Tre gemelle scalciano nel grembo

L'osservazione approfondita di un oggetto T-Tauri nell'ammasso Lambda Orionis mostra un raggruppamento di tre astri in formazione che "scuote" l'involucro che le circonda

Siamo abituati a pensare che tutti i sistemi planetari siano come il nostro: con un solo astro centrale, regolari e un po’ piatti. In realtà la maggioranza delle stelle nasce in grappoli di due o più astri, il che rende la formazione di sistemi planetari complicata. L’osservazione di GW Orionis, un oggetto T-Tauri costituito da tre astri nascenti racchiusi in un bozzolo di polveri, ci dà una idea molto suggestiva di cosa accade in questi casi…

Il nostro sistema solare è, passatemi il termine, “semplicemente complicato”. Pur raggruppando un insieme eterogeneo di oggetti, la stragrande maggioranza di essi si muove più o meno all’interno di una stretta fascia, che corrisponde all’incirca al piano equatoriale del nostro Sole.

Descrizione schematica del sistema solare, con evidenziato il piano orbitale.

Questo è accaduto perchè, molto probabilmente, il nostro sistema solare si è formato dalla contrazione di un’unica piccola nube interstellare, da cui si è originato il nostro Sole per collasso gravitazionale; ed i pianeti si sono formati dal disco di accrescimento creatosi a causa della rotazione della nube stessa.

Ma la stragrande maggioranza delle stelle nasce in un raggruppamento di due o più astri. E quindi, cosa accade in questi casi? Beh, tutto ovviamente si complica.

 

Come si formano i sistemi stellari multipli.

 

Non sappiamo esattamente come si formino i sistemi multipli, ma due sono le ipotesi principali.

La prima prevede che, una volta iniziata la formazione la stella principale, le altre si formino all’interno del suo disco di accrescimento.  In questo caso, gli astri sono molto vicini tra loro, entro le distanze dei pianeti del nostro Sistema Solare.

La seconda considera che più stelle possono emergere all’interno della gigantesca nube di gas che sta formando un nuovo Sole. Quando la nuova stella inizia a formarsi, la nube di gas diventa super turbolenta, creando più centri di gravità che possono collassare l’uno sull’altro. Questo tipo di processo tende a creare sistemi in cui le stelle sono molto disperse.

Naturalmente, i due meccanismi possono agire contemporaneamente su scale diverse, generando sistemi per così dire “ibridi”.

Si possono formare anche sistemi planetari, in questi casi? Sembrerebbe proprio di sì. Tutto dipende dall’instaurarsi di un qualche tipo di equilibrio all’interno della nube collassante, e dalla conseguente formazione di dischi di accrescimento e protoplanetari.

 

Un sistema da prendere ad esempio: GW Orionis.

 

Per comprendere come si evolvano le cose in questi sistemi, ci viene in aiuto uno studio sull’oggetto T-Tauri noto come GW Orionis, durato più di 11 anni.

Questo oggetto si trova  nell’ammasso di Lambda Orionis a circa 1300 a.l. da noi, ed è costituito da tre stelle in formazione che ancora non sono entrate nella sequenza principale del diagramma H-R, avvolte nel bozzolo in cui si sono formate.

Il risultato di questo studio si è concretizzato nell’immagine che segue.

 

Immagine di GW Orionis, un sistema a tre stelle con una particolare regione interna. Le osservazioni hanno rivelato che questo oggetto ha un disco di formazione planetaria deformato, con un anello disallineato. In particolare, l’immagine SPHERE (pannello di destra) ha permesso agli astronomi di vedere, per la prima volta, l’ombra che questo anello proietta sul resto del disco. Questo ha consentito di capire la forma tridimensionale dell’anello e del disco in generale. Il pannello di sinistra mostra un’impressione artistica della regione interna del disco, compreso l’anello, che si basa sulla forma 3D ricostruita dal team.

Le immagini mostrano che il sistema, oltre alle tre stelle, ha un disco deformato e spezzato che le circonda.

La ricostruzione tridimensionale ha evidenziato anche la presenza  di un anello disallineato che si è staccato dal disco. L’anello disallineato si trova nella parte interna del disco, vicino alle tre stelle, e contiene polvere per circa 30 masse terrestri, che potrebbe essere sufficiente per formare nuovi pianeti. I pianeti che si dovessero formare nell’anello percorrerebbero orbite molto oblique intorno al sistema.

Sì è inoltre scoperto che i tre astri non orbitano sullo stesso piano, e che le loro orbite sono disallineate l’una rispetto all’altra e rispetto al disco.

Le osservazioni, unite a simulazioni computerizzate, hanno permesso di capire che i disallineamenti osservati potrebbero essere la causa della futura rottura del disco circostante in anelli distinti.

Un diverso gruppo di studio, però, ritiene che sia necessaria la presenza di un pianeta tra questi anelli per spiegare esattamente come il disco si sia lacerato.

 

Articolo di riferimento QUI.

 

Ringrazio per la preziosa collaborazione corrado973.

 

 

Edit: ho trovato questa bella simulazione, mi pare giusto allegarla. Non so se la vedrete in freeze, ma basta cliccarci sopra.

 

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