Alieni molto più progrediti di noi? Perché no!

Le galassie più giovani dell’Universo (nate più di 10 miliardi di anni fa) sono cresciute molto più in fretta di quanto si pensasse comunemente. Ciò significa che anche nelle fasi infantili dell’Universo vi è stata la possibilità di creare i pianeti e forse anche la vita.

Per molte migliaia di anni dopo il Big Bang, risalente a 13.7 miliardi di anni fa, l’Universo era costituito di una “zuppa” caldissima di particelle e gas. La luce non riusciva a filtrare in quel caos terribile. Solo con l’espansione dello spazio, la materia diventò meno densa e si raffreddò. La zuppa non era, però, distribuita in modo omogeneo e presentava concentrazioni più dense. Proprio queste portarono alla formazione  delle prime stelle e galassie. Questo accadde circa 500 milioni di anni dopo il Big Bang.

galassie lontane
Tutti gli oggetti che si vedono nell’immagine sono galassie lontane. Esse hanno mostrato un’evoluzione molto più rapida di quanto si pensasse comunemente. Probabilmente avevano già la materia prima per formare pianeti e vita biologica. (Hubble Space Telescope)

Le prime galassie erano probabilmente popolate da stelle gigantesche, formate solo da idrogeno ed elio.

Una stella è una sfera gigantesca di gas che produce energia fondendo l’idrogeno e l’elio e trasformandoli in elementi sempre più pesanti. Quando non possono più ricavare energia, le stelle muoiono, riversando nello spazio enormi nuvole di gas e polvere. Da esse si formano nuove stelle in un ciclo gigantesco di vita e di morte. I nuovi astri, però, contengono anche gli elementi pesanti costruiti dalle loro progenitrici. Elementi pesanti vogliono dire anche ossigeno e carbonio, gli elementi base per la vita.

Finora, si pensava che fossero necessari miliardi di anni per formare stelle e galassie con alti contenuti di elementi pesanti. Una nuova ricerca dell’Università di Copenhagen ha dimostrato, invece, che questo processo è stato molto più breve.

Si sono studiate 10 galassie giovanissime analizzando il loro spettro luminoso. La luce che giunge oggi a noi è partita 10-12 miliardi di anni fa. Si aspettavano oggetti poveri di elementi pesanti. Invece si sono viste strutture molto ricche di questi elementi, almeno quanto lo è il nostro Sole.

luce di un quasar filtrata da una galassia
Il metodo di analisi utilizzato all’Università di Copenhagen. La luce del quasar viene “segnata” dalle linee di assorbimento dovute agli elementi pesanti presenti nella galassia in primo piano. Malgrado il “redshift”, la luce giunge a noi mantenendo questo segnale. (Lorena Fuentealba)

Le galassie di questo tipo sono talmente lontane e deboli che normalmente la loro luce non può essere studiata direttamente, ma solo attraverso metodi indiretti.  Vi sono oggetti estremamente luminosi nell’Universo, i quasar, che altro non sono che giganteschi buchi neri, annidati in galassie in formazione, che emettono più luce di migliaia di singole galassie “normali”. Sono dei potentissimi fari che possono essere visti ovunque malgrado la loro antica età. Bisogna allora trovare quasar che stiano dietro alle galassie che si vogliono studiare, in modo che la loro luce venga “filtrata” dalle galassie in primo pino. Si è così notato che parte della loro luce è “sparita”, in quanto assorbita dagli elementi presenti nella galassia che sta davanti.

Studiando le linee spettrali dei quasar si sono scoperti gli elementi esistenti nella galassia “filtro” e dall’intensità delle  stesse linee si è ricavata l’abbondanza dei singoli elementi.

Si è trovato non solo che le galassie così giovani per l’età dell’Universo hanno una quantità sorprendentemente alta di elementi pesanti, ma che questi sono presenti anche nelle zone periferiche, implicando una situazione non diversa da quella in cui è nato il Sole, i suoi pianeti e la stessa vita terrestre.

Forse in quelle galassie la vita esiste da parecchi miliardi di anni. Coraggio! Che agli alieni così progrediti ci vengano a trovare!

//

Ti ricordiamo che per commentare devi essere registrato. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nostra community. Ti aspettiamo! : )

4 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Allora, qualche possibilità che esistano civiltà aliene molto più vecchie della nostra c'è...
    Chissà che non ci stiano veramente spiando....
    Magari non si fanno vivi per rispettare la prima direttiva di Star Trek...

  2. Citazione Originariamente Scritto da Red Hanuman Visualizza Messaggio
    Chissà che non ci stiano veramente spiando....
    Si, perché é un bello spettacolo! avranno gia cambiato canale da un po...
    Certo che ultimamente pare che il cosmo si diverta a stupirci con cose inaspettate.
    Grazie per l'articolo!

  3. Se decidono di farci visita, speriamo che non ci facciano fare la fine che i conquistadores spagnoli fecero fare alle civiltà americane precolombiane!

  4. Ciao a tutti, e'una faccenda intricata e complessa, piena di domande..
    la caratteristica della specie umana e'la curiosita', ma questa spinta a conoscere, capire ed esplorare e'proprio cio'che ci ha spinto ad evolverci tecnologicamente e socialmente. Questa spinta a conoscere, e'quel che permette ad una civiltà di' evolversi, fino a voler esplorare lo spazio e le altre stelle. Quindi, una civilta'aliena in grado di raggiungerci ed osservarci con mezzi propri, non può essere ne tanto primitiva, ne tanto sottosviluppata, anzi, ha raggiunto una tecnologia di molto superiore alla nostra ed e'certamente curiosa di esplorare, conoscerci, come lo saremmo noi nei loro confronti. ma per noi e'diverso: chi e'in grado di raggiungere la terra e'superiore tecnologicamente, quindi ci affascina terribilmente, a tal punto che siamo anche disposti a correre rischi, pur di riceverli, pur di sapere che ESISTONO. Anche, anzi soprattutto, perché per noi sarebbe il PRIMO contatto....
    Ma per chi e'piu'evoluto di noi, pur avendo quindi una forte spinta a conoscere, esplorare, anche dopo averci scoperto potrebbe decidere di temporeggiare su di un eventuale contatto con noi, non per indifferenza, tutt'altro, anzi, perché consapevole dell'enorme valore della scoperta della nostra civiltà (sempre che non ci abbiano "fatti"loro...), potrebbe valutare di studiarci e conoscerci prima da lontano, aspettando poi un nostro livello evolutivo piu'adeguato a permetterci di affrontare un contatto così importante.
    Perché contattare una civiltà meno evoluta? Quale sarebbe il vantaggio derivante da questo contatto con dei primitivi, quando possono studiarci da vicino senza interferire...?
    Quindi, a livello per cosi dire governativo, farebbero una scelta diversa da quello che le persone comuni farebbero, cioè, anziché buttarsi e contattare l'altra civiltà senza curarsi delle conseguenze, avrebbero invece un approccio molto più ponderato, dettato da chi detiene i vertici del loro potere decisionale. Anche perche':
    pur non avendole ancora incontrate, sappiamo gia'che possono esistere DUE TIPI di civiltà aliene:
    tipo 1: quella per la quale NOI siamo la PRIMA civiltà evoluta scoperta.
    Tipo 2: quella per la quale NOI, NON SIAMO la PRIMA civilta'evoluta SCOPERTA.......................................... ..............
    Quindi, soprattutto una civilta'aliena di Tipo 2, dopo averci scoperto, potrebbe decidere di aspettare prima di avere il primo contatto con noi.
    Questo, anche perche' c'e'un'altra importante questione in ballo: cosi come noi umani possediamo un'esperienza "storica" di incontri tra civiltà diverse, che sono avvenuti in ogni epoca, conoscendone le conseguenze, anche una civilta'aliena molto evoluta, molto più evoluta di noi, in grado di spostarsi velocemente nello spazio, potrebbe già possedere un database.... Un archivio degli incontri tra civilta'aliene diverse avvenuti in passato... Sapendo gia'cosa e'accaduto, a seconda di come e quando e'avvenuto il primo contatto..... Potrebbe possedere un database che racchiude quel che e'avvenuto nel cosmo, tra le civilta'aliene da essa conosciute, direttamente o indirettamente, in quest'ultimo MILIARDO di anni appena trascorso....................