. Non esiste quindi un punto dove vedere il Big Bang, ma si vedrebbe in qualsiasi direzione dello spazio.
    Sui viaggi del tempo vi annuncio che dopo il paradosso dei gemelli parlerò proprio dei viaggi nel tempo.
    E tu, Moreno, sii un po’ più serio …. :wink:

  8. @Moreno,
    sei terribile….hai quasi preannunciato un mio prossimo raccontino sui viaggi del tempo. Accidenti, mi stai rovinando la sorpresa. metti da parte una bottiglia in più !!!
    :grin: