Scoperta una nuova stella variabile nella costellazione dell’ Acquario

Ho individuato la nuova stella variabile analizzando le immagini centrate sull’asteroide 2012Q G42, riprese da Paolo Bacci l’8 settembre presso l’osservatorio di San Marcello Pistoiese con un telescopio da 60 cm.

Per confermare la scoperta e per acquisire i dati necessari al censimento della variabile sul sito VSX (Variable Star Index) dell’AAVSO ho osservato nuovamente la stella la notte del 15 settembre con un telescopio da 20 cm. La variabile è stata censita con il codice VSX J224605.2-032810 (http://www.aavso.org/vsx/index.php?view=detail.top&oid=286046).

Si tratta di una variabile ad eclisse di tipo EW, lo si deduce dalla caratteristica curva di luce che mostra due minimi di quasi uguale profondità ed una forma ad arco dei due massimi. Le variabili ad eclisse di tipo EW sono delle stelle binarie fisicamente a contatto (punto lagrangiano L1) attraverso il quale la stella più massiccia trasferisce massa verso la compagna meno massiccia, raggiungendo così anche l’equilibrio termico (stessa temperatura) delle due componenti. Ulteriori informazioni su questo tipo di variabili si possono trovare sul sito dell’AAVSO (http://www.aavso.org/files/vsots/wuma.pdf).

Curva di Luce
Curva di luce della nuova variabile ad eclisse di tipo EW. La piccola differenza di profondità dei due minimi suggerisce un non perfetto equilibrio termico delle due componenti. Il minimo principale piatto denota un effetto geometrico durante le mutue eclissi/occultazioni.
Campo centrato sulla stella variabile alle coordinate (22 46 05.24  -03 28 10.1)
Campo centrato sulla stella variabile alle coordinate (22 46 05.24 -03 28 10.1)

Per rappresentare intuitivamente e graficamente il sistema ho preparato con Binary Maker 3.0 un modello 3D che mostra le variazioni di luminosità della curve di luce in relazione alla posizione reciproca delle due componenti (vedi animazione).

Il sistema è caratterizzato da due stelle di massa M1=1.1 ed M2=0.3 masse solari, con un semiasse maggiore a=2.2 raggi solari ed una inclinazione del piano orbitale di 85 gradi rispetto alla nostra linea di vista.

Modello 3D
Modello 3D - ingrandisci per vedere l'animazione

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7 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Citazione Originariamente Scritto da Vincenzo Zappalà Visualizza Messaggio
    Con che diametro lavori di solito? Con il 20 cm?
    Sì Enzo lo strumento con il quale lavoro di solito è di 20cm.
    In questo caso particolare ho analizzato la sessione osservativa acquisita l' 8 settembre con il 60 cm dell' osservatorio di San Marcello Pistoiese (MPC 104) e dedicata all'asteroide 2012 QG42.
    Dopo l'analisi fotometrica dell'asteroide ho provato a verificare la presenza di potenziali stelle variabili (lo faccio sempre sulle sequenze di immagini) ed ho trovato la variabile (un frammento di curva di luce). La sessione del 15 settembre l'ho fatta con il mio 20 cm e mi è servita per completare la copertura del periodo e per determinare la tipologia della variabile.

    Saluti
    Lorenzo Franco