La costellazione della Chioma di Berenice

In questa puntata parlerò della Chioma di Berenice, una costellazione Boreale non proprio appariscente e visibile dalle città, ma assolutamente ricca di galassie e ammassi stellari.

Questa serie di articoli fa uso del Simulatore di costellazioni in 3D, descritto in questo articolo. Se si dovessero riscontrare problemi nel caricamento delle pagine, scaricare manualmente l’ultima versione di JRE (Java Runtime Environment) all’indirizzo:
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Berenice… Chi era costei?

Iniziamo la descrizione di questa piccola costellazione conoscendo più da vicino la Regina Berenice: a parlarne ci penserà una new entry, la carissima Silvia, anche lei appassionata di Astronomia. Per ora si tratta di un piccolo e gradito contributo, ma poi chissà…

La chioma di Berenice
Sappiamo che la maggior parte delle costellazioni del firmamento prende il nome da personaggi della mitologia greca e la chioma di Berenice fa venire in mente l’autore greco Callimaco: a me invece fa pensare al mio esame di maturità classica, ma questa è un’altra storia…
Della vita di questo autore si conosce ben poco, visto che parliamo su per giù del 300 A.C. Nacque a Cirene e lavorò a lungo presso la famosa biblioteca di Alessandria d’Egitto.
Ma in questa sede non sarà la biografia di Callimaco ad interessarci, quanto la curiosa leggenda della “chioma di Berenice”, di cui ci sono pervenuti soltanto alcuni frammenti. L’originalità della storia sta nel fatto che è la stessa ciocca di capelli a narrare la strana vicenda.
Il mito narra della regina Berenice, sposa di Tolomeo Evergete. Quando quest’ultimo parte per una pericolosa spedizione in Siria, la donna, disperata per la sorte del suo uomo, rinuncia alla sua meravigliosa treccia, offrendola ad Afrodite, in cambio del ritorno del marito, sano e salvo. Il suo sacrificio viene ricompensato, ma la ciocca di capelli sparisce misteriosamente dal tempio nel quale era custodita. Il re fa setacciare l’intera città, ma invano, allorchè interviene il saggio astronomo di corte Conone, il quale per tranquillizzare gli animi risolve l’arcano affermando che la splendida treccia è così piaciuta a Zeus, che l’ha voluta imprimere per sempre nel firmamento, in modo che tutti possano ammirarla. Da qui il nome della costellazione.
Questa leggenda verrà poi ripresa prima dal poeta latino Catullo e successivamente dall’autore inglese Alexander Pope nella sua “The rape of the lock” che significa appunto “Il furto della ciocca”.

Silvia Pascucci

L’Ammasso della Chioma

Come dicevo nell’introduzione questa costellazione non è appariscente dal momento che le sue stelle sono tutte al di sotto della quarta magnitudine, ma già con un buon binocolo e con un cielo scuro, lontano dalle luci della città si potranno iniziare a vedere parecchie stelline e addirittura qualche punto debolmente luminoso delle più luminose tra le galassie costituenti il cosiddetto Ammasso della Chioma che consta di circa 1000 galassie poste a quasi 350milioni di anni luce da noi.

La Chioma di Berenice

Con questa foto dal programma Stellarium vediamo che effettivamente nella costellazione non vi sono stelle molto appariscenti, ma c’è una specie di cascata di puntini luminosi. Tra queste stelle solo le tre più brillanti hanno ricevuto la denominazione classica (α, chiamata anche Diadem, β e γ), mentre tutte le altre stelle sono state classificate come di consueto secondo la numerazione di Flamsteed con dei semplici numeri, per poi proseguire con la numerazione del catalogo Hipparcos.

La chioma di Berenice in 3D

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L'Applet della costellazione della Chioma in 3D

Con il nostro programma possiamo vedere come di consueto la costellazione da un punto di vista assolutamente inconsueto, potendo sbirciare dietro al foglio le stelle che se ne distaccano a seconda della loro distanza in anni luce (tasto “N”). Se pensate che quella specie di “V” inclinata non rappresenti degnamente una Chioma, allora affidiamoci come sempre ad H.A.Rey: premendo il tasto “F” scopriamo che nemmeno lui era riuscito a dare un’interpretazione migliore di una ciocca di capelli. O forse sì… ma io non riesco a vederla…

Il Sole da β Com

Tra queste stelle rappresentate ce n’è una (β Com) abbastanza vicina a noi, con i suoi circa 30 anni luce. Vista la vicinanza di questa stella possiamo aspettarci che il Sole appaia di una grandezza rispettabile se osservato da una zona vicina a quella stella: la conferma l’ho avuta dai miei amici betacomici che mi hanno fornito la foto (anche loro usano Celestia) dove si vede il Sole brillare di $magnitudine$ 4 in una zona di cielo (abbastanza ovviamente) Australe. A netto contrasto con il loro nome, i betacomici sono dei personaggi sempre tristi, musoni, per cui non ho perso nulla a lasciarli subito a favore di un’altra popolazione nettamente più quarantacomare (che poi sarebbe l’equivalente di solare) della stella 40 Com.

La grande 40 Com

Questa stella risulta ben 165 volte più grande del Sole e qui la vediamo come sempre dalla distanza standard di 10 UA, per poterne verificare la grandezza. Questa stella è seguita a ruota da 32 Com con 122x e da 4 Com grande 56 volte il Sole. Seguono infine un’altra dozzina di stelle il cui diametro scende da 40 a 10 volte la nostra nana gialla.

Immagini della Chioma

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Prima di tuffarci in un mare di foto vere (realizzate dall’HST nel corso degli ultimi anni), vediamo insieme come gli antichi rappresentavano la costellazione a paragone con i “moderni”.

La Chioma nell’Uranometria

La chioma secondo Beyer: la troviamo in basso a destra, all’interno della rappresentazione di Bootes

La Chioma secondo hevelius

La chioma secondo Hevelius: la troviamo anche qui in basso a destra, dopo aver rovesciato come al solito la rappresentazione di Bootes

La Chioma secondo Stellarium

La chioma infiocchettata, secondo Stellarium

Una galleria di meraviglie

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Io sono rimasto a bocca spalancata a vedere tutte queste foto: già così sono spettacolari, ma se volete gustarle in alta definizione allora cliccate con il mouse su ognuna di esse! Nella pubblicazione non ho seguito nessun criterio: magari potremmo indire una gara dando la nostra preferenza ad una galassia piuttosto che ad un’altra… Poi ci pensiamo!

L’ammasso globulare M53

La $galassia$ a spirale M64, nota anche come Black Eye Galaxy

La $galassia$ lenticolare M85

La $galassia$ a spirale M88

La $galassia$ a spirale barrata M91

La $galassia$ a spirale M98

La $galassia$ a spirale M99

La $galassia$ a spirale M100

La $galassia$ a spirale barrata NGC4274

La $galassia$ a spirale barrata NGC4314

La $galassia$ a spirale NGC4414

La $galassia$ a spirale NGC4559

La $galassia$ a spirale NGC4565 vista di taglio

La $galassia$ a spirale NGC4725

L’ammasso globulare NGC5053

Riprendiamo fiato e concludiamo l’articolo!

Il nome della rosa, anzi del diadema

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Come detto una sola stella della Chioma di Berenice ha un nome.

  • Diadem (α Com): con chiaro riferimento ad un diadema che impreziosiva la ciocca di capelli

Tutto qui…

Quando possiamo osservare il ricciolo di Berenice?

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La Chioma di Berenice è una costellazione Boreale, per cui è possibile seguirla in un arco di tempo molto grande. Se i primi di febbraio ci mettiamo all’aperto alle ore 21, potremo vederla sorgere a nordest. A quella stessa ora potremo, sera dopo sera, vederla sempre più alta nel cielo per arrivare al culmine verso giugno, ma allora dovremo aspettare che faccia più buio per osservarla, verso sud a più di 70° di $altezza$. Infine arriveremo a vederla tramontare a fine settembre, guardando verso nordovest.

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6 Commenti

  1. Che bello se si potessero vedere così con i propri occhi con un normale telescopio… 🙁

    M53 è davvero impressionante in HD!

  2. M53 merita di stare nel desktop… 😎
    però anche le altre non sono da meno! 😮
    allora tutte sul desktop a rotazione!!! 😉

  3. Spezzo una lancia a favore di NGC4314 ! Sembra una galassia “natalizia” con tutte quelle stelle blu e rosse disposte sul bordo esterno!
    Ma ci sarà un motivo perchè son tutte disposte così? L’età?

  4. molto interessante, adesso che sono in pensione posso permettermi di PERDERE TEMPO e dedicarmi a ciò che mi interessa laura