Ne vale la pena? E’ ora di uscire allo scoperto..

Qualcuno me lo aveva chiesto e alla fine mi ero convinto a partire in quarta. Soprattutto leggendo certe domande che non riescono a nascondere un livello di conoscenza della fisica pari quasi a zero. E senza fisica, l’astrofisica perde di significato. Tuttavia… comincio ad avere ripensamenti. E’ veramente dura cercare di parlare di fisica mettendomi nei panni di chi non ha basi matematiche. Sono giunto a un bivio e vorrei fare il punto della situazione e porvi una domanda.

newton
i dubbi di Newton non finiscono mai: dinamica oppure no? Mah...

Sì, è proprio una faticaccia. Sto per concludere la cinematica. Avevo, infatti, deciso di limitarmi (almeno per ora) alla meccanica classica. Ossia allo studio della cinematica, della dinamica e della statica. Niente relatività, quindi, né termodinamica né elettromagnetismo e cose del genere.

Tuttavia, vi assicuro che la cosa è tutt’altro che banale. Soprattutto se si cerca di spiegare tutto, ma proprio tutto, senza dare niente per scontato. Ho scelto un approccio estremamente “leggero” in modo che si riesca a leggere come una specie di romanzo (o favola) e non come un testo freddo e rigoroso. Ho dovuto escludere il calcolo differenziale (ci voleva un libro solo per lui), ma penso di riuscire a toccare, comunque, tutti i problemi più interessanti, trattandoli solo con la matematica elementare e con il ragionamento assistito.

Ovviamente, questa scelta rende ancora più difficoltosa la scrittura e la spiegazione completa. Vi sono molte formule, dato che la fisica ha bisogno di un suo linguaggio preciso e uguale per tutti. Fermi tutti! Immagino già le facce di qualcuno e i suoi pensieri: “Io non ho mai capito niente di matematica. E’ la mia bestia nera. Non riesco proprio a digerirla. Non ci sono tagliato. Ho fatto altri studi. E’ una materia troppo lontana dal mio modo di vedere”. E via dicendo…

Ebbene, a questi, dico che sbagliano completamente e gli dimostro perché.

Dobbiamo innanzitutto pensare che la matematica è un lingua, magari straniera per molti, ma l’unica che può spiegare semplicemente e precisamente le leggi della Natura che ci circonda, ossia la Fisica.

Per quanto ne so io, vi sono bambini, in età prescolastica, che riescono senza problemi a imparare due lingue straniere e magari anche tre. Non parliamo poi degli adulti. Nessuno dice che la lingua gli è indigesta o che non riesce a capirla. Al massimo può dire che gli ci vuole più tempo. Tuttavia, chiunque, laureato o no, sia stato in un paese straniero per qualche mese, è sicuramente in grado di parlare e capire il nuovo linguaggio. Guardiamo gli extracomunitari che sono arrivati da noi, e l’italiano non è certo una lingua facile.

Come si può imparare una lingua straniera così si può imparare la lingua della Fisica, l’unico linguaggio veramente universale. E’ solo questione di averne voglia e di essere appassionato, veramente appassionato, dei fenomeni dell’Universo. Tutto il resto sono soprattutto scuse, anche perché nessuno gli corre dietro.

L’idea è di scrivere questo libro proprio per i novizi (ma non solo, ovviamente), cercando di non dare assolutamente niente per scontato, sia esso un logaritmo o una funzione trigonometrica o un vettore o un sistema cartesiano. Lo scopo sarebbe quello di fornire una base di partenza o di ripasso per tutti, da chi odia la matematica a chi la adora, da chi conosce già la fisica a chi apre gli occhi verso il VERO Universo per la prima volta e non vuole limitarsi ad ammirare, ma anche a capire.

Fatta questa doverosa premessa, voglio esprimervi i dubbi attuali. Parlare di dinamica senza far ricorso a integrali e derivate è un  impegno molto duro (almeno per me). Ne vale la pena? Mi ci vorranno mesi per sintetizzare e per semplificare, per estrarre i concetti principali e renderli comprensibili a tutti. Almeno, per le mie capacità. Forza, massa, momento d’inerzia, quantità di moto, energia, lavoro, potenza, gravitazione universale, attrito, potenziale, e chi più ne ha più ne metta, sono concetti fondamentali ma non è certo banale inserirli in un contesto generale e perfettamente comprensibile a tutti. Penso di potercela fare, ma…

Cosa devo fare?  E’ assurdo compiere uno sforzo del genere per un numero ristretto di appassionati. Prima di passare alla dinamica, la parte sicuramente più dura, vorrei, quindi, tastare il polso alle centinaia di lettrici e lettori di questo sito (magari non commentano, ma so che ci sono!).

Vi interessa? E se sì, in quanti siete?

Permettetemi, allora, di chiedervi una risposta, anche se molto approssimativa. Basta che commentiate questo articolo con: “Sì, m’interessa e probabilmente acquisterò il libro” o anche solo “Sì”. Non pretendo certo una “proiezione di voto” accurata:  solo di avere un’idea generale dell’impatto che potrebbe avere un testo del genere.

Se le risposte positive si conteranno sulle dita di una o due mani, penso che rinuncerò all’idea. L’impegno non varrebbe la risposta. Qualcuno potrebbe pensare che sia un problema “economico”. No, certamente no. L’ordine di grandezza è di circa un paio d’euro per libro (al massimo), a cui si devono togliere quelli delle spese di pubblicazione. Anche cento compratori mi porterebbero poche decine di euro di guadagno. Non ne varrebbe certo la pena. Tuttavia, la voglia di imparare mostrata da un numero così elevato di appassionati, sarebbe un “guadagno” più che sufficiente per spingermi a continuare. Per un manipolo di “soliti noti”, direi di no, anche perché probabilmente queste cose le sanno già abbastanza bene.

Attendo le risposte e tutti voi saprete già la mia decisione contandole direttamente. Nel caso di un riscontro deludente, mi scuso in anticipo con i soliti, forse pochi, veri amanti dell’astronomia e… amici come prima!

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35 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Caro Enzo, il problema di far digerire la matematica assilla anche me.
    Penso alla mia piccolina e agli insegnanti che si ritrova, e mi viene il magone.
    In due anni di medie, i migliori si presentano all'inizio dell'anno, per essere poi rimpiazzati dai soliti "furbetti" che non hanno la passione per l'insegnamento della matematica, ma ne hanno fatto un mestiere. E lei comincia a digerirla male...
    Hai voglia a dirle che la matematica è il linguaggio con cui ci parla la natura (a volte le dico che è il linguaggio con cui Dio parla a tutti... Altro che l'aramaico... ).
    Invece di entusiasmarla, raccontando anche la storia e i personaggi che stanno dietro alle scoperte matematiche (storie di vita intensa, lampi di genio e di pazzia, che non lasciano indifferenti), trasmettono tutto in modo asettico e monotono.
    Anche per questo mi ha fatto molto piacere vederla felice di venire ai nostri raduni, e impaziente di sentirti raccontare le tue esperienze. Ho un grosso debito di riconoscenza nei tuoi confronti (no, non è la solita "leccata").
    Ti scrivo per lei: vai avanti!!! Lo so che è durissima. Ma così facendo, sono sicuro che la spingerai ad approfondire la conoscenza dell meraviglioso mondo della matematica fuori dall'ambito scolastico.
    Il vero Codice Da Vinci è lì, giusto fuori di casa, che aspetta di essere decifrato.....

  2. Citazione Originariamente Scritto da Red Hanuman Visualizza Messaggio
    Caro Enzo, il problema di far digerire la matematica assilla anche me.
    Penso alla mia piccolina e agli insegnanti che si ritrova, e mi viene il magone.
    In due anni di medie, i migliori si presentano all'inizio dell'anno, per essere poi rimpiazzati dai soliti "furbetti" che non hanno la passione per l'insegnamento della matematica, ma ne hanno fatto un mestiere. E lei comincia a digerirla male...
    Hai voglia a dirle che la matematica è il linguaggio con cui ci parla la natura (a volte le dico che è il linguaggio con cui Dio parla a tutti... Altro che l'aramaico... ).
    Invece di entusiasmarla, raccontando anche la storia e i personaggi che stanno dietro alle scoperte matematiche (storie di vita intensa, lampi di genio e di pazzia, che non lasciano indifferenti), trasmettono tutto in modo asettico e monotono.
    Anche per questo mi ha fatto molto piacere vederla felice di venire ai nostri raduni, e impaziente di sentirti raccontare le tue esperienze. Ho un grosso debito di riconoscenza nei tuoi confronti (no, non è la solita "leccata").
    Ti scrivo per lei: vai avanti!!! Lo so che è durissima. Ma così facendo, sono sicuro che la spingerai ad approfondire la conoscenza dell meraviglioso mondo della matematica fuori dall'ambito scolastico.
    Il vero Codice Da Vinci è lì, giusto fuori di casa, che aspetta di essere decifrato.....
    caro Red,
    ne abbiamo già parlato a lungo e sai che la penso come te. Tuttavia, gli sforzi devono anche avere una minima contropartita... Se mi mettessi sopra una collina a discutere di massa, forza, energia e cercassi di mostrare come tutto ciò non è altro ciò che ci circonda, sarebbe un gesto utile e doveroso. Ma se mi accorgessi che non c'è nessuno ad ascoltarmi (tranne quei pochi che la pensano come me), non ti sembrerebbero parole gettate al vento?
    In fondo la natura non ha bisogno delle mie parole. Potrresti dirmi: "Ne basta una che ascolta perchè ne valga la pena". Teoricamente hai ragione... ma a sessantasette anni compiuti la fatica non è poca...

    Sono partito in quarta... poi ho riflettuto e ho visto come i cosiddetti appassionati preferiscano vedere e non capire. Magari si comprano occhiali costosissimi e si riempono la bocca di sigle, numeri, codici. Per cosa? Per sentirsi bravi, per giocare -in fondo- a una specie di playstation stellare. Cosa importaloro cosa sia l'oggetto che si guarda, come è nato, cosa rappresenta, come si collega alle azioni che facciamo tutti i giorni? Niente, putroppo.

    Penso di essere fuori tempo, troppo vecchio: la gente preferisce usare solo i sensi e non la mente. Troppo faticoso? Tutto ciò mi riempie di tristezza e delusione. Mi fa quasi "odiare" la visione dilettantistica del cielo... se deve essere solo un modo per divertirsi, come guardare la televisione... mi sento fremere.

    Mi si dice: "io lavoro, faccio altro, voglio distendermi senza studiare. Apprezzo l'Universo solo guardandolo." Beh, per me questa è quasi un'offesa per la natura e le sue magnifiche leggi! Capire come agisce, quali sono i meccanismi che si ripetono dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo è un divertimento ben maggiore. Troppo difficile? Solo alibi! La Natura è di tutti, delle cose, degli animali più inferiori, delle stelle, delle galassie e degli uomini (anche). La sua meravigliosa bellezza e perfezione meriterebbero un piccolo sforzo per capirla. E se è di tutti è ovvio che non possa essere difficile!

    Insomma: guardare Giove e i suoi satelliti, un ammasso globulare dove milioni di stelle stanno unite assieme, una galassia, un ammasso di galassie e sapere che esiste una sola e semplicissima legge che regola tutti questi oggetti mi fa venire i brividi. Non potrei più guardarli senza sapere. Se è riuscito a farlo Galileo quando non vi erano le sigle, i codici e i numeri, ma solo un pezzo di vetro appena sbozzato... mi vergogno di chi oggi non riesce a capirlo.

    Sai... forse la cosa migliore è parlarne a tu per tu con chi è interessato, dargli lo spunto per poi andare oltre e superare l'apparente freddezza. No, forse un libro sulla bellezza della Natura è oggi fuori tempo. Meglio un catalogo con oculari, obiettivi, codici, prezzi e poi via a giocare a un enorme videogioco. Poi basta spegnere le luci e andare a letto...

  3. Citazione Originariamente Scritto da Vincenzo Zappalà Visualizza Messaggio
    caro Red,
    ne abbiamo già parlato a lungo e sai che la penso come te. Tuttavia, gli sforzi devono anche avere una minima contropartita... Se mi mettessi sopra una collina a discutere di massa, forza, energia e cercassi di mostrare come tutto ciò non è altro ciò che ci circonda, sarebbe un gesto utile e doveroso. Ma se mi accorgessi che non c'è nessuno ad ascoltarmi (tranne quei pochi che la pensano come me), non ti sembrerebbero parole gettate al vento?
    Una volta ho letto in giro che se semini al vento, fioriranno le nuvole.... Qui non si tratta di parlare, ma di scrivere. Le parole scritte restano e continuano a parlare anche dopo che noi abbiamo lasciato questo universo per altri lidi. Pensa alla faccia di Aristotele, Platone, Galileo.... Pensa cosa direbbero, sapendo che li leggiamo anche oggi, e che anche oggi possono insegnarci qualcosa....

    Citazione Originariamente Scritto da Vincenzo Zappalà Visualizza Messaggio
    In fondo la natura non ha bisogno delle mie parole. Potrresti dirmi: "Ne basta una che ascolta perchè ne valga la pena". Teoricamente hai ragione... ma a sessantasette anni compiuti la fatica non è poca...

    Sono partito in quarta... poi ho riflettuto e ho visto come i cosiddetti appassionati preferiscano vedere e non capire. Magari si comprano occhiali costosissimi e si riempono la bocca di sigle, numeri, codici. Per cosa? Per sentirsi bravi, per giocare -in fondo- a una specie di playstation stellare. Cosa importaloro cosa sia l'oggetto che si guarda, come è nato, cosa rappresenta, come si collega alle azioni che facciamo tutti i giorni? Niente, putroppo.
    E' lo stesso atteggiamento che avevo io nei confronti dell'arte medioevale. Poi ho incontrato un'appassionato, che mi ha dato la chiave per decifrarne i simboli. Sai che soddisfazione, adesso, nel sapere vedere oltre l'immagine che si può percepire? E nella consapevolezza d'essere andato oltre?

    Citazione Originariamente Scritto da Vincenzo Zappalà Visualizza Messaggio
    Penso di essere fuori tempo, troppo vecchio: la gente preferisce usare solo i sensi e non la mente. Troppo faticoso? Tutto ciò mi riempie di tristezza e delusione. Mi fa quasi "odiare" la visione dilettantistica del cielo... se deve essere solo un modo per divertirsi, come guardare la televisione... mi sento fremere.

    Mi si dice: "io lavoro, faccio altro, voglio distendermi senza studiare. Apprezzo l'Universo solo guardandolo." Beh, per me questa è quasi un'offesa per la natura e le sue magnifiche leggi! Capire come agisce, quali sono i meccanismi che si ripetono dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo è un divertimento ben maggiore. Troppo difficile? Solo alibi! La Natura è di tutti, delle cose, degli animali più inferiori, delle stelle, delle galassie e degli uomini (anche). La sua meravigliosa bellezza e perfezione meriterebbero un piccolo sforzo per capirla. E se è di tutti è ovvio che non possa essere difficile!

    Insomma: guardare Giove e i suoi satelliti, un ammasso globulare dove milioni di stelle stanno unite assieme, una galassia, un ammasso di galassie e sapere che esiste una sola e semplicissima legge che regola tutti questi oggetti mi fa venire i brividi. Non potrei più guardarli senza sapere. Se è riuscito a farlo Galileo quando non vi erano le sigle, i codici e i numeri, ma solo un pezzo di vetro appena sbozzato... mi vergogno di chi oggi non riesce a capirlo.

    Sai... forse la cosa migliore è parlarne a tu per tu con chi è interessato, dargli lo spunto per poi andare oltre e superare l'apparente freddezza. No, forse un libro sulla bellezza della Natura è oggi fuori tempo. Meglio un catalogo con oculari, obiettivi, codici, prezzi e poi via a giocare a un enorme videogioco. Poi basta spegnere le luci e andare a letto...
    No, il libro non è fuori tempo, anzi! Ma anche se lo fosse, il libro resta. E aspetta la persona giusta. Puoi privarla della tua passione senza sentirti in colpa? Io non credo....

  4. Enzo, secondo me non si può scrivere un libro senza usare il vero ed unico linguaggio che ne descrive la natura senza fraintendimenti.
    sempre secondo la mia opinione il voler semplificare al massimo un concetto (che esso sia di fisica o di matematica) potrebbe portare ad un fraintendimento o ad una non piena conoscenza del fenomeno nonostante la tua grande dote di divulgatore.
    d'altro canto capisco che parlare di derivate e calcolo differenziale porterebbe via più di mezzo libro di quelli belli grossi.
    Per quanto mi riguarda, anche se sono abbastanza arrugginito a questo livello di matematica (liceale) sono abbastanza in grado di far miei questi concetti, al limite se qualcosa non mi torna saprei che ci siete sempre tu e Red a consigliarmi qua sul forum (spero ).
    ripeto, secondo me, un libro per quanto "semplice" (sul lato divulgativo) di fisica, non può trattare almeno i concetti basilari senza la matematica.
    e poi come dici.... niente è impossibile, anche conoscere la matematica comporta un minimo di applicazione come il voler imparare un'altra lingua straniera, dipende solo dalla buona volontà del lettore.
    il mio approccio su tutto, è quello di comportarmi sempre da neofita e non dar mai niente per scontato, tenermi sempre pronto ad imparare cose e concetti nuovi.
    Antonio

  5. Citazione Originariamente Scritto da etruscastro Visualizza Messaggio
    Enzo, secondo me non si può scrivere un libro senza usare il vero ed unico linguaggio che ne descrive la natura senza fraintendimenti.
    sempre secondo la mia opinione il voler semplificare al massimo un concetto (che esso sia di fisica o di matematica) potrebbe portare ad un fraintendimento o ad una non piena conoscenza del fenomeno nonostante la tua grande dote di divulgatore.
    d'altro canto capisco che parlare di derivate e calcolo differenziale porterebbe via più di mezzo libro di quelli belli grossi.
    Per quanto mi riguarda, anche se sono abbastanza arrugginito a questo livello di matematica (liceale) sono abbastanza in grado di far miei questi concetti, al limite se qualcosa non mi torna saprei che ci siete sempre tu e Red a consigliarmi qua sul forum (spero ).
    ripeto, secondo me, un libro per quanto "semplice" (sul lato divulgativo) di fisica, non può trattare almeno i concetti basilari senza la matematica.
    e poi come dici.... niente è impossibile, anche conoscere la matematica comporta un minimo di applicazione come il voler imparare un'altra lingua straniera, dipende solo dalla buona volontà del lettore.
    il mio approccio su tutto, è quello di comportarmi sempre da neofita e non dar mai niente per scontato, tenermi sempre pronto ad imparare cose e concetti nuovi.
    Antonio
    caro Antonio,
    se dovessi mai introdurre derivate e integrali il manipolo si conterebbe solo su una mano... Temo, almeno...

  6. Enzo, non so se ti ricordi, ma io te lo avevo chiesto espressamente tempo fa.

    Spero tanto che tu possa raccogliere il giusto numero di consensi

  7. Caro Enzo, mi permetto di incitarti alla stesura del (o dei ) libro di fisica. Personalmente, per gli studi fatti, non ho problemi con derivate ed integrali, ma è giusto che, se possibile, li eviti. Conosco anche la fisica, ma amerei rileggerla scritta col tuo stile leggero e piacevole. Quindi dichiaro ufficialmente che lo acquisterò (questo è per l'exit pool )

  8. La matematica è la lingua della Natura e ogni Scienza (e soprattutto la fisica) si esprime utilizzando la sua simbologia... Per scrivere un libro del genere si deve conoscere la matematica ad un buon livello... però integrali, derivate, equazioni differenziali,... sono cose che fanno paura in una società come la nostra dove per fare semplici addizioni o divisioni si utilizzano calcolatrici o iPhone... Questa paura può essere superata dalla volontà e dalla passione ma quante persone avrebbero la forza e la voglia di "studiare" matematica dopo aver fatto una giornata di lavoro? credo poche purtroppo... inoltre la scuola non fornisce quasi mai basi sufficientemente solide per poi potersi "spingere oltre" e nel frattempo contribuisce a rendere insopportabile questa materia...
    La tua perplessità è quindi fondata ma secondo me non devi mollare... io il libro lo leggerei sia per passione che per colmare alcune delle mie enormi lacune... Forse quello che manca al giorno d'oggi è la curiosità, la voglia di capire ciò che ci circonda, la voglia di guardare un pò più a fondo....

  9. Citazione Originariamente Scritto da Harlock Visualizza Messaggio
    La matematica è la lingua della Natura e ogni Scienza (e soprattutto la fisica) si esprime utilizzando la sua simbologia... Per scrivere un libro del genere si deve conoscere la matematica ad un buon livello... però integrali, derivate, equazioni differenziali,... sono cose che fanno paura in una società come la nostra dove per fare semplici addizioni o divisioni si utilizzano calcolatrici o iPhone... Questa paura può essere superata dalla volontà e dalla passione ma quante persone avrebbero la forza e la voglia di "studiare" matematica dopo aver fatto una giornata di lavoro? credo poche purtroppo... inoltre la scuola non fornisce quasi mai basi sufficientemente solide per poi potersi "spingere oltre" e nel frattempo contribuisce a rendere insopportabile questa materia...
    La tua perplessità è quindi fondata ma secondo me non devi mollare... io il libro lo leggerei sia per passione che per colmare alcune delle mie enormi lacune... Forse quello che manca al giorno d'oggi è la curiosità, la voglia di capire ciò che ci circonda, la voglia di guardare un pò più a fondo....
    carissimo,
    penso che si riuscirebbe benissimo a esprimere i concetti base della fisica senza l'uso di derivate e integrali (con certi limiti ovviamente). In cinematica (che da un certo punto di vista è la peggiore), penso di esserci riuscito. La dinamica è più ostica perchè cambiano di molto i "modi" per affrontare le varie grandezze... e le loro interazioni. Siete già in cinque... chissà... però mi piacerebbe vedere dei nomi nuovi che dicano: "Non conosco la fisica e mi piacerebbe iniziare a conoscerla". Un'illusione?

  10. parlare di MATEMATICA senza parlare di matematica ?? COME SI FA ?? Ma Enzo ha dimostrato di riuscire a trattare la materia ( oggettivamente ostica ) con un'approccio diverso dal trattato... più narrativo quasi... non ho tolto ed aggiunto nulla con il mio intervento ma volevo testimoniare una volta di più la mia gratitudine ad Enzo per la mole di lavoro che si è sobbarcato e incoraggiarlo ad andare avanti ! GRAZIE !