Parliamo di 40 Eri, tra scienza e fantascienza (Vulcan)

Studi seri su un argomento fantascientifico…

… appaiono in un articolo di UniverseToday: ecco la mia traduzione ragionata, effettuata grazie alla mia IP (Intelligenza Personale), senza nessun aiuto artificiale per la traduzione, ma con aggiunte varie!

Lascio dunque la parola a Evan Gough, già incontrato e tradotto parecchie volte.

Scusa Spock, ma Vulcan non è un pianeta

Questa volta si parla del signor Spock, famosissimo e compianto personaggio di origini Vulcaniane della serie di fantascienza Start Trek : il suo pianeta natale, Vulcan, è da sempre associato alla stella 40 Eridani (40 Eri), una stella distante da noi appena 16 al (anni luce).

Fece scalpore la scoperta, nel 2018, da parte di un team di Astronomi, di un esopianeta in orbita attorno a quella stella : si trattava infatti della prima super-Terra intorno ad una stella simile al Sole, per giunta molto vicina al Sistema Solare. È stato divertente e notevole trovare che a volte la Scienza e la Fantascienza viaggiano su binari paralleli!

La stella 40 Eri è un sistema ternario (ndr: e qui come non si fa a pensare al “problema dei 3 corpi” ed alla famosa serie TV di fantascienza ) all’interno del quale gli Astronomi avevano scoperto un singolo pianeta, denominato per convenzione “40 Eridani b” (ndr: e non “Eridani b”, caro il mio Evan… ) , con il metodo della velocità radiale : un pianeta che orbita intorno al baricentro del proprio sistema stellare, sposta la stella creando un cambiamento nel suo spettro.

La scoperta…

… di 40 Eri b era avvenuta a partire da dati del Dharma Planet Survey (DPS), durante il monitoraggio sugli spettri di 150 stelle vicine al Sole, con l’aiuto del Keck Telescope e dello spettrografo per la ricerca di esopianeti, HARPS.

Però gli autori della scoperta erano stati da subito cauti, mostrando i dati in loro possesso con la loro migliore interpretazione, come da prassi comune e discutendo “la possibilità che il segnale raccolto potesse essere ricondotto ad attività dovute alla rotazione della stella, come macchie solari, regioni attive, irregolarità” o quant’altro.

Ma in conclusione affermarono che quanto osservato era probabilmente un esopianeta, al cui segnale erano sovrapposti disturbi  (rumore ) dovuti all’attività stellare.

E tutti furono contenti di concordare sul fatto di aver trovato una super-Terra intorno ad una stella vicina.

(ndr: e qui Evan riporta un pensiero di Spock : “talvolta gli uomini vedono quel che desiderano vedere”, espresso in una puntata della serie TV originale… )

All’epoca, misurando questa variazione nello spettro, si era parlato di un pianeta con un periodo di circa 42 giorni, all’interno della zona di abitabilità della stella : la scoperta era davvero intrigante e aveva dato ancora maggiore notorietà al mitico Spock e alla serie di fantascienza.

Il rovescio della medaglia : nessuna delle osservazioni effettuate negli anni successivi ha confermato l’esistenza di questo esopianeta e addirittura uno studio del 2021 ha dimostrato che i cambiamenti nello spettro di 40 Eri erano un falso positivo.

Ed infine ci sono nuovissimi studi

Recentemente si è ottenuta la smentita definitiva dell’esistenza di Vulcan in base allo studio pubblicato su The Astronomical Journal da parte di Abigail Burrows (ndr: una simpatica Astronoma ) del Dartmouth College : in questo studio si parla dei risultati ottenuti con misure della velocità radiale di 40 Eri, compiuti misurando l’effetto Doppler con lo strumento NEID della NASA.

Analizzando certosinamente i dati di velocità radiale, Abigail ed il suo team hanno dimostrato che il segnale con periodicità di 42 giorni era un segnale indotto dall’attività stellare e non causato da pianeti orbitanti: non era rumore, ma un segnale vero.

Per un periodo di 6 mesi sono stati acquisiti 63 spettri stellari del sistema di 40 Eri, per mezzo di uno spettrometro ad alta risoluzione connesso al WIYN (Wisconsin-Indiana-Yale-NOIRLab) presso il telescopio dell’osservatorio di Kitt Peak. (ndr: nuova tiratina d’orecchie ad Evan, che stavolta ha ribattezzato la stella come “Eridani”… )

Dalle misurazioni effettuate appare un picco in corrispondenza di un periodo medio di 42 giorni legato alla rotazione della stella

prima parte di un complesso diagramma che mostra una periodicità di circa 42 giorni – credit : Burrows et al. 2024

causato da una macchia stellare in decadimento oppure da una zona più chiara, ma non da un pianeta orbitante.

(ndr: e qui Evan riporta un altro pensiero di Spock : “Una volta eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità”, espresso da un giovane Spock nel film “Into Darkness”, ma che ovviamente l’elfo dalle orecchie a punta ha scopiazzato allegramente da Sherlock Holmes in una celebre frase de “Il segno dei quattro”… )

C’è da aggiungere che questi studi non intendevano sbugiardare Vulcan, perché rientravano nella logica di uno sforzo per comprendere meglio i cambiamenti spettrali periodici o quasi-periodici di stelle simili al Sole. Gli autori infatti auspicano un miglioramento nella precisione delle misure Doppler, per riuscire a rivelare con sicurezza esopianeti di massa terrestre orbitanti attorno a stelle simili al Sole.

Dove si trova 40 Eri?

Da Stellarium, vediamo la posizione di questa stella di magnitudine 4.4, della costellazione di Eridano (di cui parlo in questa puntata della categoria “costellazioni”) posizionata nel cielo molto vicina alla ben nota costellazione di Orione: la stella è perciò raggiungibile facilmente saltando di stella in stella (star hopping ).

La stella 40 Eri all’interno della sua costellazione, l’Eridano – credit: Stellarium

Come tutte le stelle, anche 40 Eri possiede vari nomi, a seconda del catalogo stellare in cui è inserita, partendo dal suo nome Keid (dall’arabo “guscio d’uovo”, ma che francamente non è facile collegare all’Eridano, il fiume Po) per arrivare alla designazione ufficiale di o2 Eri (omicron2 Eridani) e spaziando tra i cataloghi stellari HIP, HR, HD e SAO.

Dal sito SIMBAD troviamo una marea di denominazioni per tutti i gusti, oltre all’informazione che si tratta di una “Eruptive Variable“:

- AC2000 2125614
- ADS 3093 A
- BD-07 780
- CCDM J04153-0739A
- Ci 20 288
- CSI-07 780 1
- 1E 041258-0745.9
- 2EUVE J0415-07.6
- EUVE J0415-07.6
- GC 5138
- GCRV 2440
- GEN# +1.00026965A
- GEN# +1.00026965
- GJ 166 A
- HD 26965
- HIC 19849
- HIP 19849
- HR 1325
- IRC -10064
- JP11 868
- LFT 338
- LHS 23
- LPM 181
- LTT 1907
- 2MASS J04151651-0739068
- N30 880
- NAME Keid
- NLTT 12863
- 8pc 198.24A
- PLX 945
- PM 04130-0744
- PMSC 04107-0748A
- PPM 400061
- RBS 527
- 1RXS J041521.5-073843
- SAO 131063
- SKY# 6509
- SPOCS 207
- STF 518A
- TIC 67772871
- TYC 5312-2325-1
- UBV 4139
- UBV M 10040
- uvby98 100026965
- WDS J04153-0739A
- WEB 3792
- WISEA J041513.97-073951.7
- YZ 97 1060
- Zkh 58
- [GKL99] 110
- AAVSO 0410-07
- Gaia DR3 3195919528989223040
- Gaia DR2 3195919528988725120

tra le quali “GJ 166 A” è relativa alla presenza della stella nel catalogo “Gliese” delle stelle a noi più vicine…

Se ci fate caso, proprio alla fine della carrellata di nomi, appaiono i due codici fiscali generati a seguito delle misurazioni effettuate dalla sonda GAIA dell’ESA.

Informazioni su Pierluigi Panunzi 474 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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