Il film di fantascienza “Ad Astra”: Mission Impossible nello spazio

Qualche mese fa nelle sale cinematografiche è uscito un film di fantascienza, Ad Astra, dove si seguono le vicende dell’interprete principale (l’astronauta McBride, interpretato da Brad Pitt) : ma non sempre tutte le ciambelle riescono con il buco

Se navigate tra gli innumerevoli siti cinematografici, potete trovare trame, trailer, commenti e critiche sul film Ad Astra: a guardar bene le recensioni sono abbastanza concordi nel giudicarlo un polpettone, sì, ma con tante scene spettacolari ed una grafica entusiasmante. Durante la sua visione si riesce anche a sorridere se non addirittura a ridere, specialmente in alcune scene a dir poco assurde, davvero molto poco scientifiche.

Ad Astra è lungo, prolisso, con dialoghi che definire serrati sarebbe un eufemismo: praticamente si è investiti fino allo sfinimento dai pensieri a voce alta del protagonista.

Al di là di tutto ciò, la mia è come sempre una recensione da pignolone, incentrata sull’analisi del film dal punto di vista Scientifico, Astronomico, laddove le mie segnalazioni riguardano errori o stranezze di quanto osservato dal sottoscritto.

Come sempre ho detto osservato e non visto, dal momento che in questo genere di articoli, io non guardo il film passivamente, ma lo osservo in cerca di spunti, sia positivi che negativi: in questi casi ho sempre accanto a me un taccuino dove prendere appunti su qualunque cosa  attiri la mia attenzione.

Anche se è passato un po’ di tempo dall’uscita nelle sale, desidero segnalare che nell’articolo farò parecchi spoiler: siete perciò avvisati nel caso non abbiate visto Ad Astra!

Iniziamo …

… cercando di collocare temporalmente le vicende del film: nella primissima immagine si legge “The NEAR future”, magari intendendo non proprio una data vicina a noi, ma il concetto del futuro. Infatti in nessuna scena di Ad Astra (a meno che non mi sia sfuggito qualche particolare) viene mai indicato in modo chiaro e leggibile l’anno, ma solamente il mese ed il giorno.

Ad occhio e croce, per la tecnologia mostrata e soprattutto per le durate dei voli spaziali, che di solito vengono annunciate dai solerti computer di bordo, azzarderei non prima di 2-300 anni… Non proprio NEAR questo future !

Per cercare di inquadrare Ad Astra, vi ricordo che il sottoscritto ha trovato errori e assurdità astronomiche anche in

Ad Astra non è certo un film sacro (lo scopriremo nel seguito), non è un film fotocopia (dato che di spunti nuovi ne ha parecchi), né una serie mitica : qui si possono invece seguire le gesta assurde e strampalate che ritroveremmo nei vari “Mission Impossible“, da parte del nostro “Ethan Hunt delle stelle “. Gesta che, rimanendo in campo spaziale, superano di gran lunga quelle della bellissima Sandra Bullock nello squinternato “Gravity” …

Se Sopravvissuto è un film fotocopia nel senso che l’autore aveva scopiazzato a man bassa da racconti e film precedenti, in questo caso si hanno deja-vu continui , in qualsiasi contesto, con l’aggiunta di situazioni a dir poco ridicole e allucinanti.
Ma nonostante tutto, è un film che si lascia guardare: un paio d’ore di sano divertimento (nel vero senso della parola), ma per un appassionato di Astronomia c’è davvero il rischio di inca…volarsi.

Siamo alle solite : la Terra sbagliata!

Come già è successo in un film mitico quale “2001 Odissea nello Spazio“, gli sceneggiatori di Ad Astra non sono voluti essere da meno, mostrando una Terra sbagliata, se vista dal suolo lunare.

In breve, ad un certo punto il nostro eroe viene mandato sulla Luna, in una base posta in vicinanza del Polo Sud, per poter raggiungere da lì un’altra base lunare sita sulla faccia nascosta, da dove potrà partire alla volta di Marte.

Un addetto della base lunare dice esplicitamente qualcosa tipo “siamo quasi in fase di Luna Piena, per cui ci sarà un sacco di buio dall’altra parte ” : fin qui nulla di strano, dato che succede una volta per ogni lunazione, allorché la Luna compie una completa rivoluzione orbitale intorno alla Terra.

Peccato che proprio prima avevano inquadrato la Luna dalla Terra già gibbosa calante , quasi all’ultimo quarto…

la luna all’ultimo quarto

Questo significa che ci troviamo già parecchi giorni dopo la fase di Luna Piena.

Poi, in questo fermo immagine, vediamo

viaggio verso la luna con i motori sempre accesi

che l’astronave vola verso la Luna con i motori costantemente accesi: possibile che dopo tanti film e telefilm ancora sbagliano in questo modo? Non devono mica oltrepassare la Luna incrementando la velocità, tenendo i motori accesi, ma viceversa si devono avvicinare : le imprese dell’Apollo non hanno insegnato niente agli sceneggiatori di Ad Astra?

Ed infine vediamo questa immagine

dall’interno della navicella spaziale in volo verso la Luna

con la Luna all’ultimo quarto. Insomma un bel papocchio, con fasi lunari che cambiano da un’inquadratura all’altra, ma di certo ben oltre la fase di Luna Piena citata dal tecnico all’arrivo del nostro eroe.

Proseguiamo. Per permettere a Mr.Pitt di raggiungere la base di lancio nella faccia nascosta della Luna, viene organizzato un trenino di tre moon rover, che si vedono scorrazzare tra crateri e polvere bianca: ma in agguato (oltre ai cattivoni) c’è la solita Terra, che deve esserci tutte le volte che nei film la vicenda si svolge sul suolo lunare.

Il colonnello Pruitt afferma “la grande biglia blu, non smette mai di meravigliarmi ” ed intanto osserva una bellissima Terra con la fase completamente sbagliata . Gli Astronomi che guardano il film hanno le reazioni più disparate: svengono, scattano in piedi infuriati, se ne vanno via dal cinema…

la Terra vista dalla Luna, con una fase sbagliatissima

In svariati articoli miei (ed in particolare nella già citata recensione di 2001) spiego il perché quella immagine è assolutamente errata: ricordo infatti la regola fondamentale secondo la quale la fase della Luna vista dalla Terra e della Terra vista dalla Luna sono esattamente complementari . Assolutamente errato è vedere i due oggetti celesti con praticamente la stessa fase.

Invece gli sceneggiatori di Ad Astra cosa mostrano? Una bella Terra gibbosa, proprio come si vedeva, erroneamente, in 2001. Fotocopia? Oppure omaggio ad un capolavoro del cinema, ma copiando l’errore…
Almeno qui stiamo in prossimità del Polo Sud Lunare, per cui la Terra è mostrata correttamente vicina all’orizzonte, così come deve essere: magari non si erano posti minimamente il problema, volendo mostrare a tutti i costi la biglia blu, che però doveva mostrare una fase molto piccola e soprattutto crescente! Se la Luna è Piena, la Terra, vista dalla Luna, è conseguentemente Nuova. Non si scappa…

Subito dopo questa sarabanda di fasi lunari e terrestri, veniamo a sapere che la durata del viaggio Luna-Marte sarebbe stata di appena 19g 14h 33m: ecco perché propendo per una collocazione temporale delle vicende fra almeno 300 anni se non più…

La vicenda lunare viene praticamente conclusa mostrando questa immagine del nostro satellite sulla quale ho una certa perplessità…

una parte della Luna sconosciuta con un terminatore strano

Qualcuno riesce a capire quale parte venga inquadrata e mostrata così ricca di crateri e soprattutto con quello strano terminatore?

Ammartaggio

L’astronave parte alla volta di Marte e non mi dilungo su quanto succede durante il viaggio: quando arriva in vista del pianeta rosso, scatta automaticamente la procedura di ammartaggio. Tutto sembra filare liscio. Ma…
Fateci caso, quando si parla di Marte in quasi tutti i film e telefilm viene mostrata la stupenda Valles Marineris: potevano dimenticarsene gli sceneggiatori di Ad Astra? Ovviamente no! Il fatto è che si tratta davvero una caratteristica planetaria d’eccellenza e guarda caso anche stavolta la zona di atterraggio è proprio da quelle parti.

Ma ad un certo punto ecco arrivare l’imprevisto

che costringe il nostro a prendere fisicamente le redini dell’astronave (la cloche) e ad effettuare un ammartaggio manuale di fortuna.
Ma che bravo! Probabilmente nel futuro che vediamo qui, le astronavi avranno tutte un protocollo e strumenti di pilotaggio e alla portata di qualunque astronauta (un po’ come le automobili per noi) : oppure Brad è un genio?
Ma se ricordate, anche Sandra Bullock in Gravity passava da un’astronave all’altra senza problemi di guida… Gli astronauti avranno una sorta di Patente Universale?

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1 Commento    |    Aggiungi un Commento

  1. Io l'ho visto quando era uscito da poco in lingua originale a Londra e,anche se non c'era molta gente di pomeriggio, mi pare che nessuno se ne sia andato durante la proiezione.

    I film ed i racconti di fantascienza mi piacevano di più in gioventù che adesso, tuttavia ora quando li guardo sono molto meno pignolo con gli aspetti tecnici o astronomici (certo non al livello delle fasi lunari o terrestri) e valuto di più l'aspetto poetico/artistico/cinematografico.

    A me i lunghi soliloqui di Pitt ed il ritmo generalmente lento con qualche accelerazione qua e là non è dispiaciuto e concordo con chi ha visto evidenti richiami cinematografici ad Apocalypse Now, piuttosto che a 2001 (il padre di McBride come trasposizione del colonnello Kurtz, per esempio).

    L'impressione complessiva è quella dello spazio come un luogo piuttosto desolato e/o squallido (più evidente nella rappresentazione della base marziana), dove tutti i mali della Terra vengono riprodotti (tipo la guerriglia lunare o l'astronave con gli esperimenti sulle scimmie) piuttosto che come destinazione di grandi speranze (tipo Star Trek, soprattutto prima maniera).

    Non è totalmente negativo, ma realistico, non magari nel senso tecnico astronomico, ma nel senso che non ci dà illusioni salvifiche circa il nostro futuro nello spazio.

    A mio parere è un bel po' sopra Mission Impossible, artisticamente parlando.