La costellazione del Sagittario

Rimaniamo nell’ambito delle costellazioni zodiacali, analizzando stavolta il Sagittario: questa, a differenza della Bilancia, contiene un gran numero di stelle ben visibili in cieli non particolarmente luminosi.

Questa serie di articoli fa uso del Simulatore di costellazioni in 3D, descritto in questo articolo. Se si dovessero riscontrare problemi nel caricamento delle pagine, scaricare manualmente l’ultima versione di JRE (Java Runtime Environment) all’indirizzo:
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L’arciere all’ora del tè

La costellazione del Sagittario

Ecco una costellazione veramente ricca di stelle, sia quelle visibili ad occhio nudo, sia quelle che compongono la spettacolare Via Lattea che in quella zona è piena di oggetti stellari e del “profondo cielo”: nella direzione della costellazione del Sagittario infatti c’è proprio il centro della nostra galassia. Dalla foto scattata con Stellarium vediamo l’inconfondibile macchia lattiginosa che imbianca una buona parte della costellazione.

Il passaggio del Sole nel Sagittario

Sappiamo che il Sagittario è una costellazione zodiacale e che perciò viene attraversata dal Sole: ciò avviene più esattamente nel periodo dell’anno che va dal 18 dicembre al 20 gennaio successivo. Ecco sempre grazie a Stellarium, un fotomosaico che indica il percorso del Sole (l’eclittica) all’interno della costellazione, tra le due date che di anno in anno possono comunque differire di un paio di giorni in più o in meno: questo scostamento è dovuto alle irregolarità del moto orbitale della Terra intorno al Sole, che si ripercuotono pari pari sul moto apparente del Sole sulla $sfera celeste$, lungo quella linea chiamata appunto $eclittica$. Se osservate bene il “diagramma con due Soli”, vedrete anche una misteriosa freccia rossa che indica un punto particolare del percorso annuo del Sole, quello in cui l’astro del nostro cielo diurno attraversa la linea immaginaria che traccia la Via Lattea nel cielo, il cosiddetto equatore galattico. Ho evidenziato la parola “annuo” per sottolineare il fatto che in quel punto il Sole ci passa ogni anno (a parte la discrepanza di cui ho parlato in precedenza): sapete in che giorno il Sole si trova in quel punto? Il 21 dicembre. E non vi ricorda nulla quella data, magari associata all’anno 2012? Tra le tante invenzioni che hanno portato alla bufala del 2012, c’è quella che afferma che la tanto farneticata fine del mondo dovrebbe avvenire anche per causa del passaggio del Sole attraverso il piano della $galassia$ in corrispondenza del punto indicato con la freccia. La ridicolaggine legata a questa affermazione si evidenzia proprio per il fatto che il Sole passa per quel punto ogni anno, rendendo dunque il 2012 un anno qualunque.

La costellazione in 3D

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L'Applet della costellazione della Bilancia in 3D - thumb

Siamo arrivati al consueto appuntamento con il nostro programma che fornisce una visualizzazione in 3D delle costellazioni: prima di iniziare la rotazione del foglio virtuale, andiamo a vedere la figura ottenuta congiungendo le stelle in modo opportuno e che rappresenta un centauro (metà uomo e metà cavallo) con in mano un arco, nell’atto di scagliare una freccia al “povero” Scorpione che si trova proprio lì accanto. Più recentemente invece (ma non ad opera dell’ormai famoso e compianto H.A.Rey, che abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare) è stata data della costellazione una raffigurazione molto più moderna e che non c’entra assolutamente niente con un arciere umano per intero o solo per metà che sia… Se premiamo il tasto “f” possiamo veder apparire quasi per magia una figura che rappresenta una teiera (in inglese teapot). Vi assicuro che una volta memorizzata questa immagine, è mille volte più semplice trovare questa costellazione in cielo: è divertente far notare ai nostri amici il manico a sinistra, il coperchio a punta ed il beccuccio sulla destra ed anche stavolta il malcapitato Scorpione riceverà sulla coda un bel getto di tè bollente. Adesso potete capire il perché del titolo del primo paragrafo!
Se iniziamo a ruotare il foglio virtuale che contiene questo raggruppamento stellare altrettanto virtuale, vediamo infatti, accendendo i numeri verdi che rappresentano le distanze delle stelle in anni luce dal Sole, che le stelle come sempre nello spazio tridimensionale appaiono posizionate qua e là assolutamente a caso, soprattutto in profondità. In questo caso sembra esserci un piccolo raggruppamento sotto i 100 anni luce ed un altro tra i 200 e i 350 anni luce. Ma basta ragionare un istante per capire che le stelle componenti questi due gruppi sono assolutamente lontane tra loro, come oramai ci dovremmo essere abituati a riconoscere non appena iniziamo a ruotare il foglio: se ricordate invece nella costellazione del Toro, tanto le Iadi quanto le Pleiadi si vedono subito e molto chiaramente raggruppate a formare infatti due ammassi aperti.

Un po’ di foto

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Riuscite a vedere il Sole, al centro

della foto?

Le stelle più vicine in questo caso si trovano a 77 e 78 anni luce dal Sole (Kaus Borealis e ω Sgr), ma alla bellezza di 28 anni luce tra loro. Gli astronomi Kaussiani del Nord vedono il Sole come una stellina di sesta magnitudine, dunque a mala pena visibile anche ai loro tre occhi posti in verticale a mo’ di semaforo. In quella zona del cielo ritroviamo alcune vecchie conoscenze, quali Alnath e Aldebaran del Toro, Betelgeuse e Bellatrix di Orione, nonchè una stella che incontreremo più avanti, Capella, la capretta della costellazione dell’Auriga.

Kaus Borealis da 1 UA

Proprio andando a trovare i nostri amici Kaussiani, è possibile vedere la stella in questione, giallastra, occupare più di 5° del cielo se ci poniamo alla distanza della Terra dal Sole, ad 1 UA. Guardando la foto, leggiamo che la stella ha un raggio pari ad 11 volte quello del Sole: grandicella ma non troppo… Per quanto riguarda invece l’altra stella più vicina (ω Sgr), c’è da dire che il Sole si trova più o meno nella stessa zona del cielo e sempre poco luminosa: in questo caso gli amici Omegasgriani, con il loro forte daltonismo, non se ne preoccupano più di tanto. La loro stella è una nana gialla, appena un po’ più grande, con un diametro pari a 2.8 volte quello del Sole.

Stelle a confronto

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Confrontiamo le stelle del Sagittario

La costellazione del Sagittario presenta un certo numero di stelle di grandezza notevole rispetto al Sole: non quei veri giganti che abbiamo incontrato finora, ma stelle di tutto rispetto. Nel diagramma, accanto alle solite stelle che oramai uso sempre come paragone, sono così comparse alcune stelle del Sagittario di buona grandezza e a parte la 62 Sgr e la 24 Sgr (entrambe con un raggio pari a 120x), tutte le altre nella fila in alto sono al di sotto della soglia delle 100 volte il raggio solare e le ho scelte stavolta con un criterio legato alla classe spettrale e le andremo a visitare proprio per poterne apprezzare il colore, oltreché la grandezza.

Altre foto

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Galleria immagini

Cliccare sull’immagine per visitare

la galleria delle stelle più grandi

del Sagittario (ed il Sole) da 10UA

Cliccando sull’immagine a destra possiamo vedere una galleria delle 7 stelle che io ho scelto tra quelle del Sagittario (con il Sole per ultimo), fotografandole tutte da 10 UA, in modo da poterne paragonare il colore, legato alla classe spettrale, e la grandezza. In particolare ho fotografato:

  • γ1 Sgr : 38x, classe spettrale G0
  • Kaus Media : 71x, classe spettrale K3
  • η Sgr : 50x, classe spettrale M2
  • μ Sgr : 37x, classe spettrale B2
  • ξ2 Sgr : 41x, classe spettrale G8
  • Albaldah (π Sgr) : 22x, classe spettrale F2
  • 62 Sgr : 120x, classe spettrale M4
  • il Sole : 1x, classe spettrale G2

Tornando per un istante al diagramma di comparazione delle grandezze, vediamo che Kaus Media è praticamente grande quanto Rigel, mentre tra le stelle che ho messo del Sagittario, la sola Albaldah è più piccola di Aldebaran: ricordate quando parlavo di questa bellissima stella (nientemento che l’α del Toro) e della sua grandezza? Beh da allora, troppe stelle sono passate sotto il ponte di comando, quello dell’astronave Celestia …

Le rappresentazioni del Sagittario

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Siamo arrivati al momento della rappresentazione del Sagittario: ecco l’immagine tratta dall’Uranometria
il sagittario nell’uranometria

quella secondo l’astronomo Hevelius
il Sagittario secondo hevelius

ed infine secondo il programma Stellarium
il Sagittario secondo stellarium

Il francobollo del Sagittario

Come per le altre costellazioni dello zodiaco, a questo punto vediamo il francobollo emesso nel 1970 dalla Repubblica di S.Marino e raffigurante un sagittario pronto a scagliare la propria freccia: si tratta di un francobollo da 70 lire, che per l’epoca non era poco. Avrete notato nelle rappresentazioni pittoriche che il nostro arciere a quattro zampe era molto sicuro delle proprie capacità oppure un po’ sbadato: quella che sta scagliando è la sua unica freccia, in quanto non c’è traccia di faretra. E se il nostro Guglielmo Tell mitologico avesse mancato il bersaglio?

Alcune nebulose fantastiche

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All’inizio dell’articolo ho segnalato che in questa costellazione sono presenti tantissimi oggetti del profondo cielo (in inglese suona meglio: deep sky objects), tanto che c’è l’imbarazzo della scelta. Iniziamo da M17, il diciassettesimo oggetto nebulare del Catalogo Messier, la cosiddetta Swan Nebula (nebulosa del Cigno), qui inquadrata dal mitico Hubble Space Telescope, che ne ha rivelato dettagli stupendi.

M17 nel Sagittario

Altro oggetto veramente spettacolare e famoso è la cosiddetta Trifid Nebula ($Nebulosa$ Trifida), la ventesima $nebulosa$ del catalogo di Messier (M20), che prende il nome dal fatto che sembra suddivisa in tre parti.

Trifid Nebula (M20) in Sagittario

Chiudiamo la rassegna di foto assolutamente fantastiche con la fantasmagorica Lagoon Nebula ($Nebulosa$ della Laguna) nota anche come M8 e dunque uno dei primi oggetti nebulari del catalogo Messier. Data la bellezza delle foto, mi piangeva il cuore ridurle: perciò cliccando sulle tre immagini successive si potrà ammirare ognuna delle foto in grandezza naturale con particolari inverosimili, grazie all’occhio dell’Hubble Space Telescope. Vi suggerisco di mettere a tutto schermo questa pagina in modo che cliccando sull’immagine si apra la corrispondente foto in alta risoluzione.

La Lagoon Nebula nel Sagittario

Quest’altra foto è in pratica il dettaglio della zona in alto a sinistra della precedente foto: se la precedente sembrava ricca di particolari, quest’ultima è così dettagliata che sembra essere lì a poca distanza.

Particolare della Lagoon Nebula nel Sagittario

Chiudiamo infine con una panoramica della $nebulosa$ M8, anche in questo caso ricchissima di stelle e di dettagli che la rendono un’opera d’arte che nessun artista sulla faccia della Terra potrebbe arrivare a concepire!

Panoramica della Lagoon Nebula nel Sagittario

Ma i nomi delle stelle?

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Dopo tanta spettacolarità, non ci resta che vedere i nomi delle stelle del Sagittario ed il loro significato:

  • Rukbat (α Sgr): parola araba che significa ginocchio dell’arciere
  • Arkab Prior (β1 Sgr): parola araba che significa il tendine (anteriore) del ginocchio
  • Arkab Posterior (β2 Sgr): parola araba che significa il tendine (posteriore) del ginocchio
  • Alnasl (γ2 Sgr): dall’arabo, la punta della freccia
  • Kaus Media (δ Sgr): dall’arabo, (la parte centrale) dell’arco
  • Kaus Australis (ε Sgr):dall’arabo, (la parte meridionale) dell’arco
  • Ascella (ζ Sgr): dal latino l’ascella (dell’arciere)
  • Kaus Borealis (&lambda Sgr): dall’arabo, (la parte settentrionale) dell’arco
  • Albaldah (π Sgr): dal nome che indica un luogo vuoto
  • Nunki (σ Sgr): dall’antico nome di una città sumera
  • Ain Al Rami (ν1 Sgr): dall’arabo, l’occhio dell’arciere

Quando possiamo osservare la Teiera?

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La costellazione del Sagittario è visibile l’estate: alle 21, un orario comodo per chi desidera mostrarla agli amici, è visibile nei mesi che vanno da metà luglio (quando si vedrà bassa sull’orizzonte a SE) fino a fine ottobre (quando stavolta starà per tramontare a SW). Il culmine, con il Sagittario ancora basso sull’orizzonte Sud, si ha invece ai primi di settembre di ogni anno.

I commenti di questo post sono in sola lettura poichè precedenti al restyling del 2012. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nostra community. Ti aspettiamo! : )

8 Commenti

  1. Ah, ma allora lo fai apposta Pier 😈 , mettere il Sole proprio vicino alla Stella più grande della Costellazione, 62 Sgr! Non vale, 120 contro 1 !!…che poi il Nostro finisce che s’intimidisce 😳 :mrgreen: :mrgreen:

  2. Io con il Mac proprio non riesco a far funzionare l’applet, pur avendo l’ultima versione di Java istallata…qualcun altro ha lo stesso problema per caso?

  3. è la prima volta che sento parlare di problemi con il Mac…
    ha una numero di releas questa JVM? Il problema è che forse non è aggiornata…
    immagino quindi che anche l’altra applet delle sonde spaziali non ti funzioni…
    😯

  4. No no, quella delle sonde funziona x bene! In questa invece mi visualizza la costellazione ma come un JPEG, un’immagine fissa, non si muove, non fa nulla…qualsiasi tasto venga premuto! E facendo “Aggiorna Software” non rileva alcuna versione più recente di Java… Mah…

  5. @veri appassionati di PC e astronomia 😯
    @Lampo
    su Windows, come lanci l’applet, nella barra (in basso a destra) appare l’iconetta di Java, che permette di aprire la “console Java”: in questa console si possono vedere eventuali errori generati dell’applet…

    Esiste niente di tutto questo nel Mac? Immagino e spero di sì! 🙄
    se sì, ci sono degli errori?
    se sì, è meglio che non annoiamo i lettori con queste notizie tecnicissime e ci sentiamo per email…
    fammi sapere!

  6. @Lampo
    rileggo solo ora i commenti e mi è venuto in mente (dopo secoli…) che il più delle volte bisogna cliccare con il mouse dentro la schermata della costellazione e solo dopo su possono utilizzare i tasti…
    magari ci avrai già provato…
    facci sapere … 😉