La semplicità vince sempre

Personalmente non sono mai stato molto d’accordo con le ipotesi che parlano di migrazione dei pianeti giganti. Nel caso del Sistema Solare si parla di Saturno, Nettuno e Urano trasferiti verso l’esterno e Giove verso l’interno. Le prove a riguardo sono sempre state molto aleatorie e non da tutti condivise. Ma faceva tanto “scoop”. Una possibile prova indiretta poteva essere data dagli asteroidi troiani di Giove (questi asteroidi… sempre fondamentali!). WISE li ha studiati e sembra dare ragione a una visione più semplice e meno esibizionista.

L’origine dei troiani di Giove è sempre stata incerta. La teoria della migrazione dei pianeti sembrava, però, dare una risposta definitiva: essi sarebbero stati oggetti della fascia di Kuiper messi in agitazione dagli spostamenti planetari e trascinati verso la zona più interna. Giove li avrebbe catturati durante il suo viaggio  verso di noi. Una popolazione di quasi-comete tenute assieme nel posto “sbagliato” dalla gravità gioviana. Sembrava ormai un atto di fede accertato e/o imposto, talmente erano assolutisti gli ideatori della teoria..

I risultati di WISE, su un  esempio di circa 400 troiani gioviani, sembra invece dimostrare il contrario. Essi non sono né carne né pesce: diversi sia da quelli esistenti tra Marte e Giove (fascia principale) che da quelli esterni, molto simili a comete (fascia di Kuiper). L’ipotesi della migrazione sembra perdere colpi, almeno secondo i testimoni “celesti” che orbitano in gran numero sulla stessa orbita del pianeta gigante.

La risposta che danno i ricercatori che hanno analizzato i dati WISE  parlano di scoperta inaspettata. Siamo di nuovo all’acqua calda… Se non si fosse inserita con un po’ di voglia di stupire la migrazione planetaria, i troiani sarebbero stati molto semplicemente i resti della popolazione che si trovava nei pressi della zona di formazione di Giove. Molti sarebbero stati inghiottiti dal gigante e altri sarebbero stati espulsi, ma un buon numero si sarebbe salvato rintanandosi in un luogo sicuro (come diceva già Lagrange). Essendo nati nel luogo di crescita di Giove è chiaro che siano diversi da quelli più vicini e da quelli più lontani.

Gli asteroidi rappresentano, infatti, un ottimo metodo per misurare la differenza di composizione del disco proto planetario, essendo i residui collisionali dei planetesimi che lo riempivano completamente. I più numerosi sembrano quelli tra Marte e Giove (dove doveva formarsi un pianeta mai nato per colpa di Giove). In realtà non è proprio vero. Nella zona di Giove, per motivi puramente geometrici e di temperatura, dovevano esserci molti più planetesimi in formazione che non tra Giove e Marte (il disco era più largo e più materia poteva solidificarsi).

Malgrado la pulizia fatta da Giove, l’alto numero iniziale ha permesso ai troiani di essere numerosissimi, più o meno tanti quanti ve ne sono nell’intera fascia principale. Per trovare di nuovo una zona “tranquilla” bisogna arrivare oltre Nettuno, a parte qualche gruppo concentrato come i Centauri. Insomma, un disco continuo di planetesimi, scolpito, svuotato e concentrato dalla presenza di grandi artisti come i pianeti giganti.

troiani di Giove
I troiani di Giove (in verde) occupano le posizioni attorno ai punti lagrangiani L4 e L5 , di cui abbiamo già parlato diffusamente. Notare anche gli oggetti arancione che cercano in qualche modo di imitarli. Essi rappresentano il gruppo di Hilda e stanno all’interno di una risonanza di moto medio con Giove che garantisce la stabilità orbitale. Sembrerebbe che si mischino con i troiani e invece ciò capita di rado, dato che i troiani hanno inclinazioni orbitali molto elevate. Nella prossima figura vedremo la situazione sotto un angolazione molto meno conosciuta.

Per concludere, i troiani rappresentano una popolazione preservata benissimo fin dai tempi più remoti, molto omogenea e con pochi intrusi. Molto di più di quelle interne ed esterne, dove ci si poteva mescolare più facilmente. Intorno a Giove si vive pericolosamente, ma trovato il posto giusto (punti lagrangiani 4 e 5) si sta veramente bene.

i troiani e gli Hilda visti di taglio
I troiani (in grigio) e gli asteroidi del gruppo di Hilda (in nero) visti di “taglio”, ossia lungo l’eclittica. Si vede bene che i troiani si spingono molto in alto ed è difficile che possano collidere o mischiarsi con gli Hilda.

Che dirvi? La teoria della migrazione sembra essere smentita dai piccoli e silenziosi troiani. Niente di drammatico, anzi…  Forse non era così difficile pensarci subito e verificarla attraverso questi piccoli abitanti locali. Ma, a volte, si preferiscono teorie “scoop” a osservazioni eseguite con serietà e tanta pazienza.

Oggi, quindi, la notizia che sembra andar contro la migrazione è data con grande scalpore. A me invece sembra un’ovvia deduzione. Bastava studiarli meglio già prima di WISE.

Bravi troiani!

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1 Commento    |    Aggiungi un Commento

  1. Ciao Vincenzo, mi potresti suggerire un buon link dove potermi documentare sulla teoria della migrazione?
    Grazie e perdona la mia ignoranza