Attenzione! Prepariamoci ad osservare una stella nova!

Entro quest’anno dovrebbe esplodere una nova ricorrente, nella costellazione della Corona Boreale

Di solito una nova (o addirittura meglio una supernova) esplode in modo del tutto inatteso ed in un qualunque momento dell’anno: in questo caso però si tratta di una cosiddetta nova ricorrente, che esplode nel momento cruciale del proprio periodo, a distanza di parecchi anni tra un evento ed il successivo.

La nova in questione si trova nella costellazione della Corona Boreale, (di cui avevo parlato in questo articolo della categoria delle costellazioni), facilmente riconoscibile nel cielo settentrionale tra la luminosa Arturo e la costellazione di Ercole

la ben nota costellazione della Corona Boreale, ben visibile soprattutto nei cieli estivi – credit : Stellarium

Si chiama T Coronae Borealis (T CrB)  e dovrebbe apparire nei nostri cieli notturni entro la fine dell’anno in corso. Dal diagramma di Stellarium vediamo anche altre sue denominazioni tra le quali Blaze Star (stella fiammeggiante) che la dice lunga sulla sua notorietà nel corso dei secoli.

Normalmente la stella in questione è molto debole. intorno alla magnitudine 10 e dunque visibile solo con un telescopio, ma ogni circa 80 anni appare luminosa in cielo come una nova, visibile ad occhio nudo, laddove prima non c’era nulla.

Di questa stella sono state registrate alcune esplosioni nel corso dei secoli, nell’ultimo caso preceduta da un abbassamento nella magnitudine, qualche anno prima dell’esplosione vera e propria.

Una coppia binaria molto particolare

Secondo Wikipedia americana, T CrB è un sistema binario formato da una componente piccola e calda (una nana bianca) ed un’altra componente più grande e fredda (una gigante rossa) che trasferisce materiale all’altra stella, circondata perciò da un disco di polveri.

Quando il sistema binario è quiescente, appare nel visibile come una gigante di classe spettrale M3, mentre la stella più piccola e calda emette ed è predominante nell’ultravioletto.

Durante le esplosioni, il trasferimento di materiale verso la stella più calda aumenta sensibilmente con la stella gigante che si espande, aumentando così la luminosità del sistema binario.

Le due componenti orbitano intorno ad un centro di gravità in 228 giorni, con una separazione di 0.54 UA, la metà della distanza tra la Terra ed il Sole.

Sempre da Wikipedia vediamo la curva di luce registrata in corrispondenza dell’esplosione del gennaio 1945

la curva di luce di T CrB registrata in corrispondenza dell’eruzione del 1946 – credit: AAVSO

preceduta da un abbassamento della luminosità. Inoltre, 8 anni prima, si era verificato un innalzamento repentino della luminosità a circa magnitudine 9.

Tutte queste informazioni sono importantissime perché nel febbraio 2015 è stato registrato un analogo innalzamento della luminosità da 10.5 a 9.2 seguito, 8 anni dopo, tra marzo ed aprile del 2023, da un abbassamento della luminosità fino a magnitudine 12.3.

Fatti i conti, questo abbassamento di luminosità dovrebbe dunque preludere ad una nuova esplosione tra giugno e settembre di quest’anno!

Considerato che nelle precedenti esplosioni del 1866 e 1946 la nova per circa una settimana aveva raggiunto magnitudine 2 (come la stella polare), non rimane altro che osservare il cielo notte dopo notte, per verificare l’eventuale presenza di una nuova stella : l’ideale sarebbe avere sempre con sé una fotocamera per immortalare l’evento e sperare ovviamente nei cieli sereni!

Un po’ di storia

Bradley E. Schaefer della Louisiana State University, nel corso dei propri studi sull’argomento, dovrebbe aver riscontrato un’evidenza che la nova T CrB sia stata osservata e registrata dall’Abate Burchard nel 1217 dall’Abbazia di Ursberg, in Germania. (ndr: e non Upsberg come riportato in altri articoli che parlano della nova ricorrente! Al vostro pignolone è bastata una semplicissima ricerca per avere la conferma… )

L’Abate infatti scrive che una stella transiente è stata visibile per parecchi giorni nei cieli autunnali nella costellazione “Corona di Ariadne” che altro non è che la Corona Boreale. Schaefer insiste sul fatto che una stella luminosa transiente che duri parecchi giorni può essere solo una nova, una cometa o una supernova.

Ma non può essersi trattato di una supernova (o una nova normale) in quanto mancano completamente i residui dell’esplosione, presenti in cielo anche dopo parecchi secoli.

E non può essere stata nemmeno una cometa, dal momento che viene citata come “stella” (un puntino luminoso), invece di uno dei tanti termini tedeschi utilizzati per le comete.

Inoltre l’Abate Burchard ha segnalato l’apparizione come un segno meraviglioso, dotato di connotazioni positive, mentre viceversa le comete vengono universalmente etichettate come simbolo di presagio nefasto apparso in cielo.

Sempre nei suoi studi, Schaefer riporta che in un catalogo pubblicato successivamente nel 1789 dall’Astronomo Rev. Francis Wollaston, il religioso ha registrato la posizione di una stella proprio nel punto esatto in cui è presente T CrB : dato che la magnitudine minima di questo catalogo astrometrico era 7.8, evidentemente in quel periodo era in corso un’altra eruzione della nova ricorrente.

Da tutti questi indizi, dunque, il mistero dovrebbe essere risolto.

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 467 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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