Non solo asteroidi

La Terra ha subito molte catastrofi biologiche durante la sua vita. Molte di queste sono sicuramente dovute alla caduta di asteroidi e/o comete, come quella relativa a 65 milioni di anni fa e che ha portato, probabilmente, alla fine del dominio dei dinosauri. Tuttavia, anche i fenomeni vulcanici non sono stati da meno. Una nuova ricerca svolta in Australia sembra aver trovato l’origine dell’estinzione biologica del Medio Cambriano.

Usando tecniche radioattive sulla zona a nord dell’Australia, nota come Kalkarindji, alcuni geologi hanno stabilito che l’epoca di una fase di intensissimo vulcanesimo data esattamente 510-511 milioni di anni fa, in perfetto accordo con la data a cui riferire la celebre estinzione del Cambriano che ha portato alla scomparsa di almeno il 50% delle specie viventi. Ovviamente, l’estinzione ha riguardato tutto il globo e non solo il continente australiano. Sappiamo bene come l’atmosfera faccia in fretta a trasportare ovunque le emissioni di gas e di polvere.

super vulcano
Il Parco Nazionale Glass House Mountains in Australia fa parte della zona che ha subito l’eruzione di un super vulcano circa 510 milioni di anni fa e che ha causato l’estinzione di almeno il 50% delle specie viventi. Fonte: jovannig / Fotolia

Tanto per dare un’idea dell’episodio, si stima che almeno 2 milioni di chilometri quadrati di territorio siano stati coperti dalla lava. I gas di scarico del super vulcano avrebbero innescato variazioni climatiche di rara intensità e di segno opposto in un periodo di pochi anni. Cambiamenti tali da non essere sopportabili da gran parte degli organismi multicellulari.

zona lavica australiana
La zona in azzurro è quella interessata dal magma fuoriuscito durante l’eruzione di 510 milioni di anni fa. Poveri canguri! (ma sicuramente non c’erano ancora….). Fonte: Jon Claoué-Long and Dean Hoatson

Il gas che ha deciso il destino di quel periodo così critico per la vita terrestre è stato essenzialmente il biossido di zolfo, rilasciato copiosamente in atmosfera e capace di causare drastiche diminuzioni di temperatura. Insieme a questo composto, però, sono stati rilasciati metano e anidride carbonica che agivano come gas serra, aiutando la temperatura a subire fluttuazioni rapide e intense. Quando la Terra decide di cambiare il clima lo sa fare molto bene!

Facciamo un confrointo con il recente volcano Pinatubo che ha eruttato nel 1991. Una “cosuccia” rispetto al Kalkarindji, eppure i suoi effetti sono stati comunque globali. La temperatura mondiale è scesa di qualche decimo di grado per qualche anno, proprio a causa del biossido di zolfo (si gridava comunque a un implacabile GW…). Se un piccolo vulcano come il Pinatubo è riuscito a segnare il clima globale, figuriamoci cosa può aver fatto l’eruzione gigantesca australiana.

Un calcolo statistico dice che la correlazione tra i due eventi (supervulcano ed estinzione biologica) ha una probabilità di 1 su venti miliardi di essere dovuta solo al caso.

Per comprendere come e quanto il clima terrestre possa essere influenzato dalla mano dell’uomo sarebbe bene studiare e confrontare sempre meglio i dati che la storia del nostro pianeta ci ha consegnato in eredità. Spesso, però, si preferisce trascurarli. Tutto ciò che non dipende dall’uomo sembra perdere di importanza…

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di Vincenzo Zappalà – tratto da: L’Infinito Teatro del Cosmo