Fantascienza retroattiva: “2010 l’anno del contatto”

Proseguo nelle personalissime recensioni dei film di fantascienza, dai più famosi capolavori a quelli meno noti: fa sempre un certo effetto parlare di film nel cui titolo appare un anno oramai passato e dimenticato…

È il caso ad esempio di un un libro del 1954, che parla della situazione di una spettrale Los Angeles in un lontano futuro, a seguito di una catastrofe batteriologica: il libro si intitola “Io Sono Leggenda” dal quale è stato tratto l’omonimo film del 2007. Ma magari pochi sanno che si è trattato del remake di un vecchio film del 1971, con un titolo nettamente differente “1975, Occhi bianchi sul pianeta Terra” (con un giovane Charlton Heston), dove appunto l’anno era a malapena futuro quando il film uscì nelle sale, ma una ventina di anni avanti rispetto all’epoca dell’autore.

Lo stesso succede con il film che voglio analizzare, “2010 l’Anno del contatto“, seguito del famosissimo 2001 Odissea nello Spazio. Quando scrisse i due libri, nel 1964 e nel 1982, Arthur C. Clarke aveva posizionato temporalmente le vicende di HAL 9000 & C in un lontano futuro, con una enorme ed ottima dose di preveggenza per alcune cose ed invece solo fantasticando per altre: a conti fatti di veritiero c’è il fatto che un computer (però ancora senza un’intelligenza paragonabile a quella umana) possa impazzire e qualche altro dettaglio (ad esempio le video telefonate, ma non per il fatto che la telecamera segua i movimenti del chiamante) che lascio a voi il compito di individuare.

Negli anni 2001 e 2010 veri e trascorsi, ma anche nel 2016 attuale, sappiamo bene che viaggi interplanetari con esseri umani a bordo sono ancora piuttosto remoti, così come l’ibernazione, le basi lunari, gli astronauti che passeggiano sul suolo del nostro satellite e soprattutto manufatti alieni: potremmo spostare il tutto 100 anni avanti senza che la storia possa risentirne, lasciando così ai nostri eredi il compito di verificare quanto descritto nei film e libri.

Detto questo, le vicende del film 2010 l’anno del $contatto$ sono strettamente legate a quelle del film capolavoro della fantascienza: ma come succede tante volte nel $campo$ cinematografico, il seguito di un film non è all’$altezza$ del precedente. Questo secondo l’opinione dei critici, ma siccome a me piace sia la Fantascienza che l’Astronomia, il mio giudizio sul film è ancora molto positivo, se non altro per la presenza di immagini spettacolari.

Chi non l’avesse ancora visto (e che aspetta?) può stare tranquillo: non effettuerò alcun tipo di spoiler, ma racconterò gli eventi a modo mio, come ho fatto negli altri articoli precedenti. La mia sarà un’analisi più che altro grafica, supportata dall’utilizzazione di programmi ben noti quali Celestia accompagnati ad altri di grafica 3D, con lo scopo di ricreare situazioni che i produttori del film avevano generato con modellini, almeno per quanto riguarda 2001.

Tanto per smentirmi…

… vi propongo subito un paio di fotogrammi, tratti dal film, che presentano delle incongruenze: io non mi sono documentato più di tanto in internet, visto che desideravo scrivere un articolo ex novo, di mio pugno, senza scopiazzare di qua e di là. Preferisco che magari qualcuno possa dire “di questa stessa cosa se ne parla in questo sito…” : vorrebbe dire che ci ho visto giusto! no?

Come succede in tutti i sequel, nella primissima parte del film appare una sequenza in cui viene fatto il riassunto mirato di quanto successo nel film precedente, ma qui casca l’asino

il riassunto del capitolo precedente

In alto vediamo il famoso scavo effettuato intorno al monolito nero, con la riproposizione di una famosa immagine sulla quale avevo fatto vari studi astronomici nell’articolo precedente: sappiamo che il ritrovamento del manufatto alieno era avvenuto all’interno del cratere di Tycho. Perché allora viene citata come location la “Sea of Tranquility”? C’entra forse il fatto che l’Apollo 11 era proprio sbarcato lì nel 1969?

Nell’immagine inferiore invece vediamo un’altra immagine tratta dal film 2001 in cui si vede una situazione geometrico-spaziale con un paio di errori vistosi: mentre sono corretti la fase di Giove, con il Sole nello sfondo e la fase di uno dei suoi satelliti sulla sinistra, è decisamente errata la visualizzazione del monolito fluttuante, come già avevo segnalato nella puntata precedente. Innanzitutto il manufatto era costruito da un materiale non riflettente, per cui doveva essere invisibile, con lo sfondo nero del cielo: ma per esigenze filmiche non si sarebbe capito che si parlava del monolito ed allora i produttori hanno aggiunto quei riflessi, ma…

Ma il riflesso del Sole, data la geometria della situazione, non poteva essere nel lato superiore!! Usando semplicemente Paint (presente da sempre in Windows) ho creato un’immagine un po’ più veritiera semplicemente capovolgendo verticalmente il manufatto

lo stato della missione su Giove

Come ho fatto altre volte, a questo punto mi domando: è possibile che i seppur bravi realizzatori del film non si siano accorti di questo fatto?

Dalle parti di Europa

La vicenda del film si trasferisce nei pressi del secondo dei satelliti galileiani, Europa, recentemente oggetto di studi approfonditi da parte dei planetologi e che sarà analizzato dalla sonda Juno attualmente in viaggio verso il pianeta gassoso: qui vediamo un paio di immagini tratte dal film

due fotogrammi del film con Europa in primo piano

Nella parte $inferiore$ si vede un primo piano di Europa ricoperta di ghiacci e sorvolato da una sonda lanciata dall’astronave madre per analizzare la situazione riscontrata sul $satellite$, mentre nella parte $superiore$ si vede (putroppo le immagini sono di base molto scure…) la sonda che sorvola il lato oscuro di Europa, con tanto di terminatore sulla sinistra ed un minaccioso ed enorme Giove sul lato destro.

Su questa immagine con Giove molto grande, rimando senz’altro all’articolo che ho scritto recentemente, riguardo all’aspetto dei vari pianeti se visti dalla superficie di alcuni loro satelliti: ricordo brevemente che con un angolo di vista (FOV, Field Of View) pari a 43°, stando sul suolo europico ed utilizzando un piccolo telescopio se non un binocolo, Giove si vedrebbe in questo modo

Giove visto dalla superficie di Europa

presentando un diametro apparente di circa 12°, che sono davvero tanti, praticamente poco meno dell’estensione della “W” della costellazione di Cassiopea.

lo spettacolo che si avrebbe a 216 km dalla superficie di Europa

Grazie a Celestia sono riuscito a ritrovare una situazione praticamente simile, posizionandomi a 216km dalla superficie di Europa e mantenendo sulla destra il pianeta gassoso: manca solamente il modellino della sonda per avere la stessa immagine del film!

Il $satellite$ Io e la Discovery

Proseguendo nella sua odissea, l’astronave sovietica Leonov si avvicina al $satellite$ Io, intorno al quale orbita (in modo instabile e destinata a precipitare sul $satellite$ stesso), l’astronave americana Discovery, che in 10 anni si è ricoperta di uno strato di povere rossiccia prodotta dai vulcani di Io.

L’immagine tratta dal film è davvero suggestiva

la Leonov è giunta dalle parti di Io, con la Discovery in primo piano

e praticamente impossibile da replicare con Celestia, anche con il modellino della Discovery, a causa della complessa dinamica del moto orbitale di Io intorno a Giove e dell’astronave: ci ho provato lo stesso.

lo spettacolo che si avrebbe da Io a 1390 km dalla superficie

Intanto ho ottenuto questa situazione, dove Giove presenta una fase molto più grande e capovolta: mi fido ovviamente di Celestia per affermare che la fase corretta è questa indicata, anche se sembra davvero strana, con il Sole ben visibile sulla sinistra. Per ottenere questa immagine mi sono spostato a 1390 km dalla superficie di Io e dal mio punto di vista l’aspetto di Giove è quello, comunque ci si sposti in quella zona di cielo. Faticosamente sono andato dalle parti della Discovery e l’ho immortalata: con un’opera di cut&paste ho ottenuto quest’immagine, solo vagamente simile all’originale.

Giove, Io e la Discovery

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11 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Per me il migliore di tutti è Il pianeta proibito. Semplice, essenziale, con effetti discreti per l'epoca. L'hai presente?

  2. @Huniseth
    me lo ricordo sì!!
    forse l'avevo scritto in qualche articolo, ma vidi per la prima volta "Il Pianeta Proibito" proprio nel periodo in cui iniziavo ad appassionarmi all'Astronomia...
    ricordo benissimo che mi intrigava parecchio il nome del pianeta (Altair IV) e poi la bella Alta...

    magari me lo riguardo e prendo qualche spunto!!! chissà...

  3. Citazione Originariamente Scritto da Huniseth Visualizza Messaggio
    Per me il migliore di tutti è Il pianeta proibito. Semplice, essenziale, con effetti discreti per l'epoca. L'hai presente?
    In caso di insonnia, lo ripassano questa notte (mercoledì 15 alle 02:09) su Iris TV...

  4. Che pazienza certosina! Fantastiche le immagini, ancor di più i video. Non ho visto nessuno dei film citati, con 2001 Odissea nello spazio ci ho provato un sacco di volte, ma non riesco mai ad arrivare fino alla fine Magari stanotte seguirò il consiglio di @PHIL53

  5. I film degli anni 50/60 erano davvero di "fantascienza", e poi essendo i primi restavano più impressi. Odissea 2000 non mi è mai piaciuto, anche se era innovativo.
    Nel Pianeta Proibito la scena dell'attacco del mostro virtuale contro l'astronave, che appariva solo quando era colpito e contro le barriere è semplicemente fantastica, altro che i videogiochi di Star Wars.
    Chi non l'ha visto dovrebbe guardarlo, ma sgombrando il campo da tutti gli effetti speciali dei film successivi.
    Leslie Nielsen, il capitano, era diventato famoso in seguito per film divertenti come "Una pallottola spuntata" . Genere decisamente diverso.

    Io sono per la fantascienza "pura", niente film post-catastrofi, sopravvissuti o cerebrotici, a dir la verità non ce ce sono molti di buoni. Consiglio la serie di telefilm Battlestar Galactica - seconda serie, molto originale e ben fatta (nonchè con delle protagoniste femminili di notevole livello.. )

  6. pienamente d'accordo su Battlestar Galactica: le protagoniste sono fenomenali e poi di ognuno che ne sono tanti cloni, per cui non muoiono mai!!!

    l'ho vista qualche anno fa ed ora francamente me la ricordo poco!
    comunque è una serie molto strana, alcune volte un po' farraginosa...

  7. Ferrafinoso a volte.. ma come dice il tormentone della sigla.. i cloni "hanno un piano..." - Dimentichi la musica, notevole, e alcune s scene scene sono a livello dei migliori film di fantascienza.
    Qualcosa di buono che gli assomiglia come atmosfere è la recente serie "Arrow"

  8. Arrow non la conosco... vedremo...

    musica bella, sì ... però brutto il fatto che all'inizio di ogni puntata viene lanciato un veloce trailer (uno spoiler a tutti gli effetti) della puntata che uno vorrebbe vedere in santa pace...
    nella prima serie questa cosa mi aveva rovinato alcune puntate...
    da allora ho evitato di guardare l'inizio (perdendomi l'inutile numero di superstiti) aspettando il crescendo della musica fino al TATATA' finale, dopo il quale potermi finalmente gustare le vicende delle molteplici e belle protagoniste...

    PS nessun'altra serie (delle decine e decine che ho visto) fa così...
    solo in alcuni casi lo spoiler è presente a fine puntata, preceduto dalla frase "nella prossima puntata..."
    ma qui è facile fermare la riproduzione del filmato!