OtticaTelescopio

Come promesso, vi presento la mia personale recensione di una serie TV di fantascenza molto bella e arrivata alla seconda stagione.

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Con la seconda stagione, formata da ben 13 episodi contro i 10 della prima, la serie The Expanse raggiunge la maturità ad iniziare da una trama decisamente più lineare e intrigante, mentre nella prima stagione si mescolavano vicende molto intricate. Come nelle altre due puntate della recensione, penso e spero di non fare alcuno spoiler, ma rinnovo il mio personale invito a vedere questa serie davvero ben fatta, le cui vicende come sempre si svolgono nel 23° secolo quando oramai quasi tutto il Sistema Solare è stato colonizzato e popolato con razze umane che fin da subito hanno dimostrato grandissime differenze e aspettative di vita.
Si tratta dei Terrestri (nativi di Terra, l’unico pianeta con aria liberamente respirabile), dei Marziani (razza nata sulla superficie di Marte, costretta a vivere in cupole) e dei Cinturiani (razza nativa degli asteroidi della Cintura Asteroidale, che però in questa seconda stagione non avranno un ruolo fondamentale come nella prima).

Di argomenti  e vicende che si svolgono nelle varie puntate ce ne sono davvero molti e non provo nemmeno a seguire la narrazione per non togliere il gusto a coloro che volessero seguire la serie: invece ho raggruppato i miei spunti (annotati puntata dopo puntata) in quattro categorie che tratterò in questa e nella prossima parte. Inizierò da un argomento a me caro e che risalta le mie caratteristiche di pignolone: nelle prime due puntate ho ripetuto che la serie è ben curata dal punto di vista scientifico, dal momento che quasi sicuramente gli sceneggiatori si sono avvalsi di esperti scienziati, principalmente Astronomi, Fisici ed esperti di Meccanica Celeste. Però devo aggiungere che in questa stagione la veridicità scientifica di un certo numero di scene e situazioni è stata elegantemente abbandonata, per motivi di spettacolarità e soprattutto per dare spunti al sottoscritto!

Non ci siamo…

Ho voluto dare questo titolo ad un certo numero di situazioni in cui evidentemente gli sceneggiatori non avevano letto i miei vari articoli sul Sistema Solare in cui parlo dell’aspetto visivo, di pianeti e propri satelliti, se si avesse la possibilità di avvicinarsi ad uno di essi e dare un’occhiata nei dintorni. Siamo troppo abituati ad esempio agli asteroidi vicinissimi l’un l’altro con piloti di astronavi che hanno il loro da fare per passare indenni senza andarsi a scontrare con rocce e frammenti. La realtà invece sappiamo che prevede asteroidi ed oggetti lontanissimi nello spazio, spazio che come ripetuto più volte fino alla nausea è più vuoto che pieno.

Detto questo, andiamo su Ganimede, il maggiore tra i satelliti di Giove, che si trova ad una distanza di poco più di un milione di km, pari a quasi 3 volte la distanza della Luna dalla Terra: le proporzioni rispetto al nostro sistema sono nettamente differenti, ma c’è subito da dire che, stando dalle parti di Ganimede, il pianeta gassoso è visibile come un disco di ben 7° e mezzo di diametro. Più volte invece nel corso delle puntate viene mostrato il satellite Ganimede sul quale incombe un minacciosissimo e pericolosissimo Giove, con un diametro che supera di gran lunga (ad occhio) i 90°.

Non ci siamo, perchè le distanze in gioco sono nettamente differenti e nemmeno dal satellite più vicino di Giove, Metis, il pianeta appare così sconvolgentemente enorme (vedi questo articolo dove già ne parlavo). E poi non si può non notare un errore gravissimo sull’aspetto del terminatore dell’ombra su Giove, praticamente parallelo all’equatore del pianeta: forse in duecento anni il pianeta ha modificato l’inclinazione del suo asse di rotazione? Allucinante!

psst... non voltatevi!

psst… non voltatevi!

In altri momenti si vedono temerari astronauti che camminano sulla superficie del satellite, con alle spalle l’immancabile pianetone gassoso: se fosse così vicino si verificherebbero grandissimi fenomeni di marea dovuti ad una gravitazione che già ovviamente si fa sentire dalla distanza vera di Ganimede.

il nemico è alle spalle!

il nemico è alle spalle!

Una decisa tirata d’orecchie stavolta agli sceneggiatori!

In un’altra puntata si assiste al colloquio tra un tizio ed un ragazzotto: entrambi si dimostrano completamente a digiuno di conoscenze di base dell’Astronomia. Dico subito che non si tratta di un’errata traduzione da parte dei doppiatori dato che anche in inglese il concetto è esattamente lo stesso.

Evidentemente in duecento anni al povero Giove è successo di tutto: oltre alla rotazione del proprio asse cambiata di circa 90° si è misteriosamente allungato il periodo orbitale intorno al Sole dai quasi 12 anni ad un valore misterioso pari a 19 anni, l’età del ragazzotto non proprio simpatico… Il tutto è accaduto senza nessuna ripercussione sul resto del Sistema Solare: figuriamoci!

Passano le puntate e vediamo ancora Ganimede, sempre più vicino a Giove

Mi sa che gli sceneggiatori hanno completamente dimenticato indicazioni e raccomandazioni degli esperti di Astronomia: quest’ultima è uscita davvero malconcia da tutto questo.

Parliamo ora di Meccanica Celeste, anche lei decisamente maltrattata: in breve si tratta di spostare l’astronave Rocinante, ferma in un punto dell’orbita intorno al satellite Cillene, fino a Ganimede, senza accendere i motori, per non essere scoperti dai cattivoni di turno. Cosa si sono inventati in questo caso? In realtà l’idea è geniale: sfruttare il Gravity Assist di satelliti che si trovano da quelle parti (sotto l’occhio vigile del solito Giove enorme), con calcoli effettuati (potenza dei computer modernissimi!) in una manciata di secondi. Ecco quanto si vede nell’undicesima puntata

Potremmo aprire un dibattito sull’argomento: per ora mi limito a citare alcuni fatti evidentemente sfuggiti agli sceneggiatori che ormai viaggiavano senza il supporto scientifico. Il Gravity Assist è stato applicato come noto a parecche sonde spaziali, tra le quali la New Horizons ed agisce su un oggetto in moto, che viene fatto avvicinare ad un pianeta per subire il cosiddetto effetto fionda: in questo modo l’astronave schizza via in modo del tutto controllato. Nel nostro caso la Rocinante invece era ben ferma e nascosta dietro al satellitino Cillene. Quest’ultimo poi si trova a più di 23 milioni di km da Giove, mentre l’obiettivo Ganimede si trova ad un milione di km dal pianeta e per fortunata coincidenza dallo stesso lato del pianeta stesso: abituati a velocità pazzesche per le astronavi, questa distanza viene percorsa in pochissimo tempo, vi ricordo però senza l’ausilio dei motori.
Ciliegina sulla torta: inframmezzato alle scene dello slalom dell’astronave tra i satelliti , viene mostrato l’interno dell’astronave stessa dove il pilota viene spostato a destra e a sinistra, manco si trovasse in un carrello delle montagne russe: per pietà ho tagliato via dal filmato queste scene alquanto ridicole, ma vi invito a seguirle nella puntata per sorridere un po’.

Pazienza…
Ma proseguiamo la lettura con l’analisi della tecnologia del ventitreesimo secolo.

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Info Autore

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Classe 1955, è nato e vive a Roma, è laureato in Ingegneria Elettronica e lavora come sviluppatore software, ma avrebbe voluto laurearsi in Astronomia. Coltiva la passione per l’astronomia dal giorno dopo lo sbarco dell’uomo ... pagina autore

  1. Grazie Pier... Ho visto la prima serie e non mi è sembrata male.

    Complimenti per l'articolo.

  2. Grazie per la recensione! Al momento ho letto la serie ed è godibile anche quella (se presa come puro passatempo senza pretese intellettuali)

  3. gli autori ci spiazzano ancora una volta con una tecnologia da favola, assolutamente inimmaginabile!

  4. Ho visto la seconda stagione e devo dire che mi è piaciuta più della prima. A proposito di stranezze o inesattezze scientifiche, funzionali alla narrazione ma di dubbia utilità in un contesto realistico, non riesco a capacitarmi dei caschi da astronauta illuminati all'interno. E' una cosa comune a moltissimi film e telefilm di fantascienza, ma ogni volta che la vedo sospendo la sospensione dell'incredulità, proprio non ce la faccio. Chiunque abbia guidato di notte sa quanto possa essere fastidioso il riflesso proveniente dagli oggetti illuminati all'interno dell'abitacolo: se si accende la luce di cortesia si è costretti a guidare con lo spettro del proprio volto (o delle proprie mani) appiccicato sul parabrezza. Se devo pilotare un caccia spaziale o pattugliare una base ganimediana con le lucine accese dentro al casco non so cosa riesco a vedere dell'esterno...

  5. Beh, ma i caschi illuminati all'interno servono a te per vedere le facce degli attori. Senza, sarebbero come il Fantasma dell'Opera...