Il cielo nel mese di Marzo 2012

Spettacolare congiunzione tra Giove e Venere, e nuova congiunzione con Luna “a barchetta”! L’Equinozio segna l’inizio della primavera astronomica. Tour guidato delle costellazioni, mappe del cielo dettagliate ed effemeridi di Sole, Luna e Pianeti. Tutti gli eventi astronomici del mese di Marzo 2012.

Sole

Si trova nella costellazione dell’Acquario fino al giorno 12, quando entra nella costellazione dei Pesci. Domenica 25 Marzo, alle ore 2, entra in vigore l’Ora Legale. Lancette spostate un’ora in avanti ed orologi che segneranno un’ora in più rispetto al TMEC e 2 ore rispetto al GMT. La situazione rimarrà invariata fino al 28 ottobre prossimo, data del ripristino dell’Ora Solare.

Equinozio di Primavera: 20 Marzo, ore 05:07
Il Sole sorge e tramonta rispettivamente ad Est e ad Ovest, e si trova esattmente nel punto di intersezione tra equatore celeste ed eclittica, denominato punto d’Ariete. Il giorno e la notte presentano la stessa durata.
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1 marzo

  • sorge alle 06:45
  • transita alle 12:22
  • tramonta alle 18:01

15 marzo

  • sorge alle 06:22
  • transita alle 12:19
  • tramonta alle 18:17

31 marzo (Orari espressi in Ora Legale)

  • sorge alle 06:54
  • transita alle 13:14
  • tramonta alle 19:35

effemeridi complete

La durata del giorno aumenta di circa 1 ora e 33 minuti dall’inizio del mese.

Luna

1 marzo

  • sorge alle 11:03
  • transita alle 18:43
  • tramonta alle 01:32

15 marzo

  • sorge alle 01:40
  • transita alle 06:25
  • tramonta alle 11:12

31 marzo

  • sorge alle 12:41
  • transita alle 20:05
  • tramonta alle 02:45

Effemeridi complete

fasi lunari del mese:

  • Primo Quarto l’1 (ore 01:24)
  • Luna Piena il 8 (ore 09:42)
  • Ultimo Quarto il 15 (ore 01:28)
  • Luna Nuova il 22 (ore 14:40)
  • Primo Quarto il 30 (ore 19:43)

Il giorno 10 alle ore 10:08 la Luna raggiunge il perigeo (362.398 km di distanza), mente il giorno 26 alle ore 05:33 si troverà nel punto più lontano dalla Terra nel corso della sua orbita, l’apogeo(405.779 km).

Posizione dei pianeti

Il pianeta Mercurio

Mercurio

Mercurio: il mese inizia con un breve periodo favorevole all’osservazione del pianeta in orario serale. Lo si può osservare ad occidente, dove tramonta un’ora e mezza dopo il Sole. Il giorno 5 Mercurio raggiunge la massima elongazione serale con una distanza angolare dal Sole di oltre 18°. Nell’arco di pochi giorni il pianeta si tuffa tra le luci del crepuscolo, si abbassa sull’orizzonte fino alla congiunzione con il Sole del 21 marzo. A fine mese ricompare nei cieli del mattino, molto basso sull’orizzonte.

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ATTENZIONE: se si usa uno strumento ottico per osservare il pianeta, NON inquadrare MAI il Sole se non si è dotati di apposito filtro. Ciò comporterebbe danni irreparabili alla vista!

Il pianeta Venere

Venere

Venere: permangono le condizioni ottimali per ammirare il pianeta, praticamente identiche a quelle del mese precedente. Il luminosissimo Venere tramonta 4 ore dopo il Sole, raggiungendo il massimo intervallo di osservabilità per l’anno in corso. Venere attraversa per intero la costellazione dell’Ariete, dal giorno 4, quando lascia i Pesci, al giorno 30, quando fa il suo ingresso nel Toro.

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Il pianeta Marte

Marte

Marte:per il pianeta rosso inizia il perido di migliore osservabilità. Il 3 marzo infatti si trova all’opposizione. Marte è quindi visibile per l’intera notte, ad oriente dove sorge nelle ore serali, a sud dove culmina nelle ore centrali della notte, a occidente prima del sorgere del Sole. Marte si muove ancora di moto retrogrado nella costellazione del Leone. Si allontana quindi dal limite con la Vergine e si sposta in direzione di Regolo, la stella più luminosa del Leone.

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Il pianeta Giove

Giove

Giove: le condizioni di osservabilità sono quasi identiche a quelle di Venere, con cui si troverà in congiunzione il 15. Dopo la congiunzione Venere si mantiene ancora alta in cielo, mentre Giove si abbassa sempre più sull’orizzonte occidentale, riducendo sempre più il tempo disponibile per osservarlo. Giove si trova nella costellazione dell’Ariete.

In condizioni di osservabilità sono sempre degni di nota i 4 satelliti galileiani (Io, Europa, Ganimede e Callisto), che si mostrano come piccoli puntini bianchi che danzano da un lato all’altro del pianeta sulla linea dell’equatore.

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Il pianeta Saturno

Saturno

Saturno: il pianeta con gli anelli anticipa sempre più il suo sorgere e si accinge a diventare uno dei protagonisti del cielo di questa primavera. Saturno è già visibile a Sud Est dopo le ore 22 e raggiunge la massima altezza sull’orizzonte a Sud circa due ore dopo la mezzanotte. Il pianeta si trova ancora nella costellazione della Vergine, non lontano dalla stella più brillante della costellazione, la luminosa Spica.

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Il pianeta Urano

Urano

Urano:è ormai completamente inosservabile. Il 24 marzo infatti si trova in congiunzione con il Sole. Sarà necessario attendere alcune settimane per rivederlo al mattino, prima dell’alba.

In condizioni favorevoli all’osservazione, usando uno strumento ottico (anche un buon binocolo) appare come un oggetto di colore blu/verde, di magnitudine 5.7. Urano si trova ancora nella costellazione dei Pesci.

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Il pianeta Nettuno

Nettuno

Nettuno: dopo la congiunzione con il Sole del mese scorso, è ancora praticamente impossibile osservarlo. A fine mese ricompare prima dell’alba, ma è molto basso sull’orizzonte orientale. Nettuno si trova nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per molti anni ancora.

Come sempre, in condizioni favorevoli all’osservazione, per individuarlo è necessario utilizzare una strumentazione adeguata, un telescopio o un binocolo.

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Il plutoide Plutone

Plutone

Plutone: Preso atto della riclassificazione di Plutone a plutoide da parte della IAU (Parigi, Giugno 2008), la nostra rubrica includerà comunque l’osservabilità dell’astro.

Plutone si trova ancora nella parte alta della costellazione del Sagittario, dove è destinato a rimanere molto a lungo, fino al 2023. Lo si può osservare nelle ore che precedono l’alba.

Con la sua magnitudine 14 sono necessari un cielo scuro, una buona carta stellare e almeno un telescopio da 8″ di apertura (200mm).
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Congiunzioni

Congiunzione Luna - Marte, giorno 7 ore 21

Luna-Marte:
la notte tra il 7 e l’8 la Luna Piena forma un suggestivo triangolo con il pianeta Marte e Regolo, la stella più luminosa della costellazione del Leone. Sulla destra, per i fortunati che possono ancora godere di un cielo abbastanza buio, si può vedere la elusiva costellazione dell’Idra

Congiunzione Luna - Saturno, giorno 10 ore 23

Luna-Saturno:
nelle ore centrali della notte tra il 10 e l’11 marzo si verifica una configurazione che ricorda quella del 7 e 8. Ai vertici del triangolo in questa occasione troviamo però la Luna già oltre la fase di Luna Piena, il pianeta Saturno e la stella Spica, la più brillante nella costellazione della Vergine

Congiunzione Venere - Giove, giorno 15 ore 21

Venere-Giove:
probabilmente la congiunzione più spettacolare dell’anno. I due pianeti più luminosi si incontrano nella costellazione dell’Ariete. Venere da molte settimane è ben visibile alla sera, dopo il tramonto, più luminoso e, fino alla congiunzione, più basso in cielo rispetto a Giove. La distanza angolare tra i due pianeti diminuisce sempre di più: già la sera del 14 possiamo vederli molto vicini. La congiunzione vera e propria si verifica nella giornata del 15, con una distanza angolare di 3° 16’. Dopo il tramonto del Sole potremo vedere ancora la suggestiva coppia di pianeti, ma la distanza tra i due già inizia a crescere. Nelle settimane successive Venere sarà via via ancora più alto sull’orizzonte rispetto a Giove

Congiunzione Luna - Giove, giorno 25 ore 21

Luna-Giove:
nelle prime ore della sera del 25 il pianeta Giove, sempre più basso sull’orizzonte occidentale, tramonta accompagnato dalla sottile falce di Luna “a barchetta”, così chiamata per l’angolazione anomala rispetto a quella cui siamo abituati alle nostre latitudini. I due astri si trovano nella costellazione dell’Ariete. Poco più in alto brilla Venere

Congiunzione Luna - Venere, giorno 26 ore 21

Luna-Venere:
la sera del 26 si ripete lo spettacolare tramonto dei tre astri più luminosi, tutti concentrati nella costellazione dell’Ariete. Il più basso sull’orizzonte è ancora Giove; la falce di Luna crescente ha raggiunto Venere.

Costellazioni

Il mese di Marzo vede ancora come protagoniste le costellazioni invernali. Tuttavia, rispetto al mese precedente, si noterà uno spostamento delle stesse verso sud-ovest. Da notare invece che, già dalle prime ore della notte, si affacciano ad oriente le costellazioni del Leone e della Vergine (nei pressi della quale troviamo Saturno). I fortunati abitanti di luoghi con poco inquinamento luminoso, potranno scorgere persino la debole costellazione del Cancro, che separa il Leone dai Gemelli.

Proseguendo verso occidente spicca ancora la stupenda Orione, con le tre stelle della cintura a formare una linea quasi retta (da sinistra: Alnitak, Alnilam e Mintaka), ed i 3 luminosissimi astri Betelgeuse (gigante rossa), Rigel(azzurra) e Bellatrix(in alto a destra). Sotto la cintura troviamo un gruppo di stelle in cui giace la Grande nebulosa di Orione (M42) osservabile anche ad occhio nudo. Una perla del cielo boreale.

Nella stessa zona di cielo troviamo le costellazioni del Toro(dalla caratteristica forma a Y) con la stella rossa Aldebaran, la costellazione dell’Auriga con la brillante stella Capella, i Gemelli con le stelle principali Castore e Polluce. A sinistra in basso rispetto ad Orione, nella costellazione del Cane Maggiore, risplende Sirio, la stella più luminosa del cielo. Poco al di sotto dei Gemelli, si può facilmente riconoscere un’altra stella luminosa, Procione, del Cane Minore.

Troviamo le Pleiadi sfruttando la costellazione del Perseo

Troviamo le Pleiadi sfruttando Perseo

Proseguiamo il nostro tour con il cielo settentrionale, dove l’Orsa Maggiore domina incontrastata. Con il suo aiuto sarà un gioco da ragazzi trovare la stella polare. A Nord-Ovest troviamo Cassiopea con la sua caratterisitica forma a “W”; tra Cassiopea e il Toro troviamo la costellazione del Perseo. Da notare che anche la costellazione del Perseo può fungere da comodo riferimento per giungere alle Pleiadi, infatti basta congiungere con una linea immaginaria a forma di “arco” alcune stelle per arrivare al famosissimo ammasso aperto, come mostrato in figura (cliccare sull’immagine per ingrandire)

Chiudiamo la rassegna segnalando la costellazione di Bootes (il Bifolco), sotto l’Orsa Maggiore e a sinistra della Vergine, caratterizzata dalla particolare forma ad aquilone, con la sua brillante e rossastra Arturo.

Mappe del cielo ed eventi del mese

Nota: Le mappe del cielo sono realizzate con Stellarium e riferite alla metà del mese alle ore 22:00 circa ora italiana, latitudine media (Roma), ad esclusione di congiunzioni ed eventi particolari. Gli orari delle congiunzioni sono scelti valutando le condizioni di migliore osservazione. Effemeridi di Sole e Luna sono valide per una località alla latitudine media italiana (Roma – 12°30’E – 41°53’N) e generati da un software proprietario

effemeridi del mese

Totali

Singole

Nota: Per salvare in locale i singoli files cliccare col tasto destro del mouse sui link riportati e scegliere “Salva collegamento con nome” o “Save link as”. Le effemeridi sono valide per una località alla latitudine media italiana (Roma – 12°30′E – 41°53′N) e generati da un software proprietario

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72 Commenti

  1. Salve, per quanto riguarda la congiunzione di metà mese, usando Stellarium mi è parso che i giorni in cui i due pianeti appaiono più vicini sono il 12 e il 13, dove sto sbagliando?

  2. Bravi e puntuali come sempre…il mio sito preferito tra i preferiti. Un solo appunto, bellatrix e il suo arco sono in alto a destra di Orione non in basso.
    Ciao

  3. @Marco

    confronto.jpg

    In effetti sembrerebbe (per via di uno spostamento tra loro), ma se confrontiamo le immagini addrizzandole opportunamente, ecco cosa otteniamo. I due pianeti più visibili sono del 13 Marzo, mentre quelli dietro sono riferiti al 14.Le distanze sono praticamente identiche, e così deve essere, visto che da un giorno all’altro i movimenti sono impercettibili.

    @Andrea
    Refuso corretto, grazie mille per la segnalazione! 😉

  4. In effetti sembrava, perchè nei giorni precedenti Giove e Venere praticamente si affiancano, mentre il 15 sono in “diagonale”, ma la distanza è un pò più piccola…grazie! Avrei un’altra curiosità, forse è un’assurdità, ma pensavo che, come può capitare che si verifichi un transito di un pianeta dietro la Luna, come fu per Venere qualche anno fa, esisterà anche un’ infinitesima probabilità che due pianeti si eclissino tra di loro, giusto? Pur essendo le orbite non complanari, esisterà un punto in cui si intersecano. E se si, è stato mai registrato in epoche recenti un evento simile?

  5. Marco,
    sì è possibilissimo, e si parla di occultazione, ma in questo caso gli eventi sono estremamente rari a causa della piccolezza del diametro apparente dei due pianeti coinvolti…
    molto rari, dicevo, ma spettacolarissimi!
    che ne pensi di Venere che occulta Giove?
    se hai pazienza aspetta il 22 novembre 2065, oppure puoi verificarlo con Stellarium…
    oppure Venere che occulta Saturno!! il 12 agosto del 2243…
    provalo anche questo con Stellarium!
    buon divertimento! 😉

  6. Ma Marte sorge già verso le ore 18:30? O non è lui? ma la luce mi sembra la sua…grazie!

  7. Voi che date credito a Stellarium come programma attendibile (io non affatto), che cosa mi dite della Luna che l’ombra del terminatore ieri alle 13.30 qui nel nord Italia (stavo andando a prendere qualcosa al BAR e ho guardato il cielo), passava al centro con estremi alle ore 10 // 4, alle 17.30 perfettamente a metà quindi alle ore 12 // 6 , successivamente alle 20.30 alle ore 8 // 2 per poi fralalltro rimanere in questa posizione per il resto della nottata?

  8. Nota in questa pagina in quanto leggo:

    ‘La durata del giorno aumenta di circa 1 ora e 33 minuti dall’inizio del mese.’

    Personalmente ho sempre saputo che le giornate dopo il solstizio d’inverno si allungano di circa 1 minuto al giorno fino a quello estivo e non di 3, quindi mi aspettavo di leggere un aumento della luce diurna di 30 minuti e non di un’ora e mezza….

  9. @Simona
    E’ proprio Marte 😉

    @Rob
    Il tramonto del Sole ritarda di circa un minuto al giorno, ma il suo sorgere viene anticipato di circa 2 minuti al giorno. Quindi, se consideriamo l’aumento del giorno come “aumento di ore di luce”, abbiamo circa 3 minuti al giorno.

    Personalmente, ritengo Stellarium un ottimo software per pianificare osservazioni visuali, al binocolo, o anche al telescopio (purchè non troppo spinte). Se puoi suggerire altri software migliori di Stellarium, questo è il posto giusto! Almeno i tuoi post saranno utili a qualcuno 😉

  10. Cit stefano ‘…Almeno i tuoi post saranno utili a qualcuno’ cioè? spero non sia sarcastica questa frase. Ad ogni modo se dal 21 Dicembre (giorno più corto dell’anno) al 21 Giugno (giorno più lungo dell’anno) ci sono 9 ore di luce di differenza secondo quello che affermi (3 minuti in più al giorno per 6 mesi quindi 3x30x6= 540 min / 60 = 9 ore) equivale a dire che al 21 giugno ci sono 9 ore di luce al 21 Dicembre + 9 ore di luce al 21 Giugno = 18 Ore, confermi?

  11. @Rob, non vorrei dire una scemenza, ma non penso che l’allungamento del giorno rispetto alla notte sia costante, ci sono sicuramente periodi in cui la “velocità di aumento” (la derivata, se vogliamo dirla con la matematica) è maggiore, e altri periodi in cui è minore, in altre parole le ore di luce non si allungano di 3 minuti al giorno ogni giorno dal 21 dicembre fino al 21 giugno, i 3 minuti giornalieri sono il tasso di aumento (medio) di questo mese, probabilmente aprile avrà un tasso di aumento medio diverso e così gli altri mesi… mi verrebbe da pensare che il tasso di aumento o diminuzione delle ore di luce sia più alto nelle vicinanze degli equinozi e più basso nelle vicinanze dei solstizi, ma anche su questo non sono sicuro al 100% 😀

  12. Ciao Marco, bentrovato, i fatti sono derivati e ben conosciuti e in questa stessa pagina ne è riportato indirettamente il dato, ossia che alla fine del mese di Marzo, le giornate si saranno allungate di ben 1 ora e mezza (quindi appunto 3 minuti al giorno), questo succederà allo stesso modo per i mesi rimanenti fino al 21 Giugno. Attendiamo pure la risposta di Stefano e a tal proposito ne approfitto per avere chiarificazioni circa il fatto che all’alba, il sole debba sorgere 2 minuti prima rispetto al tramonto nello stesso giorno. (a me risulta sia 1 minuto come esattamente al tramonto).

  13. E’ esattamente come dice Marco, infatti io non ho parlato di 3 minuti al giorno per 6 mesi, ma di circa 3 minuti al giorno per il periodo inerente questo mese.

    Per quanto riguarda il sarcasmo, caro Rob, hai indovinato, perchè se una persona scrive un post per sollevare una critica, ci si aspetta anche un minimo di costruttività. A tuo avviso Stellarium non è un buon software? OK, proponi delle alternative valide allora, ne beneficeremo tutti. Qui siamo abituati così 😉

  14. Rob, ma sei di nuovo qui con la menata della Luna? Non ti è bastata la mega spiegazione di Enzo nel post sul 2012? Come vanno le tue dieci finestre aperte? O adesso ne hai 18, visto che spari numeri a caso? Forse hai preso qualcosa di troppo forte al bar, magari un palo della luce in piena faccia, visto che eri intento a misurare la posizione del terminatore. Guarda che io non mi sono dimenticato di te e spero proprio che Stefano fosse sarcastico.

  15. @Rob: Spiace contraddirti, ma Marco ha ragione.
    Le giornate subiscono una variazione molto alta agli equinozi, e molto più bassa ai solstizi. Il tasso di variazione, dunque, non è affatto costante.
    Non solo, nemmeno le stagioni durano lo stesso numero di giorni.
    Nel nostro emisfero la primavera dura 89 giorni e 19 ore, l’estate 93 giorni e 15 ore, l’autunno 92 giorni e 20 ore e l’inverno 89 giorni….

  16. Stefano scrive: ‘E’ esattamente come dice Marco, infatti io non ho parlato di 3 minuti al giorno per 6 mesi, ma di circa 3 minuti al giorno per il periodo inerente questo mese.’
    ———————–
    La risposta Stefano, non soddisfa il quesito (probabilmente non hai letto il mio intervento sucessivo a quello di Marco e mi pare evidente considerando che non c’è il motivo per cui all’alba il sole debba sorgere due minuti prima invece che uno come al tramonto allungando le giornate appunto di 2 minuti come è sempre stato fino a poco tempo fa.

    @Mario: interventi polemici e fine a se stessi come i tuoi, servono a poco al discussione. Sulla questione Luna l’utente che citi, non ha spiegato nulla di credibile.

  17. @Rob: Sei ancora in errore. La variazione non è la stessa per l’alba ed il tramonto. Ripeto: giorno e notte dipendono da un fattore geometrico che combina l’inclinazione dell’asse terrestre alla rivoluzione della terra intorno al sole. Se ci pensi bene, NON PUÒ essere simmetrico…

  18. Ciao Red, allora per farla breve, al 21 Giugno le ore di luce dovrebbero essere 15 ore e 15 minuti. Il sole sorgerà alle 5.36 e tramonterà alle 20.51. Confermi?

    Comunque anche per te, sapresti spiegare il motivo per cui all’alba il sole debba sorgere 2 minuti in anticipo rispetto al minuto in ritardo? Tnx

  19. Caro Rob, non so dove tu ti trovi, sicuramente più a sud di dove sono io.
    Da me il 21 giugno il sole sorgerà alle 05:30 e tramonterà alle 21:23, con una durata del giorno di 15 ore e 53 minuti. Come ben saprai, la durata del giorno dipende anche dalla latitudine (visto che è legata a fattori geometrici, ed in particolare a come si proietta l’ombra della terra).

    Per quanto riguarda l’altra domanda, ho già dato abbastanza spiegazioni.
    Se non ti fidi, controlla tu stesso….
    Anzi, meglio: perché non ti fai una meridiana solare sulla base delle tue osservazioni: ti renderai conto da solo che le cose stanno come ti diciamo….

  20. @Red: gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana come penso siano anche quelli riportati in questo post (che sono alla latitudine circa di Roma di 41°), comunque la cosa che mi porta ad osservare meglio è per il semplice fatto che ai primi di Agosto 2011 dell’ anno scorso, ricordo (mese che fralaltro dovrebbe essere più corto di Giugno), un chiarore netto fino a tarda notte. C’è anche da dire che sempre nel Giugno dell’anno passato in Norvegia, il sole era ancora in alto a l’una di notte 😯

  21. In qualsiasi località della terra che si trovi ad una latitudine a Nord di 90°-23.5°=66.5° (dove 23.5 è un valore medio per l’inclinazione dell’eclittica) nel mese di giugno, nel periodo intorno al solstizio estivo, si verifica l’assenza del tramonto del Sole: grazie al software Stellarium (il più facile da usare, precisissimo, ma anche con Carte du Ciel, tanto per far un altro esempio, altrettanto preciso ma decisamente meno realistico) ci si può posizionare in qualunque locazione della Terra, spostare l’ora e la data a quella che uno desidera e verificare qualsiasi evento si verifichi in quell’istante. Potrà essere l’inclinazione del terminatore della Luna, l’istante del sorgere di un pianeta qualunque, l’occultazione di una stella da parte della Luna, la posizione dei satelliti di Giove, ecc.
    In tutti i casi, recandosi sul posto di persona, con un telescopio, un buon orologio (attenzione al fuso orario!) si possono verificare in modo assolutamente preciso e inconfutabile gli eventi previsti da Stellarium o qualunque altro programma di astronomia, sia per PC che per smartphone o tablet: oggigiorno sono tutti precisi, altrimenti non avrebbero ragione di esistere! Specie negli smartphone, la presenza di un GPS aggiunge un livello di precisione assolutamente notevole.

    Sul sorgere ed il tramontare del Sole ed il numero di ore di luce giornaliere, gli istanti e le durate variano moltissimo di giorno in giorno e soprattutto in funzione della latitudine dell’osservatore: plottando (ad esempio su Excel, ma anche su altri programmi tipo tabellone, a seconda dei propri gusti) gli istanti del sorgere e del tramonto del Sole per tutti i giorni dell’anno ad una certa latitudine, si ottiene un grafico avente un andamento sinusoidale.

  22. Allora, sono riuscito a reperire dei dati riguardo il sole presente 24 ore nelle città più a nord della Norvegia, in questo caso Tromso: dal 18 Maggio al 27 Luglio in cui in questa fase, per la prima volta il sole tramonta poco dopo mezzanotte.

  23. Riguardo alla durata della luce crepuscolare dopo il tramonto, c’è modo di avere una formula per il calcolo della stessa? Non dovrebbe essere: 24 / coseno (latitudine)?

  24. Rob, l’utente che cito, cioè Enzo, è un astronomo di fama internazionale, controlla su internet se non ci credi, tu invece chi sei per dire che le sue spiegazioni non sono credibili? In quanto a Red, Pier e Stefano ne sanno sicuramente più di te o me. Senti un po’, io non so quale sia il tuo mestiere, ma se un tizio sconosciuto venisse a chiederti informazioni riguardo argomenti attinenti il tuo lavoro e dopo le tue risposte ti dicesse che gli hai raccontato solo delle storie come ti sentiresti? Magari proveresti a fargli capire che quello che dici è frutto di esperienza di anni supportata da moltissima altra esperienza e studi effettuati da chi ha fatto quel mestiere prima di te. Ma quello niente, in base a sue osservazioni e suoi ragionamenti tu non capisci niente e tutto quello che sai a proposito del tuo lavoro è sbagliato. Ti rendi conto di quello che stai facendo? E allora delle due l’una: o lo fai apposta come ti ho scritto nell’altro post, oppure sei proprio ottuso. Nel primo caso smettila, nel secondo mi spiace per te.

  25. Giovedi 1 Marzo 2012, alle 22:33, mentre stavo facendo un’osservazione con il Gruppo astrofili della mia citta, è passato un grosso bolide, a Sud-Ovest, cioe dove di Giove.

  26. Per il calcolo della durata del crepuscolo bisogna innanzitutto distinguere tra tre tipi di crepuscolo, civile, nautico e astronomico: il primo è quello convenzionale, utilizzato nella vita di tutti i giorni, il secondo è utilizzato per scopi nautici, mentre l’ultimo è quello a noi più caro e si riferisce all’istante in cui la luce del Sole è totalmente scomparsa e si fa buio.
    Per la durata di questi tre crepuscoli si calcola l’istante in cui:
    – il Sole si trova esattamente all’orizzonte (0° di altezza)
    – il Sole si trova 6° sotto l’orizzonte e per differenza si ottiene la durata del cosiddetto crepuscolo civile
    – il Sole si trova 12° sotto l’orizzonte e per differenza si ottiene la durata del cosiddetto crepuscolo nautico
    – il Sole si trova 18° sotto l’orizzonte e per differenza si ottiene la durata del cosiddetto crepuscolo astronomico

    Nel computo degli istanti del tramonto (ma lo stesso discorso vale anche per il sorgere del Sole) vengono utilizzate parecchie formule di trigonometria sferica ed un metodo iterativo, a causa del fatto che tanto il Sole quanto la Terra sono corpi celesti che si muovono e nel calcolo degli istanti bisogna tenerne conto. In questi calcoli la latitudine del luogo di osservazione c’entra senza ombra di dubbio, ma non proprio con una relazione semplice quale il coseno!
    Oramai questi calcoli sono alla portata di chiunque (sono semplicissimi per i computer odierni!) e consentono di avere delle precisioni buone (che poi si possono verificare di persona con opportuna strumentazione, a cominciare ovviamente da un buon orologio).
    Ma questo è solo il primo livello di approssimazione: non basta questo! Bisogna infatti tener conto degli effetti della rifrazione atmosferica che dipendono in modo molto complesso dalla temperatura e dalla pressione del luogo in cui si effettua la misurazione.
    Come sempre la spiegazione di un fenomeno fisico necessita di più livelli di approssimazione, da quella più grossolana a quella più spinta, il tutto condito da una serie di formule che comunque cercano anche loro di rappresentare un modello del fenomeno stesso.

  27. Direi di mettere il punto su questa discussione e di lasciar spazio agli altri utenti, altrimenti rischiamo di trovarci con 10 pagine di commenti senza aver risolto nulla. Sono state date tutte le spiegazioni del caso. Se qualcuno persevera, si potrebbe pensare ad un classico esempio di trolling, per cui verranno prese le dovute contromisure.

  28. scusate amici, Vi voglio porre una domanda che vi fara’ sorridere, visto come son messi venere e giove penso che se fossero abitate si potrebbero dar la voce gli uni con gli altri, scherzi a parte ma quale e’ la distanza effettiva tra i due??? e’ una curiosita’.

  29. vittorio
    ancora una volta vengono in nostro aiuto mostri sacri come Celestia o Stellarium. In entrambi i casi ci vuole meno di un minuto: si atterra su Venere e una volta giunti a destinazione si cerca Giove.
    In tutti e due i casi tra le informazioni presentate c’è la distanza (proprio in questo momento!) tra i due oggetti: 4.7595 UA
    se lo moltiplichi per 150.000.000 (valore approssimato della distanza Sole-Terra) ottieni la distanza in Km.
    Ancora una volta quella che è una piccola distanza angolare tra due oggetti in cielo si rivela viceversa molto grande! 😉

  30. Quasi 5 UA. Come per le stelle delle costellazioni son vicini solo per un effetto prospettico.

  31. scusate la mia ignoranza in materia ma,ultimamente guardando il cielo di notte ho notato una stella,o almeno credo che sia una stella,sempre più luminosa e quindi penso sempre più vicina.è così?e cosa potrebbe comportare ciò?grazie a tutti.

  32. grazie per il chiarimento sulla distanza, certo che i numeri che ne escono diventano impressionanti, dopo di che si puo’ vagamente farsi un concetto di infinito. Un cordiale saluto.

  33. @francesca
    Credo che tu ti riferisca a Venere, che in questi giorni si trova molto vicino a Giove (dal nostro punto di osservazione, non realmente 😉 ). Per esserne certi dovresti dare qualche indicazione in più sulla direzione e l’orario di osservazione.

  34. Francesca, mi pare di aver capito che temi una collisione con una stella o un pianeta. Entrambi impossibili. I pianeti del sistema solare hanno orbite stabili e in quanto alle stelle la più vicina è a più di 4 anni luce. Come dice Stefano forse hai visto Venere o forse, se la sua luce è rossastra, Marte che in questi giorni è in opposizione e quindi relativamente vicino alla Terra.

  35. Scusate la mia ignoranza. Ho riconosciuto Orione durante il suo tramonto verso la mezzanotte e la costellazione mi è parsa esageratamente allargata, quasi enorme. Credo che ciò sia dovuto ad un effetto ottico ma gentilmente mi potete spiegare per quale motivo all’orizzonte i corpi celesti appaiono più grandi?

    Molto bella poi la congiunzione Giove e Venere.

    Se avete pazienza un’altra domanda. I pianeti hanno le fasi come la luna? Ho sentito per ora parlare delle fasi di Venere (scoperte da Galileo) ma non quelle di altri pianeti. In teoria dovrebbero averle anche loro?
    Grazie

  36. Ciao,
    gli oggetti all’orizzonte sembrano più grandi per un semplice effetto psicologico, qui è spiegato abbastanza bene per la Luna (ma vale per qualsiasi altro astro): http://www.tanogabo.it/luna_grande.htm

    Per quanto riguarda le “fasi” dei pianeti, naturalmente li hanno tutti, compresa la Terra, semplicemente perché in ogni momento il 50% della superficie è illuminato (dal Sole) e l’atro 50% è al buio. Ovviamente la “fase” dipende dall’angolazione, rispetto alla posizione del Sole, attraverso la quale si osserva il pianeta.
    Risulta quindi naturale che per i pianeti interni (Vernere, ma anche Mercurio) non si possa osservare dalla Terra una “fase piena” in quanto la luce del Sole non lo permette. Per i pianeti esterni vale l’esatto opposto.

    Spero di essere stato chiaro e di non aver scritto corbellerie 🙂

    Ciao,
    Alex.

  37. caro claudio, non ricordo come si chiami il fenomeno però succede perchè appunto hai l’orizzonte come punto di riferimento e quindi riesci a fare un confronto.
    pensiamo alla luna, se tu la guardi quando è in alto nel cielo e la guardi all’orizzonte, le dimensioni della luna sembrano più grande nel secondo caso, proprio perchè hai un punto di riferimento che nel cielo in alto non hai.
    quindi il cervello viene ingannato…
    le fasi le hanno venere e mercurio, cioè i pianeti interni al sistema solare

  38. Non so se questo è il posto giusto, ma vorrei consigliarvi QUESTO bellissimo video in cui si simula la formazione e l’evoluzione della nostra Luna. Buon divertimento!

  39. Salve,
    alzando gli occhi ad ovest, mi è capitato di vedere due stelle molto appariscenti, una più alta e luminosa ed un’altra più bassa a sinistra. Parlandone in giro mi hanno detto che probabilmente si tratta di Venere e Giove, ma puntandole con il mio telescopio, non mi sembrano dei veri e propri pianeti: mi appaiono come delle luci circolari con un grosso buco al centro.. Di cosa si tratta? Vi ringrazio anticipatamente.

    P.S.= Mi scuso per la mia ignoranza e la mia ingenuità nelle descrizioni 😮

  40. Sono sempre io, scusate per l’insistenza.. Navigando su internet ho letto che i pianeti appaiono al telescopio come dischi luminosi.. proprio come io ho visto quelle due stelle.. E’ Vero?? Grazie mille

  41. Benedetto, sono Venere, il più luminoso, e Giove. Secondo me, se ti appaiono come delle ciambelle è perchè il telescopio, che presumo sia un riflettore, è mal regolato, fuori fuoco, oppure hai usato un ingrandimento eccessivo e tu vedi l’incastellatura che regge lo specchio secondario. Dovresti vedere solo il dischetto luminoso e basta. Guardando Giove poi dovresti vedere i quattro satelliti galileiani. Guarda le posizioni dei pianeti nell’articolo e poi usa Stellarium per fare pratica, vedrai che in breve non avrai più esitazioni.

  42. Bellissimo Red! Da qualche parte ho letto che forse le lune all’inizio erano due e una se n’è andata o si è polverizzata con gli impatti.

  43. @Mario Bioletti: Ho letto anch’io che le lune erano due.
    Sembra che la luna più piccola si sia formata lungo la stessa orbita di quella più grande, e poi si sia scontrata con essa ad una velocità molto bassa.
    Alla fine, la luna più piccola non ha provocato un cratere, ma si è “spalmata dolcemente” sulla faccia nascosta della nostra Luna, fondendosi con essa.
    Questo spiegherebbe alcune anomalie della faccia “oscura”….

  44. Buongiorno. Scusate sempre con le mie domande. Come mai quest’anno l’equinozio di primavera cade il 20 e non il 21 Marzo?

  45. @CLAUDIO: E’ una semplice questione di calendario.
    Il calendario gregoriano accumula, rispetto all’anno tropico, un giorno di ritardo ogni 400 anni.
    Questo giorno è stato recuperato nel 2000.
    Da allora, l’inizio della primavera (e delle altre stagioni) è slittato di un giorno, e oggi cade tra il 20 e il 21 marzo.

  46. Veramente io sapevo che cadeva il 20 Marzo (e non il giorno 21) perché questo Febbraio ha avuto 29 giorni (bisestile) …. è un’informazione sbagliata?

    Ciao,
    Alex.

  47. se volete, a questo link
    http://www.pierpaoloricci.it/dati/primavera.htm
    trovate le date della primavera tra l’anno 1 e l’anno 4000…
    non mi sembra che sia una questione di calendario, ma piuttosto di irregolarità nel moto della Terra intorno al Sole…
    Si potrebbero copiare tutte le date in un tabellone excel per poi generare un grafico, che mostri l’andamento della data dell’equinozio nel corso degli anni.
    Magari poi lo faccio e vi segnalo i risultati… 😉

  48. A Pieluigi grazie per quella magnifica tabella.

    In effetti guardando quel calendario l’equinozio cade per la maggior parte dei casi il 20 e non il 21 come comunemente credevo. Quindi non è solo una questione di calendario. Quante cose che non so.
    Ma poi perchè l’intersezione dell’ecclittica con il meridiano celeste continua chiamarsi punto d’ Ariete se da 2000 anni questo punto cade nei pesci e nel 2100 sarà in aquario? é per rispetto alla storia dell’astromonia?

  49. @AlexanderG: E’ giusto quello che dici. Io, però, volevo spiegare il perché l’equinozio cade proprio tra il 20 e il 21 di marzo, e non in un’altra data dell’anno (per esempio il 1° gennaio).
    @pierluigi: I calcoli nella pagina linkata sono senz’altro giusti dal punto di vista del puro calcolo, ma SBAGLIATI dal punto di vista storico. 😯
    Per farla breve, il calendario romano in origine era di 304 giorni, poi allungati a 355. Lo scollamento dell’anno civile con quello solare costringeva però i romani ad aggiungere un mese in più ogni due anni, per far cadere le stagioni nel medesimo periodo dell’anno. Anche così, però, restava un metodo caotico e poco utile nel tener conto delle stagioni.
    Giulio Cesare pose fine al caos istituendo l’anno giuliano partendo dal calendario egizio (che si basava sul sorgere eliaco di Sirio, e quindi era molto preciso).
    Così, il 46 a.c. fu portato a 455 giorni, e dal 45 a.c. si introdusse l’anno giuliano, che era un anno solare (quindi legato alle stagioni e alla precessione): durava 365 giorni, partiva da gennaio e prevedeva ogni quattro anni un giorno in più a febbraio (bis sexto die ante kalendas Martias, da cui bisestile). In quell’anno, la primavera cominciò il 25 marzo.
    L’anno giuliano, però, restava indietro di circa 11 minuti ogni anno, rispetto all’anno solare, cioè di tre giorni ogni 400 anni circa.
    Ciò creò problemi alla liturgia della chiesa, visto che la Pasqua deve cadere la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera, e la primavera era stata convenzionalmente fissata al 21 marzo.
    Fu così che Gregorio XIII istituì l’anno gregoriano, a partire dal 1582. In quell’anno, la primavera astronomica cadeva l’11 marzo

    Per far tornare i conti e far cadere l’equinozio il 21 marzo, si passò direttamente da giovedì 4 ottobre a venerdì 15 ottobre, e si introdusse una nuova regola: gli anni secolari erano bisestili solo se divisibili per 400.
    Il primo anno secolare bisestile fu il 1600, il successivo secolare bisestile fu il 2000 (è a questa cosa che mi riferisco).
    Anche così, i conti non tornano, e ci vorranno altri aggiustamenti in un futuro, però, piuttosto lontano.

    Come vedi, il tuo amico ha commesso un’errore di prospettiva storica, e non astronomica… 🙂
    Vedere QUI, QUI e QUI.

  50. @CLAUDIO: per la precessione degli equinozi. Ai tempi di Cristo ( e di Giulio Cesare) il Sole all’equinozio era effettivamente nel segno dell’ariete.
    Col passere degli anni e grazie alla precessione, il Sole cominciò ad essere nel segno dei pesci all’equinozio, e retrocederà in quello dell’acquario, e così via.
    Nonostante ciò, il termine “punto d’ariete” è rimasto nell’uso per indicare l’equinozio di primavera, come il termine “punto della bilancia” per l’equinozio d’autunno…. 🙂

  51. Pardon rettifico: il termine “punto d’ariete” risale agli assiro – babilonesi, tra i primi a studiare astronomia e … astrologia.
    Il termine è rimasto perché legato all’astrologia: dal punto d’ariete convenzionalmente si calcola l’inizio del segno dell’ariete nell’astrologia.
    Una volta non c’era molta distinzione tra astronomia e astrologia….

  52. Grande Red, tutta la storia del calendario per filo e per segno non la sapevo, grazie, hai fatto un commento che da solo vale un articolo.

  53. @Mario Bioletti: Grazie! 😳 Ma esageri…
    Comunque, ce ne sarebbe da dire sul calendario: per esempio, perché fu scelta la data del 21 marzo, come data di inizio della primavera? Semplicemente perché la decisione di stabilire la pasqua per la prima domenica dopo il plenilunio di primavera fu presa nel primo concilio di Nicea, avvenuto nel 325 d.c. .
    In quell’anno, a causa degli errori nell’anno giuliano, l’inizio della primavera era appunto scivolato dal 25 marzo al 21 marzo, data che fu scelta come riferimento.
    E così via…. 😎

  54. Ma non si può inventare un calendario più preciso e che abbia bisogno di meno rettifiche?

  55. alllo staff
    avete fatto articoli riguardo l’origine del calendario cosi come lo conosciamo oggi per caso?
    l’intervento di mario boietti ha stimolato la mia curiosità :mrgreen:

  56. @Mario Bioletti: Esistono già dei calendari più precisi.
    Herschel propose una ulteriore regola, cioè di considerare non bisestili gli anni multipli di 4mila. L’errore così diventa di un giorno ogni 20mila anni.
    Strano a dirsi, il calendario rivoluzionario sovietico è ancora migliore: la proposta era di considerare bisestili gli anni centenari se essi, preso il numero di secoli e diviso per 9, davano come resto 2 o 6. L’errore, così, scende ad un giorno ogni 40mila anni.
    Si arriverebbe ancora più vicini alla perfezione considerando non bisestili gli anni divisibili per 4mila o 10mila.
    In ogni caso, non è possibile avere un calcolo esatto perché l’orbita della terra e la sua rotazione non sono costanti: la prima è influenzata dalla presenza degli altri pianeti, la seconda rallentata a causa degli effetti di marea prodotti dal gioco di Sole e Luna.
    Alla fine, si è preferito inserire quando serve un secondo in più alla mezzanotte del 31 dicembre.
    In tal modo, basta mantenere il calendario gregoriano così com’è….

  57. Ciao a tutti, vorrei sapere se con un piccolo telescopio catadiottrico da 90mm di diametro e 1200mm di focale è possibile osservare Giove e Venere.. 😛