Eventi rarissimi sfuggiti per poco – Seconda parte

Dopo un’abbuffata di numeri e nozioni complicatissime, cercherò in questa seconda parte di tradurre il tutto con immagini, video e con terminologie un po’ più semplici

Riprendiamo il discorso degli eventi di occultazione radente di Ganimede da parte di Giove, verificatisi poco tempo fa e di cui purtroppo era difficile avere informazioni.

Desidero integrare l’articolo originale (che ho tradotto nella prima parte), con immagini e filmati creati dal sottoscritto e con contributi di un amico del nostro Forum: vale sempre il solito principio che un’immagine o un filmato valgono più di mille parole.

Le occultazioni radenti…

Inizio riproponendo la tabellina degli eventi

I valori della colonna “max.occult.” rappresentano la percentuale di occultazione del satellite: un valore di “100%” significherebbe che Ganimede risulta completamente occultato, cosa che a noi non interessa in questa sede. Nella colonna “max.visibil.” vediamo invece la percentuale di visibilità di Ganimede

dove vediamo che i valori andavano da 95%  fino a 83% e corrispondentemente la parte visibile (quella che a noi interessa) è stata tra il 5% ed il 17%. Davvero pochino, ma è pur sempre qualcosa e soprattutto inatteso…

Per vedere di quanto fa capolino Ganimede da dietro il bordo di Giove in alcuni dei casi indicati dalla tabellina, ho utilizzato come sempre il programma WinJUPOS in una delle sue funzionalità che consente di effettuare il calcolo di effemeridi e di darne la loro rappresentazione grafica in alta risoluzione.

Evento dell’11 Settembre 2023

In questo diagramma

il massimo osservabile di Ganimede era appena il 5%, come detto: bisogna aguzzare la vista per notare questa scheggia del satellite che faceva a malapena capolino da dietro un Giove enorme.

Passiamo al 2 ottobre

In questo caso siamo invece nella condizione migliore, in cui ben  il 17% di Ganimede era visibile, ma non dall’Europa

Ora si intravvede qualcosa: purtroppo anche il 17% è deludente, ma non si poteva sperare di ottenere di più.

Per quanto riguarda il 2030, l’autore non dà nessun’altra indicazione: ho fatto invece qualche indagine e senz’altro scriverò una terza parte dell’articolo.

L’evento del 16 ottobre

Analizziamo ora l’occultazione radente del 16 ottobre, che si sarebbe potuta osservare alle 19:31, se solo l’avessimo saputo e se soprattutto ci fossero state condizioni meteo favorevoli.

In questo caso lo spicchio di Ganimede sarebbe stato del 13%

poca cosa, comunque…

Proprio costruendo il filmato, mi sono accorto che in questa situazione si era verificato qualcosa di magico : Ganimede proveniva dalla destra di Giove e viaggiava verso sinistra. Ad un certo punto veniva eclissato (totalmente, come si diceva nella prima parte),  entrando nell’ombra di Giove, per uscirne poco dopo, trovandosi prospetticamente (ricordiamolo sempre!) vicinissimo al disco del pianeta.

Successivamente iniziava a passare dietro a Giove, in corrispondenza della congiunzione superiore: normalmente sarebbe stato nascosto (occultato) completamente da Giove, mentre come ben sappiamo stavolta se ne sarebbe potuto continuare a vedere il 17%.

Con lo scorrere del tempo poi Ganimede sarebbe ritornato completamente alla vista.

Per realizzare questo filmato con WinJUPOS, ho esteso il range temporale da 3 ore prima a 3 ore dopo, ed ho ottenuto questo:

Vi sarete accorti che c’è anche il satellite Io che transita su Giove, preceduto dalla sua ombra in transito.

Evento del 23 ottobre, l’ultimo della serie

Anche in questa situazione si ripete pari pari quanto visto nel filmato precedente: Ganimede viene eclissato e poi all’uscita si trova quasi dietro a Giove ma non ne rimane del tutto occultato

Io transita pure questa volta insieme alla sua ombra.

Ma adesso una differenza c’è: è che il nostro amico Alby68a aveva effettuato una ripresa parziale dell’evento.

Come dice in un post del Forum relativo alla prima parte dell’articolo: si era dovuto fermare per via del seeing assolutamente inadeguato.

Alberto è riuscito a riprendere l’inizio dell’eclissi di Ganimede: si vede nettamente la forma circolare dell’ombra di Giove, proprio come nel filmato. Il satellite Io invece si riconosce comunque bene nella parte superiore della GRS, mentre insegue la propria ombra. Fantastico!

Con questa bellissima immagine avevo praticamente finito questa seconda parte.

Ma all’improvviso ha fatto capolino la…

… serendipity!

Stavo sfogliando i post del nostro Forum, che io ho collezionato in un’apposita cartella del PC : sono post in cui appaiono foto stupende, senz’altro papabili per una pubblicazione.

Ed è così che mi sono imbattuto in un altro post del nostro amico Alby68a, che aveva pubblicato a fine settembre un’altra stupenda sequenza animata (gif) di Ganimede in transito su Giove.

Questa gif è stata creata da immagini del 29 settembre e come si vede bene la situazione è nettamente differente: infatti Ganimede sta transitando davanti a Giove in congiunzione inferiore, guarda caso proprio nel periodo indicato delle occultazioni radenti, ma dall’altro lato rispetto a Giove. Prospetticamente si trova tra noi (la Terra) e Giove.

Osservando meglio la sequenza animata si nota che Ganimede non si sposta sempre all’interno del disco di Giove (come succede sempre), ma per una piccola parte del suo cammino rimane all’esterno: praticamente è la situazione duale, complementare, di quella delle occultazioni radenti. Fantastico!

Nell’articolo originale e visto che il sito IOTA tratta principalmente le occultazioni, l’autore belga aveva parlato solamente delle occultazioni radenti sul lato lontano di Giove, in congiunzione superiore, ma non di eventuali transiti particolari. Forse questi non interessavano al popolo di osservatori di occultazioni, o forse, chissà, non se n’era nemmeno accorto…

Una serie di congiunzioni inferiori

In realtà anche in corrispondenza delle congiunzioni inferiori di quel periodo particolare, grazie ad una combinazione fortunata di parametri orbitali, ellissi e quant’altro, succede qualcosa di inatteso: seppur di poco, Ganimede effettua dei transiti uscendo in parte dal disco di Giove. Non del tutto, analogamente a quanto era capitato nelle congiunzioni superiori.

Anche questo fatto è assolutamente insolito e probabilmente sarà pure successo nel 1916: poi magari verifico e vi farò sapere!

E così, davvero per un niente, Ganimede non riesce a distaccarsi del tutto da Giove, come fa invece Callisto, che in situazioni analoghe si trova ad orbitare decisamente lontano dal bordo del pianeta gigante. Proprio il 25 settembre alle 23 locali ecco dove si trovava Callisto in occasione della congiunzione inferiore

e pensandoci bene ci sono alcune orbite in cui Callisto effettua anche lui dei transiti radenti del disco di Giove, come questi ultimi di Ganimede.

Una nuova tabellina

Ho dunque cercato quali fossero le congiunzioni inferiori di Ganimede in quel periodo di tempo, grazie al mio programma che calcola le posizioni dei satelliti di Giove e parallelamente ho verificato cosa si sarebbe visto, sempre grazie a WinJUPOS. Una piacevolissima faticaccia!

Ho realizzato perciò una tabellina simile a quella delle occultazioni radenti, stavolta dei transiti parziali (neologismo inventato appositamente per l’occasione) di Ganimede.

E’ una tabella molto semplice con data, ora e qualche annotazione

Anche in questo caso la parzialità del fenomeno è molto piccola e cresce verso metà tabella per poi decrescere verso la fine: al di fuori di questo ristretto intervallo, ovviamente Ganimede effettuava ed effettua transiti normali (totali! ) come fa sempre…

Analizziamo ora alcune delle situazioni che si sono presentate, con immagini e filmati, insieme ad un altro contributo di Alberto.

Transiti parziali piccolissimi

I primi tre transiti della tabella sono davvero piccoli e posso sintetizzarli con questa immagine relativa al 21 settembre

Qualche amico volenteroso sarebbe in grado di calcolare la percentuale di parzialità?

Arriviamo al 29 settembre …

… ed alla situazione della gif animata di Alberto vista in precedenza, quella della serendipity.

In questo caso nel filmato vediamo che, qualche tempo prima, Ganimede stava proiettando la sua ombra sul disco di Giove per poi effettuare il suo transito parziale.

Successivamente si affaccia il solito satellite Io che dapprima con la sua ombra e poi con la sua silhouette, gioca a nascondino tra le nubi del pianeta gassoso.

Ora il 5 ottobre

La situazione del 5 ottobre è praticamente quasi identica a quella del 29 settembre ed anche in questo caso abbiamo l’ottimo contributo di Alby68a, riferito alle ore 2 del 6 ottobre

Per divertimento ho calcolato la situazione per lo stesso istante con WinJUPOS

Praticamente è la fotocopia: perfino la posizione della GRS è esatta, come d’altronde era lecito aspettarsi!!

Chiudiamo con un filmato spettacolare

L’ultimo evento della tabella, del 3 novembre, all’apparenza sembrerebbe deludente, visto che la percentuale è irrisoria.

Ma effettuando un’analisi, ci offre qualcosa di davvero inatteso: in questo caso, nel corso del suo transito, Ganimede è accompagnato come un’ombra dalla sua ombra (scusate l’ignobile gioco di parole…) ed al massimo (o meglio al minimo : sì Ganimede non era tutto all’interno del disco di Giove!) si aveva questa situazione

Eccezionale! Notate che correttamente l’ombra di un satellite sul disco di Giove è rappresentata sia con la parte della penombra che quella dell’ombra stessa. Situazioni simili le avevamo già incontrate nell’analisi dei PHEMU dei satelliti di Giove per gli anni 2015 e 2021.

Ma a mio modesto parere il filmato relativo a quest’ultima situazione è davvero da standing ovation

Ancora una volta la Natura ci ha offerto qualcosa che la nostra intelligenza umana (e men che meno quella artificiale, odiatissima) non immaginerebbe nemmeno lontanamente.

Appuntamento alla terza parte, con l’analisi di quanto accadrà nel 2030, dal punto di vista delle occultazioni parziali e dei transiti parziali. E quasi sicuramente parlerò pure del 1916…

Rimanete sintonizzati!

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 454 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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1 Commento    |    Aggiungi un Commento

  1. Gran bell'articolo, perché lascia comprendere come l'astrofotografia con lo studio e la conoscenza assume un significato diverso e prezioso, così come l'analisi degli eventi del sistema solare senza la testimonianza concreta (fotografica) è meno affascinante.
    Lo ripeto prima di tutto a me stesso, perché non avrei riscoperto la particolarità di alcune foto senza i tuoi preziosi articoli.
    Grazie