Nuovo selfie da Marte, Perseverance non smette di stupirci

Il rover NASA scatta una splendida panoramica da Citadelle: è qui che la settimana scorsa ha raccolto i suoi primi campioni di roccia.

Il nostro rover marziano preferito continua a deliziarci con immagini ad altissima risoluzione catturate dalla superficie di un altro pianeta. Il fatto che sia diventata routine fa perdere di vista quanto questo abbia dello straordinario.
Con una serie di immagini scaricate qualche giorno fa è stato possibile assemblare questa maestosa panoramica dell’area attorno a Perseverance: si tratta di Citadelle, ed è proprio da questa posizione che il rover ha raccolto il suo primo e secondo campione di roccia marziana.

Sol 198, prospettiva di Perseverance di fronte a Rochette. Credits: NASA/JPL-Caltech/Piras

Nel Sol 198 della sua missione ha impiegato la camera Watson posta in cima al suo braccio robotico e, scatto dopo scatto, ha realizzato le 55 immagini che compongono l’inquadratura complessiva. La prospettiva è estremamente deformata per contenere l’inquadratura in una proiezione visionabile su uno schermo.

Un ritaglio a campo più ampio della medesima panoramica. Credits: NASA/JPL-Caltech/Piras

Aprite l’immagine qui sotto per apprezzare l’animazione!
(doveva essere uno sfizietto ma mi è costato davvero tanta fatica lol)

Curiosamente alla NASA hanno programmato il rover per scattare due differenti serie di immagini: in una “guarda in camera”, nell’altra punta verso la roccia al suolo. Naturalmente solo le tre immagini che contengono la mast del rover sono duplicate. Credits: NASA/JPL-Caltech/Piras

La domanda che potreste farvi è: “ma se gli scatti se li è fatti da solo, perché non si vede il braccio robotico?”.
Il trucco sta nel fatto che la camera viene orientata con accortezza in modo che il braccio, di scatto in scatto, non sia mai inquadrato. La magia viene meno solo nello snodo attaccato al corpo del rover, dove qualche sfumatura innaturale fa intuire che lì sia successo qualcosa di strano.
Per farvi meglio un’idea di quello che succede vi lascio un video realizzato con le immagini scattate nel Sol 46. Allora Perseverance scattò delle analoghe foto, però in quell’occasione anche le camere della torretta erano in funzione! Il risultato della combinazione delle due serie di immagini è la comprensione di come avvenga questa affascinante operazione.

La mast di Perserverance in quest’inquadratura composta da tre singoli scatti. Sono ben riconoscibili le cinque camere installate: la SuperCam (il grande “occhio” laterale); le due NavCam con i loro piccoli obiettivi circolari; le MastCam-Z, coppia di camere dotate di potenti zoom. Credits: NASA/JPL-Caltech/Piras
Informazioni su Antonio Piras 10 Articoli
Ingegnere elettronico per lavoro, da sempre appassionato di scienza. Scopro l'osservazione astronomica grazie al telescopio della LIDL (ebbene sì) che mi svela le lune medicee un giorno prima di Galileo...ma 405 anni dopo. Da allora la passione cresce a dismisura e attualmente la coniugo alla fotografia, altro grande hobby.

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