La costellazione della Giraffa

Si tratta di una costellazione circumpolare boreale che tutti noi dovremmo conoscere… Vero? Anche se non ha stelle molto brillanti la sua collocazione nel cielo potrebbe stupire coloro che ancora non la conoscono…

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La costellazione della Giraffa

la costellazione della Giraffa
la costellazione della Giraffa

Forse qualcuno la conosce meglio con il nome latino, Camelopardalis, che come nome evoca più un improbabile incrocio tra un cammello e un leopardo, piuttosto che una ben nota giraffa. Dal punto di vista stellare, dal diagramma a fianco vediamo che si trova tra l’Orsa Minore e l’Orsa Maggiore nonché tra Cassiopea e Auriga: impossibile non notare in quella plaga celeste un vasto spazio con pochissime stelle luminose. La stella α Cam è di magnitudine 4.25, β Cam è addirittura poco più luminosa ($magnitudine$ 4) mentre tutte le altre stelle sono più deboli: possiamo già prevedere che nessuna delle stelle componenti abbia mai avuto un nome e che a causa delle scarsa luminosità delle stelle si possa vedere una giraffa congiungendo i puntini luminosi.

l'applet 3D della Giraffa
l’applet 3D della Giraffa

Cliccando sull’animazione qui a fianco si apre come sempre l’applet per la visualizzazione 3D della costellazione e anche premendo “f” il disegno (qualche riga…) non cambia. Accontentiamoci di ruotare il foglio virtuale per mezzo delle frecce destra e sinistra e vedere le stelle distaccarsi dietro al foglio stesso di una quantità proporzionale alla distanza di ognuna dal Sole. Parlando di distanze vedremo che la Giraffa ospita ben due stelle al di sotto dei 20 al di distanza, nonché un paio di stelle grandi e una manciata di oggetti deep sky niente male.

Prima di analizzare queste caratteristiche, vediamo la rappresentazione della Giraffa secondo Hevelius

la Giraffa secondo Hevelius
la Giraffa secondo Hevelius

e secondo Stellarium

la Giraffa secondo Stellarium
la Giraffa secondo Stellarium

Come si vede l’unico problema è associare la figura della giraffa alle stelle sottostanti, ma visto che non c’è nulla da aggiungere, passiamo alle sue stelle.

Qualche stella vicina

La stella più vicina si chiama Gliese 445: è una stella di classe M3, appena di 10a $magnitudine$ e posta alla piccola distanza di 17 al. Ricordiamoci che queste distanze sono molto piccole in confronto alle distanze di altre stelle più famose, per non parlare delle galassie: si tratta comunque di distanze assolutamente inconcepibili per la mente umana, che viceversa tende ad essere tratta in inganno da valori così bassi.

Lo dico molto spesso: con tutta la buona volontà ed il più grande ottimismo, la possibilità di effettuare viaggi interstellari verso stelle vicine rimane una pura questione fantascientifica. I film che vediamo al cinema sui viaggi interstellari ci ingannano da sempre: anche la stella più vicina (Proxima Centauri, a circa 4 al di distanza) si trova ad una distanza incommensurabile, inimmaginabile, se confrontata con le distanze che incontriamo ogni giorno: non di rado vengo preso per un pessimista o fuori dalla realtà, da chi dice che 100 anni fa non ci sognavamo nemmeno il livello tecnologico raggiunto oggi. Però questo va bene finché stiamo parlando dell’ambito della nostra vita e degli oggetti con cui interagiamo ogni giorno: la differenza tra un gita fuori porta verso la Luna e l’epico viaggio verso una stella vicina è assolutamente improponibile, con un fattore moltiplicativo talmente e assurdamente grande da perdere il suo vero significato.

Quello che ci rimane è sfruttare i mezzi a disposizione, quali il ben noto programma Celestia, che ci permette di effettuare questo volo nel tempo umano di un click: come sapete io aggiungo sempre alcune note di viaggio, come farei se avessi effettuato di persona il viaggio. Nemmeno questa volta perdo l’occasione di mostrare quanta poca fantasia basti per far sembrare vere situazioni impossibili: mi sto riferendo ai miei amici Girafi che mi hanno spedito la foto del Sole visto dalle loro parti, Sole che è quasi di 4a $magnitudine$ in una zona di cielo decisamente australe (se pensate alla geometria ve ne convincerete) con stelle dell’Ot­tante, dell’Idra Maschio, del Pavone e del Tucano, sulle quali domina la ben nota Alfa Centauri. Quel batuffolo di cotone che vedete in alto è la LMC (Large Magellanic Cloud) ben nota agli osservatori terrestri australi.

La seconda stella per distanza si chiama Gliese 169 ed è in realtà una stella doppia (169.1 A e B) rispettivamente di classi stellari M4 e C5 e poste alla distanza di 18 al. Si potrebbe pensare che queste due stelle siano vicinissime anche alla Gliese 445 appena vista: in realtà Celestia ci informa che stando su quest’ultima stella e guardandosi intorno per scoprire le stelle vicine, se ne contano altre dieci (tra 7 e 10 al) prima di trovare questa coppia di stelle che comunque dista appena 11 al: non ci dobbiamo mai dimenticare che tutte le stelle vanno viste nel cosmo in modo tridimensionale e che l’Astronomia non è una scienza facile. Di facile e intuibile è il fatto che anche posizionandosi nei pressi di questa stella doppia il nostro Sole appaia in una zona popolata esclusivamente da stelle australi, del Lupo, del Compasso, dell’Altare, dello Scorpione e del Pavone, sempre con la nota Alfa Centauri vicina prospetticamente alla nostra nana gialla. I miei amici Vatussi mi hanno confermato il tutto con questa foto che mostra anche una bella Via Lattea nel $campo$ stellare fotografato. Dal loro nome forse si può intuire che le due razze di abitatori alieni sono molto simili anche come gusti: pensate che i Girafi e i Vatussi non fanno altro che confezionare sciarpe, sciarpe e ancora sciarpe, fino alla nausea ed il motivo è dato da una caratteristica fisica che li accomuna, che lascio a voi indovinare.

La terza stella per vicinanza è HIP 32439, di classe F8 e $magnitudine$ poco al di sotto della 5a posta a 58 al da noi: non ci sono amici miei da quelle parti, ma gira voce che il nostro Sole abbia come vicini celesti stelle dell’Altare, del Pavone e dell’Idra Maschio, con una vicina eccellente (Sirio) ed una inattesa Altair, proiettata in quella zona di cielo in virtù della sua piccola distanza dal Sole.

Due stelle grandi

confronto tra le stelle della Giraffa e altre note
confronto tra le stelle della Giraffa e altre note

Dal diagramma di confronto tra le stelle della Giraffa ed altre incontrate nelle puntate precedenti possiamo vedere che ci sono due stelle abbastanza grandi: la prima è la gigante rossa 17 Cam di classe M1, con un raggio di ben 96 volte quello del Sole. I miei amici 17Camion hanno di che lamentarsi per questa stellona che incombe sui loro cieli anche se da 17 UA di distanza: a maggior ragione da una distanza di 10 UA la stella appare massiccia e inquietante.

L’altra stella che ho inserito nel diagramma è invece β Cam, di classe G0 e perciò una sorella maggiore del nostro Sole: con il suo raggio di 42 volte la nostra nana gialla, supera abbondantemente la famosissima Aldebaran, ma questa non è una novità. I miei amici Videocassetti  (che una volta si chiamavano Betacam dal nome della stella) sono purtroppo oramai quasi scomparsi, dopo che sono stati invasi e sovraffatti dai nemici Di-vu-di atterrati sul loro pianeta a bordo delle loro astronavi di classe Streaming.

Oggetti deep sky

Tra gli oggetti deep sky presenti alkl’interno della costellazione della Giraffa, ne ho scelti 5, molto caratteristici, specie nelle riprese effettuate dall’HST, ricchissime come sempre di particolari, che si apprezzano meglio cliccando ogni singola immagine ed ottenendo così la visualizzazione a definizione maggiore. Iniziamo con la nebulosa planetaria NGC 1501

la nebulosa $NGC$ 1501
la $nebulosa$ NGC 1501

per poi osservare l’open cluster denominato NGC 1502, a cui appartengono poche stelle.

l'open cluster $NGC$ 1502
l’open cluster NGC 1502

Passando alle galassie, abbiamo la NGC 1569 galassia nana irregolare dalla bella colorazione rosso vivo

la galassia $NGC$ 1569
la $galassia$ NGC 1569

poi incontriamo la bellissima $galassia$ a spirale NGC 2403

la galassia $NGC$ 2403
la $galassia$ NGC 2403

ora invece vediamo la coppia di galassie (la più grande irregolare) denominate NGC 2366 e NGC 2363

la $galassia$ irregolare $NGC$ 2366
la $galassia$ irregolare NGC 2366

e da ultimo vediamo la stupenda IC 342, una volta considerata appartenente al gruppo locale, ma che poi si è calcolato far parte del Gruppo di Galassie di Maffei 1 (dal nome dell’Astronomo italiano che le aveva scoperte) a sua volta vicino del nostro Gruppo Locale.

la galassia IC 342
la $galassia$ IC 342

Visibilità

La Giraffa è una costellazione circumpolare boreale e perciò non tramonta mai alle nostre latitudini: quale occasione migliore di andarla a scoprire già stasera?

 

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2 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Si, ma a loro volta i Videocassetti con una tremenda guerra termonucleare avevano sconfitto i poveri Super8 , i quali avevano armi obsolete........