C’è vita su Marte? Sulla Terra sì… Attenzione!

Siamo in un momento di isteria scientifica e tecnologica collettiva. Tutti si aspettano che da un momento all’altro Curiosity scopra i primi batteri marziani. Ovviamente la NASA non fa niente per scoraggiare queste attese, anzi… con tutti i soldi che ha speso e che sta spendendo. Forse, però, converrebbe conoscere molto meglio la biologia terrestre.

Forse avrete già capito che queste missioni così mediatiche e spettacolari non mi attirano più di tanto. Il passato delle infinite missioni marziane ha dimostrato che i risultati scientifici salienti si sono ottenuti fin dall’inizio con le foto e le analisi eseguite in orbita. I vari robottini e laboratori vagabondi hanno aggiunto ben poco, qualsiasi cosa si legga sui giornali più o meno specialistici. Il giro di soldi che esiste dietro missioni mirate a un progetto così nobile, come scoprire la vita su altri mondi, è enorme. Una missione “top” come quest’ultima elargendo fondi a non finire. cattura facilmente la maggior parte dei giovani studiosi, spostandoli da ricerche meno eclatanti, ma probabilmente più utili per la scienza.

Curiosity
Curiosity in azione

Voglio, perciò, fare qualche considerazione del tutto personale. Saranno sicuramente sbagliate e ognuno continuerà a pensarla come vuole. Più che giusto!

Ammettiamo pure che su Marte ci sia stata acqua allo stato liquido e che, magari, ci sia ancora in qualche recondito angolino nascosto. Basta questo per essere così ottimistici sulla presenza di vita aliena? Direi proprio di no. Le condizioni del pianeta rosso hanno caratteristiche veramente ai limiti della sopravvivenza. In altre parole, non basta l’acqua, ma ci vorrebbe anche un ambiente appena appena favorevole, benché estremo.

Molti dicono: “Siamo riusciti a trovare la vita in situazioni terrestri ben più complicate di quelle marziane. Nel freddo più intenso, nel caldo più torrido, all’interno delle rocce, a contatto con elementi a prima vista mortali, ecc. Vedrete che qualcosa salterà fuori anche su Marte”. Tutto ciò è molto pericoloso e bisogna stare molto attenti.

Faccio un banale esempio. Su Marte è stata trovata una grande abbondanza di solfato di magnesio. Normalmente questo è un composto che inibisce anche la vita più resistente. Tuttavia, non sappiamo ancora quanto sia veramente robusta una forma biologica e quindi le speranze rimangono immutate.

E’, inoltre, notizia abbastanza recente (anche se poco diffusa) quella in cui si dice che si sono tenuti batteri all’esterno della Stazione Spaziale e che, dopo parecchio tempo, ci si è accorti che si erano praticamente ibernati, tornando in vita una volta riportati sulla Terra. A prima vista sembrerebbe una notizia positiva…  e invece potrebbe essere deleteria.

Torniamo alle acque troppo saline. Sono luoghi terribili sul nostro pianeta e rappresentano l’antitesi dello sviluppo della vita.Però, su Marte, magari… Ammettiamo, allora, che tra un mese in una meravigliosa e inattesa pozza salmastra e stracarica di solfato di magnesio si trovi un batterio vivo e vegeto. Cosa pensate che succeda? Grida di: “Eureka, eureka!”, sorrisi smaglianti, titoli a duecento colonne, una raffica di interviste a scienziati, sociologi, biologi, e via dicendo. Molti diranno: “Soldi ben spesi. Finalmente la scienza ha fatto un vero passo avanti. Ora sappiamo di non essere soli…”.

Chi avrebbe il coraggio, in queste condizioni, di sollevare dubbi e fare la figura dello scettico o dell’invidioso o del guastafeste? Chi ci provasse sarebbe sommerso da critiche, da insulti e, probabilmente, da molto peggio. E invece, forse, andava studiata PRIMA e molto meglio la vita terrestre.

Ho letto che non sono mai state fatte analisi veramente accurate sulla possibile vita in certi laghi straricchi di solfato di magnesio. Si è fatto presto a dire: “Non può esistere”. D’altra parte, sulla Terra, non c’è poi così bisogno di andare a cercare il pelo nell’uovo. La vita è dovunque. Su Marte invece, si cerca di studiare perfino gli escrementi fossili di qualche milione di anni fa, se mai esistono o sono esistiti.

Quello che temo, allora, è che la vita su Marte si trovi veramente, come tutti vogliono e sperano. Quel batterio sarebbe il nuovo mito del nuovo millennio e ben pochi penseranno o vorranno far pensare o potranno far pensare che l’abbiamo trasportato noi dalla Terra. Eppure potremmo verificare ancora molte cose, magari cercare in quei famosi laghi se esistono forme di vita così resistenti e adattabili.

Quando il sofisticato robottino dirà di sì, come il famoso uomo imprenditore agricolo della TV, chi riuscirà a dimostrare A POSTERIORI che Marte è stata infettata da noi?

Solo una piccola riflessione e nulla più… e adesso tutti ad applaudire il fantastico attore del momento, il super eroe Curiosity! E, magari, tutti i batteri che sta diffondendo sul nostro vicino di casa.

A chi non lo avesse ancora letto consiglio il racconto che avevo scritto qualche anno fa…

 

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44 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Eh, già, caro Enzo... Non si è mai sentito dire che le sonde inviate su Marte vengano accuratamente sterilizzate.
    Si fa conto che ci pensi lo spazio, ma chi può esserne sicuro? In fondo, la sonda impiega relativamente poco tempo per fare il suo viaggio. Batteri e virus sono così resistenti.....

  2. Secondo il mio modestissimo parere il vero problema della vita su altri pianeti non è se i batteri possono vivere in condizioni al limite ma se si possono formare in queste condizioni. Se non erro la vita si sarebbe formata grazie al brodo primordiale con un clima molto umido e caldo e sulla terra la vita è nata nel fondale oceanico vicino a sorgenti caldissime ma forse mi sbaglio...

  3. Citazione Originariamente Scritto da Siggiorgio Visualizza Messaggio
    Secondo il mio modestissimo parere il vero problema della vita su altri pianeti non è se i batteri possono vivere in condizioni al limite ma se si possono formare in queste condizioni. Se non erro la vita si sarebbe formata grazie al brodo primordiale con un clima molto umido e caldo e sulla terra la vita è nata nel fondale oceanico vicino a sorgenti caldissime ma forse mi sbaglio...
    caro Siggiorgio,
    il problema da me sollevato NON è che la vita si possa formare in certe coindizioni (questo è tutto un altro discorso), ma che non potremo essere sicuri che quella che eventualmente si troverà su Marte sia indigena o iimportata da noi..
    Il problema dell'articolo non ha niente a che vedere con quello che sollevi tu (comunque importante).

  4. interessante punto di vista. in realtá é banale, ma non ci avevo mai pensato al problema sterilizzazione della sonda. sapete dirmi dove posso informarmi bene sulle procedure che avranno sicuramente adottato per sterilizzare curiosity?

    un'altra cosa, mi ha molto incuriosito la storia dei batteri "ibernati". mi piacerebbe saperne di piú. dove posso trovare il report di questo esperimento?

    grazie

  5. Citazione Originariamente Scritto da Odoacre Visualizza Messaggio
    interessante punto di vista. in realtá é banale, ma non ci avevo mai pensato al problema sterilizzazione della sonda. sapete dirmi dove posso informarmi bene sulle procedure che avranno sicuramente adottato per sterilizzare curiosity?

    un'altra cosa, mi ha molto incuriosito la storia dei batteri "ibernati". mi piacerebbe saperne di piú. dove posso trovare il report di questo esperimento?

    grazie
    tra poco lo pubblico...

  6. Citazione Originariamente Scritto da Vincenzo Zappalà Visualizza Messaggio
    caro Siggiorgio,
    il problema da me sollevato NON è che la vita si possa formare in certe coindizioni (questo è tutto un altro discorso), ma che non potremo essere sicuri che quella che eventualmente si troverà su Marte sia indigena o iimportata da noi..
    Il problema dell'articolo non ha niente a che vedere con quello che sollevi tu (comunque importante).
    mmh allora avevo frainteso, comunque mi incuriosisce la capacità di adattabilità della vita, in realtà non pensavo che le missioni su marte servissero per cercare vita "viva", pensavo cercassero tracce passate.

  7. ah ah!! articolo fantastico! meno male che c'è chi ridimensiona la solita gran cassa (superficiale) dei giornalisti e dell'amministrazione Obama!!

    grazie!

  8. Stimato Vincenzo seppure in gran parte condivida il tuo articolo, vorrei gettare un po' d'acqua sul fuoco.

    E' vero che tutti hanno una grande attesa per la missione Mars Science Laboratory e che i giornalisti come sempre non resistono alla tentazione di spararle grosse, tuttavia vi è anche l'altro lato della medaglia da non ignorare.. forse battendo la grancassa mediatica il pubblico sarà più sensibile verso il tema dell'esplorazione spaziale e questo riaccenderebbe le speranze per il futuro. In un quadro di incertezza finanziaria e menefreghismo la NASA (ma anche altre agenzie) ha subito recenti pesantissimi tagli ai budget proprio dalla stessa amministrazione Obama che ora si vanta di Curiosity.
    In un primo momento 2,5 miliardi di dollari potrebbero sembrare tanti, in realtà sono pochini ma assolutamente ben spesi. La realizzazione di un rover o di altre sonde spaziali presuppone spesso un avanzamento tecnologico interdisciplinare che prima o poi finirà per ricadere su tanti altri aspetti della tecnologia di uso quotidiano. Bisogna anche tenere presente che queste missioni danno uno stipendio a migliaia di scienziati e ricercatori di ogni nazionalità, che altrimenti dovrebbero lavorare da burger king.
    Una settimana di guerra in Afghanistan probabilmente costa più di Curiosity... quali sono i soldi spesi male allora?

    Riguardo al problema della sterilizzazione non credo che alla NASA siano così sprovveduti.. Hanno parecchie misure cautelative e la loro politica è di non infettare nulla per quanto possibile (per esempio le sonde che vengono mandate intorno a giove finita la missione vengono fatte precipitare verso il gigante per prevenire impatti accidentali con le lune).
    Le possibilità che Curiosity scopra vita proveniente dalla terra, se escludiamo il dolo, a mio avviso sono esigue. Per ammetere una simile ipotesi bisognerebbe ammettere che i precedenti rover erano effettivamente infetti e guardacaso con ceppi di batteri terrestri che vivono benissimo in un ambiente estremo come quello marziano. I batteri non si sarebbero limitati alla sopravivvenza ma nel giro di qualche anno avrebbero infettato zone estese migliaia e migliaia di km quadrati di arido e gelido deserto fino ad arrivare al cratere "Gale". Infine che una colonia risieda proprio nella porzione di terreno esaminata dal rover: mi sembra molto improbabile.

    Questa è solo la mia opinione, poco importa se curiosity non scoprirà la vita su marte. Il rover ci darà comunque una più profonda conoscienza e se vogliamo anche familiarità col pianeta rosso.

  9. Citazione Originariamente Scritto da Matteo Visualizza Messaggio
    Stimato Vincenzo seppure in gran parte condivida il tuo articolo, vorrei gettare un po' d'acqua sul fuoco.

    E' vero che tutti hanno una grande attesa per la missione Mars Science Laboratory e che i giornalisti come sempre non resistono alla tentazione di spararle grosse, tuttavia vi è anche l'altro lato della medaglia da non ignorare.. forse battendo la grancassa mediatica il pubblico sarà più sensibile verso il tema dell'esplorazione spaziale e questo riaccenderebbe le speranze per il futuro. In un quadro di incertezza finanziaria e menefreghismo la NASA (ma anche altre agenzie) ha subito recenti pesantissimi tagli ai budget proprio dalla stessa amministrazione Obama che ora si vanta di Curiosity.
    In un primo momento 2,5 miliardi di dollari potrebbero sembrare tanti, in realtà sono pochini ma assolutamente ben spesi. La realizzazione di un rover o di altre sonde spaziali presuppone spesso un avanzamento tecnologico interdisciplinare che prima o poi finirà per ricadere su tanti altri aspetti della tecnologia di uso quotidiano. Bisogna anche tenere presente che queste missioni danno uno stipendio a migliaia di scienziati e ricercatori di ogni nazionalità, che altrimenti dovrebbero lavorare da burger king.
    Una settimana di guerra in Afghanistan probabilmente costa più di Curiosity... quali sono i soldi spesi male allora?

    Riguardo al problema della sterilizzazione non credo che alla NASA siano così sprovveduti.. Hanno parecchie misure cautelative e la loro politica è di non infettare nulla per quanto possibile (per esempio le sonde che vengono mandate intorno a giove finita la missione vengono fatte precipitare verso il gigante per prevenire impatti accidentali con le lune).
    Le possibilità che Curiosity scopra vita proveniente dalla terra, se escludiamo il dolo, a mio avviso sono esigue. Per ammetere una simile ipotesi bisognerebbe ammettere che i precedenti rover erano effettivamente infetti e guardacaso con ceppi di batteri terrestri che vivono benissimo in un ambiente estremo come quello marziano. I batteri non si sarebbero limitati alla sopravivvenza ma nel giro di qualche anno avrebbero infettato zone estese migliaia e migliaia di km quadrati di arido e gelido deserto fino ad arrivare al cratere "Gale". Infine che una colonia risieda proprio nella porzione di terreno esaminata dal rover: mi sembra molto improbabile.

    Questa è solo la mia opinione, poco importa se curiosity non scoprirà la vita su marte. Il rover ci darà comunque una più profonda conoscienza e se vogliamo anche familiarità col pianeta rosso.
    sulla ricaduta e sui posti di lavoro non posso che essere d'accordo con te. D'altra parte lo dico anche nell'articolo. Lo stesso tipo di discorso me lo faceva già Sagan tanti anni fa a proposito delle prime missioni su Marte: senza la carota della vita l'asino non si sarebbe mosso!

    La parte meno positiva è che lo Spazio torni a catturare i giovani, distruggenddo una certa ripartizione equa di forze mentali. Se lo Spazio ha già di per sè pochi soldi, figuriamoci come si ridurrà la ricerca pura, fondamentale per qualsiasi ricerca applicata.

    Riguardo ai batteri...stiamo molto attenti. Solo poco tempo fa si è cercato di vedere quanto siano resistenti certi microrganismi al vuoto spaziale. E sono sopravvissuti... Il che vuol dire che prima abbiamo mandato in giro possibili forme di vita resistenti senza curarcene troppo. Nel caso di curiosity io pensavo a quelli stessi portati dal robottino. Siamo forse preoccupati del ritorno... ma non dell'andata. L'uomo non si è mai preoccupato troppo di cosa avrebbe causato nei posti nuovi che visitava... Basta leggere la storia...

    Comunque, la mia era soprattutto una provocazione contro la medialità di certe notizie rispetto ad altre, ben più importanti.

  10. Provocazione raccolta e sono d'accordo su molti punti.

    Trovare la vita su Marte secondo alcuni risponderebbe all'eterna domanda del: siamo soli nell'universo?
    A mio avviso per trovare una risposta definitiva Marte non basta, nel corso di miliardi di anni qualche roccia spazzata via dalla terra portebbe aver spontaneamente "infettato" con la vita il pianeta rosso. Anche se questa è una remota probabilità la caratura della domanda non ammette margine di errore.
    La risposta andrebbe cercata su un altro sistema planetario dove la terra certamente non ha potuto interagire.

    Infettare Marte prima ancora di sapere se supporta forme di vita autoctone sarebbe un grave errore da evitare assolutamente, tuttavia questo mi solleva un altro dubbio di cui ti avevo già accennato in questo post http://www.astronomia.com/forum/show...=2049#post2049 cioè se sia giusto "infettare" deliberatamente altri corpi celesti. A prima vista può sembrare orribilmente oltraggioso ma riflettendoci è così sbagliato gettare le basi per un ambiente che evolvendosi anche autonomamente potrà forse un giorno supportare forme di vita evoluta? Attenzione non stò dicendo che dobbiamo farlo domani ne che dobbiamo infettare a prescindere, ma che in un remoto futuro invece della parola "infettare" forme useremo "inseminare". La vita è qualcosa di meraviglioso, è un qualcosa che si ostina a replicarsi e a lottare tenacemente, non temendo nemmeno le abominevoli forze dell'entropia di un universo che in un certo senso le rema contro. Dovremmo forse noi allora trattenerla egoisticamente ancorata alla Terra o assecondare fenomeni naturali come lo scambio di materiale che vanno già nella direzione della panspermia?