Galassie, c’è una relazione tra velocità e forma

Un team australiano ha misurato per la prima volta la correlazione tra velocità di rotazione e forma delle galassie. Lo studio, condotto grazie ai dati raccolti dallo spettrografo australiano Sami, è stato pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society

Uno studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society rivela per la prima volta un metodo per dedurre la forma di una galassia a partire da caratteristiche più facilmente osservabili, come la rotazione. Da secoli, guardando il cielo notturno, ci riferiamo alla “volta celeste”: dalla nostra posizione sulla superficie della Terra, infatti, l’universo intorno a noi sembra essere dipinto su un’enorme volta affrescata che racchiude il nostro pianeta. Benché questa sia solo una metafora, le distanze cosmiche sono così enormi che – quando osserviamo oggetti estremamente lontani, come altre galassie – questi appaiono “bidimensionali”, non permettendoci di comprenderne pienamente la loro struttura.

Un’immagine del SAMI. (Crediti: SAMI Survey Team)
Un’immagine del SAMI. (Crediti: SAMI Survey Team)

Ora, però, un team di ricercatori, guidato da Caroline Foster dell’Università di Sidney, ha utilizzato la Sydney-AAO Multi-object INTEGRAL field unit (Sami per gli amici), dell’Università di Sydney e dell’Australian Astronomical Observatory al fine di osservare e comprendere le dinamiche di rotazione di ben 845 galassie – il campione più grande mai considerato per questo tipo di analisi. Sami permette un’osservazione spettroscopica tridimensionale delle galassie – fino a dodici alla volta in una singola esposizione – ed è dunque capace di fornire informazioni riguardo ai movimenti dei gas e delle stelle che le compongono.

I risultati offrono, per la prima volta, una conferma statistica dell’ipotesi che la velocità di rotazione di una galassia e la sua struttura sono strettamente correlate: maggiore la velocità, maggiore la possibilità che la galassia abbia una forma più oblunga (“appiattita”). Le galassie con velocità minori, al contrario, sono più frequentemente sferiche. Il primo gruppo è anche quello più numeroso: più dell’85 per cento delle galassie osservate da Sami sono infatti di forma schiacciata e asimmetrica.

Esempi di due galassie esaminate da Sami, immagini ottenute tramite il Subaru Telescope: sulla sinistra, una galassia allungata che mostra un’alta velocità di rotazione. Sulla destra, una galassia sferica dalla rotazione lenta. Crediti: Sami Survey Team
Esempi di due galassie esaminate da Sami, immagini ottenute tramite il Subaru Telescope: sulla sinistra, una galassia allungata che mostra un’alta velocità di rotazione. Sulla destra, una galassia sferica dalla rotazione lenta. Crediti: Sami Survey Team

Questi dati possono anche aiutare a saperne di più riguardo alla storia delle galassie in esame: dato che la forma di una galassia dipende anche dalla sua interazione gravitazionale con altri oggetti, avere dettagli maggiori riguardo alla loro forma può aiutare a comprenderne l’evoluzione nel tempo.

Per saperne di più: 

  • Leggi su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society l’articolo “The SAMI Galaxy Survey: the intrinsic shape of kinematically selected galaxies“, di  C. Foster, J. van de Sande, F. D’Eugenio, L. Cortese, R. M. McDermid, J. Bland-Hawthorn, S. Brough, J. Bryant, S. M. Croom, M. Goodwin, I. S. Konstantopoulos, J. Lawrence, Á. R. López-Sánchez, A. M. Medling, M. S. Owers, S. N. Richards, N. Scott, D. S. Taranu, C. Tonini, e T. Zafar

 

Articolo di Fabio Gironi originariamente pubblicato su Media INAF.

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