Mi avete … fregato!

Sì, lo ammetto mi ci è voluto poco e molti di voi lo sapevano già… Accidenti a voi… Nel giro di due giorni mi ci vogliono già più di quattro mani per contarvi. E io che avevo sperato di fermarmi e rilassarmi (ma chi ci crede?). Purtroppo, o per fortuna, io non sono né la Parodi e nemmeno Bruno Vespa. Non mi interessano le centinaia di migliaia di copie. Mi sono bastati pochi nomi nuovi che sono usciti allo scoperto, con parole giuste, umili e sincere. Loro valgono di più di tutti i lettori dei best seller televisivi… E sono partito in “sesta” con la dinamica, decidendo anche la via da seguire.

Cosa farò allora? In cinematica, la parte più “sensitiva”, lascerò tutte le formule necessarie per trovare i parametri dei moti più interessanti. Vi prego di non spaventarvi. Cercate di seguire i passaggi e vedrete che in fondo le azioni di un linguaggio così apparentemente astruso saranno sempre le stesse. Proprio perché questa parte della fisica è puramente descrittiva, la userò per cercare di farvi fare amicizia con la matematica. Non userò il calcolo differenziale, cercando solo di farvi capire come non sia altro che un modo rapido per arrivare alle stesse conclusioni di lunghi discorsi.

In dinamica, invece, userò molte meno formule e più concetti. In realtà, la dinamica è l’ interpretazione delle cause del moto e quindi si basa soprattutto su intuizioni, concetti, legami, addirittura apparente soggettività. Essa necessita di pensiero e di logica, non di memoria. Più che le formule, allora, serviranno le idee. Vedremo come certe cause e certe interazioni possano essere interpretate in modi diversi, ma tutte convergeranno in pochi principi fondamentali. Poche formule e molte parole, semplici e dirette allo scopo. In qualche modo, cercherò di prendervi per mano e farvi arrivare quasi automaticamente e da soli alle conclusioni più importanti. Potremo poi rivedere i moti descritti nella cinematica come ovvie deduzioni, fin troppo banali per essere vere.

Dato che mi limiterò alla meccanica, ossia allo studio dei moti, avrò bisogno alla fine di una sola forza. Le altre faranno la loro comparsa, ovviamente, ma non saranno spiegate in dettaglio. Ricordiamoci, infatti, che -malgrado quello che ci appare nel mondo sembri in balia di centinaia o migliaia di azioni e reazioni- le forze della Natura sono, per il momento, solo quattro. Una è riservata ai fenomeni dell’elettromagnetismo, altre due alle interazioni dell’infinitamente piccolo. Solo una resta a nostra disposizione: la gravità. Le altre tre saranno anche chiamate per nome, ma non potranno essere analizzate in questo libro. Un testo troppo riduttivo? Direi proprio di no. Pensate ai movimenti del Cosmo e capirete subito che di argomenti da comprendere ce ne sono a sufficienza.

Rimane ancora la statica. Ma essa è , in fondo, un ritorno alle origini costruito dalla dinamica. I corpi vorrebbero stare fermi, ma difficilmente ci riescono. La dinamica permette, però, di esaudire questo sogno, anche se in modo molto complicato (nei fatti, non nelle spiegazioni). E’ un po’ come la famosa frase del “Gattopardo”: “Cambiare tutto perché nulla cambi”. Per ottenere la quiete, l’equilibrio, bisogna agire in modo frenetico. Costruire una struttura molto elaborata per raggiungere solo quello che ogni corpo saprebbe eseguire perfettamente se non disturbato dai suoi compagni di viaggio.

Potevo non inserire tutta questa trattazione in un contesto “romanzato”? No, ormai mi conoscete bene. Ci accompagneranno in questa scoperta della Natura e delle sue leggi un principe e un boscaiolo che sono usciti da una favola famosissima, interpretata, ovviamente, in modo del tutto personale.

Vi terrò, di tanto in tanto, informati sullo stato dei lavori… e grazie a tutti coloro che mi hanno risposto, spesso con frasi troppo gentili nei miei confronti. Spero solo di non deluderli! Mi sembra quasi di essere tornato agli esami scolastici…

Ovviamente, continuate (se volete) a incitarmi. Più nomi “nuovi” mi spingeranno a proseguire e più entusiasmo muoverà la mia mano e la mia mente.

A presto e grazie a tutti!

P.S.: giuro che per un bel po’ non vi “romperò” più con questo libro e tornerò alla consueta descrizione di ciò che la Scienza scopre giorno per giorno…

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22 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Citazione Originariamente Scritto da etruscastro Visualizza Messaggio
    te la sei cercata Enzo...
    non vedo l'ora di avere tra le mani la tua ultima creatura!
    ho voluto la bicicletta... e adesso PEDALO!!!!

  2. Bene !!! Non ho mai dubitato della tua passione.
    Attendo con ansia il nuovo lavoro e intanto mi leggo "L'Infinito Teatro del Cosmo"...
    Giorgio

  3. Enzo
    Seguo questo forum da abbastanza tempo e mi piace. Con tutto quello che ci presenti tu e gli altri, ho capito moltissime cose in piu` di astronomia e anche che praticamente e` solo un lumicino che vedo perche` la maggior parte e` ancora oscurita`. Ma e` colpa mia. Non vivo in Italia ma in Slovenia e al tempo della Jugoslavia per i progetti girava il detto "perche` semplice, se puo` essere complicato?". Piu` tardi ho visto che, nei libri di testo, valeva per tutta l'Europa. Preparandomi ad un esame di chimica inorganica, mi sono scontrato con le suborbitali atomiche. Ho consultato testi inglesi, russi, tedeschi, italiani nonche` di vari autori jugoslavi e non si capiva niente. Il minimo che c'era da leggere erano due pagine e li fino a 10. Le spiegazioni erano cosi` complicate che credo nemmeno l'autore le comprendeva. Poi ho trovato un libro dell'universita` di Cornell in cui c'era un trafiletto di 7 (sette) righe che spiegava perfettamente di cosa su trattava. Semplice e comprensibile. Cosi` voglio farti una domanda personale: hai studiato in America o hai usato solo testi americani?

  4. Citazione Originariamente Scritto da Sandro Sambi Visualizza Messaggio
    Enzo
    Seguo questo forum da abbastanza tempo e mi piace. Con tutto quello che ci presenti tu e gli altri, ho capito moltissime cose in piu` di astronomia e anche che praticamente e` solo un lumicino che vedo perche` la maggior parte e` ancora oscurita`. Ma e` colpa mia. Non vivo in Italia ma in Slovenia e al tempo della Jugoslavia per i progetti girava il detto "perche` semplice, se puo` essere complicato?". Piu` tardi ho visto che, nei libri di testo, valeva per tutta l'Europa. Preparandomi ad un esame di chimica inorganica, mi sono scontrato con le suborbitali atomiche. Ho consultato testi inglesi, russi, tedeschi, italiani nonche` di vari autori jugoslavi e non si capiva niente. Il minimo che c'era da leggere erano due pagine e li fino a 10. Le spiegazioni erano cosi` complicate che credo nemmeno l'autore le comprendeva. Poi ho trovato un libro dell'universita` di Cornell in cui c'era un trafiletto di 7 (sette) righe che spiegava perfettamente di cosa su trattava. Semplice e comprensibile. Cosi` voglio farti una domanda personale: hai studiato in America o hai usato solo testi americani?
    caro Sandro,
    probabilmente sono stato fortunato o forse sono passati tanti anni. Fatto sta che all'Univeristà ho trovato ottimi professori che cercavano di spiegare e non soltanto di far vedere che erano tanto bravi... Sia in fisica che in analisi matenatica chi insegnava aveva scritto anche i libri di testo ed erano veramente chiari.
    Oggi ti devo dar ragione... ho letto anche testi americani e posso dirti che in quel posto vi è ancora voglia di insegnare e non di mettersi solo in bella mostra...
    In generale, ho imparato questo tipo di lezione, dopo tanti anni di lavoro: se vuoi essere capito devi essere semplice e cercare di metterti nei panni di chi ascolta. Solo così potrai divulgare veramente. Meglio ripetere le cose cento volte e farle capire che pensare solo a dimostrare la tua ipotetica bravura. Io cerco solo di seguire questa idea, sperando di riuscirci. Soprattutto, spiegare solo quello che ho capito veramente bene. Se non l'ho capito, difficilmente riuscirei a spiegarlo agli altri..
    Grazie, carissimo, e continua a seguirci!!!

  5. La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'Universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto.
    Egli è scritto in lingua m
    atematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.

    Galileo Galilei

    Grazie Enzo, per il grande contributo che stai dando alla divulgazione, la più semplice possibile, della filosofia dell'Universo!!!