MARTE – la miniserie del National Geographics (seconda parte)

In questo articolo concludo la mia recensione della mini-serie “Marte” del National Geographics.

Ma dove si trova Olympus Town?

Era un dubbio che avevo da parecchie puntate: andando nel sito della IMSF, sono riuscito a trovare una mappa, che però nel telefilm non appare, in cui è indicata la posizione di Olympus Town (ben all’interno della Valles Marineris) e del fronte della tempesta di sabbia che si sta avvicinando

la posizione di Olympur Town
la posizione di Olympur Town

In base a questo diagramma, l’insediamento umano si trova più o meno al centro di questa regione (tratta dalla mappa interattiva di Marte, della NASA) in prossimità del punto C che avevo indicato nella prima parte.

la mappa della zona tratta dal sito della NASA
la mappa della zona tratta dal sito della NASA

Se ricordate, in base alla mappa a falsi colori, quella che in questa mappa satellitare sembra una pianura, in realtà è una superficie che degrada in discesa da sinistra verso destra: a sinistra si vede la punta della mini dorsale che si trova più o meno al livello “del mare”, per sprofondare a 3000 m sotto il livello di riferimento nei punti che si trovano sulla destra: a metà strada siamo all’incirca a -1500m e poi dobbiamo scendere ancora più sotto, attraverso il tunnel di lava.

Le vicende si complicano ulteriormente per cause puramente umane e si arriva alla fine a…

L’ultima puntata

Sette scienziati hanno trovato la morte a causa dell’apertura del portellone esterno da parte del botanico (deluso, affranto e oramai decisamente fuori di testa) : a causa di questi eventi sulla Terra si inizia a valutare la possibilità di interrompere del tutto la missione forzando il rientro di tutti gli scienziati finora arrivati su Olympus Town.

Nel frattempo due tecnici erano andati a controllare il vecchio insediamento superficiale e tra le apparecchiature che erano state battute dalla tempesta di sabbia trovano un qualcosa di strano (nel dialogo tra i due si parla di “rugginecristalli di aragonitequalcosa che ha reagito con l’acqua uscita dal filtro di condensazionequalcosa portato dalla tempesta“)

qualcosa di strano tra gli apparecchi esposti alla tempesta
qualcosa di strano tra gli apparecchi esposti alla tempesta

Ovviamente portano questi campioni al laboratorio per le analisi.
Voltandosi, la tipa alza lo sguardo al cielo dicendo “Phobos e Deimos“, dopodiché viene mostrata questa panoramica di una giornata che volgeva oramai al tramonto

Phobos visto al tramonto dalla superficie di Marte
Phobos visto al tramonto dalla superficie di Marte

In realtà in questa foto riesco a vedere solo Phobos (che di notte ha una magnitudine intorno a -8), ma non Deimos (la cui $magnitudine$ è invece intorno alla -4). Ma forse è solo un problema di dettaglio dell’immagine, tutto meno che ad alta risoluzione!

Per favorire il rientro degli astronauti, viene deciso di utilizzare anche la vecchia astronave Daedalus, che durante il primissimo atterraggio aveva subito danni ed era stata recentemente esposta alla tempesta: viene effettuato un sopralluogo nel sito di atterraggio, per poter riattivare e riparare la nave spaziale.

la Daedalus rimasta in piedi anche dopo la terribile tempesta
la Daedalus rimasta in piedi anche dopo la terribile tempesta

Entrati al suo interno, gli astronauti ritrovano l’ambiente in cui avevano vissuto per tutto il tempo del viaggio di andata quattro anni prima e che era rimasto come loro l’avevano lasciato:

l'interno della Daedalus così come l'avevano lasciato 4 anni prima
l’interno della Daedalus così come l’avevano lasciato 4 anni prima

Questa sequenza ricorda vagamente le vicende dell’astronave Discovery, quando viene riattivato HAL 9000, già … 27 anni prima, nel 2010…

Senza fare ulteriori spoiler, dico solo che dopo varie riunioni  sulla Terra sembra che la decisione di far ritornare tutti gli astronauti sia oramai un dato di fatto. Con un sapiente alternarsi di scene che si svolgono sulla Terra e su Marte, si vede dapprima il quartier generale della IMSF, dove davanti ad una platea di giornalisti in attesa dell’annuncio sul futuro della missione, fa il suo ingresso la gemellina “terrestre” dal volto impenetrabile

la gemellina dai capelli lunghi sta per dare l'annuncio
la gemellina dai capelli lunghi sta per dare l’annuncio

mentre sulla superficie di Marte si vedono tre astronauti che effettuano una ricognizione in una zona di Marte battuta dalla tempesta, dove trovano un qualcosa molto simile a quanto trovato in precedenza, evidentemente trasportato dalla tempesta

il ritrovamento di qualcosa di già visto prima
il ritrovamento di qualcosa di già visto prima

Siamo all’epilogo: mentre su Marte si vede la biologa raggiante a seguito dell’analisi dei campioni

la biologa raggiante per la scoperta
la biologa raggiante per la scoperta

sulla Terra, l’annuncio della gemellina lascia tutti a bocca aperta

la gemellina sorridente durante l'annuncio
la gemellina sorridente durante l’annuncio

Grazie al sito dell’IMSF sappiamo che è il 20 dicembre del 2037: una data storica.

 

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15 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Io una critica agli sceneggiatori la muovo: va bene che in una missione del genere ci siano rischi non previsti, però qui siamo arrivati ai toni d'una tragedia greca!

    "L'ottimismo è il sale vita!", diceva Tonino Guerra... sotto tale aspetto, qui siamo sull'insipido come le pietanze di mia moglie (); peccato, perché lo show è tutt'altro che insipido. Una buona notizia, dopo tanta micragna: la grande scoperta!

  2. Io sono rimasto un po' deluso da due fattori, in primis il fatto del portellone... cosa ci faceva lì? Se non sbaglio l'ingresso principale era provvisto ovviamente anche di una camera intermedia di decompressione... quindi a cosa doveva servire questa porta secondaria? Così facile da aprire per di più! Tanto valeva mettere una semplice porta con maniglia anti-panico per agevolare l'uscita...
    La scoperta della biologa invece non è che mi sia dispiaciuta, ma l'ho trovata un po' troppo romanzata per una serie che comunque doveva essere un documentario. Comunque in generale sono rimasto molto soddisfatto, senz'altro da vedere!

  3. in effetti anche io ho pensato che tutti i portelloni verso l'esterno DEVONO avere una camera stagna e come minimo dovrebbero avere una sicurezza che impedisca l'apertura se non abilitata da un comando centrale... uno arriva lì, crede di andare al bagno e ...

    è che ancora non ci sono ragazzini di mezzo che scorrazzano qua e là per la base!!
    intorno al 2043-44 sai quante stragi di scienziati a causa di (sicuri) bimbi irrequieti che toccano di tutto e di più...

    già... a pensarci bene mai nessun film di fantascienza ha affrontato questo problema, che viceversa non dovrebbe essere assolutamente sottovalutato!!
    tutte le volte che si vedono bambini (mi vengono in mente Newt di Alien 2, quelli terribili di Screamers, quelli della serie Ascension, ecc ecc) sono già grandicelli e consapevoli di quello che potrebbero combinare... tanto ci pensano i botanici ad uscire fuori di testa e a combinare guai!!!

    comunque sarebbe carina una seconda stagione... chissà...

  4. Di buono...molto buono c'è che non siamo nemmeno vicini alla solita "americanata" piena di scenografia ridicola e navicelle più o meno improbabili..e direi finalmente!!! E' un docu-film riuscito per adesso veramente bene, anche io sono alla terza puntata e fino ad ora devo dire che è vero come dici tu, a un certo punto ti immergi completamente nella storia e sembra di viverla in prima persona...Ammetto che ho provato davvero una sorta di empatia per i personaggi che raccontavano cosa "lasciavano a Terra"...Sono però un pò deluso, perchè pur riconoscendo che la missione è altamente pericolosa a livello umano, non ci ho visto di buon occhio la morte del capitano, insomma, c'è già una marea di gente che critica tutte le spese che vengono fatte per le missioni spaziali (piuttosto che usare soldi per curare i malati etc etc etc....), se poi ci si imbatte in una morte di uno dei protagonisti, apriti cielo! La fortuna è che chi commenta in quel modo di solito non è per nulla interessato alla materia e a questo genere di film!! :-)

    Speriamo in più stagioni!!!!

  5. Ho visto una puntata e mezza.

    Carino, ben fatto, ma troppo sfigati.

    Per quale motivo si dovrebbe spaccare il supporto delle ruote del Rover dopo 50 km su un terreno sabbioso quando magari sulla Terra era stato testato per resistere a cose ben peggiori.
    Era Fiat ?

    Più facile avere l'astronave schiantata da un NEO durante la traversata.....

    Perchè si preoccupavano tanto se all'esterno c'erano -35 °C di giorno e -70°C di notte.
    Le tute o proteggevano oppure no. Mica le avranno prese da Ikea ?

    Stasera (fa troppo freddo per alzare ...il tubo al cielo) mi vedo il seguito....

  6. Citazione Originariamente Scritto da Disnomia Visualizza Messaggio
    Ho visto una puntata e mezza.

    Carino, ben fatto, ma troppo sfigati. [...[
    Sfigati....oddio non parlerei proprio di sfigati...Alla fine tra tutte le possibilità che avevano di raggiungere il punto di atterraggio corretto, avevano anche fatto i conti con tutte le possibili difficoltà che avrebbero trovato. Sovraccaricare il rover con il materiale in eccesso e loro avrebbe portato ad avere problemi, il terreno non definibile pianeggiante e liscio, avrebbe potuto causare danni anche di non poco conto, io trovo che il tutto sia di un realismo incredibile; in fondo quel problema potrebbe anche presentarsi veramente un giorno su Marte, non possiamo essere sicuri che la missione sia a rischio e problematiche 0. Per cui, molto realistico anche questo problema del rover, così come molto realistico il tutto fino ad ora.

  7. Che dire? L'unico incidente con perdite del programma spaziale americano si è verificato a terra. L'equipaggio dell'Apollo 13 è rientrato incolume nonostante tutto...

    Marte è una storia futuribile, scientificamente e tecnologicamente sostanzialmente corretta, ma paga lo scotto delle esigenze narrative e di copione (sceneggiatori sadici?).
    Sembra quasi una scommessa su chi sarà il prossimo a morire.

  8. Vabè passi il rover sfiga pura (che pensavano di trovare un'autostrada ?).

    Le buche di Roma sono moooolto peggio (giro in scooter ne so qualcosa).

    E' vero che era sovraccarico ma la gravità è molto più bassa.
    Perchè allora non si sono divisi e 3 non sono rimasti nella nave madre e 2 + il ferito
    partivano alla ricerca del campo ? Avevano più possibilità.
    La perdita peggiore è stato il comandante.
    Spesso, come in guerra, chi prende le decisioni giuste in una frazione di secondo in situazioni critiche
    inaspettate è quello che salva una missione.

    E poi i cunicoli di lava con ingesso orizzontale : come lo hanno trovato da terra con le immagini satellitari lo potevano fare anche prima come piano B nel caso non le trovavano coi droni.
    Hanno avuto tempo dal 2016 al 2033 per farlo. Dato che la missione era tutta li....
    Perchè cercarli quando sono rimaste 10 ore d'aria a causa di un'incendio ?
    E cosa ha preso fuoco, la grappa ?
    E' tutto ignifugo la dentro.


    Forse sono troppo critico.....ma volendo di punti deboli se ne trovano tanti.....

    (Scusate ma sono appassionato di fantascienza dagli anni 70....e ho letto tutto quello che c'era da leggere,
    la mitica serie Urania li ho letti tutti e molti 2-3 volte....)

    E sono a 2 puntate e mezza....

  9. Anch'io concordo: troppi punti deboli per un film/documentario con intenti scientifici e informativi.
    In effetti già l'incendio è molto poco plausibile, ma il portellone con accesso diretto all'esterno è imperdonabile.
    Ma per quale ragione qualcuno potrebbe aver necessità di aprire una porta sull'esterno senza camera di decompressione?
    Forse in sostituzione dei famosi tasti di autodistruzione?
    Mah!

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