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Alla scoperta delle origini delle costellazioni e il mito di Atlantide

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Quali popoli per primi sollevarono alle glorie il firmamento?

Chi ha voluto riconoscere nella disposizione delle stelle proprio quelle figure e quei personaggi? E a quale scopo?

Ci sono due modi per tentare una risposta. Il primo è quello di risalire indietro nel tempo, alla ricerca di antiche carte celesti e vedere se si ha la possibilità di individuare la patria e l’epoca degli autori. Il secondo è quello di ricordare i miti che hanno prodotto quelle figure e verificare le radici linguistiche di quei nomi collegandoli a tempi e culture noti.

Chiunque alzi la testa al cielo per la prima volta percepisce una grande confusione, con tutti quei disegni stellari. Animali, grandi e piccoli, figure mitologiche, mostri marini, draghi, serpenti… Dato che la maggior parte delle figure sono legate a temi mitologici greci, si presume che quindi siano stati i Greci a inventarle. Ma forse non è proprio così, dato che molte costellazioni esistevano già prima della civiltà greca. Forse lo studio del loro moto apparente può farci arrivare a una risposta.

Tenendo in mente che vi sono due gruppi di stelle che non scendono mai sotto l’orizzonte, le stelle circumpolari e le circumpolari meridionali, le altre invece compiono un moto apparente che le fa levare sopra l’orizzonte, salire al cielo e poi tramontare. Ogni giorno il Sole accompagna il moto apparente delle stelle da est a ovest, ma ogni volta esso “scivola” indietro di un po’ rispetto a esse.

Ora ipotizzando uno spettatore che si trova alle medie latitudini settentrionali ed esaminando la distribuzione delle costellazioni sulla sfera celeste, come erano conosciute dai Greci, possiamo trovare un’ampia regione priva di costellazioni, sebbene in quell’area ci siano molte stelle brillanti e non. Il raggio di quell’area, in gradi, sarà pari alla latitudine dell’osservatore. Tuttavia, l’area senza costellazioni non è circolare ma irregolarmente ovale e il suo centro non è il polo sud attuale.

Questo fatto creò delle perplessità già a Ipparco, il quale paragonò le proprie osservazioni con quelle di Eudosso e vide che vi erano descritte delle parti di costellazioni che lui invece non vedeva e al contrario, Ipparco vedeva delle costellazioni che Eudosso non aveva descritto. E’ probabile che Ipparco si sia chiesto quali moti della Terra fossero responsabili di tali incongruenze e ciò che lo ha poi condotto alla sua più grande scoperta: la posizione dei poli celesti non è fissa ma si sposta nel cielo descrivendo un ampio cerchio in circa 26.000 anni. E’ ciò che si chiama moto di precessione.
Quella zona priva di costellazioni può comunque aiutarci a capire chi furono gli inventori delle costellazioni.

Sessant’anni fa uno storico dell’astronomia A.C.D. Crommelin dimostrò che il raggio della zona senza costellazioni è di circa 36˚, che vuole dire che chi disegnò le prime costellazioni viveva a circa 36˚ a nord dell’equatore. Inoltre trovò che il centro di quella zona coincide con la posizione in cui vi era il polo sud celeste intorno al 2700 a.C. Ma ovviamente questo è uno dei tanti metodi di datazione che sono stati fatti, ma pare sia quello più attendibile.

Perché inventare le costellazioni?
Gli antichi che inventarono le costellazioni potevano avere almeno tre validi motivi per farlo: come calendario per seguire il trascorrere dei mesi; per collocare in cielo gli dei da loro venerati, oppure per fornire dei punti di riferimento ai navigatori.

Ma chi sono allora questi inventori?
I Fenici sembrerebbero essere i candidati migliori dato che occupavano l’area che attualmente è conosciuta come Libano, attorno ai 33-34˚ di latitudine nord. Furono commercianti e navigatori, ma qualcosa sembra farli uscire dalla rosa dei candidati: i Fenici erano sì grandi navigatori che usavano l’Orsa Maggiore per i loro viaggi in mare, ma la mitologia che appare sulle costellazioni non è attribuibile a loro, sebbene la zona geografica sia quella più adatta.

Un’altra popolazione che più si avvicina, sono gli antichi Egizi. La corrispondenza temporale è simile a quelle verificate. Fin dal 2800 a.C. gli Egizi ci hanno trasmesso grandi costruzioni, opere di ingegneria civile, astronomia, matematica e medicina. Ma, dato che molto della cultura egizia è giunto a noi, questo ci fa anche pensare che sarebbe potuto giungere a noi anche qualche opera che attestava la paternità delle costellazioni, ma non è stato così. Inoltre, gli Egizi vissero troppo a sud rispetto a dove le costellazioni sarebbero state “disegnate”.

Egizi

Egizi

Gli altri candidati sono i popoli babilonesi. Il dio Marduk creò ordine dal caos, stabilì i posti nel cielo per gli altri dei e li fissò nelle costellazioni. La credenza che gli eventi terrestri fossero condizionati da quelli celesti fu il presupposto maggiore del grande interesse dei Babilonesi verso il cielo: tra le tavolette di creta scoperte nelle rovine della civiltà babilonese sono state ritrovate mappe stellari. I Babilonesi diedero un nome alle costellazioni e le collocarono in posizioni che avevano un rapporto preciso l’una con l’altra. Molti nomi ci sono familiari: il Toro, i Gemelli, lo Scorpione, il Sagittario. Ma al posto del Cigno, della Lira e dell’Auriga essi avevano una Pantera, una Capra e un Vaso. Le creature e gli oggetti collocati in cielo sono quasi tutti quelli che conosciamo, con l’unica eccezione che nel poema di Arato si legge che la cintura di Orione giace sull’equatore celeste, mentre l’asserzione corretta sarebbe stata se si fosse riferito alla testa di Orione e non alla cintura.

Gli ultimi candidati sembrano essere i Minoici. Dopo le scoperte archeologiche di Arthur Evans iniziate nel 1900, tutto il mondo ha accettato l’esistenza storica dei minoici. La loro popolazione era fiorente, il mare era pescoso, i commerci erano molto forti con l’Egitto e la Siria, e la terra era fertile, inoltre la civiltà minoica si estendeva anche nelle isole greche, nell’antica Citera che ebbe un governo cretese e fu occupata per più di 800 anni, dal 2300 a.C. in poi.
Creta inoltre è posta tra 35˚- 36˚ nord. Purtroppo la civiltà minoica fu distrutta ben due volte da potenti calamità naturali: terremoti e alluvioni che si abbatterono sull’isola di Creta. La prima volta, i minoici riuscirono a ricostruire la loro civiltà, ma la seconda calamità fu davvero la fine.
Pare infatti che nel 1939, Spyridon Marinatos teorizzò che la civiltà minoica fu distrutta dall’eruzione del vulcano di Thera, un’isola molto piccola vicino a Creta. Il mondo allora conosciuto venne a conoscenza della catastrofe per mezzo di notizie frammentate, Marinatos infatti affermò che: “ Gli Egizi devono aver sicuramente saputo che un’isola era stata sommersa, ma essendo Thera un’isola così piccola e insignificante, essi non la conoscevano. Trasferirono così questo avvenimento a Creta, l’isola tanto duramente colpita e con la quale avevano perso improvvisamente ogni contatto.”
La storia dell’isola sommersa riecheggiò nei secoli successivi, creando leggende sul popolo favoloso che un tempo dominò i mari, per poi venire schiacciato dalla furia della natura. La storia di un continente sommerso chiamato Atlantide fu scritta da Platone verso il 300 a.C. In tale storia vi sono troppi riferimenti alla civiltà minoica per credere che non ci sia alcuna connessione.

Ma sarà davvero stata l’antica Atlantide a creare le costellazioni?

Atlantide?

Atlantide?

Perché proprio quei segni?
I primi abitanti della Terra erano dediti alla pastorizia, alla coltura dei campi, la loro vita si basava sul ciclo naturale della vita vegetativa. Inoltre, con il passare delle stagioni si individuarono nel cielo notturno i segni celesti che anticipavano i periodi di pioggia o di siccità. E’ probabile che inizialmente i segni dello Zodiaco non fossero dodici, bensì un numero maggiore o minore a seconda delle esigenze delle culture che li determinavano, ma è quasi sicuro che fosse un grande orologio cosmico che segnava i tempi per la semina, il raccolto e l’accoppiamento degli animali.

Liberamente tratto dal testo “Astronomia senza frontiere” Fabbri Editori

Info Autore

ha pubblicato 6 articoli

Abruzzese di nascita, vive ormai da più di 5 anni a Roma. Laureata in Traduzione specializzata nel settore scientifico e non solo. L’Astronomia è sempre stata la sua più grande passione fin da piccola e ora è riuscita a far ... pagina autore

  1. Salve,

    a mio avviso si possono fare una serie di deduzioni del tutto sensate che portano a tre (l'ho pensato anni fa, quindi ormai secondo me sono ovvie) conclusioni:
    1. non possiamo sapere quale fu il popolo che diede origine alle prime costellazioni.
    2. le prime costellazioni erano diverse dalle 88 conosciute oggi
    3. tutti i popoli dell'universo dotati di intelligenza e proiezione hanno una sola cosa in comune: le costellazioni

    La prima conclusione ha una motivazione cronologica. L'homo sapiens di 100000 anni fa aveva le stesse capacità dell'homo sapiens di due anni fa. Di lui, però, non abbiamo alcuna traccia al di là degli accampamenti. In realtà tracciare la regolarità delle stelle doveva servire non solo per inseguire gli animali migratori ma anche per migrare a propria volta.

    La seconda conclusione viene dal lasso di tempo intercorso tra la (senz'altro) antichissima pratica di tracciare le stelle (pratica ancor più importante dopo l'avvento dell'agricoltura e la lenta e lunga fine del nomadismo) e le prime scritture umane a noi note (che, si sa, risalgono a migliaia di anni dopo le pitture rupestri).
    Ditemi che sono pazzo, ma la lunga tradizione orale che copre la maggior parte della storia della nostra specie ha potuto contare sull'aiuto determinante del primo libro che la storia ricordi. Un libro a fumetti, per così dire, i cui personaggi disegnati (ciascuno con la propria storia) si potevano vedere ed imparare nonostante il passare delle generazioni.

    La terza mi pare la più scontata di tutte. A parità di condizioni di un pianeta, ciascun essere cosciente in grado di distinguere la luce nelle frequenze di ciò che chiamiamo "spettro visibile", alza gli occhi, si domanda e usa la propria intelligenza per trovare le risposte. Tutte le civiltà dell'universo affondano i propri pilastri nella conoscenza del firmamento che si apre sopra di loro.

  2. cari tutti,
    volevo permettermi di aggiungere (e probabilmente ampliare nel tempo) qualcosa all'ottimo articolo di Roberta.

    L'origine delle costellazioni è probabilmente molto più antica delle prime civiltà organizzate. Forse sono nate insieme al primo ominide pensante o quasi. Basta ricordare i meravigliosi dipinti che NON si possono più ammirare nella grotta di Lascaux in Francia. Essi risalgono a circa 17000 anni fa. Almeno una costellazione è già conosciuta sia astronomicamente (visibilità generale) sia simbolicamente (legame con qualcosa di estremamente pratico e utile). Non vi è bisogno che ve ne dica il nome... basta riportare l'immagine dipinta, confrontata con ciò che si vede nel cielo (tenendo anche presente la tecnica un po' rozza e lo spostamento delle posizioni delle stelle in 17000 anni). Eccola:
    Allegato 618

    Direi che parlare di un semplice "caso" sarebbe troppo riduttivo per i nostri antenati già capaci di giungere a livelli artistici immensi!

  3. Davvero un bel articolo!!!
    Leggendolo pensavo a due cose: Be la prima è che chiunque, anche chi non sa nulla di astronomia, guardando la sfera celeste intravede delle figure formate dalle stelle; Figure che rappresentano molto di quella persona o di ciò che conosce.
    La seconda i libri e le teorie di Graham Hancock. Interessante vedere come alcune delle mega costruzioni antiche, siano la rappresentazione terrestre di diverse costellazioni. COn un software che calcola iil moto dei cieli, è riuscito a stabilire un periodo storico, credo attorno al 10.000 a.C., in cui queste costruzioni fossero esattamente allineate con alcune costellazioni (es, le piramidi egizie con la cintura di Orione).
    Queste osservazioni potrebbero spostare indietro nel tempo la data delle loro costruzioni.

  4. Citazione Originariamente Scritto da Alberto Visualizza Messaggio
    Davvero un bel articolo!!!
    Leggendolo pensavo a due cose: Be la prima è che chiunque, anche chi non sa nulla di astronomia, guardando la sfera celeste intravede delle figure formate dalle stelle; Figure che rappresentano molto di quella persona o di ciò che conosce.
    La seconda i libri e le teorie di Graham Hancock. Interessante vedere come alcune delle mega costruzioni antiche, siano la rappresentazione terrestre di diverse costellazioni. COn un software che calcola iil moto dei cieli, è riuscito a stabilire un periodo storico, credo attorno al 10.000 a.C., in cui queste costruzioni fossero esattamente allineate con alcune costellazioni (es, le piramidi egizie con la cintura di Orione).
    Queste osservazioni potrebbero spostare indietro nel tempo la data delle loro costruzioni.
    dammi retta Alberto... non leggere più quel tipo di libri! Alla fine sconfineranno negli alieni e cose del genere. Chiunque oggi può calcolare approssimativamente la posizione delle stelle migliaia di anni nel passato e non c'è bisogno di Hancock per scoprire cose che non stanno nè in cielo nè in terra...

  5. bè però la storia delle 3 piramidi e l'allineamento con la cintura sono vere! certamente non parlo di alieni o che...ma l'allineamento c'è!
    Pure la via lattea col nilo.
    Magari può essere casualità ma non posso dre torto su questa cosa ad Alberto!