Un filmetto d’amore tra i pianeti: fantascienza contemporanea

Stavolta vi parlo di un film di fantascienza recente, che tratta della conquista di Marte e della nascita del primo pupo marziano

Rileggendo i miei vecchi articoli (per sistemare immagini e filmati a seguito del rinnovamento del sito) ho trovato la mia promessa di parlare del film “Lo spazio che ci unisce“: il titolo è una strana traduzione di “The space between Us” che fa invece (e giustamente) pensare ad uno spazio che divide piuttosto che unire

Si tratta di un film del 2017, senza molte pretese, che praticamente prende le mosse, si ispira (cioè in pratica copia) situazioni, vicende, ambienti da millemila altri film: certo è che si è parlato di Marte e della sua conquista da parte degli uomini (e donne!) in tutte le salse… Guardando il film (e io in più l’ho osservato, a caccia di spunti come sempre) si ha una serie infinita di déjà vu…

In poche parole, senza fare troppi spoiler, si tratta della prima missione umana su Marte con un equipaggio di 6 astronauti al comando di una ragazza molto carina (che però nel film si vede poco) che durante il viaggio scopre di essere incinta e guarda caso partorirà non appena toccato il suolo marziano, dando alla luce un bimbo occhiglauco, ma perdendo la vita a seguito di complicazioni. Basta spoiler, tanto si tratta dei primi minuti di un film alquanto prolisso (dura due ore esatte) e comunque non mi dilungherò sulla trama, alquanto inconsistente, ma adatta ad un pubblico giovane e sognante di amori tra le stelle.
Che poi non sono proprio le stelle, ma il pianeta rosso e la Terra, vicinissimi su scala cosmica…

Dicevo delle somiglianze sparse qua e là, dato che sembra il sequel di The Martian e di altra mezza dozzina di film: è caruccio e ha una buona dose di spunti astronomico-spaziali interessanti. Oramai con la computer-grafica si ottengono cose impensabili decenni fa (quando c’erano modellini veri ripresi da vicino) e tutto sommato gli sceneggiatori hanno svolto il loro mestiere con bravura, senza errori grossolani: stavolta vi mostrerò foto e spezzoni di filmati che mi sono piaciuti di più del film, in una sorta di confronto con le altre pellicole che ho recensito.

Mappamarte

Che cosa è un mappamarte, vi chiederete: è un mappamondo in cui è raffigurato Marte, così come se ne trovano in commercio con la Luna: sono lampade che mi piacciono moltissimo, ma che non saprei poi dove mettere a casa!

Il tizio che fa roteare il mappacoso, trasformando la lampada nel pianeta rosso, obiettivo della missione Magellan 61 della NASA: a voler azzardare, questa transizione vagamente ricorda il famoso osso scagliato in aria dallo scimmione che diventa un’astronave in orbita, in 2001 Odissea nello spazio. Di lì a poco la missione parte da Cape Canaveral

la piattaforma di lancio

con una navicella che si va a congiungere con l’astronave madre, molto simile concettualmente alla ISS, dotata com’è di moduli preassemblati e di una serie di motori che la porteranno nei pressi di Marte: lo stesso modulo si stacca, per portare sulla superficie rossa l’equipaggio.

Nel frattempo si è vista la futura mammina fluttuare nel vuoto, all’interno dell’abitacolo dell’astronave: ho subito pensato che un problema sarebbe stata la tuta spaziale non certo progettata per vestire una ragazza in dolce attesa. Infatti gli sceneggiatori hanno mostrato la comandante mentre viene sorretta da due colleghi e risulta abilmente nascosto nell’inquadratura il suo pancione

i colleghi aiutano la comandante a raggiungere la base

Di lì a poco nascerà il marzianino e come detto l’equipaggio non aumenta di numero: come crescere un neonato prima, un bimbo poi e un ragazzotto dopo ancora, cosa fargli mangiare, come istruirlo? Beh tutto questo viene risolto dagli abili sceneggiatori con il classicissimo sottotitolo “Sedici anni dopo” (che abbiamo visto nel filmato del mappamarte), mostrando dunque un giovincello intelligentissimo che evidentemente cresce a latte e computer, pane e astrofisica, “… mangia libri di cibernetica, insalate di matematica e a giocar su Marte va“, guidato da una bellissima Carla Gugino a svolgere il ruolo di madre adottiva.

Il ragazzotto ovviamente chatta allegramente e amorevolmente con una ragazza, senza però svelare dove si trovi: la tecnologia del 2034 è evidentemente migliore dell’attuale con i portatili stavolta tutti trasparenti, sulla Terra

portatile completamente trasparente

con tastiera di grande spessore e trasparente

tastiera trasparente

Come si è capito l’anno? Facile! Un giorno il marzianino nerd e ribelle esce dalla stazione e si reca con un veicolo presso il luogo dove è stata sepolta la mamma (in realtà le sue ceneri erano state portate nel frattempo sulla Terra) : sulla stele

rip

leggiamo che l’astronauta è morta il 25 gennaio del 2018 e dunque dopo 16 anni siamo arrivati al 2034… In quegli anni la stazione marziana segue i soliti cliché del caso, con una serie di cupole molto vicine ad una piccola montagna,

la stazione marziana

così come è ormai consueta la partenza della navicella che poi si ricongiunge con l’astronave in orbita.

Sviluppi tecnologici

Sulla Terra ci sono gli oramai consueti tablet trasparenti, visti e rivisti in film e telefilm

tablet trasparente ma con bordo

sui quali, se ricordate, ho espresso perplessità riguardo all’assoluta mancanza di privacy che forniscono, pur essendo bellissimi. Gli stessi computer oramai sono sempre più trasparenti.

computer completamente trasparenti

Le automobili, fra 16 anni, non voleranno ancora, ma saranno totalmente automatiche, tant’è che il guidatore può permettersi di dormire, fiducioso…

L’astronave nel frattempo sta tornano sulla Terra e si mette in orbita, consentendo la visione della superficie terrestre sottostante

Parlando di déjà vu, alcune scene sono evidentemente tratte da riprese della ISS, con un sapiente montaggio di filmati che mostrano l’astronave che vola ad alta velocità sopra mari e continenti: a pensarci bene l’astronave marziana non aveva necessità di correre così tanto visto che poteva orbitare ad una quota maggiore dei 450-500km della ISS. In questo caso gli sceneggiatori potevano magari rallentare gli spezzoni di filmato dando almeno l’idea di non aver scopiazzato le riprese della ISS!

Ma l’atterraggio del modulo di discesa avviene in una di sei piattaforme nel frattempo costruite nella costa prospiciente il Cape Canaveral e questa tutto sommato è una vera novità di questo film (e della recente cronaca astronautica) :

le sei basi di atterraggio

fra 16 anni sarà evidentemente semplice far atterrare un modulo di discesa in una piattaforma, cosa che in realtà già stanno facendo i tecnici di SpaceX (Elon Musk in testa) con il loro Falcon 9 in atterraggio verticale su piattaforme marine.

Un finale alla Quark

L’ultima scena del film è la consueta zoomata dalla superficie allo spazio, già vista e rivista parecchie volte (ad esempio ne ho parlato qui), ma sempre molto scenografica e accattivante, ma con una colonna sonora più adatta a cartoni animati che a film di fantascienza

Nel frattempo la stazione marziana si è ingrandita, ma non a livello di altre stazioni sorte sul suolo rosso in altri film

la stazione marziana con qualche modulo in più

Sponsor

Un film così ha bisogno di sponsor ed infatti parecchie volte si incontrano pubblicità non proprio occulte a note marche di computer, automobili e altri oggetti tecnologici. Ma è con un sorriso che accettiamo pure questa scena

uno spuntino …

in cui la mitica tavoletta di cioccolato sta per essere mangiata: non è una novità, dato che nei social ogni tanto si vede una foto con l’onnipresente Mars… Quando anni fa si parlava dell’esistenza di acqua su Marte, subito era saltata fuori questa foto

water on Mars

Concludo sottolineando che ho mischiato le carte in tavola per non dare troppi spoiler: come sempre mi sono molto divertito a creare i filmati ed estrarre foto da un film abbastanza noiosetto e lungo, che probabilmente potrebbe addirittura prevedere un sequel… Chissà…

Ma… Un momento… Apro una parentesi

Stavo rileggendo l’articolo prima di pubblicarlo e ho osservato meglio i due spezzoni di filmato, quello centrale dell’astronave che lascia Marte e quello finale con lo zoom a partire dai due astronauti…
Notato nulla di strano?

Informazioni su Pierluigi Panunzi 319 Articoli
Classe 1955, è nato e vive a Roma, è laureato in Ingegneria Elettronica e lavora come sviluppatore software, ma avrebbe voluto laurearsi in Astronomia. Coltiva la passione per l’astronomia dal giorno dopo lo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Dedica il tempo libero alla divulgazione astronomica in serate organizzate a Roma e paesi vicini e recentemente si sta perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di una reflex digitale.

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6 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Tesla? mi ricorda qualcosa!! ma questa vola davvero!

    per fortuna il filmato ha una bellissima musica altrimenti sarebbe agghiacciante... il tipo seduto nel posto di guida non lo invidio !!

    e poi c'è da dire che le strade laggiù in ammerica sono vuotissime...
    vorrei vedere qua sul nostro Raccordo Anulare o in pieno centro, o nell'ora di punta (cioè in qualsiasi momento della giornata)..
    altro che "OH!" della pubblicità odiosa della Opel...
    qua c'è il rischio di infarto bello e buono...

    forse non siamo pronti... non sono pronto...
    ad oggi preferisco ancora la mia KA.

    un domani chissà... ma me la dovrebbero regalare...

  2. Se mi è concesso divagare... Le macchine con autoguida mi preoccupano non poco. Immaginate se qualcuno ve la hackerasse, prendendone il totale controllo... Brrr...

  3. Nessuno ha notato che la stazione marziana, per permettere al ragazzo di chattare in tempo reale con la ragazza sulla terra, è stata munita di un sistema di ricezione/trasmissione basato sull'entanglement?
    Non si può spiegare altrimenti come facciano a chattare senza aspettare, nel migliore dei casi, 3,16 minuti per inviare/ricevere ogni messaggio.