La cometa interstellare 3I/ATLAS si sta sempre più allontanando dal Sistema Solare, ma gli studiosi continuano ad analizzare i tantissimi dati forniti, nel corso degli ultimi mesi, dalle sonde spaziali.
In questa pagina del nostro sito, aggiornata a mano a mano che ne pubblico altri, potete trovare l’elenco di tutti i miei articoli precedenti sulla cometa, ognuno dei quali mostra aspetti differenti della 3I/ATLAS nel corso del suo viaggio all’interno del Sistema Solare.
In un articolo apparso su UniverseToday, Matthew Williams (che già abbiamo incontrato in altri articoli) ci parla degli studi più recenti effettuati da istituzioni scientifiche coinvolte nelle missioni spaziali: la mia traduzione dall’inglese è come sempre ragionata e assolutamente non artificiale.
I due emisferi della 3I/ATLAS osservati simultaneamente dalle sonde JUICE e Europa Clipper
Tra novembre e dicembre 2025 le sonde spaziali JUICE (JUpiter ICy moon Explorer) dell’ESA e la sonda Europa Clipper della NASA, hanno avuto l’opportunità di osservare la 3I/ATLAS contemporaneamente, durante il loro viaggio di avvicinamento al loro obiettivo comune, il pianeta Giove e i suoi satelliti principali, quelli ghiacciati per la prima ed Europa per la seconda. In occasione del passaggio al perielio, la chioma della cometa è diventata molto luminosa, a causa del materiale gassoso che stava emettendo.

Il Southwest Research Institute (SwRI), in sede di progetto e costruzione delle due sonde, ha avuto la ghiotta opportunità di partecipare ad entrambi le missioni con lo stesso esemplare dello spettrografo nell’ultravioletto (UVS, UltraViolet Spectrometer) e grazie a questi due strumenti i ricercatori dell’istituto hanno potuto riprendere immagini della cometa da due punti di vista opposti, catturando le sue emissioni nell’ultravioletto.
Questa coppia di strumenti avrà un ruolo determinante per studiare in particolare Europa, Ganimede e Callisto, in cerca di abitabilità.
In questa particolarissima e inattesa situazione, gli strumenti UVS hanno rivelato la composizione interna della cometa: mentre osservazioni precedenti avevano studiato la composizione degli strati più esterni della cometa, stavolta il materiale rilasciato dalla 3I/ATLAS ha mostrato il contenuto degli strati più interni, grazie allo studio coordinato da parte dei ricercatori del SwRI sui dati delle due missioni. Si è così ottenuta un’unica osservazione della cometa interstellare nel momento in cui ci dava informazioni riguardanti il suo luogo di provenienza.

Kurt Retherford, PI del sistema UVS delle due sonde spaziali, ha affermato che “abbiamo coordinato informalmente le osservazioni nel momento del passaggio della cometa tra le due sonde. Fondamentalmente abbiamo osservato emissioni di idrogeno, ossigeno e carbonio. Questi elementi sono prodotti nel momento che i gas fuoriescono dal nucleo della cometa e vengono suddivisi in atomi dalla radiazione solare.
Ritengo che il coordinamento tra i team delle due sonde sia stata un’inattesa e notevole dimostrazione delle possibilità di entrambe le missioni, in questo lavoro congiunto.”
Rispetto alle osservazioni di routine delle comete del Sistema Solare, i ricercatori hanno riscontrato emissioni di carbono più alte rispetto alle attese, a conferma di analoghe scoperte da parte di altre missioni spaziali precedenti.
Le sonde hanno osservato le emissioni della 3I/ATLAS per parecchi giorni, rivelando di quanto sia aumentato il rapporto di queste molecole rispetto alla media e di quanto sia evoluta la composizione della cometa nel corso del passaggio attraverso il Sistema Solare.
Philippa Molyneux, PI della strumentazione UVS a bordo della JUICE, afferma che “l’osservazione della cometa 3I/ATLAS è stato un bonus aggiuntivo per i nostri studi: i dati ottenuti, rari e unici, forniscono un’immagine delle emissioni gassose e della polvere cometaria diffusa. È stata la prima occasione di osservazioni dirette e simultanee, da due punti di vista, della chioma di una cometa, nel momento in cui produceva gas.
La sonda Europa Clipper ci ha mostrato il lato notturno della cometa con molta polvere diffusa, mentre la JUICE ha immortalato il gas emesso dal lato diurno, colpito dal Sole”.
Gli asteroidi e le comete rappresentano materiale rimasto dalla formazione del Sistema Solare, mentre lo studio di oggetti interstellari è un mezzo per esplorare le condizioni presenti in altri sistemi stellari, senza dover andare di persona laggiù.
Molyneux aggiunge che “studiando il rapporto tra la quantità di ghiaccio d’acqua e ghiaccio secco, possiamo paragonare la composizione di questa cometa interstellare rispetto a quello delle comete native del Sistema Solare, aiutandoci a capire quanto il Sistema Stellare di provenienza della 3I/ATLAS sia simile o differente dal nostro Sistema Solare”.

Commenta per primo!
Aggiungi un Commento