Ecco a voi Makemake

Assegnato il nome definitivo e le qualifiche di pianeta nano e plutoide a 2005 FY9, il KBO scoperto tre anni fa da Brown, Trujillo e Rabinovitz.

Ecco a voi Makemake

Tutto come previsto: la famiglia dei plutoidi sta cominciando ad allargarsi. D’altra parte, con tutta quella folla di oggetti transnettuniani in attesa di essere presi in considerazione per una classificazione definitiva, non era difficile pronosticare l’inesorabile aumento del numero degli appartenenti alla neonata classe di oggetti celesti.

Il nuovo arrivato è Makemake, già noto come 2005 FY9 – sigla assegnatagli in occasione della scoperta avvenuta il 31 marzo 2005 – oppure, più familiarmente, come Easterbunny, nomignolo affibbiatogli dagli scopritori (Mike Brown, Chad Trujillo e David Rabinovitz) perché era stato individuato pochi giorni dopo la festività di Pasqua. E un certo riferimento alla Pasqua è rimasto anche nella denominazione definitiva. Makemake, infatti, è il creatore dell’umanità e il dio della fertilità secondo la mitologia degli abitanti di Rapa Nui, nome con il quale gli abitanti indicavano quella che per noi è l’isola di Pasqua.

Benché da tempo l’IAU avesse già assegnato al KBO la numerazione definitiva (136472), non si era ancora pronunciata in merito al nome. Finalmente nei giorni scorsi la lacuna è stata colmata ed è stato dato l’annuncio ufficiale che il nome proposto dagli scopritori era stato accettato. Da qualche giorno, dunque, l’elenco ufficiale dei pianeti nani è composto di quattro nomi ed è contemporaneamente salito a tre il numero dei plutoidi.

Dal punto di vista fisico non sono molte le cose che sappiamo di Makemake. Il suo spettro, studiato grazie allo Spitzer Space Telescope, è risultato molto simile a quello di Plutone e da questa somiglianza si è stimato che il suo diametro possa essere di circa 1500 chilometri, dimensioni che garantirebbero una forma sferica e, di conseguenza, autorizzerebbero la sua classificazione come pianeta nano. Sappiamo inoltre che non possiede satelliti e questo è curiosamente in contrasto con quanto si osserva per i KBO di maggiori dimensioni, tutti accompagnati da un sistema di satelliti. Makemake, infine, è il KBO più luminoso dopo Plutone e la sua magnitudine apparente di circa 16.7 lo potrebbe trasformare in un ambito trofeo di caccia per gli astrofili meglio attrezzati.

In questo periodo Makemake è nella costellazione della Chioma di Berenice: c’è qualche lettore che vuole provare a immortalarlo?

Fonte: Coelum

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8 Commenti

  1. Eh…per immortalarlo ci vuole una bella ottica…
    A parte che mi è morta la camera CCD ma poi con i miei 8 pollici Makemake è proprio al limite, forse in montagna con la notte di cielo pulito…
    Poi, ammesso e non concesso di riuscire ad arrivare a 16.7, rimane il problema di trovarlo nell’immagine ottenuta.
    Mah…se mi decido a ricomprare la camera CCD ci posso provare ma non prometto niente…
    Ci vorrebbe almeno un 12 pollici, meglio ancora un 16 pollici con una bella camera CCD professionale.
    Di solito sono apparecchiature che si trovano solo negli osservatori delle associazioni di astrofili.

  2. @ claudio. interessante come tutti i tuoi articoli.
    makemake mi fa pensare a “fattofatto” 🙄 -lo so che dovrebbe essere mademade-, frase di sovente ripetuta dal conduttore di un programma televisivo per ragazzi.
    se così fosse: noi speriamo ce la caviamo :mrgreen:
    sorrisoartattack
    daria

  3. @moreno:
    di più!…
    Nel 2033 raggiungerà la massima distanza dal sole 7,94 miliardi di Km per cui quando sarà in congiunzione col sole sarà a più di 8 miliardi di chilometri…

  4. ciao a tutti e a tutte!
    volevo aggiugere che il nome Makemake va letto proprio all’italiana (un po’ come Mandrake qui nella capitale…) dato che è così che lo pronunciano nell’isola di Rapa-Nui!! 😯
    Dunque non ha niente a che vedere con il verbo “make” inglese! 😉

  5. @pierluigi. sicuramente molto più romantico!
    lo preferisco al muciaccia fattofatto. 😈
    si potrà affrontare, ora, la serata con spirito migliore :mrgreen:
    sorrisopasquale
    daria

  6. E’ un po lontano, ma molto interessante sarebbe poterlo osservare direttamente, peccato non sono attrezzato, mi accontento della vs. descrizione.