La Costellazione dell’Indiano

Ecco un’altra costellazione che può lasciare perplessi: ma esiste veramente? Ovviamente sì: si tratta di una costellazione australe, ricca di oggetti interessanti.
Andiamola a conoscere!

Questa serie di articoli fa uso del Simulatore di costellazioni in 3D, descritto in questo articolo. Se si dovessero riscontrare problemi nel caricamento delle pagine, scaricare manualmente l’ultima versione di JRE (Java Runtime Environment) all’indirizzo:
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L’Indiano

La costellazione dell'Indiano
La costellazione dell’Indiano

Nell’introduzione ho detto che si tratta di una costellazione australe, in quanto si sviluppa quasi del tutto nell’emisfero Sud celeste: la costellazione è abbastanza grande e la sua parte più settentrionale si trova proprio a fianco della costellazione della Gru, raggiungendo una latitudine celeste leggermente più a Nord di quella della stella AlNair.

Anche la sua stella più brillante (α Ind) si trova nelle stesse condizioni di AlNair: perciò sarà quasi impossibile osservarla, anche con l’orizzonte perfettamente sgombro.

All’interno dell’Indiano trovano collocazione alcuni interessanti oggetti deep sky, 4 stelle abbastanza grandi ma soprattutto una stella particolare, molto vicina.

l'applet 3D della costellazione
l’applet 3D della costellazione

L’applet 3D ci consente di vedere le stelle che compongono l’Indiano: come sempre si distaccano dal foglio virtuale, grazie alle frecce destra e sinistra, mentre cliccando “f” non succede niente, dal momento che comunque le stelle presenti non consentono di visualizzare un indiano.

Già, dimenticavo che la costellazione in esame è dedicata proprio ad un indiano d’America, con tanto di lancia in mano e penne sul capo: il nome latino (Indus) è decisamente più serioso e difficilmente evoca film western.

Cliccando “n” vediamo che al suo interno esiste una stella molto vicina, di cui parlerò a breve.

Vediamo ora la rappresentazione della costellazione nelle mappe stellari che ben conosciamo: nell’Uranometria vediamo un indiano, senza penne in testa ma con la lancia

la costelalzione dell'Indiano secondo Hevelius
la costellazione dell’Indiano secondo Hevelius

mentre secondo Stellarium viene raffigurato un grande capo indiano, con le braccia conserte e con un copricapo di penne d’aquila in testa.

la costellazione dell'Indiano secondo Stellarium
la costellazione dell’Indiano secondo Stellarium

Quattro stelle di grandezza importante

confronto fra le stelle dell'Indiano ed altre molto grandi e molto note
confronto fra le stelle dell’Indiano ed altre molto grandi e molto note

Dal diagramma di comparazione con altre stelle più grandi ed altre più note incontrate nel corso della varie puntate della rubrica, vediamo che ce ne sono quattro che attirano subito la nostra attenzione. Abbiamo imparato a riconoscere subito la classe spettrale, dal colore che ho utilizzato per rappresentarle (per mezzo di Illustrator): anche in questa situazione tirerò in ballo l’incolpevole Aldebaran.

La stella più grande è una gigante arancione di classe spettrale K1, β Ind, la cui grandezza è pari a 56 volte quella del nostro Sole e nettamente più grande di Aldebaran.

Leggermente più piccola (si fa per dire!) è l’altra $gigante$ arancione ζ Ind, di classe spettrale K5, grande 40 volte la nostra nana gialla: anche in questo caso Aldebaran è sorpassata, seppur di poco.

Le ultime stelle più grandi della costellazione sono solo leggermente più piccole dell’α Tau  e si tratta della $gigante$ arancione κ2 Ind, di classe spettrale K4 e della $gigante$ rossa ο Ind, di classe spettrale M0, dotate di un diametro pari a rispettivamente 32 e 31 volte quello del Sole,

Dato che stiamo paragonando queste 4 stelle con Aldebaran, ho fatto un collage delle foto che mi hanno inviato su mia richiesta i miei amici ( rispettivamente Indiavolati, Indomiti, Indietro e Indue) e i più snob Aldebaroni: in tutti i casi la stella è stata fotografata (grazie a Celestia, non dimentichiamolo) dalla distanza di 10 UA , che è in media quella del pianeta Saturno dal Sole. Riguardo i miei amici interstellari, mi soffermo sugli ultimi due: la razza degli Indietri deriva il suo nome dal fatto che già dall’antichità sapevano che la loro stella (Kappaduinda) era seppur leggermente più piccola di Aldebaran, mentre gli ultimi, gli Indui, traggono il nome dalla consapevolezza che anche il loro sole (Omicrinda) è più piccola di Aldebaran ed in per questo motivo è meglio essere in due a soffrire, alla luce del loro motto “mal comune mezzo gaudio”.

Ma lasciamo perdere le facezie per ritornare ancora una volta sul fatto che Aldebaran trae (giustamente!) la sua notorietà dal fatto che è una stella di prima grandezza situata ad appena 65 anni luce (al) dal nostro Sole: le quattro stelle dell’Indiano (che ricordo essere β, ζ, κ2 ed ο) ancora una volta sono praticamente stelline anonime per il fatto di essere rispettivamente di magnitudine 3.65, 4.9, 5.6 e 5.5, dato che la loro distanza dal Sole è molto più grande e pari a 612, 412, 491 e 543 anni luce: va da sè che se fossero state più vicine, almeno sarebbero state più luminose. Lascio agli intrepidi lettori dotati di vena matematica scoprire quale sarebbe la loro $magnitudine$ se fossero tutte alla stessa distanza di Aldebaran.

Passiamo ora alla stella ε Ind, importante perché si trova alla piccola distanza di 11.82 al dal nostro Sole, essendo così il diciassettesimo sistema stellare nella lista: si tratta di una stella di quinta $magnitudine$ e perciò visibile ad occhio nudo, di classe stellare K5 (altra parente di Aldebaran), ma stavolta abbiamo a che fare con una nana arancione dato che il suo diametro è pari a 0.76 volte quello del Sole. Ho parlato di sistema stellare, dal momento che questa stella è accompagnata da due nane brune (ε Ind Ba ed ε Ind Bb), scoperte entrambe nel 2003. Altra caratteristica peculiare di questa stella è il suo alto moto proprio, che la pone al terzo posto in questa speciale classifica, dopo Groombridge 1830 (nell’Orsa Maggiore) e 61 Cyg : per questo motivo, in base a questa sua velocità, è stato calcolato che nel lontano 2640 la stella abbandonerà la costellazione dell’Indiano per entrare in quella del Tucano.

Ed ora altre facezie su questa stella vicina: i miei amici Industrializzati mi hanno inviato la foto del nostro Sole visto dal loro pianeta. La nostra nana gialla appare di $magnitudine$ 2.6 vicinissima alle altre stelle del grande carro: da loro fa parte delle famose “otto stelle dell’Orsa Maggiore”, poste tutte a Ottontrione.

Dimenticavo di dire che nel loro pianeta Indus l’attività principale è la pesca di quello che loro chiamano Bastoncino, uno strano pesce arancione di forma squadrata ed allungata che vive nei loro mari al di sotto della banchisa ghiacciata, ad una temperatura al di sotto dello zero: loro giurano di non conoscere le nostre pubblicità e che i loro Bastoncini Indus sono molto noti nella galassia…

Ma ritorniamo ora a discorsi più seri analizzando insieme gli …

Oggetti deep sky

In questa simpatica costellazione sono presenti oggetti deep sky davvero notevoli: li vediamo insieme in queste foto realizzate dal mitico HST. Iniziamo da una fantastica $galassia$ dotata di un anello di polveri: si tratta della NGC 7049

la meravigliosa $galassia$ $NGC$ 7049
la meravigliosa $galassia$ NGC 7049

Passiamo poi alla $galassia$ irregolare IC 5152

la galassia irregolare IC 5152
la $galassia$ irregolare IC 5152

Ora è la volta della meravigliosa $galassia$ a spirale barrata NGC 7090

la galassia a spirale barrata NGC 7090
la $galassia$ a spirale barrata NGC 7090

Davvero bella è la $galassia$ a spirale barrata NGC 7083

la galassia a spirale barrata NGC 7083
la $galassia$ a spirale barrata NGC 7083

Qui invece vediamo la $galassia$ ellittica NGC 7041

la galassia ellittica NGC 7041
la $galassia$ ellittica NGC 7041

e chiudiamo con la $galassia$ a spirale barrata NGC 7064

la galassia a spirale barrata NGC 7064
la $galassia$ a spirale barrata NGC 7064

 

Nomi di stelle e visibilità

Tra le stelle dell’Indiano, solo una ha ricevuto un nome, che penso non sia mai stato usato da qualcuno e che riporto solamente a livello di curiosità

  • The Persian (α Ind): non capisco cosa c’entri un persiano (il gatto o una persona?) con un indiano…

Per quanto riguarda la scarsissima visibilità della costellazione all’orario comodo delle 21, c’è da dire che spunta appena appena sopra l’orizzonte, a Sud, nei primi giorni di ottobre.

Un’appendice curiosa, ma molto complicata, su ε Indi

il moto di epsilon Indi nell'arco di 1000 anni
il moto di epsilon Indi nell’arco di 1000 anni

Voi sapete che io non riesco a scrivere qualcosa senza cercare una conferma: armato del mio fido Stellarium, ho voluto vedere cosa ne pensa questo programma riguardo al fatto che la stella ε Ind, grazie al suo elevato moto proprio, entrerà nella Costellazione del Tucano nel 2640.

Ho così scattato 10 snapshots dal 2015, ogni 100 anni, fino al 3015 , creando poi da queste singole immagini una gif animata, grazie ad un sito che le realizza online. Ho ottenuto alla fine l’animazione qui a destra: se cliccate sull’immagine si aprirà l’originale molto più grande (1024 x 768 pixel), che ci consente di vedere molto bene i singoli frame dell’animazione stessa.

In questo modo possiamo vedere quanto si muove questa stella: ebbene sì, si sposta di parecchio, ma secondo Stellarium il passaggio dalla costellazione dell’Indiano a quella del Tucano avverrà all’incirca nel 2551.

passaggio di epsilon Indi nel Tucano, secondo Stellarium
passaggio di epsilon Indi nel Tucano, secondo Stellarium

So che Stellarium tiene conto sia del moto proprio delle singole stelle che della precessione degli equinozi ed ha un certo range di validità dei propri calcoli. So anche che la fonte di Wikipedia per la data del 2640 è autorevole, il “Databook of Astronomy” di Patrick Moore: ricordo che questi era un famoso astronomo dilettante inglese, nonché scrittore, ricercatore, commentatore radio e presentatore televisivo, deceduto nel 2012 e del quale possiedo il bel volume “The Astronomy Encyclopedia”.

Non so cosa aggiungere riguardo la data di passaggio tra le costellazioni e se sia il caso o meno di approfondire ulteriormente questa questione, per verificare chi abbia ragione! Comunque so che è stato un utile e divertente esercizio: tra l’altro a guardare più e più volte l’animazione ci si accorge che anche altre stelle in quel $campo$ stellare hanno un moto proprio importante…

Io ne ho contate almeno altre 3: di queste, solo di una ho verificato il moto proprio tramite il database stellare di riferimento, chiamato SIMBAD (qui trovate la pagina dove si possono fare le ricerche su singole stelle).

Ho così ottenuto i seguenti dati, raccolti in un’unica tabella

moti propri di alcune stelle importanti e non
moti propri di alcune stelle importanti e non

dove ho riportato qualche dato relativo alle altre due stelle con il moto proprio più elevato (di cui ho fatto cenno in precedenza), alla stella al centro del $campo$ stellare dell’animazione (HIP 109227) e alla stella di cui ho trovato i dati (HIP 109655) : le colonne indicano

  • pm-ra (proper motion in right ascension) è la quantità mu-ra*cos(dec)
  • pm-dec (proper motion in declination) è la quantità mu-dec
  • pm (proper motion) è brutalmente la radice quadrata della somma dei quadrati, per avere un’idea del moto proprio totale

le tre quantità sono espresse in mas/yr e cioè milli-arc seconds per year e cioè rappresentano lo spostamento in millisecondi d’arco nell’arco di un anno.

La quantità pm l’ho calcolata per semplicità considerando il triangolo rettangolo di cateti pm-ra e pm-dec e calcolandone l’ipotenusa con il teorema di Pitagora: in realtà i due cateti sono i lati di un triangolo sferico, la cui ipotenusa si calcola con formule ancora più complesse di trigonometria sferica, che per pietà vi abbuono…

 

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4 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Bella costellazione, quando mi trasferirò in Australia la studierò per bene
    Il moto di \epsilon indi è decisamente interessante.