Fasci di luce da una nebulosa protoplanetaria

Dopo la fase di gigante e prima di espellere la sua fantasmagorica nebulosa planetaria e collassare in una nana bianca, una stella di massa solare attraversa un breve periodo di dispersione di massa che prende il nome di nube proto planetaria. Hubble ce ne mostra una già ben conosciuta, la Egg Nebula.

Questa fase è molto breve e anche poco luminosa, per cui non è facile “cogliere l’attimo”. Sono, infatti, pochi anni che le nubi proto planetarie sono state finalmente osservate. La prima è stata proprio la Egg nebula, circa 40 anni fa. Data la scarsa visibilità e la rarità, molti meccanismi a loro legate restano ancora misteriosi.

La nuova immagine di Hubble mostra al suo centro la stella morente, nascosta da una nube di polvere. Tuttavia, da essa partono fasci luminosi che attraversano la nebulosità. Non è ancora chiaro come questi “riflettori” cosmici riescano a trovare la strada per uscire nello Spazio, ma si pensa siano legati al fatto che la stella sia in realtà un sistema doppio e che esista un disco di accrescimento attorno a una componente. La nuvola presenta una struttura “a cipolla”, con diversi strati che circondano l’oggetto centrale. Si pensa siano dovuti a getti di materia lanciati periodicamente dall’astro in agonia. In media, se ne produce uno ogni poche centinaia di anni.

Egg Nebula

Fonte: ESA/Hubble, NASA

Non conosciamo ancora bene la distanza di questa nebulosa. Si pensa sia intorno ai 3000 anni luce. Ne segue che gli astronomi non sanno ancora bene se si tratta di un oggetto grande e lontano o piccolo e vicino.

L’immagine è stata ottenuta in luce visibile e infrarossa per mezzo della Wide Field Camera 3.

Uno spettacolo veramente affascinante…

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10 Commenti

  1. Quindi anche il nostro Sole fornirà, un giorno, darà un simile spettacolo? Non per la parte che riguarda un sistema doppio, ma pur sempre uno spettacolo.
    Non ho ben capito perchè non si riesce bene a misurarne la distanza.

  2. caro Mario,
    tremila anni luce non sono uno scherzo. I metodi “normali” hanno poco successo in casi del genere. Troppo vicina per usare i metodi per le galassie esterne; troppo lontana per la parallasse annua. Fuori sequenza per usare la parallasse spettroscopica… Insomma, un po’ problematica…

  3. caro Nicolò,
    so che ormai è difficile capirlo… ma è proprio una foto di Hubble… Mervaiglioso, no?

  4. é proprio quello che pensavo!! è un’immangine cosi spettacolare , che non si sa più nemmeno se sia una foto o un dipinto!

    Se non sbaglio , nella didascalia, c’è scritto che è una foto di Hubble….Che dire , Complimenti Hubble!!! Se il suo sostituto sarà ancora più potente ….non oso immaginare che spettacoli ci offrirà!:)

  5. un disco di accrescimento attorno

    Ciao,
    ho cliccato sulla parola evidenziata in grassetto, ma nel glossario non c’è corrispondenza. E’ un malfunzionamento del collegamento?
    Inoltre, perdonatemi l’insistenza: Hubble sta viaggiando fuori dal Sistema Solare ma sempre all’interno della nostra galassia, giusto o ancora non ho capito niente? 😳

  6. cara Stepical,

    un disco di accrescimento è materia (gas e polvere) che ruota attorno a un oggetto celeste (stella, buco nero,…) e che lentamente cade su di esso.

    Hubble è in orbita attorno alla Terra e rimane sempre in quella posizione. E’ un telescopio spaziale. Forse ti confondi con le sonde Voyager che hanno visitato i pianeti giganti e che ora stanno lasciando il nostro Sistema Solare. Per uscire dalla nostra galassia, pur andando alla velocità della luce, occorerebbero migliaia di anni…

    Non preoccuparti… come si dice: “nessuno nasce imparato!”. Penso che il libro che stiamo completando con Francesca faccia proprio al caso tuo. Poi diventerai un’esperta!!
    😉

  7. Dai, Stefania, non ti avvilire!! 🙂
    Come diceva qualcuno “Chiedere è la vergogna di un minuto, restare nel dubbio è la vergogna di tutta una vita”…
    In questa famiglia, si danno risposte a tutti e a tutte le domande. Per noi , non ci sono domande da “ciucci”!