Alla volta di Mercurio: BepiColombo è pronta per il lungo viaggio.

A pochi giorni dal lancio della missione congiunta ESA-JAXA BepiColombo verso Mercurio, cerchiamo di conoscere insieme alcuni aspetti del progetto

Ci siamo! Manca davvero poco all’inizio di una nuova avventura spaziale che ci porterà al pianeta Mercurio. Sabato 20 ottobre, alle 3:45 italiane, sarà lanciato su un Ariane 5 dallo Spaceport europeo a Kourou, nella Guyana francese, la missione congiunta europea-giapponese BepiColombo.

Finora, solo due veicoli spaziali hanno visitato il pianeta. Il Mariner 10 della NASA, che ha sorvolato tre volte nel 1974-5 e la sonda MESSENGER della NASA, che ha effettuato tre sorvoli (due nel 2008 e uno nel 2009) prima di entrare in orbita attorno al pianeta nel marzo 2011.

Scopo della missione sarà quello di studiare gli aspetti di Mercurio meno conosciuti. La struttura e la dinamica della sua magnetosfera e come essa interagisce con il vento solare. Ma anche la sua struttura interna con il suo grande nucleo di ferro. Si cercherà di capire l’origine del campo magnetico del pianeta.

Grazie a questi studi si potranno produrre mappe globali della composizione elementare e chimica della superficie  col fine di comprendere meglio i processi geologici . Si potranno dare risposte su come la superficie è stata modificata nel tempo da crateri da impatto, dall’attività tettonica, dal vulcanismo e così via.

La missione scientifica consisterà di due veicoli spaziali separati che orbiteranno sul pianeta.

Il Mercury Planetary Orbiter (MPO) è costruito e assemblato per conto di ESA. Mentre l’Institute of Space and Astronauti  Science (ISAS) presso la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) contribuirà con l’altro, il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO).

L’MPO studierà la superficie e la composizione interna del pianeta, e l’MMO studierà la magnetosfera di Mercurio, cioè la regione dello spazio attorno al pianeta che è influenzata dal suo campo magnetico.

Per il lancio e il viaggio verso Mercurio, l’MPO e l’MMO saranno trasportati come parte del Mercury Composite Spacecraft (MCS). L’MCS comprende, oltre ai due orbiteri, il Mercury Transfer Module (MTM), anche’esso dell’ESA e che fornisce propulsione solare-elettrica e attrezzatura non scientifica, e il Sunshield MMO e Interface Structure (MOSIF), che fornisce protezione termica e le interfacce meccaniche ed elettriche per l’MMO.

MTM, MPO e MMO impilati. Credit ESA
MTM, MPO e MMO impilati. Credit ESA

Il viaggio durerà circa 7 anni e BepiColombo avrà bisogno di diverse spinte gravitazionali della Terra e di Venere per esempio. La simulazione, che ha richiesto mesi, ci da un’idea delle complesse orbite che dovrà affrontare la sonda.

 

Notevole come spesso accade il contributo italiano a questa missione. A cominciare dal nome , Bepi Colombo che fu matematico e ingegnere italiano (1920-84). È noto per aver spiegato la caratteristica peculiare di Mercurio di ruotare attorno al proprio asse tre volte ogni due orbite attorno al Sole. Ha anche proposto alla NASA le traiettorie interplanetarie che avrebbero permesso a Mariner-10 di far sorvolare più volte Mercurio, utilizzando per la prima volta gli assistenti gravitazionali su Venere.

Quattro degli 11 undici strumenti scientifici sono italiani. Il Mercury Planetary Orbiter è stato assemblato dalla torinese Thales Alenia Space e avrà il compito di analizzare la superficie e la composizione e l’interno del pianeta, facendo uso dei due strumenti ottici PHEBUS e SIMBIO-SYS.

Del primo l’Italia ha curato solo la calibrazione degli strumenti ultravioletti, mentre SIMBIO-SYS nasce da un’idea italiana ed è di realizzazione nazionale. ISA (Italian Spring Accelerometer), un accelerometro sensibilissimo capace di misurare i milionesimi di accelerazione.

È stato sviluppato su idea originale del ricercatore italiano Valerio Iafolla dell’INAF di Roma e totalmente sviluppato in Italia. Lavorerà insieme a un altro strumento sempre italiano che si chiama MORE, che utilizza le onde radio per determinare con estrema accuratezza la posizione e lo spostamento nel tempo del satellite.

In ultimo, SERENA, altro strumento italiano il cui Principal Investigator è Stefano Assini dell’INAF di Roma. Esso misurerà gli atomi energetici, sia neutri che ionizzati,  provenienti sia dal $vento solare$ o dalla superficie di Mercurio verso l’esterno.

Anche in questo caso, come per esempio per Rosetta, ESA ha intenzione di prepare una serie di simpatici e istruttivi cartoni della missione ed il primo è già stato rilasciato.

Buona fortuna, BepiColombo!

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10 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Notizia interessante, ma soprattutto devo ringraziare @corrado973 perché, con quest'articolo, mi ha permesso di correggere una cognizione errata molto consolidata! Ero convinto che il periodo di rivoluzione e quello di rotazione fossero uguali (come la luna con la terra). Non ci giurerei. ma sono ragionevolmente convinto che l'informazione mi viene dai libri di scuola.

  2. Citazione Originariamente Scritto da Gaetano M. Visualizza Messaggio
    Notizia interessante, ma soprattutto devo ringraziare @corrado973 perché, con quest'articolo, mi ha permesso di correggere una cognizione errata molto consolidata! Ero convinto che il periodo di rivoluzione e quello di rotazione fossero uguali (come la luna con la terra). Non ci giurerei. ma sono ragionevolmente convinto che l'informazione mi viene dai libri di scuola.

    idem per me. ma allora, correggetemi se sbaglio,sulla superficie di mercurio non esiste una faccia che vede/non vede mai il sole,no?se fa tre giri su se stesso ogni due orbite attorno al sole ,tutta la superficie del pianeta viene prima o poi irradiata direttamente dal sole,giusto? certo che è un rapporto alquanto strano....ma è un equilibrio costante perenne o si modifica nel tempo?

  3. Citazione Originariamente Scritto da davide1334 Visualizza Messaggio
    idem per me. ma allora, correggetemi se sbaglio,sulla superficie di mercurio non esiste una faccia che vede/non vede mai il sole,no?se fa tre giri su se stesso ogni due orbite attorno al sole ,tutta la superficie del pianeta viene prima o poi irradiata direttamente dal sole,giusto? certo che è un rapporto alquanto strano....ma è un equilibrio costante perenne o si modifica nel tempo?
    @davide1334 L'idea che la rivoluzione fosse uguale alla rotazione, come per la luna, era di Schiapparelli. Corretta negli anni sessanta. Io il liceo l'ho finito nel '61 e questa notizia me la sono persa.

  4. Citazione Originariamente Scritto da corrado973 Visualizza Messaggio
    Ciao Davide, i parametri orbitali di Mercurio sono davvero curiosi: quando ho scritto l'articolo ho trovato questo link dove essi sono spiegati in maniera davvero intuibile a tutti.

    http://archive.oapd.inaf.it/pianetav/L15_01S.html

    grazie corrado ora mi è più chiaro.allora niente,non vi è nel sistema solare un pianeta o luna che non abbia un emisfero che sta sempre al buio dal sole,mi tocca aspettare le conferme dei primi pianeti extrasolari bloccati marealmente, probabilmente di una nana rossa

    Citazione Originariamente Scritto da Gaetano M. Visualizza Messaggio
    @davide1334 L'idea che la rivoluzione fosse uguale alla rotazione, come per la luna, era di Schiapparelli. Corretta negli anni sessanta. Io il liceo l'ho finito nel '61 e questa notizia me la sono persa.
    beh,almeno tu hai un alibi.io no

  5. La missione ESA-JAXA BepiColombo per Mercurio è partita su un Ariane 5 dallo Spaceport europeo a Kourou alle 3:45 di oggi 20 ottobre

    I segnali della sonda spaziale, ricevuti presso il centro di controllo dell'ESA a Darmstadt, in Germania, attraverso la stazione di rilevamento di New Norcia , hanno confermato che il lancio è andato a buon fine.

    Vi linko il video del lit off che come sempre appare emozionante


    https://www.youtube.com/watch?v=B4pRe8yrHmI

    Alle 1545 di oggi dovremmo ricevere le foto dell'apertura dei pannelli solari...


    Buon sabato a tutti

  6. Ecco come "promesso" la prima foto...

    Allegato 32018

    Il BepiColombo Mercury Transfer Module (MTM) ha restituito la sua prima immagine dallo spazio. La vista guarda lungo uno degli estesi pannelli solari , che è stato schierato all'inizio di questa mattina e confermato dalla telemetria. La struttura nell'angolo in basso a sinistra è uno dei sensori solari sull'MTM, con l'isolamento multistrato chiaramente visibile.

    La fotocamera è posizionata come da disegno:

    Allegato 32019