La costellazione della Lira

Siamo arrivati ad una costellazione estiva con una stella molto appariscente, Vega. Ma ancora una volta incontreremo delle sorprese che fanno tornare alla mente il motto “non è oro tutto quello che luccica”. Vediamo insieme il perché.

Questa serie di articoli fa uso del Simulatore di costellazioni in 3D, descritto in questo articolo. Se si dovessero riscontrare problemi nel caricamento delle pagine, scaricare manualmente l’ultima versione di JRE (Java Runtime Environment) all’indirizzo:
http://www.java.com/it/download/index.jsp


Una costellazione quasi alla rovescia

La costellazione della Lira

La Lira è una costellazione che ci accompagna nelle calde notti estive, riconoscibile per quel faro notturno che è la splendente Vega. In alcuni casi arriva fin quasi allo zenit, per cui il torcicollo è assicurato, a meno che non ci si stenda per terra, magari in spiaggia, ad ammirare la volta celeste, dominata (laddove non ci siano troppe luci) dalla Via Lattea. Vega è molto luminosa (di magnitudine 0) ed è una delle stelle più vicine al Sole (appena 26 anni luce, dietro l’angolo se pensiamo alle scale cosmiche) e questo ha fatto nascere racconti di immancabili alieni e storie di fantascienza tra le quali ricordo sempre con piacere il libro prima, diventato film poi, dell’indimenticato Carl Sagan, “Contact”.

A chi si fosse domandato il perché del titolo così strano, rispondo che lo scopriremo insieme: il cielo è pieno di meraviglie ma anche di apparenti paradossi che si scoprono solo facendo certi studi oppure considerando fattori e situazioni di solito trascurate.

Accendiamo i motori

torna all’inizio

Vega da 1 UA

Visto che sto parlando di Vega, anticipiamo i tempi, scaldando i motori della nostra astronave Celestia e rechiamoci dalle sue parti per conoscerla meglio. E qui nasce la prima parziale delusione: se ci poniamo infatti ad 1 UA (che ricordo essere la distanza della Terra dal Sole), Vega ci appare molto brillante, azzurra, ma decisamente piccola rispetto ai mostri che abbiamo incontrato nelle scorse puntate. Leggiamo insieme: questa stella ha un raggio di appena 2.7 volte il nostro Sole e dunque il fatto che appaia così luminosa è dovuta alla sua relativa vicinanza alla Terra.

il Sole visto da Vega

Già sappiamo però che una distanza così piccola fa si che il nostro Sole possa essere visibile da parte degli astronomi Veghesi : infatti vediamo che la nostra stella brilla di $magnitudine$ 4.2 ed è situata nella volta celeste in una zona ricca di stelle del nostro cielo Australe (su tutte Canopo, di $magnitudine$ -0.45, la più brillante da quelle parti) con un’intrusione da parte della famosissima stella Sirio (un po’ più debole, di $magnitudine$ 1.5), grazie al fatto che anche lei è molto vicina sia al Sole che a Vega (poco più di 33 anni luce) e perciò pensando sempre al cielo tridimensionalemente è facile ritrovarsela in altre posizioni della volta celeste locale.

Parlando di 3D…

torna all’inizio
L'Applet della costellazione della Lira in 3D - thumb

… è giunto il momento di lanciare il nostro programma delle costellazioni in 3D, che ci consente di vedere le stelle dietro al foglio che rappresenta la costellazione: la Lira è piccola, con poche stelle, delle quali solo alcune hanno un nome assegnato dagli Astronomi dell’antichità (che ricordo possiamo vedere premendo la barra dello spazio). La rappresentazione della costellazione non è particolarmente avvincente e tutto sommato non lo è nemmeno quella del compianto H.A.Rey (premiamo il tasto “f” per vederla) che di altre costellazioni invece sappiamo aver dato una rappresentazione molto intrigante e convincente: in questo caso con tutta la buona volontà non riesco proprio a vedere una Lira (intesa ovviamente come strumento musicale antico, non come la vecchia valuta). Se ci riuscite voi, segnalatelo!

Come sempre ora ruotiamo la mappa stellare fino a portarla di taglio, in modo da poter apprezzare meglio la profondità di $campo$ della situazione, approssimata, ma che comunque dovrebbe rendere l’idea. Anche in questo caso la costellazione contiene stelle sparpagliate casualmente nel cielo in 3D e senza raggruppamenti fisici di stelle, a parte le due coppie di stelle (ε Lyr e ζ Lyr) delle quali parleremo più diffusamente, specie delle prime in un’altra sede.

Lo devo ancora ripetere? Melius abundare quam deficere: anche questa costellazione è formata da un raggruppamento casuale di stelle che la formano solo perché hanno la ventura di trovarsi prospetticamente nella stessa zona del cielo. Potete infatti vedere (col tasto “n”) che le distanze sono tutte variabili tra i 26 anni luce di Vega e i 1500 e rotti di λ Lyr, con l’unica eccezione (assolutamente fortuita) di due stelle, già distanti sulla volta celeste, ma entrambe a 238 anni luce (κ Lyr e la stella ν Lyr, che effettivamente nello spazio distano tra loro 36 anni luce).

Torniamo al titolo

torna all’inizio

Come anticipato all’inizio dell’articolo anche questa piccola costellazione ci riserva delle sorprese a cui arriviamo passo passo: ritorniamo al concetto di base di “costellazione”. Con questo termine ovviamente si intende un raggruppamento di stelle basato sulla tradizione di secoli di osservatori che dovevano pur distinguere in qualche modo una stella dalle altre. Tutto ciò è da sempre stato basato sulla luminosità delle stelle: salvo rarissime eccezioni, la stella più luminosa di una costellazione viene denominata α, la seconda β e così via fino ad ω, la ventiquattresima. Poi si è passati ai numeri (la famosa 119 Tau ne è un esempio), a sigle, eccetera. Ma il concetto di base è la luminosità, l’unico parametro che permetteva di distinguere una stella da un’altra, a parte il colore.

Man mano che la scienza e la tecnologia progrediscono ecco che appaiono parametri di valutazione, di classificazione delle stelle finora inimmaginabili: tra questi abbiamo ad esempio la temperatura superficiale, la classe spettrale, la dimensione. Proprio su quest’ultimo dato si basano i miei ragionamenti, come è ovviamente stato chiaro fin dalle prime puntate: non intendo certo creare una rivoluzione nel modo di vedere le costellazioni, ma voglio solo sottolineare un aspetto che non è mai stato considerato sufficientemente. Le stelle hanno una loro dimensione che è senz’altro divertente oltreché istruttivo tirare in ballo per magari guardare con occhio diverso le stelle, lassù nella volta celeste.

Nella costellazione della Lira, se ci si basa sulla dimensione delle stelle si notano delle particolarità curiose: Vega è stupenda, ogni volta che la osservo insieme alle altre stelle rimango meravigliato da tanta bellezza della natura. Ma se analizziamo la dozzina di stelle della Lira da punto di vista della grandezza scopriamo che l’α Lyr è addirittura la più piccola, con quel valore di 2.7 raggi solari che abbiamo visto in precedenza. La stella Sheliak, la β Lyr è grande 31 volte il Sole, Sulaphat 15 volte, δ2 Lyr è addirittura 250 volte il nostro Sole.

Confronto delle stelle della Lira

con altre stelle note

Ma invece di altri numeri, guardiamo questo diagramma di confronto tra le grandezze delle stelle: è sempre lo stesso che ogni volta modifico, lasciando sempre poco di quanto visto in precedenza. Ricordate il Cigno con i suoi 11 mostri? Non potevo certo portarmeli appresso ogni volta ed anche adesso, solo per mostrare quanto sono grandi le stelle della Lira, ho dovuto fare un po’ di pulizia! Analizziamo dunque il diagramma: la trovate Vega sulla sinistra? Bene! Proseguendo verso destra ho messo le altre stelle, saltando δ2 che ho dovuto spostare in alto perché troppo grossa, passando per θ Lyr (59x), λ Lyr (88x) e ripiegando verso l’alto con la variabile R Lyr (170x). Sembra davvero che la costellazione è al contrario! Ecco che la stella θ, che è l’ottava in graduatoria come luminosità, è quasi due volte Aldebaran, così come λ Lyr (fate il conto voi in che ordine si trova nella costellazione) è molto più grande di Rigel, la bellissima stella della bellissima Orione. Trovo che tutto questo è molto ma molto affascinate oltre ad essere inatteso: man mano che scrivo questi articoli io stesso scopro cose che non immaginavo nemmeno.

Un tuffo nell’arte

torna all’inizio

Confronto tra capolavori

Mi è venuto in mente un paragone un po’ più terreno: quanti di voi, me compreso, non espertissimi d’arte, potrebbero dire con certezza quant’è grande il quadro della Gioconda ? E la Dama con l’ermellino ? Guernica ? L’Urlo di Munch? Ho citato assolutamente a caso quattro capolavori, che magari vediamo come riproduzioni tutte uguali, scalate, in una galleria di immagini sul nostro PC. Di Guernica so che è grande, ma ricordo ancora lo stupore quando ho saputo che la tela della Gioconda è di 77x53cm o meglio 53×77 per come siamo abituati alle dimensioni dei nostri monitor o delle immagini sui PC (orizzontale x verticale): la dimensione orizzontale è 20 pollici, più piccola della diagonale del mio monitor da 22″… Uno la vede in foto e si immagina altro… L’Urlo di Munch è un po’ più grande (73×91), la Dama con l’ermellino è più piccola della Gioconda (40×55): e pensare che a Roma per tanto tempo è apparsa su manifesti murali e sui mezzi pubblici e (se uno non la conosce per averla vista con i propri occhi) non era dato valutarne le dimensioni esatte. Guernica ? Un olio su tela da 782×350 cm, enorme. Ecco quindi il punto: studiando i quadri sui libri, vedendoli nelle riproduzioni, uno probabilmente non si riesce a rendere conto delle dimensioni. E qui ovviamente non discuto sulla bellezza dei capolavori d’arte, ma sulla loro grandezza fisica.

Tornando alle stelle, magari sarebbe il caso di creare il “Comitato per la rivalutazione di stelle dimenticate o forse mai conosciute“, come pure la “Commissione per la svalutazione di stelle solamente luminose“: sto ovviamente scherzando perché la base delle mie farneticazioni è la dimensione fisica. Tutt’altro accadrebbe tirando in ballo la luminosità intrinseca delle singole stelle, un altro parametro che grazie alla “$magnitudine$ apparente” mette un’altra volta in riga le stelle facendone spiccare alcune ed affossandone altre. Come ho detto fin dalla prima puntata, ho dovuto effettuare delle scelte nel parlare delle costellazioni ed una è stata quella di considerare in primis la dimensione, trascurando completamente la $magnitudine$ apparente, la classe spettrale (se non per il colore delle stelle nei diagrammi) e tante altre caratteristiche che avrebbero portato alla scrittura di un libro per ogni costellazione.

La raffigurazione della Lira

torna all’inizio

Così come la costellazione, anche il mio articolo sembra andare alla rovescia: ora vediamo la rappresentazione della Lira secondo l’Uranometria, Hevelius e Stellarium, come ho fatto sempre.

la lira nell’uranometria

La lira con dietro un’aquila

Lira secondo Hevelius

anche qui una lira con dietro un’aquila

la lira secondo stellarium

qui invece c’è solo la lira

I nomi delle stelle

torna all’inizio

Ecco il significato delle stelle della costellazione della Lira.

  • Vega (α Lyr): dall’arabo, l’aquila che attacca
  • Sheliak (β Lyr): dall’arabo, l’arpa
  • Sulafat (γ Lyr): dall’arabo, la testuggine
  • Aladfar (η Lyr): dall’arabo, gli artigli dell’aquila
  • Al Athfar (μ Lyr): dall’arabo, gli artigli dell’aquila

Il nome della stella Sulafat deriva dal fatto che anticamente la cassa armonica di una lira era fatta con un guscio di testuggine, mentre sugli artigli c’è da dire che sono un po’ troppo in alto ad esempio rispetto alla rappresentazione dell’Uranometria: forse il tutto andrebbe a posto se l’aquila e la lira fossero disegnate al rovescio…

La famosa M57

torna all’inizio

Non possiamo parlare della costellazione della Lira senza citare la famosissima $nebulosa$ ad anello, la celeberrima M57, qui fotografata dall’Hubble Space Telescope. Si trova più o meno a metà strada tra Sheliak e Sulafat e richiede un telescopio di apertura importante per poterla fotografare: con aperture amatoriali si può già veder un dischetto, però senza tanti particolari, ammesso di effettuare l’osservazione in zone senza luci intorno.

Messier 57

Dove e quando osservare?

torna all’inizio

La costellazione della Lira è tipicamente visibile l’estate e l’autunno: alle 21, un orario comodo, è visibile nei mesi che vanno da maggio (quando si vedrà bassa sull’orizzonte a NE) fin verso Natale (quando stavolta starà tramontando a NW). Il culmine, con la Lira a Sud, si ha invece all’inizio di settembre, quando a quell’ora e alle nostre latitudini si troverà quasi esattamente allo $zenit$, sopra le nostre teste!

I commenti di questo post sono in sola lettura poichè precedenti al restyling del 2012. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nostra community. Ti aspettiamo! : )

21 Commenti

  1. Scusa Pierluigi, forse ho male interpretato una cosa.
    Nella figura dove appare Vega ad 1 UA, non è che volevi dire 1 anno luce? Mi sembra un po piccola per una sola UA in rapporto a come vediamo il Sole.

  2. no, è tutto corretto!
    devi pensare che noi tutti i giorni vediamo (da 1 UA) il Sole come la nostra stella del giorno, che ci dà luce, calore e vita, ma in realtà (a guardarla bene) ha un diametro di appena mezzo grado sulla volta celeste.
    Vega, invece ha un diametro che è 2.7 volte quello del Sole, in cifre il valore di 1°25′ riportato dalla foto! 😉

  3. per il fatto che l’asse terrestre si muove, ho sentito dire che sarà vega la stella solare del futuro vero?

  4. A Sandro. Anch’io ho notato che le stelle come le mostra Celestia sembrano piccole. Secondo me dipende dal fatto che non c’è atmosfera. A noi il Sole sembra molto grande perchè l’effetto dell’atmosfera lo dilata, se lo vedessimo dallo spazio sembrerebbe più piccolo. Correggimi Pierluigi se sbaglio.

  5. 🙄 Ehm… nella foto del Sole visto da Vega non riesco proprio ad individuarlo..il Sole! Non si potrebbe indicarlo come le altre stelle?

  6. A Moreno: dovrebbe essere la stellina gialla proprio al centro della foto, a sinistra di Sirio, senza altre stelle attorno. Certo che visti da fuori siamo ben poca cosa.

  7. @tutti
    tenete presente che quando fotografo la posizione del Sole da un’altra stella, il Sole è sempre al centro dello schermo: se è debole non c’è freccetta che tenga! Non si vede!
    La freccetta l’ho usata solo una volta, ma non mi piace modificare la bellezza di foto ricche di stelle e altri oggetti! Il fatto poi che non appare nemmeno il nome (“Sol”) è perchè Celestia accende i nomi solo per le stelle più luminose, sennò poi la foto diventerebbe un tappeto di nomi! 😉
    @Mario
    Celestia è molto fedele nel rappresentare i dischi delle stelle: devi pensare che il Sole è appena MEZZO GRADO di ampiezza!!! A noi sembra grande solo per una questione psicologica (come accade per la Luna) e l’atmosfera non c’entra niente! 😉
    Il Sole così come lo vediamo da Terra è esattamente uguale anche fuori dall’atmosfera! 😉

  8. che poi celestia permette di rappresentare le stelle in tre modi:
    dischi in scali
    sfocati
    e un altro che ora non ricordo :mrgreen: forse tutti i puntini uguali

  9. Bellissimo il 3D,ottimo articolo!
    Pierluigi tu che sei l’esperto delle costellazioni,mi puoi dire quale sono quelle con più galassie?
    E anche per favore se hai già pubblicato un articolo che ha per tema una costellazione con molte galassie?
    Grazie e come sempre ciao a tutti
    🙂

  10. @Raffaele
    una costellazione molto ricca di galassie e nebulose è il Sagittario, il cui articolo uscirà subito dopo il prossimo, la Bilancia.
    Nei miei articoli, per scelta redazionale e personale non mi intrattengo molto sugli oggetti deep sky (galassie e nebulose) e di solito pubblico qualche foto degli oggetti più rappresentativi… 😉

  11. @Raffaele e Pierluigi Panunzi: Un’altra costellazione molto ricca di galassie è quella della Vergine, dove risiede il centro di massa del super ammasso locale.
    Sono più o meno 2000 galassie, concentrate tra la Vergine e la Chioma (tanto per intenderci, il confine della Vergine dove c’è l’ala settentrionale).
    Ho visto delle foto molto belle… 😎

  12. Grazie a Pierluigi e Red per le informazioni sulle costellazioni ricche di galassie aspetterò con trepidazione la pubblicazione degli articoli suddetti.
    Ciaoooo! :mrgreen:

  13. 🙁 …Niente, proprio non riesco a capire dov’è la nostra “stellina”….sù Pier, d’accordo sulla bellezza e “purezza” della foto, ma mi “frustra” non sapere dov’è il Sole….e magari fargli un cerchietto? :mrgreen:

  14. @MorenO
    va bene!! vedrò di modificare le foto dei prossimi articoli, ma anche di questo 😉 e dei precedenti!! 😀 😉
    Questa foto è una delle poche in cui il Sole è ben visibile…
    Fino a che non avrò fatto le modifiche (riprova stasera o domani!) scaricati la foto sul PC e con un qualunque programma (anche Paint) traccia le diagonali: il loro punto di intersezione è proprio il Sole! che è un bel pallino! 😉
    penso che invece di un “cerchietto” (tipo Stellarium) metterò una più classica “crocetta aperta al centro” (tipo Celestia) …

  15. Ohhh, finalmente.. 🙂 grazie mille Pier, “quant’è umano Lei” :mrgreen: :mrgreen: e infatti ero convinto che il nostro astro fosse quello a sx leggermente in alto rispetto a Sirio 😳

  16. Beh … non è stato difficile aggiungere una freccia, usando nientemeno che Adobe Illustrator… 😯
    praticamente è come se avessi usato un aeroplano per andare a comprare un giornale… l’importante è il risultato! no?! 😉
    ho inserito una freccetta anche in altre foto delle costellazioni già presentate finora… 😉