Le costellazioni del Reticolo, del Bulino e dell’Orologio

Si tratta di costellazioni dell’emisfero australe assolutamente insignificanti…
Ma no, scherzavo! Tutte le costellazioni sono interessanti e peccato che non siano visibili dalle nostre parti, se non con grande difficoltà…

Questa serie di articoli fa uso del Simulatore di costellazioni in 3D, descritto in questo articolo. Se si dovessero riscontrare problemi nel caricamento delle pagine, scaricare manualmente l’ultima versione di JRE (Java Runtime Environment) all’indirizzo:
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Il R­eticolo

Che cosa lega la costellazione del R­eticolo a questa immagine, che gli appassionati di fantascienza riconosceranno subito?

Immagine tratta dal film Alien
Immagine tratta dal film Alien

Sì, si tratta del famoso e sempreverde film di fantascienza del 1979 d.C. intitolato Alien: uno dei miei preferiti (subito dopo il mitico Blade Runner), che ogni tanto riguardo con vero piacere. E’ un film che non mi stanca mai ed anzi ogni volta che lo vedo è come se fosse la prima volta: provo sempre le stesse sensazioni di angoscia, terrore e paura nonostante lo conosca quasi a memoria. Quando entrano nella grotta con tutte quelle uova e la luce azzurrina… brr

Ma torniamo alla domanda iniziale, la cui risposta è pronta. Nella finzione scenica, il pianeta LV426, altrimenti noto come Acheron, e dove l’equipaggio dell’astronave Nostromo incontra/scontra l’essere alieno, non è altro che uno dei pianeti che circondano una stella, che per gli autori è ζ2 Ret. Il motivo di questa scelta apparirà chiaro fra breve: adesso vediamo dove si trova questa costellazione, nella realtà, nel cielo australe.

La costellazione del R­eticolo
La costellazione del R­eticolo

Grazie a Stellarium, possiamo vedere che il R­eticolo (strumento che serviva a misurare le distanze angolari tra stelle) si trova in piena zona australe e dunque non visibile dalle nostre latitudini ed è formata da stelle più deboli della 3a magnitudine: nessuna delle sue stelle ha mai ricevuto un nome e questa è una situazione abbastanza comune per le nuove costellazioni australi, ovviamente non note agli antichi greci e romani, ma solo a popoli che si spostavano per i mari.

l'applet della costellazione
l’applet della costellazione

Ciò non toglie che cliccando sull’animazione qui a fianco possiamo vedere l’aspetto tridimensionale di questo raggruppamento di stelle, come ben noto agendo sulle frecce destra e sinistra. Direi che non c’è altro da aggiungere su questo mio programma, che utilizzo in tutti i miei articoli di questa categoria: anche cliccando “f” non appare alcuna nuova figura da parte di H.A.Rey. Ovviamente il R­eticolo non esiste nelle opere dell’antichità e qui lo vediamo nella rappresentazione di Stellarium, decisamente moderna.

la costellazione del Re­ticolo secondo Stellarium
la costellazione del Re­ticolo secondo Stellarium

Stelle vicine e grandi

In questa costellazione ci sono tre stelle vicine e due stelle grandi: iniziamo dalle prime. In particolare abbiamo la stella doppia ζ Ret, le cui componenti ζ2 Ret e ζ1 Ret si trovano rispettivamente a 39 e qualcosa meno di 40 al dal nostro Sole: si tratta di due stelle di classe spettrale G e sono nane gialle proprio come il nostro Sole. Visto dalle vicinanze della stella ζ2 Ret, il Sole appare in un $campo$ stellare ovviamente boreale, con parecchie stelle dell’Orsa Maggiore e Minore, del Drago e della Lira, con alcuni intrusi eccellenti (Sirio e Procione) che appaiono in zona grazie alla loro vicinanza a noi ed al fatto di considerare lo spazio come tridimensionale.

Parlando del film Alien dicevo della scelta dei produttori del film: in effetti quasi tutte le stelle vicine al Sole (a cominciare da Proxima Centauri e Alfa Centauri) sono riccamente presenti in svariati film e racconti di fantascienza. Dovendo parlare di razze aliene più o meno nemiche, la prima scelta è farle provenire da stelle vicine, piuttosto che da stelle a distanza galattica, come può capitare in Star Trek. Poi su alcune stelle vicine (e ζ2 Ret non fa eccezione) ci sono proliferazioni di informazioni assolutamente non scientifiche riguardanti rapimenti vari e altre amenità sulle quali calo il classico velo pietoso. Piuttosto desidero farvi conoscere i miei amici Alieni (sì, si chiamano proprio così e non Zetareticolani o roba simile): tra le loro caratteristiche posso citare una grossa testa pelata con grandi occhi, corpo mingherlino e lunghe braccia. Ma la cosa più strana è che chiamano Terrestri tutti gli abitanti (veri o fantascientifici) di altri mondi! Paese che vai, usanza che trovi…

La terza stella per ordine di distanza è infine ε Ret, a 59 al da noi e perciò proprio al limite dei 60 al che mi sono imposto in questi articoli: la zona di cielo in cui è posizionato il Sole è praticamente la stessa della stella binaria già vista, solo che il Sole è al limite della visibilità umana. Non è così per gli Eretici, che riescono a vedere fino alla 7a $magnitudine$, con i loro 9 occhi disposti a matrice 3×3…

confronto tra le stelle del R­eticolo e altre ben note
confronto tra le stelle del reticolo e altre ben note

Ma passiamo alle due stelle grandi, che è meglio! Dal diagramma di comparazione, sempre presente nei miei articoli, vediamo che ci sono due stelle giganti di classe stellare M, γ Ret e δ Ret, rispettivamente grandi 130 e 92 volte il nostro Sole: niente male per due stelline di $magnitudine$ 4.5 e perciò visibili nelle notti stellate australi. Senza parlare dei miei amici Gretini e Deretini, vi posso dare il link alle due immagini della prima e seconda stella gigante, per poter vedere come appaiano decisamente minacciose ed inquietanti da una grandissima distanza quale 10 UA, la distanza media di Saturno da Sole.

Oggetti deep sky

Tra i vari oggetti celesti nella costellazione del Reticolo ho scelto tre oggetti assolutamente affascinanti ed appartenenti a buon diritto al catalogo NGC, fotografati come sempre dall’occhio esperto dell’HST. Ricordo che cliccando le foto ne apparirà una versione a risoluzione maggiore.

Iniziamo con NGC 1313, una galassia a spirale barrata, denominata Topsy Turvy Galaxy, dove il significato non è quello principale di rovesciato o capovolto (che in cielo non ha molto senso), ma il sinonimo disordinato, confusionario: infatti la $galassia$ ha una forma alquanto caotica, in genere il risultato di un’interazione tra due galassie. Ma in questo caso la $galassia$ è unica.

la galassia $NGC$ 1313
la $galassia$ NGC 1313

poi passiamo ad NGC 1543 una bellissima spirale barrata ad anello

la galassia $NGC$ 1543
la $galassia$ NGC 1543

ed infine vediamo la $galassia$ a spirale NGC 1559

la galassia $NGC$ 1559
la $galassia$ NGC 1559

 


La costellazione del Bulino

la costellazione del Bulino
la costellazione del Bulino

Si tratta di un’altra costellazione australe moderna, molto piccola, posta più a sud del più famoso Cane Maggiore: pur essendo australe in realtà è anche visibile alle nostre latitudini, come vedremo a tempo debito. É formata da stelle non molto luminose, al di sotto della $magnitudine$ 4.5 ed ovviamente non battezzate con nomi che non siano sigle. A proposito del nome latino, Caelum, al genitivo Caeli, c’è da sottolineare che non c’entra assolutamente con l’altra parola coelum che viceversa indica il cielo: la pronuncia è praticamente la stessa dato che i due dittonghi ae ed oe si pronunciano alla stessa maniera. Si tratta comunque dell’arnese utilizzato da un incisore per le sue opere d’arte e che qui vediamo nella rappresentazione che fornisce Stellarium.

il Bulino secondo Stellarium
il Bulino secondo Stellarium
l'applet 3D della costellazione del Bulino
l’applet 3D della costellazione del Bulino

Nel diagramma 3D che otteniamo cliccando sull’animazione a destra possiamo vedere che il Bulino consta di una mezza dozzina di stelle, senza nomi greci o latini, ma solo lettere greche, poco luminose, distanti più di 60 al ed in più con appena due stelle di grandezza 13 volte ed 11 volte il nostro Sole, rispettivamente γ1 Cae e ζ Cae: per questo fatto non ho nemmeno disegnato il diagramma di confronto tra le stelle del Bulino ed altri mostri celesti.

Chiudo questa mini puntata mostrandovi un oggetto deep sky presente nel Caelum, la $galassia$ a spirale irregolare NGC 1679

la $galassia$ $NGC$ 1679
la $galassia$ NGC 1679

La visibilità

Avevo detto che questa minuscola costellazione è visibile anche dalle nostre latitudini, però sempre bassa sull’orizzonte. Il momento migliore per osservarla, alle ore 21, è intorno alla metà di gennaio, allorché culmina a Sud, al meridiano, alta appena una quindicina di gradi: perché non cercarla, partendo da Sirio, seguendo le stelle del Cane Maggiore e spostandosi verso l’orizzonte che dovrebbe però essere sgombro da palazzi e luci? Mission impossible?!


La costellazione dell’Orologio

La costellazione dell'Orologio
La costellazione dell’Orologio

Sta a vedere che anche questa costellazione fa capolino dal nostro orizzonte senza mai essercene accorti? In effetti guardando la mappa stellare di Stellarium vediamo che l’Orologio è poco più a destra, a Ovest, del Bulino e verso capodanno si può anche osservare una piccolissima parte di questa costellazione, che è invece molto più grande. Però, al solito, grande non significa appariscente e la stella più a nord che si potrebbe scorgere bassa sull’orizzonte, α Hor, è quasi di 4a $magnitudine$.

l'Orologio secondo Stellarium
l’Orologio secondo Stellarium
l'applet 3D dell'Orologio
l’applet 3D dell’Orologio

Ho parlato di Orologio, ma nelle intenzioni del creatore Lacaille quello raffigurato era l’Horologium Oscillatorium, l’Orologio a Pendolo, ma poi è invalso l’uso della versione abbreviata, che comunque si riferisce ad una pendola, non certo ad un orologio da polso. Cliccando sull’animazione a destra verrà lanciato come sempre l’applet che visualizza le stelle dell’Orologio tracciate su un foglio virtuale. Detto che non sono presenti stelle di grandezza interessante, passiamo ora a due…

Stelle vicine

La costellazione dell’Orologio ospita al suo interno una stella molto vicina a noi: si tratta di GJ 1061, una stellina di 13a $magnitudine$, classe M5, distante da noi appena 12 al. Da questa stella, il nostro Sole brilla quasi di 3a $magnitudine$ al centro di una zona di cielo decisamente boreale, con stelle dell’Orsa Maggiore, del Drago, di Bootes e dell’Ercole, senza illustri intrusi. I miei amici Orologei mi hanno detto che da sempre studiano quella piccola nana gialla, ma non si erano mai accorti dei pianeti che ruotano intorno ad essa.

Orologei, sì, ma non grandi Astronomei, che sono invece i miei amici che abitano in un pianeta orbitante intorno a ι Hor, la stella di 5a $magnitudine$ che si trova a 56 al dal nostro Sole: anticamente si chiamavano Iorologi, ma qualcuno ha fatto notare la palese sgrammaticatura ed allora hanno adottato la nuova denominazione.

Oggetti deep sky

In questa costellazione si trovano parecchi begli oggetti deep sky: inizio da NGC 1261, un ammasso globulare ricchissimo di stelle

l'ammasso globulare $NGC$ 1261
l’ammasso globulare NGC 1261

Poi abbiamo una $galassia$ a spirale barrata, NGC 1433

la $galassia$ a spirale barrata $NGC$ 1433
la $galassia$ a spirale barrata NGC 1433

seguita dalla più appariscente NGC 1457, $galassia$ a spirale vista quasi di taglio.

la $galassia$ $NGC$ 1457
la $galassia$ NGC 1457

Abbiamo infine la $galassia$ NGC 1512, che in questa foto dell’HST mostra un anello di stelle più giovani.

la $galassia$ $NGC$ 1512
la $galassia$ NGC 1512

Della visibilità dell’Orologio ho parlato all’inizio, quindi concludo questa lunga puntata.

 

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